30 marzo 2006

news 30 marzo

AGGRESSIONI A VLADIMIR LUXURIA CANDIDATA RIFONDAZIONE COMUNISTA
ALLE ELEZIONI POLITICHE
E' triste constatare che in Italia, nel cuore dell'Europa cosiddetta civile, ancora una candidata alle
elezioni politiche possa essere oggetto di aggressioni fisiche ed
intimidazioni legate solo al suo essere. Penso sia il caso di esprimere
solidarietà alla candidata di Rifondazione Luxuria aggredita a
Guidonia: Insulti e lancio di oggetti. ROMA - Finocchi lanciati come sassi, striscioni più che allusivi. Vladimir Luxuria, il transgender
candidato di Rifondazione Comunista alla Camera, racconta l'aggressione di Guidonia, un comune vicino Roma: "Era già successo ad Ardea, ma a
Guidonia è stato più grave”.
FONTE: REPUBBLICA INVIATO DA: Anna Spina

FABIO CROCE EDITORE "NON C'E' PACS SENZA PACE"
I Verdi e i diritti GLBT in Italia Venerdì 31 Marzo alle ore 17,15 presso
la LIBRERIA BABELE DI MILANO, VIA S. NICOLAO 10 (METRO CADORNA)
ALFONSO PECORARO SCANIO incontra la comunità GLBT. Interverranno:
Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente dei Verdi-Capolista alla Camera)
Gianpaolo Silvestri (Candidato al Senato Lombardia 1 Lista con
l'UNIONE- VERDI-PDCI- CONSUMATORI) Fabio Croce (Candidato alla Camera
Lazio 1 Lista Verdi) Aurelio Mancuso (Segretario Nazionale ARCIGAY)
Ivan Scalfarotto - Ivan Cattaneo - Donatella Rettore - Matteo B.
Bianchi. INFO LIBRERIA BABELE 02 8691 5597, FEDERAZIONE DEI VERDI -
ORGANIZZAZIONE FABIO CROCE
06 4746780 fabiocroce@iol.it


MARZABOTTO
Venerdì 31 marzo ore 21 Presso la Sala Consiliare Comune di
Marzabotto, Proiezione del video prodotto da Radio Aut
"I binari della memoria". Il video ripercorre i tragici momenti della strage. Dopo
oltre 25 anni dalla strage di Bologna tanti interrogativi rimangono
senza risposta. Nel frattempo da più parti aumentano i tentativi di
riscrivere la storia di una delle pagine più terribili della storia
italiana. Bisogna voltare pagina, si ripete. Prima di voltarla, però,
bisogna leggerla. A seguire un dibattito con: il giornalista e
scrittore Carlo Lucarelli e il Presidente dell’Associazione 2 agosto
1980 Paolo Bolognesi. INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE
IL PRESIDENTE PAOLO BOLOGNESI

COMUNICATO STAMPA ARCIGAY NAPOLI
Si è svolto il Congresso straordinario del Comitato Provinciale Arcigay di Napoli il 28 marzo 2006. I 25 soci
presenti hanno eletto all'unanimità il nuovo consiglio direttivo
composto da: Manlio Converti, Vittorio Marotta, Salvatore Simioli,
Nicola Stanzione, Fausto Tucci, Carmine Urciuoli, Stefano Vitale.
Eletto all'unanimità il presidente Salvatore Simioli. Eletto
all'unanimità il vicepresidente Carmine Urciuoli. "Compattare la
comunità GLBT napoletana, fare pressione subito, ad ogni livello, verso
amministrazioni e mondo politico, organizzare tantissimi eventi di
piazza con la rete Arcigay regionale e meridionale, sono le nostre
priorità", ha affermato il nuovo presidente Salvatore Simioli, già
attivista di Arcigay. "Se sono le città meridionali, piene di luce, a
conoscere le ombre più oscure", ha affermato Carmine Urciuoli, che nel
comitato si occupa di Ricezione e Prima Accoglienza, "Noi aiuteremo
ciascun omosessuale che vive nell'ombra a trovare l'invincibile estate
che è dentro di sè". Ha lanciato l'idea della "Casa delle Diversità"
Stefano Vitale, che sta lavorando all'ambizioso progetto rivolto ai
migranti, "dovranno incontrarsi nella nostra associazione le diverse
culture, religioni che condividono l'esperienza dell'emarginazione", ha
affermato Vitale, "se si incontrassero tutte le diversità formerebbero
la maggioranza". Al congresso sono intervenuti tra gli altri Veniero
Fusco, presidente dell'Arcigay di Caserta, Antonio Villani, presidente
dell'Arcigay di Salerno, Antonia D'Abrosca, in rappresentanza
dell'Arcilesbica di Napoli, Gaetano Nervo, dei gruppi gay credenti di
Napoli, Manlio Converti. Davide Barba, già presidente di Arcigay Napoli
e docente di sociologia della devianza, ha ricordato l'impegno che
l'associazione profonde da più di venti anni sul territorio. Venerdì 31
marzo alle ore 19 è convocata la prima assemblea dei soci per
organizzare le commissioni di lavoro ed iniziare a realizzare il
programma del congresso. Tutte le info sul sito www.arcigaynapoli.org -
mail: Arcigay Napoli info@arcigaynapoli.org

COMUNICATI RECENTI DEL COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY DI NAPOLI
24 marzo 2006 – Saranno presto potenziati i servizi di Ricezione e Prima Accoglienza – Sarà potenziato
ad aprile a seguito di un accordo con gli enti locali il Servizio di
Ricezione e Prima Accoglienza dell'Arcigay di Napoli, in vico San
Geronimo 19. La linea di telefonoamico dell'Arcigay di Napoli
(081.552.88.15) ed il servizio di Ricezione e Prima Accoglienza sono in
funzione il mercoledì dalle ore 17.00 alle ore 20.00 ed il venerdì
dalle ore 18.00 alle ore 21.00. Volontari formati e con esperienza
rispondono a circa un centinaio di telefonate alla settimana, il centro
offre sostegno per l'accettazione dell'omosessualità. Al centro
afferiscono tra gli altri genitori di omosessuali, persone
sieropositive anche eterosessuali e turisti. Il servizio è da venti
anni l'unico sportello di servizi sulle questioni omosessuali sul
territorio. Spunta l'arcobaleno in vico San Geronimo, nella sede
dell'Arcigay di Napoli – Spunta l'arcobaleno in vico San Geronimo,
nella sede dell'Arcigay di Napoli. Riapre la sede dell'Arcigay
"Antinoo" di Napoli dopo una settimana di lavori serviti per preparare
la sede al Congresso del comitato provinciale, che si svolgerà martedì
28 marzo alle ore 19. Decine di attivisti hanno imbiancato la facciata
esterna, cancellato le scritte omofobe e riverniciato le porte ciascuna
con un colore del rainbow, l'arcobaleno simbolo della comunità glbt.
"Creare un luogo accogliente e decoroso dove si incontrino le persone
omosessuali e transgender, i loro amici e familiari, è un segnale che
favorisce visibilità ed integrazione", ha affermato Nicola Stanzione.
"Entro la primavera apriremo al pubblico il bar, per i soci sempre più
numerosi che chiedono l'apertura diurna e nel finesettimana, per gli
studenti dell'università e per i numerosi turisti che passano di qui",
promette Salvatore Simioli, "l'arcigay ha a Napoli forse la sede
d'Italia più al centro storico e vogliamo sfruttarla per rendere
l'associazione un luogo di scambio e di contatto, di intelligenze, di
affetti".

DIARIO DI UN MOSTRO, L'OMAGGIO INSOLITO DI MASSIMO CONSOLI A DARIO BELLEZZA
Appuntamento Venerdì 31 marzo alle 18,30 all’ antica Libreria Croce
Sarà presentato venerdì 31 marzo alle ore 18,30
presso la libreria Croce di Roma in corso Vittorio Emanuele II numero
158 il libro di Massimo Consoli e Daniele Priori Diario di un mostro –
Omaggio insolito a Dario Bellezza (Anemone Purpurea 2006). All’
appuntamento in libreria che cade a dieci anni precisi dalla morte dell’
autore romano definito da Pasolini, già nel 1971, “il miglior poeta
della nuova generazione”, parteciperanno gli autori del libro e alcuni
tra i principali amici che hanno collaborato all’opera con delle
testimonianze preziose: dal giornalista scrittore Antonio Debenedetti,
al poeta Antonio Veneziani al critico Riccardo Peloso. La serata sarà
impreziosita da un reading di alcune tra le più belle poesie di Dario
Bellezza che saranno lette dai giovani attori Nicola Sorrenti e Luigi
Restivo accompagnati dalle note del maestro Marco Del Greco. Porterà il
suo saluto e la sua testimonianza lo scrittore e poeta Aldo Onorati. La
serata sarà condotta dallo scrittore Paolo Di Paolo. Anemone Purpurea
Editrice.
L'Ufficio Stampa - Infoline: info@anemonepurpurea.it
Telefoni 06/9322443 339/6600876. Sito Web www.anemonepurpurea.it
Note:
L’evento è sponsorizzato dall’enoteca bar “Angolo Divino” – Via S.
Ambrogio, 3 - Tel. 06/9322329 “Enoteca Io…Vino” – Piazza Gramsci, 4 –
Tel. 06/9325454 Albano Laziale

SENZA DIRITTI NON C’E’ FUTURO
Mercoledì 5 Aprile 2006 dalle ore 16, piazza S. Giovanni Bosco X
Municipio, Suoneranno i MALAMURGA. Saranno presenti ed interverranno;
Vladimir Luxuria (candidata alla Camera dei Deputati) , Mauro Cioffari
Mauro CIOFFARI (GayRoma.it) e il CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE “MARIO
MIELI”. Il governo Berlusconi è un governo liberticida, eversivo,
fascista, razzista, xenofobo. DEVE ANDARSENE SUBITO:E' ormai chiaro a
tutti come le linee politiche selvagge del neoliberismo, e di questo
governo, si riflettano sulla vita quotidiana di tutti\e. LIBERTA' DI
STAMPA ED INFORMAZIONE A SENSO UNICO:La nomina di un pessimo consiglio
di amministrazione dei vertici RAI, le liste di proscrizione dei
giornalisti, l'eliminazione di ogni forma d'informazione indipendente,
il ricatto continuo verso i giornalisti non asserviti, attraverso forme
di contrattualizzazione precaria etc…. LAVORO. Attacco frontale all’
art. 18, delega al governo sulla riforma del mercato del lavoro,
precarizzazione e flessibilità totale e selvaggia, contratti part-time
etc… WELFARE: E PUBBLICO IMPIEGO:Abbattimento dello Stato Sociale,
Sanità privatizzata, riforma Moratti sulla scuola, istituzione del lavoro a tempo determinato e la costituzione di agenzie per
l'assunzione nel pubblico impiego, etc…. AMBIENTE E SALUTE:
depenalizzazione di una serie di reati legati all’impatto ambientale,
la ripresa dei grandi lavori di infrastrutture (treni ad alta velocità,
autostrade, ponte sullo stretto), la sottrazione del potere decisionale
comunale in materia di installazione di ripetitori elettromagnetici,
cibi transgenici, amianto, emissioni di gas e polveri nocive nell'aria,
etc…. ATTACCO FRONTALE ALLE CONDIZIONI DELLA DONNA: A partire dalla
Legge 194 sull’aborto , quella sul divorzio, attacco ai consultori.
GUERRE E RAPPORTI INTERNAZIONALI: L'uso delle armi e della violenza
della guerra come risoluzione dei conflitti, come imposizione del
"modello unico pensante", spese militari a carico dei cittadini con
profitti per le industrie delle armi, sostenitrici e sponsorizzatrici
delle campagne elettorali dei governi. IMMIGRAZIONE: attacco -
attraverso la legge BOSSI-FINI- al diritto di poter circolare
liberamente,-di poter ottenere un regolare permesso di soggiorno,
quindi di non essere considerati clandestini,-al diritto di poter
richiedere asilo politico, sfuggendo ai bombardamenti delle navi da
guerra della marina militare italiana. Queste linee politiche vengono
supportate dall'uso intimidatorio delle forze
dell'ordine in un clima
repressivo e liberticida contro ogni forma di dissenso e di possibile
opposizione. UNIONI CIVILI: La formulazione del programma dell’Unione,
non fa più riferimento alle unioni civili e, appare, così ambigua da
lasciare aperto il campo a diverse soluzioni legislative, non
escludendo in questo senso nemmeno i PACS, ma non è scontato, e per i
PACS è del tutto evidente che sarà necessario ancora
battersi e
mobilitarsi fortemente. Come attivisti, come esponenti di Rifondazione
Comunista siamo impegnati a fianco delle organizzazioni Glbt per
raggiungere questo obiettivo. Vogliamo che la proposta dell'Unione si
riallinei all'impianto culturale e giuridico dei PACS, in sintonia con
le reali esigenze delle coppie di fatto omosessuali e eterosessuali.
L'Unione non deve deludere questa domanda di civiltà. SENZA DIRITTI NON
C'E' FUTURO: Per tutto ciò il Circolo Territoriale del PRC “ Rigoberta
Menchù” sezione
italiana del Partito della SINISTRA EUROPEA, fa
appello ai lavoratori\trici, ai precari\e, ai giovani e agli studenti,
agli intellettuali, alle donne, alle forze e alle forme organizzate e
non del dissenso contro le politiche distruttive neo liberiste, per una
mobilitazione sui diritti negati. Mercoledì 5 Aprile – Manifestazione
Spettacolo - Dalle ore 16 A Piazza San Giovanni Bosco X MUNICIPIO
(Metropolitana Linea A, fermata Giulio Agricola) Suoneranno i
MALAMURGA. Saranno presenti e interverranno Vladimir LUXURIA
candidata
alla Camera dei Deputati, collegio Lazio 1.Mauro CIOFFARI di GAYROMA.IT
e il CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE “MARIO MIELI Interventi di Sandro
Medici presidente del X Municipio che riferirà dell’approvazione del
registro delle unioni civili, nel nostro Municipio, primo provvedimento
di questo tipo a Roma. Giuseppe Pelli, Segretario del circolo PRC
“Rigoberta Menchù” e di Marco VOLPI candidato del PRC alle elezioni
municipali del 28 Maggio.
INVIATO DA: Mauro Cioffari (GayRoma.it)

LA BANDA DEL BUCO DI JEKYLL & HYDE
Tutti gli Uomini del dottor Jekyll E' il Dottore d'Italia. Per eccellenza.
Come Gianni Agnelli era l'Avvocato, Carlo De Benedetti è l'Ingegnere.
Punto. Chi vincerà le elezioni di Aprile? L'Unione o la CdL? O nessuno
dei due? Più probabile la terza ipotesi. Pare, per ora, che l'Unione
perderà il Senato quindi o avremo un Governo di Salute Pubblica detto
"Istituzionale", o si rifaranno le elezioni. Sai che allegria.
Barcamenarsi, da mesi, tra Prodi e Berlusconi il Dottor Jekyll lo
stressa. L'insonnia lo divora. La notte si aggira tra infernali
alambicchi in cerca della pozione magica da offrire a questo o a
quello. Tanto, per Doctor Jekyll, questo o quello, pari son. Per il
Doctor Jekyll Berlusconi e Prodi sono les Affaires e les Affaires sont
les Affaires. Punto. E les Affaires sont les Affaires Punto, pure per
la devota fida Fifì, bella come una Urì, in perenne trasferta tra
Telese di Sotto e Palazzo Chigi di Sopra "per aiutare i Governi a
capire il Popolo dell'Islam". Tra una Invasione barbarica e un'altra,
l'erratica Fifì, bella come una Urì, con quella linguetta a fragoletta
sfregata senza sosta sui denti sfolgoranti come perle di Labuan, allude
e promette pezzi di Paradiso del Grande Profeta. Però a les Affaires di
Jekyll & Fifì, bella come una Urì, è urgente, non facoltativo ma
tassativo, porre un altolà grande come l'Empire State Building. Per
dirla con quell'elegantone del senatore Grillo, A noi utenti e
consumatori non ci devono più scassare la minchia, la tasca e la
privacy. Se no la voglia, legittima, è di spedire Jekyll a raggiungere
il "fido" ex Capo del Cnag Tavaroli e l'ex Capo della Guardia di
Finanza che muoveva i fili da Novara, nelle patrie galere. Punto. E
l'erratica Urì, la bella Fifì, a portar loro le arance. Il Laziogate, o
"caso Storace", è roba da dilettanti del Bar dello Sport a fronte di
ciò che combinavano, e guadagnavano, i "fidi" Cipriani & Tavaroli capo
spioni della Banda del Buco del Dottor Jekyll e della pletora degli
"addetti ai lavori" delle intercettazioni. Siamo in piena bagarre
elettorale e i due poli non "possono" e non vogliono alienarsi i
favori, passati e futuri, del Dottor Jekyll, di Mister Hyde e della
Confindustria quindi, l'ultima notizia sulle intercettazioni, oramai
vecchia, è che "si indagherà a fondo". Anzi, sul "Giallo" degli
incidenti subiti dall'Enav negli aeroporti di Linate e di Fiumicino,
verrà istituita "Una commissione d'inchiesta". Cazzpperi! Chi ha visto
mai una Commissione d'inchiesta condannare misfatti e responsabili di
azioni delinquenziali scagli la prima pietra. Le Commissioni
d'inchiesta sono fatte per arenare inchieste e malfattori nel Porto
delle Nebbie. E riciclarli lavati con Perlana.
Certo che, in questo clima, affidare a EDS, Telecom Italia e Accenture lo scrutinio
elettronico di 11 milioni di voti di 12.680 sezioni per poi trasferirli
al Ministero dell'Interno, non è che ci fa dormire su quattro cuscini.
EDS è la società coinvolta in presunti brogli elettorali, Telecom
Italia si è distinta per le intercettazioni illegali operate su
centinaia di innocentissimi utenti e Accenture è la società coinvolta
nello scandalo dei brogli elettorali in Florida. Allora si chiamava
Andersen Consulting e collaborava a certificare i bilanci falsi della
Enron una delle più grandi truffe del millennio. Sulle intercettazioni
fatte a centinaia di utenti non ci sono scuse o errori che tengano.
Tutti in galera! E la bella Urì, l'erratica Fifì, a portar loro le
arance. Punto.

Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Qualche lettera a La Banda del Buco di Jekyll &
Hyde - Denunce penali contro Telecom Italia in tutte le Procure della
Repubblica. Vittime di Telecom, e di altri operatori, un milione di
utenti raggirati con i soliti addebiti scorretti, furbate, raggiri e
truffe su servizi mai proposti loro e mai ordinati che in circa tre
anni hanno fruttato a Telecom & Sorelle tra i 300 e i 500 milioni di
euro. E sì, i Cipriani, i Tavaroli, certi marescialli della Guardia di
Finanza, i dipendenti corrotti di Telecom e le intercettazioni costano
e chi paga è l'ignaro abbonato. E' l'operazione alla Fiorani, il
"banchiere" della Banca di Lodi, che sottraeva ai suoi correntisti
decine di euro con addebiti perentori quanto indecifrabili. Adiconsum,
Federconsumatori, il Movimento Difesa Consumatori ed altre associazioni
hanno deciso di presentare denunce penali contro Telecom Italia in
tutte le Procure della Repubblica. Edoardo Pintus
Cara D'Olcese, l'Enav è un altro di quegli enti magnafranchi con stipendi da favola - sotto
il controllo di se stesso come le fondazioni bancarie, come qualche
ordine professionale e come la Banca d'Italia. Una riflessione alla tua
giusta indignazione. Fino a che punto gli illeciti in internet devono
restare impuniti? L'intercettazione della posta, l'aggressione
informatica attraverso le intrusioni nei PC altrui, l'invio di virus
che transitano per i providers e c'infettano i PC non dovrebbero
ricevere un trattamento diverso da quello riservato ai crimini
perpetrati al di fuori della rete. Secondo giurisprudenza non esiste
nessuna specificità d'internet che consenta di sottrarsi alle ordinarie
regole di diritto civile e di diritto penale. Anzi, come nel caso della
norme penali sulla pedofilia in internet, le pene possono essere
superiori e gli obblighi posti a carico degli operatori, providers e
società di telecomunicazione, possono essere persino più gravosi.
Infatti, come dice tra le altre questa sentenza del Tribunale di
Napoli, nella rete non può esserci il far west (a parte quello della
libera espressione delle idee ben motivate e non diffamatorie dico io)
e la connessa carenza di regole. Faccio una sintesi onnicomprensiva,
atecnica e di common sense. Quando qualcuno ci da fastidio in rete ci
sono i soliti mezzi per difenderci se siamo vittime d'illeciti ma
possiamo anche accampare qualche pretesa di correttezza nei confronti
della Telecom e di società che ci portano i bytes perchè da operatori
professionali quali sono, nostri contraenti per i servizi di telefonia
e internet, la loro responsabilità non può essere valutata alla stregua
dell'ordinaria diligenza ma di quella professionale commisurata a
quello che lo stato della tecnica e la loro dotazione di mezzi
consente. Ecco un passo della sentenza on line: (...Tale evoluzione
tecnologica ha quindi messo in crisi il diritto, nel senso che ha
determinato delle lacune dell'ordinamento giuridico, vere o supposte.
Ciò - oltretutto - a fronte della oggettiva pericolosità del fenomeno
Internet, che per le sue caratteristiche (l'immaterialità, cui è
correlata la mancanza di definitività temporale, la costante
inesorabile mutevolezza...) è fonte di molteplici illeciti. Tuttavia il
Tribunale reputa che sia - ancorché utopistico - giuridicamente errato
configurare l'esistenza di un (non meglio definito) cyberdiritto, con
regole proprie (non è dato sapere poste da chi).
Paolo M.
Alle dilaganti notizie su Giuliano Tavaroli, l'uomo di fiducia di Tronchetti
Provera - ed ex capo della Security di Telecom da cui dipendeva il
Cnag, di spiare senza autorizzazioni della magistratura anche centinaia
di normali cittadini, Telecom ha ribattuto comprando intere pagine sui
quotidiani per dichiarare di non avere niente a che fare con le
intercettazioni ma di dare supporto tecnico alle intercettazioni
eseguite dalle Forze dell'Ordine e minacciando denunce contro chi
affermi il contrario. Allora Telecom ci deve rendere conto e ragioni
del perchè ben 4 suoi tra alti dirigenti e dipendenti sono in galera. I
comunicati perentori di Telecom, pubblicati come pubblicità a
pagamento, a utenti e consumatori violati nella privacy e intercettati
illegalmente non bastano. Fanno solo ridere e sono una vera
provocazione. Riccardo Lodola Mediante l'intercettazione automatica del
telefono un utente di Telecom ha subito circa 900 attacchi al suo pc -
inviandone per mesi la documentazione allo staff e al capo dell'Ufficio
legale di Telecom, all'Abuse, alla Polizia postale, al Garante per la
privacy e al capo dei servizi informatici dell'Enav non ottenendo alcun
risultato. Società simili, se vogliono, un pirata informatico lo
individuano in mezz'ora. Sapete cosa ha risposto per mesi la capo staff
dell'Ufficio legale di Telecom al povero intercettato? "Per
interromperle attacchi e intercettazioni la cosa è assai complicata e
complessa...". Quindi Telecom sapeva e l'inserzione pubblicata a
pagamento sui quotidiani ha valore di mera pubblicità non di un
comunicato stampa attendibile pubblicato come notizia. Capito la
differenza? Telecom si è dichiarata estranea alle intercettazioni
nonostante che, per ora, ben quattro suoi dipendenti siano in galera
tra cui l'ex capo del Cnag Tavaroli, legato a filo doppio con Cipriani
la cui società investigativa si serve anche di piccoli provider.
Telecom sapeva che centinaia di utenti erano intercettati con attacchi
che, se riusciti, avrebbero distrutto i loro pc. Quindi si indaghi sul
perchè Telecom non muoveva un dito. Le responsabilità maggiori delle
intercettazioni, e i danni da pagare agli intercettati, sono a carico
di Telecom.
Ilaria Piccinini

Stralci dal Forum dell'Olimpo informatico di Zeus News www.zeusnews.it
Tronchetti e le intercettazioni. Tronchetti Provera ha dato 14 milioni di euro a Cipriani -
L'articolo apparso il 10 Marzo su la Repubblica sull'operato di Tavaroli ex
responsabile della Security di Telecom Italia e del Cnag - la struttura
di Telecom che esegue tecnicamente le intercettazioni - evidenzia il
fatto che Telecom abbia pagato per investigazioni circa 14 milioni di
euro passati dalle mani di Cipriani a quelle di Tavaroli e pone
interrogativi a cui dovrebbe rispondere il Presidente e principale
azionista di Telecom (oltre che del Corriere della Sera). Perché
Tronchetti non affida ad una Commissione internazionale indipendente il
compito di indagare sull'operato di Tavaroli e di dissipare i dubbi sul
fatto che Telecom abbia utilizzato risorse aziendali e sfruttato la
posizione di gestore nazionale e prevalente delle Tlc italiane per
finalità illegali?
L'incredibile equilibrismo di Tronchetti & Provera -
Furbo e farabutto - perché campa con i milioni di euro che noi
utenti/clienti gli paghiamo e lui ci gioca a risiko, invece di coprire
tutta l'Italia con l'Adsl. Facciamo come in Inghilterra, svincoliamo
Telecom in 2 società, una che gestisce la rete in modo equo con tutti
gli operatori, e l'altra che deve comprare dal gestore della rete i
servizi, come tutte le altre compagnie telefoniche. Sai che bel
divertimento!! (...).
Aggiungerei più attenzione anche per i dipendenti
di Telecom Italia - che vivono male questo periodo di esternazioni e
cause giudiziarie. E' stato sempre così non facciamo gli ipocriti, è
stata sempre sotto gli occhi di tutti la maniera disonesta con cui
Tronchetti Provera ha acquisito Telecom. Invece di processare e punire
i ladri di galline perchè non mettete in gabbia questa gente che ruba
ai piccoli risparmiatori e alle famiglie? Tutti quelli che stanno in
alto sono un pugno di ladri infami affamatori del popolo. (P.S. non
sono di sinistra).
Tronchetti story. Una biografia del presidente di
Telecom Italia Tronchetti Provera - "L'Industriale. La storia di Marco
Tronchetti Provera" è scritta da Fabrizio Spagna collaboratore del
Riformista e di Limes. Come ha notato Beppe Grillo, acerrimo nemico del
maggiore azionista del colosso telefonico, la "biografia autorizzata"
del Presidente di Telecom non brilla per criticità nei confronti di
Tronchetti (...)

LETTERA APERTA DI MARIA ANTONIETTA COSCIONI A ROMANO PRODI
Chiar.mo Professor Romano Prodi, Appena mi è giunta
notizia dell’appuntamento conviviale con Lei, ad Orvieto, e mi è stato
rivolto dai compagni locali della Rosa nel Pugno l’invito a
partecipare, ho pensato ad un’occasione un po’ speciale, proprio nella
città dove è nata la battaglia di libertà e di civiltà di mio marito
Luca, Luca Coscioni. Non essendo però in nessun modo chiaro se l’
incontro - inizialmente finalizzato alla promozione della sola lista
dell’Ulivo – fosse divenuto un incontro di tutta l’Unione, e quali
sarebbero state le modalità di partecipazione ed eventuali interventi,
non ritengo di dover essere presente. Voglio però cogliere questa
occasione per proseguire un dialogo, certamente difficile ma
importante, avviato dalla Sua commossa partecipazione – per la quale
torno a ringraziarla - al mio dolore e a quanti hanno condiviso le
sofferenze e la passione civile di Luca. Con la franchezza dovuta alla
persona che spero dovrà assumersi tra poche settimane la responsabilità
di governare l’Italia, mi è venuta in mente in queste ore la sofferenza
di mio marito davanti alla negazione dell’ospitalità alle Liste
Radicali - Coscioni nel centrosinistra per le ultime elezioni
regionali, davanti al veto anche da lei posto - come disse Luca - “al
mio nome, come simbolo della battaglia referendaria, alla mia storia,
alla mia identità di uomo, politico e non”. Luca non si arrese. Non ci
siamo arresi, e la forza di continuare a lottare per la libertà, per la
democrazia, per la legalità, per la laicità, ha contribuito alla
nascita della Rosa nel Pugno, che sostiene la Sua candidatura oggi. Le
voglio dunque ora esprimere la speranza - che per la Rosa nel Pugno è
un impegno determinato - che i temi della vita, della morte, della
salute, della malattia, siano messi da subito nell’agenda del nuovo
Governo, almeno per sollecitare un ampio confronto parlamentare e con l’
opinione pubblica. Credo che se questo impegno fosse da Lei sin d’ora
condiviso, al di là delle posizioni nel merito, potrebbe contribuire al
nostro comune successo.
Data: 27 Marzo, 2006 - 18:00 - Associazione
Coscioni
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

IL 31 MARZO 1996, MORIVA DARIO BELLEZZA
Roma, 29 marzo 2006, mercoledì Il 31 marzo del
1996 moriva Dario Bellezza, “il più grande poeta della sua
generazione”, secondo la fortunata definizione che ne aveva dato Pier
Paolo Pasolini. Dario era il mio amico più caro, più intimo, con il
quale ho avuto un forte rapporto affettivo durato una trentina d’anni.
Mentre lui se n’andava per sempre, io ero in aereo tra la Tailandia,
dove avevo partecipato ad un incontro tra la Croce Rossa Italiana e la
sua omologa in quel paese, ed il Giappone, dove avrei seguito i lavori
di una Conferenza Internazionale sulle Emotrasfusioni. La notizia mi
raggiunse appena arrivai in albergo. Ebbi un attimo di smarrimento, poi
scoppiai a piangere di fronte a quaranta primari dei vari ospedali
italiani che, devo riconoscerlo, fecero a gara nel tentativo di
riconsolarmi. La scomparsa di Dario, dovuta all’aids, è stata una
perdita enorme non solo per me, personalmente, ma anche per la nostra
comunità, per la poesia italiana, per la cultura. Per ricordarlo in
occasione del decimo anniversario da quando se n’è andato, sono usciti
tre libri. Il primo, “Il male di Dario Bellezza”, di Maurizio
Gregorini, Stampa Alternativa, Roma, 12.00 euro, è stato presentato da
Francesco Gnerre presso la Babele due settimane fa. Il secondo, “L’
arcano fascino dell’amore tradito”, è una raccolta di testi curata da
Fabrizio Cavallaro, un poeta catanese amico di Dario, Giulio
Perrone
Editore, Roma, 14.00 euro. Il saggio verra’ presentato presso la
libreria Mondadori di Fontana di Trevi, domani, giovedi’ 30 marzo, alle
ore 18,00. Del terzo vi allego il comunicato seguente: Cari Amici e
Amiche, siamo lieti di invitarvi alla presentazione del nostro ultimo
libro: Diario di un mostro omaggio insolito a Dario Bellezza, di
Daniele Priori che si svolgerà Venerdì 31 marzo alle ore 18.30 presso
la libreria CROCE di Corso Vittorio Emanuele II, 158 (Roma).
Interverrano all'incontro, per ricordare Dario Bellezza a dieci anni
dalla scomparsa: Massimo Consoli; Alessandro Cecchi Paone Antonio
Debenedett; Riccardo Peloso e Antonio Veneziani. Condurrà Paolo Di
Paolo. L'accompagnamento musicale sarà del Maestro Marco Del Greco
L'evento è sponsorizzato da: Enoteca Angolo Divino - Via S.Ambrogio, 3
00041 Albano laziale (Rm) Tel. 069322329. Enoteca Io...vino Piazza
Gramsci 4 00041 Albano Laziale (Rm). Tel. 069325454. Vi aspettiamo
numerosi... spargete la voce Luca Onorati. Anemone Purpurea Editrice
Via dei colli della Farnesina 130/e Roma 00194 - Tel. 06 3296500.
Cell. 3807142105. www.anemonepurpurea.it - info@anemonepurpurea.it .
E per finire, last but not least, siete tutti invitati sabato 1 aprile
(attenzione, questo NON è un pesce d’aprile!), a ricordare Dario al
cimitero protestante acattolico di Testaccio, attaccato alla Piramide,
a mezzogiorno in punto. Come al solito, faremo una puntatina
rievocativa anche alle tombe di altri personaggi, a cominciare da John
Addington Symonds. Vi aspetto.
Massimo Consoli

27 marzo 2006

news 27 marzo

EMENDAMENTO PRESENTATO (E BOCCIATO) ALLA REGIONE ABRUZZO DAI VERDI
Art. (Interventi a sostegno dei nuclei di convivenza)
1) La regione Abruzzo prende atto dell’esistenza di una pluralità di forme di
convivenza fondate sulla solidarietà e sulla reciprocità ed interviene
in favore dei nuclei di persone non legate da vincoli di matrimonio ma
da vincoli affettivi, a prescindere dall’orientamento sessuale, e da
una stabile convivenza, finalizzata alla reciproca assistenza morale e
materiale, di seguito denominati nuclei di convivenza, che trovano in
situazioni di disagio socioeconomico.
2) Per le finalità di cui al comma 1, la Regione, in collaborazione con i Comuni, programma
interventi di sostegno ai nuclei di convivenza, quali misure di
assistenza economica, concessioni di prestiti senza interessi o a tasso
agevolato, partecipazioni a riserve sui programmi di edilizia
residenziale pubblica, rimborsi delle spese connesse con l’attivazione
delle utenze domestiche.
3) Per ottenere i benefici di cui al comma 2, il nucleo di convivenza deve avere i seguenti requisiti:
a) la coabitazione deve essere dichiarata ai sensi dell’art. 13 del Decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, concernente il
regolamento anagrafico della popolazione residente;
b) la coabitazione deve perdurare ininterrottamente da almeno due anni dalla data di
richiesta del beneficio.
4) La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, definisce con propria
deliberazione:
a) i criteri e le modalità di ripartizione tra i Comuni delle risorse di cui al comma 5,
b) i criteri e le modalità per la determinazione della condizione di disagio socioeconomico, nonché per la formazione delle graduatorie degli aventi diritto, privilegiando i
nuclei di convivenza in cui sono presenti minori, disabili e anziani.
c) Gli indirizzi per la concessione dei benefici.
5) Per le finalità di cui al presente articolo, si provvede mediante prelevamento di Euro
200.000,00 (duecentomila) per competenza e per cassa, alla partita 2 -
iscritto al capitolo 323.000 – FO 15.01.001 dello stato di previsione
della spesa del bilancio per l’anno 2006.
Il Capogruppo regionale dei VERDI Walter Caporale
Pescara, 24 marzo 2006
INVIATO DA: CSU (Centro Studi Ulrichs)

REGIONE ABRUZZO: EMENDAMENTO BOCCIATO PER I DIRITTI SOCIALI E SANITARI DELLE COPPIE DI FATTO COMMENTO:
Quello che sta succedendo alla Regione Abruzzo è molto grave, il presidente Ottaviano
del Turco, fa finta di niente e glissa sull’emendamento proposto al
bilancio dai Verdi riguardo la copertura economica dei diritti
sociali e sanitari ai conviventi. Il presidente “autorevole” esponente
della Rosa nel Pugno non sembra impegnarsi più di tanto nel seguire
quella che a livello nazionale è sbandierato come uno dei programmi
prioritari del partito, cioè l’attuazione dei PACS. Questo a
dimostrazione che le realtà locali sono politicamente sfilacciate e
ricattate da equilibri dettati da logiche parrocchiali dissociate dalle
necessità sociali-culturali del territorio e non in linea con il
programma politico nazionale. Non c’è che dire brutta partenza per il
neo-partito del “presunto” cambiamento, è veramente questa la novità
elettorale e politica della sinistra laica? Adesso qualcuno spieghi
perché la comunità GLBT abruzzese dovrebbe aver motivo di votare La
Rosa nel Pugno?
Giorgio P.

ABRUZZO. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE OTTAVIANO DEL TURCO DICE NO AD UN EMENDAMENTO AL BILANCIO SULLE COPPIE DI FATTO
Un emendamento sulle convivenze dei Verdi è stato bocciato
sabato 25 marzo 2006 , di DIRE
Il difficile accordo trovato a livello
nazionale sulla regolazione delle unioni civili, non ha del tutto
sopito lo scontro all'interno dell'Unione tra chi vorrebbe una tutela
radicale e chi si attesta su posizioni meno esposte. Il conflitto ora
s'e' fatto piu' accesa a livello locale, anche perche' molti consigli
regionali hanno gia' varato regolamentazioni per le coppie di fatto.
Una cosa insolita capita pero' in Abruzzo, dove c'e' polemica tra i
Verdi, che hanno proposto l'estensione- con un emendamento al bilancio
regionale- di diritti sociali e sanitari ai conviventi, e il presidente
Ottaviano Del Turco, che nicchia ma e' pure contemporaneamente un
esponente della forza politica che piu' d'ogni altra ha puntato sui
Pacs, la Rosa nel Pugno. Ad attaccare Del Turco per conto del Sole che
Ride oggi ci ha pensato il coordinatore della segreteria Paolo Cento:
"Il presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, non faccia
come Ponzio Pilato e risponda positivamente alla richiesta dei Verdi di
estendere la tutela dei diritti sociali e sanitari alle coppie di
fatto". Spiega il deputato Verde: "La bocciatura dell'emendamento alla
finanziaria presentato dal capogruppo dei Verdi alla regione Walter
Caporale in favore delle convivenze e dell'estensione dei diritti delle
coppie stabili, che prevede uno stanziamento di 200.000 euro, sarebbe
un fatto grave, incomprensibile ed in contrasto con cio' che l'alleanza
tra Radicali e Socialisti intende rappresentare in Italia". Questo
emendamento "e' un banco di prova nazionale- insiste Cento- perche' se
non si ha il coraggio di realizzare nei fatti il riconoscimento dei
Pacs nemmeno in una regione presieduta da un rappresentante della Rosa
nel Pugno, vuol dire che i Verdi in Parlamento rischiano di rimanere
soli in questa battaglia".

GARDINI, PER FAVORE…..! 25 marzo 2006
Stamattina, ad Omnibus La7, quattro politiche
“bipartisan” (Melandri, Sbarbato vs Gardini, Santanché) ed una
giornalista (Maria Latella, direttrice di “ANNA magazine”) si sono
confrontate sul tema di genere: che destino per la donna in politica ed
in società? La banalità è stata di casa: le solite cifre, i soliti dati
ISTAT, i soliti ruoli atavici da “rivalutare”, le solite “quote rosa”
da implementare. Ma, mi chiedo, abbiamo bisogno di cifre ISTAT per
vedere da chi è comandata la nostra società? I ruoli atavici sono
genetici, naturali? Le “quote rosa” possono essere una garanzia in una
società dove spadroneggia, sui media e nelle norme, la morale
cattopatriarcale che relega le donne, attraverso un perverso meccanismo
di indottrinamento che inizia dalla prima poppata, a ruoli subalterni e
di affiancamento del maskio perpetuando la ri-valutazione del ruolo di
sfornatrice dei novelli virgulti di italica stirpe? Ma per favore….!
Quando sentirò parlare di educazione ai ruoli ed alle responsabilità
condivisi da ambedue i generi? Quando sentirò parlare anche di ruolo e
responsabilità del padre, sig.ra Gardini? Come si può dire che le sole
“qualità” e “tenacia” della donna consentono loro di avere un posto in
società quando la nostra sociocultura le indottrina, sin dalla tenera
età, ad un ruolo specifico che nulla a che vedere con le “pari
opportunità”? Quando sentirò parlare di programmi educativi improntati
all’educazione civica anche nell’ottica di un avanzamento
socioculturale nelle disgraziate tematiche sessuali e di genere? Quando
si smetterà di parlare di “ruolo di genere”? E le centrodestrine che
erano lì a dire che il ruolo della donna è ANCORA disgraziato… ma non
lo sanno che negli ultimi cinque anni se ne sono occupate loro con una
ministra, dell’unico governo longevo nella storia italiana, che la sola
cosa che ha saputo fare è stata quella di perseguitare ed
infischiarsene delle donne fuori dal ruolo famigliare e di fare credere
che l’asilo nido è una soluzione per la condizione della donna? O ha
qualche altro dato ben custodito, signora Prestigiacomo, Ministro per
le “pari opportunità” della Repubblica italiana? “Le donne non fanno
figli perché devono lavorare”(sic!)? Ma non dite anche che l’
occupazione femminile in Italia è bassissima e quindi, mi chiedo, se
non lavorano fanno figli. Invece no! Non lavorano e non fanno figli.
Mistero della fede! Care politiche, care operatrici mediatiche, se non
ci mettiamo a scuotere dalle fondamenta questa società patriarcale il
ruolo della donna continuerà ad essere quello di bersaglio della
fallocrazia e quello della “disgraziata” di cui pre-occuparsi, magari
dandole un asilo nido per le “pari opportunità” o comprandole l’ultima
lavatrice, se no come trova il tempo per emanciparsi? E per gli uomini?
Per loro apriamo un nuovo bordello di ampia metratura, anche perché
dobbiamo stare al passo con l’Europa, con la Germania nella
fattispecie, e diamo così anche le “pari opportunità” alle ragazzine
dell’est di saggiare quant’è buono l’italico maschio, in tutti i sensi!
- E’ di stamattina la notizia che Wall Street fa affari in locali di
streap tease, “ambienti propizi alle contrattazioni (sic!)”, tenendone
lontane le colleghe donne che ricorrono in giudizio per
discriminazione. Eh, il maskio….! – E, mi raccomando, alle donne
continuate a dire che devono essere spose e madri se no il “Vaticano
tuona”, Ruini conferenzia “super partes”, i media propagandano e
Rutelli, insieme al centrodestra, corre ai ripari. Un’ultima cosa, ma
davvero si crede che un Presidente della Repubblica donna oppure una
“maggiore rappresentanza femminile” nel mondo della politica e del
lavoro possa, sic et simpliciter, risolvere un problema culturale così
vasto e radicato? Ci si dimentica troppo facilmente che, dopo la giusta
e dura lotta femminista degli anni ’70 - lo abbiamo visto -, le donne,
una volta proposte ed arrivate all’apice, “devono” adeguarsi
altrimenti….!!! Ma per favore….! Maria Ornella Serpa Co.Di.Pe.P. – ROMA
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prost
itute)

24 marzo 2006

news 24 marzo

CINQUE PER MILLE: ARCIGAY, DEDICHIAMOLO AD UNA CAMPAGNA PER IL
RISPETTO DI GAY E LESBICHE
Una campagna nazionale per promuovere il rispetto delle persone
omosessuali, e contro gli insulti, il disprezzo e l’ostilità che ancora
oggi colpiscono gay e lesbiche. Contro quell’omofobia, condannata e
assimilata a “razzismo, xenofobia e antisemitismo” da una recente
risoluzione del parlamento europeo. Questo l’obiettivo cui Arcigay
destinerà tutti i soldi raccolti grazie al 5x1000. L’ associazione è
infatti tra quelle cui è possibile donare il 5x1000 delle tasse. Una
novità di quest’anno che non costerà nemmeno un centesimo in più ai
contribuenti, perché si tratta di soldi comunque da pagare. “Veniamo
regolarmente insultati da ministri, personaggi pubblici, talvolta dagli
schermi della tv di Stato, in un clima di eccessiva indifferenza –
osserva il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. Cosa
accadrebbe se ad essere insultati fossero, ad esempio, neri o ebrei?
Questo clima rischia di incoraggiare episodi di violenza e aggressione
verso le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) e di
rendere ancora più pesante l’esperienza diretta e quotidiana di
dileggio e ostilità vissuta in prima persona, ancor oggi, da alcune
persone omosessuali. “Chiediamo un aiuto – è l’appello di Lo Giudice -
per affermare la piena dignità di gay e lesbiche, per invitare al
rispetto del loro diritto a non nascondersi e alla solidarietà tra
persone eterosessuali ed omosessuali. “Abbiamo scelto di individuare un
progetto concreto cui vincolare le donazioni dei contribuenti, che
saranno gestite con trasparenza e correttezza. Saranno
destinateesclusivamente alla campagna contro l’omofobia, che Arcigay s’
impegna comunque a condurre a prescindere dai soldi ricevuti. Se questi
saranno a sufficienza la campagna potrà essere più estesa ed
articolata. E più saranno le donazioni ricevute più la campagna sarà
rafforzata. In ogni caso daremo pubblicamente conto dell’andamento
della raccolta e dell’impiego dei soldi”. Ulteriori informazioni sul
progetto e sulle donazioni saranno disponibili sul sito www.arcigay.it.
Ufficio stampa Arcigay Luigi Valeri

UN GAY DICHIARATO CANDIDATO AL SENATO COL CENTRODESTRA:
“CONTROBILANCIO L’OMOFOBIA DELLA LEGA”
Marco Jouvenal, coordinatore di GayLib (gay liberali e di
centrodestra) è candidato alle prossime politiche per il Senato con il
Partito Liberale, Collegio della Lombardia. “È la prima volta che un
gay dichiarato si candida per il Senato – ha affermato l’esponente di
GayLib – un’occasione che, offertami in seno alla Casa delle Libertà,
assume un significato particolare”. “La mia presenza in una lista di
Centrodestra – ha concluso Jouvenal – è di stimolo per affrontare nella
nostra coalizione l’attualissimo problema del riconoscimento dei
diritti civili delle persone omosessuali e nel contempo è di risposta
alla vergognosa omofobia della Lega”. Soddisfazione viene espressa da
parte di Oliari (presidente GayLib): “La nostra – ha affermato – è una
lotta gandhiana per portare la Casa delle Libertà ad occuparsi dei
nostri diritti”.
Jouvenal: 338.7554565
www.gaylib.it
www.jouvenal.it

IL 5 X100 A FAVORE DI AGEDO
(ASSOCIAZIONE GENITORI ED AMICI DI OMOSESSUALI)
Cari amici, grazie alla n. 266 del 23 dicembre 2005, è oggi possibile
sostenere una Onlus (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale),
attraverso una semplice firma e l'indicazione del codice fiscale della
stessa. Il 5 per mille non è alternativo all'8 per mille, ma è in
aggiunta. Vi spieghiamo quindi come fare per destinare il 5 per mille
ai progetti
dell'Agedo. Entro il 15 marzo i dipendenti riceveranno il modello CUD
2006 con una scheda per la destinazione del 5 per mille IRPEF. Se non
si è obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi (perché si ha
per esempio solo il reddito da dipendente), è necessario: firmare
nell'apposito riquadro della scheda allegata al CUD e in fondo alla
stessa, indicare il codice fiscale del soggetto beneficiario (quello
di
Agedo è 97128200157). Si può fare la scelta solo per un beneficiario.
Presentare entro il 31 luglio 2006 la scheda contenente la scelta per
la
destinazione del 5 per mille in busta chiusa ad una banca o in posta;
la busta deve contenere la dicitura "SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL 5
PER MILLE IRPEF". La destinazione del 5 per mille non determina
maggiori imposte da pagare. Se invece si è tenuti a presentare la
dichiarazione dei redditi 730, la procedura è la stessa, la firma si
appone sulla scheda allegata al modello 730 che va presentato al datore
di lavoro entro il 2 maggio o a un CAF entro il 15 giugno. Se si è
tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi con il modello Unico
la procedura è la stessa e la firma si appone sulla dichiarazione entro
il termine di presentazione (in via telematica è il 31/10/2006). Il
vostro aiuto è necessario per i nostri interventi nelle scuole, nella
formazione degli insegnanti, nell'appoggio alle famiglie, nella
produzione dei materiali stampati, ed anche nel progetto di un nuovo
video destinato alle famiglie con figli/e omosessuali. Nessun aiuto è
troppo piccolo per i nostri bisogni.
Agedo Onlus
Via Bezzecca, 4 - 20135 Milano - Tel. 02/54122211
info@agedo.org
www.agedo.org
INVIATO DA: Peter Boom Gaya CsF

COMUNICAZIONE DELL’ILGA
Care lesbiche, uomini Gay, Bisessuali, persone Transgender ed i loro
amici e sostenitori. La più grande associazione internazionale di Gay
e lesbiche nota come ILGA, compirà 28 anni quest'anno e noi stiamo
organizzando il nostro congresso dei 23 mondi a Ginevra, Svizzera, dal
27 marzo fino al 3 aprile. Nel 1997, nel relativo congresso di Co
lonia, i gruppi LGBT hanno chiesto all'ILGA di espandere la sua
operarività nelle varie regioni del mondo per facilitare la costruzione
dei movimenti LGBT a livello regionale. Il nostro congresso dei 23
mondi è una grande occasione per vedere i risultati di questo processo
e venire a contatto del movimento mondiale dei LGBT. Vieni ad unirti a
noi in questa celebrazione della voce della gente di LGBT nel mondo!
Puoi sapere di più sul congresso e non dimenticare di guardare il
nostro video! http://www.ilga-world-conference 2006.ch/public/page.php?
id_rub_page=603〈=AN
FONTE: ILGA INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

23 marzo 2006

news 23 marzo - seconda parte

ORGOGLIO E PREGIUDIZI
Dunque è assolutamente necessario che chi proclama la propria
comprensione per i nostri "problemi", la propria condivisione dalle
nostre rivendicazioni, metta nero su bianco (verba volant...) come
obbiettivo da realizzare subito, entro questa legislatura, nel
proprio
programma politico l'abolizione di tale apartheid. Riteniamo
improrogabile che si impegni, questo sì seriamente, a realizzare
nella
pratica attuazione, anche quotidiana, la parità di diritti tra tutti
i
cittadini, compresi i GLBTQ, scritto da sessant'anni nella Carta
Costituzionale Italiana oltre che e nella dichiarazione universale
dei
diritti dell'uomo (inteso come essere umano). Altrimenti sarebbe
ancora
una volta un'altra, e più subdola, forma di violenza, con parecchie
somiglianze col razzismo. La gente GLBTQ, assieme alle donne, è
oggetto principale della violenza sociale (generalmente di origine
maschista), anche se si trova in buona compagnia con altre
"categorie"
di persone (a cominciare dai diversamente abili, ad esempio) e le
ultime statistiche a livello mondiale ne sono una terribile
constatazione. I GLBTQ sono oggetto di tale violenza, chiamata
omofobia, non solo da parte della società in generale e dei singoli,
ma anche da parte delle stesse istituzioni che dovrebbero essere
invece
le più attive e solerti nel difenderle, oltre che delle loro stesse
famiglie e ipocritamente o meno da parte dei referenti religiosi,
specie monoteisti. Così si consumano contro di noi perfino troppe
violenze, fisiche, psicologiche, quotidiane, in nome dell'affetto e
del
voler bene, come forme di "tutela", che tutto fa tranne che
riconoscere, rispettare, solidarizzare con le nostre scelte di
identità
e di genere.... Noi LGBTQ non vogliamo essere tute lati, cioè
"protetti", in quanto "diversi": vogliamo, esigiamo di esser
rispettat*- in ogni luogo e in ogni situazione- in quanto "pari". Noi
LGBTQ non vogliamo una legge che ci tuteli in quanto GLBTQ, la Legge
che c'è già, uguale per tutti, è anche per noi. Ma esigiamo che sia
applicata, e fatta applicare, da tutti, poiché finora così non è e
non
è stato. E' la non/applicazione della medesima che è pesantemente
discriminatoria nei nostri confronti. E' questo che deve essere
eliminato, superato, al più presto, chiunque "vinca" e "perda" questa
tornata elettorale. Senza stravolgerne i principi, che sono già di
parità di diritto e dovere per ogni cittadino italiano. Se e quando
avverrà che la Legge sia davvero uguale per tutti forse avremo modo
di
decidere poi ciascun* (in tutta libertà) se "rinchiuderci" (tra gay,
tra lesbiche, tra transgender, tra etero, tra bisex, tra chiunque
decidiamo) in qualche sorta di "luogo protetto" o ghetto, o convento,
oppure vivere assieme a tutti, ciascun* con la propria identità e la
propria vita, come cittadini di un paese civile, laborioso e
pacifico.
Talvolta, parlando e discutendo tra noi e con tutti di questo, mi
sorge
il sospetto - forse colto anche dagli estensori del programma
dell'Unione e pure dalla cosiddetta Casa della Libertà - che ai GLBTQ
italiani la situazione attuale in fondo poi non dispiaccia troppo.
Forse a furia di ingegnarsi a trovare il modo di conciliare , come si
dice, "il diavolo con l'acqua santa", forse riescono anche a pensare
di
trovare in una propria auto-apartheid il proprio tornaconto: si vive
"da GLBTQ", part-time, tra amici GLBTQ, senza esplicitarsi, anzi
nascondendolo il più delle volte, nella vita quotidiana, lasciandolo
al
massimo solo intuire (o dedurre), e mentendo (quasi) sempre, in primo
luogo a sé stessi, poi alle persone vicine e in famiglia (genitori,
mogli, mariti, figli) e poi via via sul lavoro, in parrocchia, nel
partito, nel sindacato ecc. I locali (disco ecc.), e ora soprattutto
mailing-lists e chat varie consentono a molti di "vivere" comunque i
propri generi in una situazione di sostanziale schizofrenia, in
bilico
tra due (o più) mondi diversi e due o più identità diverse e quasi
sempre opposte (e contrapposte, ufficialmente). Per gli specialisti
della psicologia è causa certamente di vero surplus di lavoro,
immagino. Ma per i GLBTQ spesso è, e resta, pericoloso per la propria
vita e non soltanto quella fisica: vedo intorno che per troppa gente
il
gioco della sessualità-a prescindere dall'identità di genere- tende a
perdere progressivamente le sue componenti fantasiose e ludiche,
allegre, corroboranti, rasserenanti, per trasformarsi sempre più in
un
gioco di ruolo (sessuale) compulsivamente reale, in cui la componente
relazionale ed affettiva finisce per scomparire, schiacciata e
stravolta da quella sessuale. La relazione interpersonale ( per
tutti,
non solo GLBT) si va riducendo a un gioco di ruoli contrapposti,
l'uno
che privilegia la componente edonistica, che pretende di considerare
anche politica (laica e libertaria toutcourt), l'altra che impone
la
componente procreativa, considerata come unica "eticamente corretta"
dalla cultura di potere socioeconomico ( politico-religioso)
culturalmente vigente. E in questo ambito relazionale i GLBTQ
condividono con gli etero una sostanziale parità, ma che razza di
parità è? La relazione sessuo/affettiva tra persone libere e
consapevoli di ciò che si è, implica assunzione non di ruoli, ma di
responsabilità oggettive in un rapporto protratto nel tempo, con
tutte
le possibili modifiche indotte dalla quotidianità, con tutte le sue
sfaccettature. Bisogna essere prima liberi di essere per poter
davvero
scegliere come e chi amare, non serve ( anzi è automaticamente
autodiscriminatoria) una legge particolare, separata, che stabilisca
modi-e-tempi-della-relazione-come-da-contratto, nè per i singoli
contraenti, né soprattutto per i contraenti in relazione al
gruppo/società. Non serve, non basta per assicurare la felicità dei
rapporti interpersonali, e soprattutto c'è già, ma finora solo
qualche
"eroe" è stato ed è disposto a renderla effettivamente attiva, cioè
ad
usarla. Pretendere politicamente da parte dei GLBTQ una legge
"speciale e nuova", significa trasferire nella realtà una
affermazione
politica della "diversità" assolutamente antitetica alla pretesa di
parità di diritti tra tutti i cittadini e in ultima analisi potrebbe
rivelarsi non solo inutile, ma addirittura dannosa. Bisogna semmai
chiedersi( e non è mai troppo tardi, ancora per un po') come mai
l'attuazione della legge già esistente è stata resa sì impraticabile
da
parte dell'autorità preposta, ma con la complicità più o meno
consapevole di col oro che, per aver paura di manifestare apertamente
almeno in questo caso la propria scelta di identità di genere,
finiscono per ritrovarsi a vivere al massimo relazioni clandestine in
tutto o in parte, ma più "facili da gestire" e più in una realtà di
separatezza che di comunità solidale. Religiosi ( per loro scelta
condannati alla castità) compresi, salvo lamentarsene. I partiti e
gli
schieramenti politici, salvo qualche rara eccezione, sono il frutto
della società reale, GLBTQ, cattolici, laici ed altro compresi. Non
sembrano davvero in grado di interrogarsi seriamente su come porsi su
una questione che i più si ostinano a pretendere di considerare
"privata", individuale, personale e "non politica". Ed è
comprensibile,
è questione spinosa viste le pesanti interferenze del potere
religioso
con le sue indicazioni perentorie e illuminate addirittura dal
padreterno. Tanto meno i partiti tradizionali appaiono in grado di
azzardare delle risposte operative: dovrebbero innanzitutto
autodenunciare la loro assenza e anche la loro reiterata ripulsa,
senza
distinzione di colore, di fede, o di ideologia, ad applicare la Legge
dello Stato. Solo dopo una simile azione potrebbero credibilmente
applicarsi a riscoprire la parte laica e libertaria delle loro idee e
organizzarne l'attualizzazione delle valenze. E poi infine, per
renderne realmente possibile la realizzazione, impegnarsi a
promuovere
una evoluzione culturale nella coscienza e nella conoscenza
collettiva,
che hanno mantenute pervicacemente bloccate da vari decenni. Forse è
per questo che tutto sommato è più facile inserire un candidati Trans
nella propria lista: questo "compitino" può ben essergli accollato
visto che è ben pratico di "imprese impossibili". Come ha
"spiritosamente" stigmatizzato Madamemussolini recentemente, "essendo
un uomo vuole essere una donna". Inoltre certo può dimostrarsi
utilissimi per rassicurare gli elettori (possibili) GLBTQ, piuttosto
che impegolarsi ad assumersi in prima persona, magari da maschi,
etero
convinti e sposati con prole, il programma di ottemperare la Legge.
Che
qualcuno abbia pensato che se rinnovasse ancora le troppe promesse
già
fatte, a parole e mai mantenute ( quelle di abolizione dell'
"apartheid"), stavolta il GLBTQ potrebbe non credergli? Che qualcuno
si sia messo in mente che basta una "rappresentanza" GLBTQ in
parlamento per farci "felici"? Spero che si accorga di aver
sottovalutato le nostre capacità di attenzione e di giudizio. Spero
che la Comunità Varia e variegata si riveli intelligente e
battagliera
come vuol sembrare. Mi auguro, ci auguro, che sappiamo riconoscere,
chi
dedica il suo impegno politico e personale da più di trent'anni, sul
serio e senza solo proclamarsi tale, per ottenere quel che ci spetta,
malgrado le chiusure e le mistificazioni, le antipatie e le
contrapposizioni ampiamente coltivate per "distrarci", malgrado la
"nuova legge elettorale", malgrado i massmedia e le "indicazioni
etiche" delle gerarchie ecclesiastiche. Lo so, non è facile, il tam
tam mediatico non ci aiuta, ma dopotutto siamo abituati a non fare
affidamento altro che sulle nostre risorse. Mi auguro di cuore che
sapremo uscire dall'apartheid, senza ipocrisie, con il sorriso sulle
labbra e la rosa nel pugno .
Alba Montori

LE DATE DI MASSIMO CONSOLI
Roma, 23 marzo 2006, giovedi´
Mi sono accorto che, ultimamente, ho dimenticato di segnalarvi il
calendario di marzo. Provvedo subito a farlo adesso, scusandomi per
il
ritardo e pregandovi di ricordare che questo calendario e´ molto, ma
molto incompleto, e necessita dell´aiuto di tutti voi e delle vostre
segnalazioni per le date di nascita di singoli individui e poi
circoli,
gruppi, associazioni o
avvenimenti importanti nella vita della nostra comunita´ e del nostro
movimento. Allora, chi vuol sapere che cosa e´ successo in questo
periodo, puo´ cliccare su: http://www.cybercore.
com/consoli/calendar/mar.htm e scoprire che il mese si apre con la
nascita di Anselmo Cadelli (2 marzo 1950) e si chiude con la morte
di
Dario Bellezza (31 marzo 1996). In effetti, quest´anno e´ il decimo
anniversario della scomparsa di Dario, l´indimenticabile autore di
"Lettere da Sodoma" e di "Morte Segreta". Per ricordare
l´avvenimento,
sono usciti ben tre libri su di lui, in questi giorni: "Il male di
Dario Bellezza", riedizione aggiornata di una biografia di Maurizio
Gregorini gia´ apparsa nel 1997, ed. Stampa Alternativa, Roma, 12.00
euro. Il libro e´ stato presentato da Francesco Gnerre presso la
Babele di Roma sabato scorso. "L´arcano fascino dell´amore tradito",
raccolta di testi curata da Fabrizio Cavallaro, un poeta catanese
amico di Dario, Giulio Perrone Editore, Roma, 14.00 euro. Il saggio
verra´ presentato presso la libreria Mondadori di Fontana di Trevi,
a
Roma, giovedi´ 30 marzo. "Diario di un mostro - Omaggio insolito a
Dario Bellezza", testimonianze raccolte e curate da Daniele Priori,
Anemone Purpurea editrice, Roma, 14.00 euro. La presentazione avra´
luogo presso la storica libreria Croce di Corso Vittorio, a Roma,
venerdi´ 31 marzo. Quest´ultimo libro necessita di una spiegazione.
Daniele Priori e´ venuto per qualche mese a casa mia, con un
registratore in mano, facendomi centinaia di domande e lasciandomi
parlare a ruota libera. Io, ho dato la stura ai ricordi ed e´ uscito
questo (prezioso) volumetto che parla del Dario piu´ intimo,
personale,
fuori dai riflettori della notorieta´ e della pubblicita´, che
racconta
l´uomo nascosto dietro il poeta. A ricordare la grandezza
intellettuale
di quello che Pasolini defini´ "il miglior poeta della nuova
generazione" ci pensano gli interventi di Alessandro Cecchi Paone,
Antonio Debenedetti, Gaetano Dimatteo, Dacia Maraini, Elio Pecora,
Riccardo Peloso, Enzo Siciliano, Antonio Veneziani. Vi ricordo che il
Comune di Marino (a venti chilometri dalla capitale) ha dedicato una
via a Dario Bellezza, mentre Roma ha da poco inaugurato una piazza a
suo nome. Ed anche a Nova Siri, in Lucania, c´e´ una strada che lo
ricorda. Un´ultima cosa: il 1 aprile, sabato, a mezzogiorno, si
terra´
la tradizionale commemorazione di Dario presso il cimitero
acattolico
del Testaccio, a Roma, vicino la Piramide. Mi auguro di vedervi
numerosi. Grazie,
Massimo Consoli

CARO PRESIDENTE CIAMPI: “GRAZIE”!
Grazie per avere conferito la Medaglia d'Oro al Valor Civile a
Fabrizio Quattrocchi.
Grazie per avere decorato, onorato e dato memoria storica ad un
cittadino che ha dato onore all'Italia morendo con l'orgoglio di
essere
italiano. Un grazie speciale da quella grande parte del Popolo
italiano, di destra e di sinistra, che, sin dal 16 Aprile 2004 e
durante tanti mesi con fiducia e costanza ti ha inoltrato l'Appello
per
la Medaglia d'Oro al Valor Civile a Fabrizio Quattrocchi assassinato
il 14 aprile 2004. Il 16 aprile, da queste colonne, partì l'Appello
al
Capo dello Stato Ciampi, Appello riinoltratogli da migliaia di
cittadini partecipi dell'ondata di dolore e di indignazione nazionale
per la barbara uccisione di Fabrizio Quattrocchi. E' con un commosso
e
caldissimo abbraccio che finalmente oggi, in un tanto atteso momento
di
gioia, tutti noi cittadini ci stringiamo alla Famiglia Quattrocchi
fiduciosi e rassicurati dal fatto che la nostra Repubblica sa
riconoscere i meriti, e premiarli, dei suoi concittadini. Grazie
Italiani, Grazie Ciampi.
Giuliana D'Olcese

Appelli ed articoli inviati al Presidente della Repubblica -
presidenza.repubblica@quirinale.it
10 Gennaio 2006
*a Graziella Quattrocchi, al Capo dello Stato Ciampi, Agli Italiani*
27 Giugno 2004
Caro Ciampi, ora lo decoriamo Quattrocchi?
29 Giugno 2004
*Con il cuore a Genova, la mente a Ciampi*
28 Maggio 2004
Evento Secolare! AN si inchina al Popolo Sovrano - al Presidente
Ciampi: Quattrocchi Medaglia d'Oro
30 Aprile 2004
Dietro l'uovo del "Serpente"
http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_14.htm
26 Aprile 2004
*Attenti a Politici e Quattrocchi!!!!*
23 Aprile 2004
*Italiani, Islam e Quattrocchi*
21 Aprile 2004
Il 'Jihad' di San Bernardo e un mare di adesioni all'Appello per la
medaglia d'Oro a Fabrizio Quattrocchi
http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_13.htm
20 Aprile 2004
al Presidente Ciampi: Quattrocchi Medaglia d'Oro
16 Aprile 2004
Appello a Ciampi per la Medaglia d'Oro a Fabrizio Quattrocchi
http://www.virusilgiornaleonline.com/appelli_43.htm
14 Aprile 2004
+ll 'Jihad' di San Bernardo+
Tutti gli Appelli e gli articoli correlati sono su http://www.
virusilgiornaleonline.com/appelli
e su http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

STORIA DELLA MONETA

Per moneta si intende qualsiasi bene materiale o entità astratta che
svolga le due funzioni di misura del valore e di mezzo di scambio
nella
compravendita di beni e servizi. In passato si identificava la moneta
con le monete metalliche, consistenti in dischi di varie dimensioni e
composizione usati come strumenti di pagamento o tesaurizzati. Nelle
economie moderne alla moneta metallica si è affiancata la moneta
cartacea, più facile da produrre e utilizzare, nonché diverse altre
tipologie di monete immateriali, a cominciare dal deposito bancario.
Dunque moneta è tutto ciò che svolge la funzione di moneta, ovvero
che
svolge i compiti di mezzo di pagamento e unità di conto, a
prescindere
dalle caratteristiche che in concreto essa assume. Come scrive il
premio Nobel Samuelson: "la moneta, in quanto moneta e non in quanto
merce, è voluta non per il suo valore intrinseco ma per le cose che
consente di acquistare" (samuelson, Economia, Zanichelli, 1983, pag.
255)
Dal Baratto alla Moneta - In assenza di moneta lo scambio di beni è
servizi comporta il ricorso al baratto, ovvero allo scambio di beni o
servizi contro altri beni o servizi, pratica che può avvenire solo in
economie estremamente primitive e solo se si verificano certe
condizioni. Qualora il venditore non desiderasse ricevere, in cambio
del bene ceduto, il bene che gli viene proposto, può rifiutare lo
scambio oppure accettare il bene proposto per poi rivenderlo ad altri
in cambio di un bene gradito oppure di un bene che a sua volta
consenta
di ottenere quanto desiderato. Così il venditore può ottenere il bene
desiderato solo dopo una serie di scambi (baratto multiplo), che non
facilitano la compravendita di beni e servizi. Inoltre in assenza di
moneta è quasi impossibile il risparmio. Chi produce un bene, non
potendo scambiarlo con denaro con cui acquistare in un secondo tempo
beni di consumo, deve consumare subito il bene, prima che deperisca
(si
pensi ai generi alimentari). Solo una piccola parte dei beni prodotti
può essere conservata nel tempo e consumata in futuro. Sorge perciò
la
necessità di disporre di un mezzo che sia generalmente accettato in
pagamento. Tale mezzo è stato individuato, nelle economie
occidentali,
in monete d'oro, d'argento o di altri metalli preziosi.
Le Origini del nome "moneta" - Nella nostra esperienza quotidiana la
moneta è essenzialmente uno strumento di pagamento, un mezzo di
scambio
con cui paghiamo e siamo pagati. In realtà la moneta ha avuto ed ha
anche altre funzioni, ma nessuna di queste può essere rintracciata
dall’
etimo del suo nome che risulta particolarmente affascinante e che si
deve alla famosa storia delle oche del campidoglio. Nel 396 a.c Roma
si
trovava sotto l’assedio dei Galli di Brenno; sulla cittadella del
Campidoglio vi era il tempio dedicato a Giunone dove venivano
allevate
delle oche sacre alla dea. Una notte, al sopraggiungere dei Galli, le
oche presero a starnazzare e svegliarono l’ex-console Manlio che
dette
l’allarme. L’attacco fu quindi sventato grazie alle oche sacre. Da
quel
momento la dea Giunone acquisì l’appellativo di Moneta, dal verbo
monere che sta per avvertire, ammonire, in quanto si credeva che
avesse
lei destato le oche per avvertire dell’arrivo dei Galli.
Successivamente, nel 269 aC, in prossimità del tempio venne edificata
la zecca che venne messa proprio sotto la protezione della Dea
Moneta.
A quel punto fu il linguaggio popolare a trasmettere l’appellativo
della Dea dapprima alla zecca e poi a quelli che lì si produceva. Il
nomisma dei greci ed il nummus dei latini divenne quindi moneta. La
zecca si trovava dove oggi sorge la chiesa di S.M. in Aracoeli
Denaro e Moneta - E’ necessario fare un'importante distinzione tra
il
concetto di Denaro e di Moneta. Il Denaro è il circolante accettato
del
mercato, ossia da tutti, in un distinto periodo storico. I gettoni
telefonici, i miniassegni degli anni ’70, le caramelle date di resto
al
bar sono un esempio di denaro. In antichità, prima della nascita
della
moneta, il denaro era costituito da svariate tipologie di oggetti e
non
solo; semi di cacao, conchiglie, barrette di ferro, spiedi, etc. La
Moneta è il circolante emesso dallo stato in un distinto periodo
storico. La moneta quindi fa parte della categoria del denaro fino a
quando viene accettata dal mercato. Le monete fuori corso e le monete
svalutate non sono più denaro in quanto nessuno le accetta.
La moneta in metallo prezioso - Nelle economie rinascimentali
chiunque
disponga di oro può presentarsi alla zecca, gestita dallo Stato, e
trasformare il metallo prezioso in monete. Una parte dell'oro viene
versato allo Stato come tassa a fronte del servizio reso dalla zecca:
è
il cosiddetto signoraggio. Il valore di tali monete è espresso in
termini di metallo prezioso (spesso l'oro) in esse contenuto. Lo
testimonia il nome lira, adottato dall'Italia per la sua vecchia
moneta: esso indica un peso, la libbra, ovvero la quantità di metallo
prezioso che componeva la moneta. Vi era quindi piena identità tra la
moneta e il suo contenuto (una libbra) in metallo prezioso. L'impiego
di monete matalliche in oro o argento consente di regolare facilmente
gli scambi internazionali perché l'oro, l'argento e altri metalli
preziosi vengono accettati ovunque. Chi riceve in pagamento la moneta
di un paese straniero può usarla anche nel proprio, poiché il suo
valore dipende dal contenuto in metallo prezioso. Se la legge di un
paese vieta la circolazione delle monete in metallo prezioso coniate
all'estero è sempre possibile fondere le monete e coniarne di nuove
accettate nel paese.
La nascita delle banconote - Monete giapponesi - L'impiego di monete
metalliche in oro o argento presenta, soprattutto in epoca
industriale,
ma anche nei secoli precedenti, due limiti insormontabili. Il primo
limite riguarda la possibilità di controllare l'offerta di moneta. La
moneta è infatti un mezzo di scambio, la cui quantità in circolazione
deve dipendere dal valore degli scambi regolati con tale moneta.
Inoltre la quantità di una moneta deve crescere allo stesso ritmo
degli
scambi ovvero, più in generale, al crescere del prodotto interno
lordo.
Ma la quantità di moneta d'oro o d'argento in circolazione non può
essere regolata a piacimento dalle autorità monetarie. Dipende invece
dalla quantità di oro e argento estratta dalle miniere. Tale quantità
non può essere prevista né tenuta sotto controllo se le miniere di
metallo prezioso si trovano all'estero. Inoltre la disponibilità di
metallo prezioso dipende dall'andamento della bilancia commerciale,
perché in metallo prezioso vengono regolati i saldi commerciali.
L'uso
di monete in metallo prezioso ha inoltre effetti potenzialmente
destabilizzanti sull'economia. Se la quantità di moneta cresce
troppo,
per effetto di un surplus commerciale o della scoperta di nuovi
giacimenti di metallo prezioso, si produce un aumento della domanda
di
beni e servizi superiore all'offerta e quindi aumentano i prezzi
(inflazione). In caso contrario si assiste al calo dei prezzi
(deflazione). Il secondo limite riguarda i trasferimenti di denaro.
L'uso di monete metalliche comporta notevoli problemi di sicurezza
nel
trasferimento di grandi somme di denaro, sia per il rischio di furti
che per quello di perdite, ad esempio nei commerci via nave. È quindi
opportuno usare strumenti di pagamento differenti, di tipo cartaceo,
che trasformano la moneta metallica in banconota o in ordine di
pagamento.
Il Gold standard - In epoca industriale diventa importante disporre
di
monete in quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di economie
in
forte crescita. Contemporaneamente il diffondersi del benessere
amplia
il numero di chi può risparmiare. Nascono perciò banche che
raccolgono
il risparmio e prestano denaro, sotto forma di depositi bancari oltre
che di banconote. L'oro e l'argento si trasformano gradualmente in
riserve, uscendo dai commerci per entrare nei forzieri delle banche
centrali. Vengono usati per regolare i deficit delle bilance
commerciali. Poco per volta si fa strada la regola secondo cui le
autorità monetarie possono emettere moneta fino ad un valore massimo
pari ad alcune volte il valore dell'oro detenuto. Le autorità
monetarie
possono così regolare la quantità di moneta in funzione dei propri
obiettivi di politica monetaria, mentre le riserve di metalli
preziosi
servono a regolare i saldi nella bilancia dei pagamenti. Tale
sistema,
noto come gold standard, viene adottato verso la fine dell'Ottocento
da
tutte le principali economie occidentali. Ha il vantaggio di rendere
più flessibile la creazione di moneta e tuttavia il limite che, in
presenza di un paese con una bilancia dei pagamenti costantemente in
deficit, devono essere presi provvedimenti per evitare che si
esauriscano le riserve di tale paese. Il ricorso alla svalutazione è
la
risposta, che però si ripercuote anche sul valore delle altre monete,
provocando situazioni di instabilità che si diffondono rapidamente
dall'economia in difficoltà alle economie ad essa collegate. Bretton
Woods - La soluzione che viene escogitata durante la Conferenza di
Bretton Woods, dopo la fine della seconda guerra mondiale, consiste
nel
prevedere finanziamenti da parte dei paesi in surplus (primo fra
tutti,
gli USA) a favore dei paesi in deficit. Le riserve in oro perdono il
ruolo di primo piano giocato fino a quel momento e lasciano spazio al
dollaro, come moneta alla base del sistema monetario internazionale.
A
sua volta il dollaro è convertibile in oro.
L'abbandono di ogni legame con l'oro - Anche il sistema di Bretton
Woods non regge alla prova del mercato e di una economia che diventa
sempre più complessa e nella quale operano interessi sempre più
consistenti. La fine della convertibilità del dollaro in oro viene
decretata dal presidente americano Nixon quando appare chiaro che il
sistema è troppo oneroso per gli USA. Si passa così nel 1973 ad un
sistema di cambi flessibili: i deficit non generano più flussi di oro
o
di altri beni a favore del paese in surplus, ma danno luogo a
svalutazioni delle monete. Le autorità monetarie possono quindi
emettere moneta nella quantità desiderata e non più in base alla
quantità di oro o di altri metalli preziosi presenti nei propri
forzieri.
Valore della moneta - Valore intrinseco della moneta - Per valore
intrinseco di una moneta si intende il valore dello strumento (per
esempio la moneta metallica o la banconota) usato come moneta. Esso
dipende dal valore del bene che compone la moneta. Una moneta
cartacea,
come un biglietto da 10 euro ha un valore intrinseco pari al costo
degli inchiostri, della stampa, del trasporto dalla zecca alla banca,
dei diritti sui sistemi anti-falsificazione, ecc. Lo stesso dicasi
per
una moneta metallica, come la moneta da 1 euro, con la differenza che
il supporto anziché cartaceo è metallico. La moneta elettronica ha un
costo che dipende dalla necessità di addebitare ad un conto bancario
e
accreditare ad un altro una certa somma di denaro. Di solito si
tratta
di costi assai poco rilevanti. Per cui si può dire che il valore
intrinseco delle monete moderne è assai basso e che può diventare più
interessante solo dopo che tali monete perdono valore legale quando
la
moneta cartacea o metallica diventa un pezzo da collezione per gli
appassionati di numismatica. Il loro valore intrinseco resta basso,
ma
la rarità, il desiderio di collezionarle e tutto quanto alimenta
l'interesse dei numismatici contribuiscono a dare ad esse un valore.
Il
passaggio graduale dall'uso delle monete in metallo prezioso a monete
immateriali ha abbattuto il valore intrinseco della moneta e
conseguentemente anche i costi per produrla. La riduzione dei costi è
avvenuta contemporaneamente alla crescita dell'economia che ha reso
necessario l'uso di quantitativi sempre più grandi di moneta. Se non
si
fosse verificata diminuzione dei costi per emettere moneta, al
crescere
della domanda di moneta sarebbe cresciuto il costo totale di
emissione.
Di conseguenza si sarebbe dovuta destinare una parte consistente
della
maggiore ricchezza alla creazione dello strumento monetario. Per tale
ragione è impensabile l'uso dell'oro o l'argento come moneta nelle
economie moderne: se anche fosse disponibile tanto oro da soddisfare
la
domanda di moneta, il costo per procurarsi la moneta sarebbe
estremamente elevato.
Valore nominale della moneta - Altra cosa è il valore nominale delle
monete. Il valore di ciascuna moneta è quello segnato sulla moneta
stessa. È indispensabile nelle economie moderne disporre di mezzi di
pagamento nella quantità necessaria a regolare flussi di scambi
sempre
maggiori. Questo implica per le autorità monetarie la libertà di
emettere moneta nella quantità che esse ritengono adeguata ad un buon
funzionamento del sistema dei pagamenti. La moneta non viene emessa a
fronte di riserve di oro detenute dalla banca centrale, come avveniva
in passato, né quindi può essere ceduta alla banca emittente in
cambio
di oro o di un altro bene. La circolazione della moneta e quindi il
riconoscimento del suo valore nominale dipendono solo ed
esclusivamente
dalla fiducia che chi riceve in pagamento una certa quantità di
denaro
ha di poter a sua volta cedere ad altri il denaro in cambio di beni e
servizi. Questo "meccanismo fiduciario" garantisce che il valore
nominale sia anche il valore reale della moneta. A rafforzare tale
meccanismo basato sulla fiducia reciproca intervengono naturalmente
tutti i sistemi anti-contraffazione, che offrono ai cittadini una
elevata probabilità che al denaro posseduto (e ricevuto da altri) sia
riconosciuto il valore nominale riportato su banconote e monete e non
il valore intrinseco di biglietti e monete prive di valore legale. Ma
soprattutto il meccanismo fiduciario viene integrato dall'obbligo
legale di accettare in pagamento la moneta legale del proprio paese e
dalla regola, contenuta nel codice civile, che afferma che una volta
effettuato il pagamento l'obbligazione si estingue, liberando per
sempre il debitore. In termini più semplici possiamo dire che una
banconota da 20 euro vale 20 euro perché chiunque, accettandola in
pagamento, è sicuro che altre persone, alle quali a sua volta verrà
ceduta la banconota, riconosceranno (per volontà propria e perché
obbligati dalla legge) che tale banconota vale 20 euro. Potrebbero
riconoscere ad essa un valore diverso solo se la banconota fosse
falsa
(e in questo caso il valore sarebbe vicino allo zero) o se la
banconota
avesse valore in quanto interessante per i numismatici.
Svalutazione della moneta La svalutazione è la perdita di valore di
una moneta nei confronti di una o più monete - In passato, quando le
monete erano composte da metalli preziosi, il valore nominale era
uguale al valore del metallo prezioso contenuto. Se i governanti
sostituivano parte del metallo prezioso con metallo comune, allo
scopo
di emettere una maggiore quantità di denaro, la moneta finiva per
perdere valore nei confronti delle altre monete. Infatti, una volta
fuse, le monete rivelavano il loro vero valore e se questo non avesse
coinciso con il valore nominale, la moneta contenente metalli poco
nobili sarebbe stata rifiutata. Gli operatori economici avrebbero
preferito usare monete il cui valore intrinseco fosse uguale al
valore
nominale. La moneta buona scacciava dunque la moneta cattiva. Ai
nostri
giorni non si usano più monete composte da metalli preziosi, le
ragioni
della perdita di valore di una moneta sono da attribuirsi all'operare
della domanda e dell'offerta delle monete che servono a regolare le
transazioni economiche. La svalutazione rende più costose le merci
importate e di conseguenza può avere conseguenze sull'inflazione del
paese che svaluta. E inoltre rende più convenienti i prodotti del
paese
che svaluta sui mercati esteri.
La fiducia come fondamento del valore di una moneta - Normalmente gli
strumenti impiegati come moneta non sono beni di consumo per chi li
riceve. Questo vale per la carta-moneta (un biglietto da 50 euro ha
un
valore come banconota, mentre come pezzo di carta non ha praticamente
nessun utilizzo), ma anche per l'oro, il cui impiego come bene
intermedio o di consumo è assai limitato. La ragione per la quale
queste monete vengono accettate in pagamento risiede nella fiducia di
chi le riceve che altri faranno altrettanto, accettando in pagamento
monete, banconote, depositi bancari o titoli di stato. Senza tale
fiducia difficilmente una moneta sarebbe accettata in pagamento e
neppure il corso legale di una moneta, ovvero l'obbligo di accettarla
in pagamento, potrebbe molto contro il rischio di trovarsi in mano
carta straccia o un deposito bancario inutilizzabile. Si spiega
quindi
l'impiego nell'antichità dell'oro come mezzo di pagamento. L'oro era
accettato ovunque perché tutti ritenevano che altri avrebbe accettato
di essere pagati in oro. La stessa caratteristica è oggi posseduta
dal
dollaro e da altre monete e da alcuni beni.
Moneta elettronica - Quando una Forza Politica Italiana perverrà al
convincimento che , per evitare il definitivo Declino Sociale, sarà
necessario adottare il Progetto Antropocratico, inserendo nel proprio
Programma Elettorale la promessa del Reddito di Cittadinanza
Universale, vincerà a man bassa le Elezioni. Dopo tale vittoria potrà
attuare rapidamente il Progetto, con la conversione degli Euro in
Eurolire Elettroniche e con l’immediata istituzione del Reddito di
Cittadinanza Universale, che verrà Emesso Mensilmente e versato nei
Conti di Cittadinanza dei Cittadini, individuati dai Codici Fiscali.
La
contropartita di tali versamenti sarà costituita dalle Decurtazioni
Monetarie Mensili dello 0,5%, della Massa Monetaria, che tenderà
costantemente alla stabilizzazione ed eviterà inflazione da eccessi
monetari. La Misura del Reddito di Cittadinanza Universale sarà tale
da
consentire la dignitosa sopravvivenza di ciascun Cittadino, in
aggiunta
ad eventuali altri Redditi. Ciò in conformità a quanto previsto nel
Progetto Antropocratico. Con l’abolizione della Moneta Cartacea si
otterrà inoltre il risultato di rendere impossibile i furti monetari,
ogni pagamento in nero, con conseguente necessità di emersione del
lavoro nero, che, d’altro canto, non avrà più ragione di essere data
l’
assenza di Imposizioni Fiscali e Previdenziali, derivanti dall’
Emissione Monetaria Diretta per il Reddito di Cittadinanza e per le
Spese Statali. Tutti i pagamenti avverranno tramite Banche e
lasceranno
tracce controllabili dalla Magistratura, per i casi di denaro sporco.
Quanto agli investimenti si è già detto che essi avverranno tramite
Emissioni Individuali a scadenza (come le vecchie Cambiali e Tratte)
da
parte di chi avrà Progetti Economici o di Ricerca, che prevedano
vantaggiosi rientri e quindi idonei ai rimborsi alle scadenze. Tali
Progetti saranno allegati alla pratica di apertura del Conto di
Investimento e permetteranno la verifica della congruità delle Spese,
registrate nei Conti Bancari, con il Progetto. I pagamenti saranno
gravati di un onere del 10% su base annua, in minima parte a
copertura
delle spese bancarie e per la maggior parte per alimentare un Fondo
destinato a copertura dei casi di insuccesso economico e quindi della
impossibilità di estinguere i debiti alla scadenza. Con i semplici
provvedimenti sopra indicati, illustrati nel Progetto Antropocratico,
l’
Assetto Sociale prenderà immediato vigore sia dal lato dei Consumi
che
da quello delle Produzioni. Il cittadino sarà definitivamente
liberato
dalla Schiavitù Monetaria e quindi dalla Miseria e potrà configurare
la
propria Condotta su Ragioni Soggettive e quindi con Soddisfazione. L’
Essere Umano non può vivere senza la creatività del Lavoro e se
deciderà di non lavorare lo farà a causa di superiori esigenze
individuali, connesse alla salute del suo Corpo e della sua Anima. Le
scelte in tal campo saranno insindacabili e rientreranno nella
facoltà
della Libera Coscienza Individuale. L’applicazione delle Macchine,
sempre più robotizzate, del resto, renderà impossibile che tutti
lavorino contemporaneamente e quindi l’alternanza, delle fasi
lavorative e non lavorative, sarà un fondamentale elemento
terapeutico
per i danni ricevuti dagli impegni lavorativi e che solo gli
interessati potranno percepire e valutare. Finora lo sviluppo
sociale,
dal baratto ad oggi, è avvenuto naturalmente ed inarrestabilmente con
conseguenze positive ed altre negative, ma sempre al di sopra delle
Volontà dei Cittadini che progressivamente sono stati impigliati in
meccanismi superiori alle loro possibilità di scelta. Era pensabile
che
prima o poi si giungesse ad un momento di riflessione e si
conformasse
il tutto in ragione delle Esigenze degli Esseri Umani. Quanto ai
vincoli da signoraggio, all’esigenza di una corretta Vita Giuridica e
alla necessità della sburocratizzazione, saranno questioni di secondo
momento e potranno essere risolte chiamando anche i Cittadini ad
esprimere il loro parere, con i mezzi rapidi che lo Sviluppo
Elettronico mette a disposizione. Spetta agli Antropocratici
approfondire e diffondere i vari argomenti, nella fiducia che la
Verità, alla lunga, trionfa sempre, con l’aiuto del Buonsenso.
Nicolò Giuseppe Bellia
Tarquinia. 9 dicembre 2005
www.bellia.com

FONTE: Wikipedia, l'enciclopedia libera.
INVIATO DA: www.giubizza.tk giubizza1@virgilio.it

Altri siti:
www.altramoneta.org
www.bellia.com
www.domenicods.tk
www.basicincome.com/
www.etes.ucl.ac.be/BIEN/Index.html
www.socialcredit.com/
www.michaeljournal.org/

news 23 marzo

UN CONTRIBUTO PER L’OMICIDIO DI GISBERTA, UNA RAGAZZA TRANSGENERE
Il 21 febbraio scorso, Gisberta, una ragazza transgenere, è stata
assassinata nella città di Oporto, in Portogallo. I responsabili sono
14 ragazzi di età compresa tra i 10 ed i 16 anni, la maggior parte
dei
quali ospiti di un istituto per la “protezione dell’infanzia” della
città condotto da un prete – quindi facente capo alla chiesa
Cattolica
– ma finanziato interamente dallo stato portoghese. Gisberta,
immigrata
dal Brasile, senza tetto – viveva infatti in uno stabile in
costruzione
abbandonato -, sex worker, sieropositiva, tossicodipendente, dalle
fragili condizioni di salute, veniva da tempo molestata dal gruppo di
ragazzi con insulti verbali ed aggressioni fisiche. Il 19 febbraio,
il
gruppo di ragazzi si è introdotto nello stabile in costruzione
abitato
da Gisberta e, come hanno poi gli stessi ragazzi confessato, hanno
assalito la ragazza seviziandola orrendamente: la hanno legata,
imbavagliata, percossa con bastoni e pietre, stuprata analmente con
delle stecche. Tale aggressione, su ammissione degli stessi ragazzi,
è
stata replicata anche nelle notti del 20 e del 21 febbraio finché,
nella notte tra il 21 ed il 22 febbraio, creduta morta dopo l’
ennesima
aggressione, i ragazzi la hanno gettata in un fossato – profondo 10
metri - colmo d’acqua per nascondere il delitto. Il corpo della
povera
Gisberta, al ritrovamento, presentava difatti lesioni estese e segni
di
bruciatura da sigaretta. L’esame necroscopico appurerà se Gisberta
fosse ancora viva quando è stata gettata nel fossato; il suo corpo,
difatti, non galleggiava bensì era adagiato sul fondale del fossato e
questo fa ragionevolmente supporre che Gisberta sia morta per
annegamento. Per ragioni di età, gli assassini - ad eccezione di uno
che ha già compiuto 16 anni e che è quindi rimasto in carcere - sono
già in semi-libertà e – fanno notare i nostri amici attivisti in
Portogallo - nessuna misura sembra sia stata presa nei loro
confronti,
magari nel loro stesso interesse, come ad esempio un sostegno
psicologico. Si registra un preoccupante silenzio sull’orrendo
delitto
da parte della classe politica e governativa portoghese. Lascia anche
a
desiderare l’interessamento al caso degli operatori dell’informazione
in Portogallo; alcuni di questi - notoriamente orientati contro i
diritti delle persone GLT ed ignominiosamente incompetenti circa il
tema delle identità GLT - negano che l’orrendo delitto sia da
considerarsi come un crimine motivato da odio e, scrivendone, hanno
tendenziosamente focalizzato l’attenzione sulla minore età degli
assassini cercando quindi di fuorviare l’informazione, oscurandola
anche. Dopo soli quattro giorni dall’orrendo delitto, infatti, si
registra un assoluto silenzio mediatico. Sui quotidiani, finché se ne
è
scritto, sono state riportate soltanto le notizie più eclatanti
mentre
sono stati sottaciuti alcuni dettagli importanti come le circostanze
reali della morte di Gisberta, la sua condizione identitaria, sociale
e
sanitaria, fulcro delle sciagurate attenzioni dei ragazzi. Non è
stato
neanche riportato l’orrendo stupro per evitare “connotazioni”
sessuali
e, nonostante le proteste delle associazioni GLBT locali, Gisberta è
stata indicata come “travestito” o addirittura con il suo nome legale
(maschile). Non si riscontra, quindi, il minimo accenno circa la
dinamica del delitto che porterebbe a capire che esso trova
fondamento
nell’odio per le diversità – sessuali e di genere, nella fattispecie.
Infine, non si registra alcuna volontà, da parte della classe
dirigente
del paese, di iniziare a fare fronte ai perniciosi atteggiamenti
GLBTfobici che palesemente avvengono in una socio cultura connivente
ed
indifferente. I nostri amici attivisti ci fanno inoltre sapere della
colpevole incuria dello stato in tema di cura dell’infanzia
abbandonata
cui fa fronte semplicemente finanziando enti religiosi, strutture che
versano in terribili condizioni generali e nelle quali i giovani
ospiti
sono spesso lasciati a sé stessi. Come si può – si chiedono le
associazioni glt portoghesi – rimanere sorpresi che un simile delitto
sia successo quando è così palese il clima di indifferenza verso le
discriminazioni e le violenze che molte categorie sociali
“svantaggiate” – inclusi i ragazzi abbandonati - devono patire?
Nella vicenda è anche coinvolta la Chiesa nella persona del prete che
ha la direzione dell’orfanotrofio che ospita alcuni dei ragazzi
responsabili dell’omicidio. E’ triste venire a sapere che questo
prete
stia cercando di colpevolizzare, con l’aiuto dei media, la vittima
assumendo che i ragazzi hanno diritto alle attenuanti in quanto,
uccidendo orrendamente Gisberta, avrebbero agito in risposta ad una
violenza pedofila subita da uno di loro; in altre parole il prete
dice
che i ragazzi sarebbero persuasi dell’equazione omosessualità =
pedofilia, tanto cara agli omofobi.
La Presidente Maria Ornella Serpa MIT ROMA c/o Circolo di Cultura
Omosessuale "Mario Mieli" Via Efeso, 2/a ROMA Linea Amica Trans:
065413985 – ogni lunedì dalle ore 17.00 alle ore 19.00 Riunione in
sede
presso i locali del Circolo M. Mieli Roma Via Efeso, 2/A – ogni
lunedì
dalle ore 17.00 alle ore 19.00 Per urgenze: Ornella 3471847469
e.mail: mit.roma@libero.it

COMUNICAZIONE ASSOCIAZIONE COSCIONI
Questa è una comunicazione importante per il futuro di un Progetto
che
l'Associazione Coscioni e l'ERA onlus hanno deciso di condurre
insieme.
1. Come sapete la ricerca, in ogni campo della scienza e della
medicina, è differentemente avanzata nel mondo. Le differenze
aumentano
- come sappiamo - anche in ragione di legislazioni proibizioniste
(vedi
la legge 40 sulla fecondazione assistita) che non consentono
l'applicazione di tecniche riconosciute dalla medicina come le più
appropriate per patologie specifiche. E' per questo che vorremmo
progettare e realizzare subito... qualcosa che non c'è: Un Servizio
che
sia in grado d'informare quasi in tempo reale di come e dove nel
mondo
si stanno compiendo le più avanzate ricerche e sperimentazioni per
guarire malattie degenerative, forme di cancro, o comunque tutte
quelle
che potremmo definire malattie "estreme", d'informare dove siano i
migliori centri di fecondazione assistita e così via.
2. Un Servizio che sia in grado di far interagire malati e familiari
con tali Centri d'eccellenza medica in Italia e nel mondo. Che possa
fornire spazio pubblico per lo scambio di esperienze e difficoltà
incontrate nei contatti con tali Centri, potendo così essere anche
pungolo ed incoraggiamento alla Ricerca e al suo sostegno.
3. Un Servizio che sia in grado di costruire e attivare una rete
umanitaria della persona, raccogliendo e favorendo le adesioni di
chi,
in Italia, in Europa e nel mondo, si rende disponibile a fornire un
supporto in loco (hospitalità ) alle persone che lo necessitano.
Centro di queste tre tipologie di servizi sarà un sito internet
trilingue - in attesa di avere risorse adeguate anche per
affiancargli
un call center per i non internauti - . Oggi questo progetto può
prendere il via senza che ti costi assolutamente nulla ma utilizzando
quel 5 per mille dell'Irpef che da quest'annno è possibile devolvere
a
"Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di
utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle
associazioni e fondazioni". Per farlo basta scrivere nell'apposito
riquadro che figura sui modelli di dichiarazione (CUD 2006; 730/1-
bis
redditi 2005; UNICO persone fisiche 2006) il Codice fiscale
97104360587
e apporre sotto la propria firma. Tieni presente che se non sei
obbligato a presentare la dichiarazioni dei redditi, ma percepisci
comunque redditi (ad esempio la pensione), puoi sempre consegnare
solo
la "SCHEDA PER LA SCELTA DELLA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’
IRPEF". Allora ti chiediamo d'accogliere questo nostro invito e di
fartene anche promotore presso i tuoi familiari, parenti ed amici
(magari stampandoti le necessarie copie di questa nostra lettera),
chiedendo a ciascuno di farci sapere fin d'ora l'adesione a questo
nostro importante progetto all'indirizzo di posta elettronica
info@associazionecoscioni.org
QUESTO E’ IL NUMERO PER IL “5X100” – 06 97.104.360.587

I CRISTIANI SI’ E I GAY NO !!!
Stamani ho letto con costernazione che Fini e Buttiglione
cristianamente si stanno interessando per salvare un islamico
convertitosi a cristiano in Afganistan dalla condanna a morte. E
questo
e' giusto perche' la liberta' di pensiero e' l'unico modo per una
convivenza civile. Con costernazione perche' quei signori cosi' tanto
cristiani non si sono mai opposti alle
condanne a morte di omosessuali avvenuti in tanti paesi islamici. Due
pesi e due misure! Per loro, che non riconoscono in un'Italia civile
(sic!) i piu' elementari diritti civili ed umani ai GLBT, diritti
uguali per tutti, evidentemente non vale la pena interessarsi per
l'incolumita' di persone con abitudini sessuali diversi, anche loro
persone create dal Dio al quale loro affermano ripetutamente e con
tanta enfasi di credere. Per fortuna non credo nel loro Dio cosi'
pieno
di odio e cattiveria e se Gesu' Cristo fosse esistito davvero
sicuramente prenderebbe una frusta per cacciare questi signori dal
tempio.
Peter Boom Gaya CsF

21 marzo 2006

Aggiungi Gaya al tuo sito

Aggiungi i titoli delle ultime notizie di Gaya al tuo sito. In continuo aggiornamento tutte le novità , le foto, i video e le curiosità sul miglior amico dell'uomo. Basta copiare e incollare un semplice codice che trovi qui all'interno di una o più pagine del tuo sito e visualizzerai subito i titoli. Uno strumento utile e pratico per te ed i visitatori del tuo sito.

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news 21 marzo - seconda parte

UNA POLITICA PER LA RICERCA E LO SVILUPPO IN UNO STATO LAICO E MODERNO
Al di là di ogni autoreferenzialità berlusconiana , secondo il
Financial Times l’Italia segue l’Argentina verso la rovina, mentre
secondo l’Economist il paese è vicino alla bancarotta. Da questa
situazione di crisi partiamo e non solo per l’opinione internazionale
ma per i numeri della nostra economia: crescita zero in percentuale del
PIL mentre il resto d’Europa è al 1.3% , ed esportazione italiana nel
commercio mondiale passata nell’ultimo anno dal 4.6% al 2.7%. Solo una
organica politica per la Ricerca e lo Sviluppo ( sul modello del primo
governo a guida socialista ove gli indicatori erano ben altri) con
interventi nei primi tre mesi del futuro governo Prodi sul modello
Giuliano Amato di qualche tempo fa sarà possibili cercare di invertire
la rotta prima del baratro. La politica per la Ricerca e lo Sviluppo
è priorità numero 1 per la RnP unitamente al laicismo, e lo deve
diventare anche per l’Unione con un sostegno finanziario, normativo e
fiscale delle parti più produttive ed innovative del Paese ( nuove
conoscenze , nuove tecnologie, industria manifatturiera). L’eccellenza
è facilmente identificabile con gli indicatori bibliometrici
internazionali quali SCI e WPI , e quindi direttamente sostenibile
anche con automatismi e peer-review di prassi a livello internazionale,
questo ovunque si trovi oggi in Università , Enti e Centri di Ricerca.
La libertà di ricerca , bandiera qualificante della RnP non deve però
limitarsi alla libertà di ricerca nelle cellule staminali embrionali,
un atto dovuto per la salute dell’uomo, ma alla libertà di ricerca in
tutti i settori tecnologici avanzati quali quelli nelle nanotecnologie
e nelle biotecnologie per il settore energetico , le
telecomunicazioni , per i trasporti , per l’elettronica e per lo
spazio. Libertà di condurre tali ricerche con adeguate risorse ed
adeguate opportunità di lavoro per le giovani generazioni di
ricercatori in Italia senza che siano costretti all’emigrazione forzata
con grave scapito per le nostre imprese e colpo mortale per la nostra
economia. Queste sono le prospettive primarie della RnP che intende
raddoppiare la quota del 5/1000 destinata alla ricerca scientifica e
tecnologica dalle nostre dichiarazioni dei redditi , chiedendo inoltre
a Prodi di prevedere interventi meritocratici immediati nei primi sei
mesi del suo governo sulle nostre Università e Scuole Superiori a
tutti i levelli , sui nostri Enti di Ricerca sia privati ( fondazioni
scientifiche e centri industriali ) che pubblici ( CNR, ENEA, Istituti
Nazionali ,..) giunti oramai ad uno stato comatoso. Ora la vecchia
formula polemica del LiberalSocialismo di “né liberalismo né
socialismo” è trasformata nella Rosa nel Pugno in una sintesi positiva
del Socialismo Liberal di “et liberalismo –et socialismo” mutuata dall’
evolversi della globalizzazione e dagli equilibri di Nash-Von Neumann a
somma zero tipici della politica (destra verso sinistra) per cui il
meglio si può perseguire solo evitando il peggio. Scienza e Tecnologia
oggi determinano l’Economia e quindi la Politica : il peggio di guerre
e corruzione senza sviluppo causato da petrolio e gas ( fra l’altro in
via di esaurimento ) sarebbe rovesciato solo dal meglio dell’idrogeno (
trasporto e storage ora possibile via nanotubi al carbonio) e delle
energie alternative competitive ( celle a combustibile, fotovoltaico
via nanobiotecnologie, fusione nucleare, ma anche geofisica
innovativa). La ricerca di questa nuova sintesi che la storia non ha
sino ad ora mai conosciuto può avvenire dando soluzioni puntuali
partendo dalla Scienza e Tecnologia ed andando oltre le vecchie
formulazioni di Bobbio e Rosselli superficialmente invocate sia a
destra che a sinistra e che sono inadeguate per la loro natura elitaria
e generica che si applicavano ad un mondo che non esiste più e che
vanno superate oggi da una nuova sintesi pur partendo da loro. Sotto l’
aspetto economico la grande antitesi tra economia di mercato ed
economia pianificata, si risolve colla proposta della economia a due
settori, quello privato e quello pubblico. Soluzione liberalsocialista
ancora valida che implica però scelte ben precise nel 2006 per portare
il Paese fuori dalla crisi economica mantenendo in vita competitiva
entrambi i mondi senza svendite auspicate ed anticipate da molti.
Ingiusticato il giudizio della sinistra dell’Unione circa la natura
moderata della lista radicalsocialista sia sulla politica
internazionale , ove comunque il nostro paese è da sempre comprimario e
con Berlusconi patetico ed i radicalsocialisti non avversano i grandi
movimenti pacifisti ma solo la violenza gratuita dei no-global e sono
da sempre vicini alla componente liberal-democratica degli USA
rappresentata da Kerry e Clinton (la mia candidatura ne è la prova),
sia sulla politica economica ove appariremmo iperliberisti ed
iperdifensori del primato del mercato e della logica d'impresa ma
questo non è così in quanto l’equilibrio fra socialismo e liberalismo
nella RnP rimane per non vanificare il significato ultimo di questa
unione che non è elettorale. La Rosa nel pugno rappresenta la
componente più avvertita ed avanzata dell'Unione in cui l’equilibrio
fra la componente socialista e quella liberale ricercato con la
nascita del Partito Democratico viene a materializzarsi ed a diventare
credibile sotto un ombrello laico e moderno, non essendo certo la
destra dell’Unione come troppo frettolosamente Liberazione tende a
definirci estrapolando fuori dal loro contesto alcune posizioni di
esponenti della RnP. I radicali cui ci siamo uniti rappresentano una
forza "pulita", con la quale è un piacere combattere insieme alcune
battaglie di modernità - i Pacs, l'antiproibizinismo, la difesa della
scuola pubblica - in una fase di incombente offensiva oscurantista. Ma
una forza che cercherà di spostare la politica del governo Prodi e
dell’Unione nella direzione di una svolta vera sulle scelte generali
che porti ad una politica per il rilancio della Ricerca e dello
Sviluppo compatibile con una redistribuzione del reddito e la
riqualificazione dello Stato sociale, con un fisco più equo per l'avvio
di una nuova stagione d'intervento pubblico meritocratico ( e non a
pioggia clientelare di cui Berlusconi è maestro) per il rilancio della
parte portante della nostra società e della nostra economia che senza
reale innovazione diventerà palude tecnologica ovunque (energia, sanità
e tecnologia dell’informazione incluse) .Ieri è esploso il 'caso'
Giovanardi su Eutanasia ove il comportamento del Governo lacera lo
strappo, e aggrava la figuraccia rimediata dall'Italia, che peraltro
non rimarra' senza conseguenze, visto che la prossima settimana si
terra' il Consiglio europeo, dove i primi ministri olandese ed italiano
si ritroveranno faccia a faccia'. Anche in tema di 'selezione
eugenetica', oltre che con l'Olanda, Carlo Giovanardi dovrebbe forse
scusarsi , questa volta con i medici italiani' accusati di “nazismo”
visto che secondo lui la 'selezione eugenetica' avverrebbe eliminando
'sin dall'inizio quelli down, quelli thalassemici o quelli che, gia'
venuti al mondo, non hanno la dignita' di vivere perche' non sono
perfetti'. Giovanardi infatti vorrebbe vietare l'aborto e costringere a
rianimare ogni feto, non curante delle conseguenze patologiche.
Infelice ed improprio il paragone della legislazione dell'Olanda
sull'eutanasia a quella della Germania di Hitler. Questa polemica deve
comunque essere ricondotta nell’alveo di un confronto civile e non di
una guerra di religione questa volta aperta da Giovanardi sia sul
fronte della 'selezione eugenetica' che dell’eutanasia , quest’ultima
sostenuta da una persona civile ,competente ed equilibrata come il caro
amico Umberto Veronesi. Indubbiamente un Ministro di un paese europeo
non deve insultare il Capo di un altro paese europeo , per inciso anch’
esso appartenente al partito popolare europeo. Mi sembra che si va
ripetendo lo squallido caso di un altro Ministro italiano (Calderoni)
nei confronti dei paesi arabi e tamponato con le dimissioni. Per inciso
l’integralismo cattolico è la vera mina vagante nella scena politica di
questo paese , ed è stato l’elemento che ha portato i Socialisti
Liberal per il Partito Democratico a confluire nella Rosa nel Pugno
piuttosto che nell’Ulivo attuale in cui la Margherita troppo spesso
(divorzio breve , referendum per le cellule staminali,..) è andata in
ben altra direzione cavalcando la crociata della Chiesa cattolica ( cui
per esempio il cattolico Prodi civilmente non si è associato). Il
Partito Democratico liberal-socialista rimane l’obiettivo della nostra
componente ma temo che senza una forte RnP non troverà mai il giusto
equilibrio fra le tre anime che lo dovrebbero comporre a regime, quella
ex-democrstiana (Margherita) , ex-comunista (DS) ed ex- laico-
socialista (RnP) . Tutto il resto che grava intorno all’Ulivo sono
forze riconducibili a quest’ultima area ed anche se degne di rispetto
rapprentano interessi di piccoli gruppi e personaggi in cerca di
autore: il fallimento della Rosa nel Pugno porterà inevitabilmente al
fallimento del Partito Democratico perché proverebbe che non vi è
alternativa all’accordo diretto DS e Margherita sulla testa delle
primarie e forse dello stesso Prodi con gravi conseguenze per la
stabilitàn del paese.
Nostra opinione infine è che deve essere colta l’opportunità legata
alla introduzione della nefasta legge proporzionale oligarchica attuale
per passare con la sua inevitabile modifica in pochi articoli ad un
vero sistema maggioritario uninominale bipartitico e non bipolare ,
condizione indispensabile per essere efficace e poter governare come
nel resto del mondo ove funziona.
Roma 20 Marzo 2006 Nessuno TV SKY 890 ore 19:30 e successivi replay
Claudio Nicolini
Membro Esecutivo Nazionale SDI- Rosa nel Pugno - Candidato alla Camera
dei Deputati in Toscana

ORGOGLIO E PREGIUDIZI Alba Montori APARTHEID ETERO/GAY
(PARTE PRIMA)
Esiste in Italia una sorta di apartheid tra etero e gay: agli etero
sono riconosciuti diritti che ai gay sono negati, eppure gran parte dei
GLBTQ, quelli che lavorano, sono tassati esattamente come gli etero. E
la "parità", a norma dell'art.3 della Costituzione al momento, da 60
anni, è tutta qui. Sulla carta, come per l e donne. La cosa peggiore
è che, specie nell'ambito della "sinistra", ma non solo, tali diritti
non sono negati ufficialmente e apertamente ( vedi la questione nozze),
ma da troppo tempo ignorati e delegittimati in mille modi: solo dopo un
lavoro politico e culturale di anni da parte di alcuni ardimentosi
ultimamente si è assistito ad una sorta di "apertura" da parte dei più
illuminati politici (laici) nostrani. In massima parte di facciata, a
sinistra, come a destra, le eccezioni, che pure ci sono e ben
determinate, non trovano alcuno spazio mediatico effettivo e
continuativo nella comunicazione politica. I diritti GLBTQ, come delle
donne, negati da una cultura maschista e integralista, fortemente
radicata nelle istituzioni a tutti i livelli, continuano ad essere
relegati solo e unicamente nel "privato" (privato di diritti alla
parità certamente), o al massimo in quello dell'intrattenimento, quando
non della cronaca nera, solo con connotazioni fortemente negative,
perch è certamente la parte della macchietta del giullare, o della pin-
up, neanche quella della madre di figli, non è considerata "seria"
quanto quella di un ex-presidente di un'istituzione internazionale o
nazionale. Forma di disprezzo "razziale", fisico, mentale, lessicale,
tanto più nascosto ed ipocrita, quanto più ben radicato e
istituzionalizzato, omofobia viscerale,insomma. Però... basta seguire
solo un poco le vicende di questa campagna elettorale che si presenta
come anche peggiore delle precedenti, e ci viene imposta già
dall'inizio della legislatura ora in scadenza come una sorta di scontro
tra opposte tifoserie, per rendersi conto che in parecchi ( partiti o
gruppi) sono ben determinati a catturare il voto LGBTQ, ma quanto poi a
soddisfare le richieste,le "pretese" degli alfieri dei medesimi che
sono solo l'ottemperanza di diritti sacrosanti alla parità tra tutti i
cittadini in quanto tali in un paese che si reputa e pretende di esser
reputato civile, democratico, laico...continuiamo a sentirci dire:"
beh, poi si vedrà, ci penseremo poi, fidatevi". Come se chi è in catene
dovesse fidarsi di chi lo ha sempre sfruttato e potesse ragionevolmente
credere a chi gli dice che lo libererà dalle catene che gli ha imposto,
se avrà più potere! Che chi ha creato e mantenuto l'apartheid ha
bisogno dell'approvazione di chi ne è oggetto... Ma non raccontateci
ancora queste "storie", per favore! Abbiamo già visto i risultati
precedenti, oltretutto, e non ci siamo affatto divertiti. La parte
drammatica della storia ( quella vera e reale), è che non è più
sostenibile continuare a vederla trasformare in una sorta di
sceneggiata. La parte inquietante è che non è certo il gay, o la
lesbica, o il/la trans, o il/la bisex, insomma il cittadino cosiddetto
"diverso" da quello classicamente codificato al maschile/femminile
secondo i canoni di santaromanachiesa (tra pochissimo anche la sharia),
che decide di fare del proprio orientamento di genere una bandiera o
una scelta di vita ( e finisce per essere oggetto d'apartheid). E'
invece l'ambiente "umano"( socio-politico-culturale)circostante,
nell'intero paese, che fa del proprio orientamento di genere
(eterosessuale, monogamico, procreativo, consacrato) una bandiera o una
scelta di vita discriminando i GLBTQ. Pretende addirittura di
continuare a imporla per legge a tutti, LGBT compresi, invocando la
natura, la scienza, la fede e la volontà divina e tutte le gerarchie
più sacre. Da un paio di millenni e anche con severe sanzioni in caso
di non omologazione. Non mi risulta che si sia mai verificato nella
storia degli ultimi 2000 anni il contrario , ovvero che qualcuno o
tutti coloro che sono GLBTQ abbiano mai preteso che tutti siano tali,
imponendoglielo per legge, o natura, o dogma religioso, nè picchiandoli
o ammazzandoli, nè gentilmente e subdolamente educandoceli. E non solo
perchè non ne hanno avuto il potere... Appare del tutto logico quindi
parlare di apartheid nei confronti delle persone GLBTQ, diffusa nella
nostra società a tutti i livelli. Appare quindi assolutamente
necessario che chi proclama la propria comprensione per i nostri
"problemi" e addirittura la propria condivisione dalle nostre
rivendicazioni, poi almeno metta (verba volant…) nel proprio programma
politico l'abolizione di tale apartheid come obbiettivo da realizzare
subito, entro questa legislatura, attualizzando nella pratica la parità
di diritti tra tutti i cittadini, che poi è quello che chiediamo , anzi
pretendiamo: nella Carta Costituzionale è scritto da sessant'anni e
nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ( inteso come
essere umano) da qualche anno in più. Altrimenti a me appare chiaro
che si tratta d'un'altra, e più subdola , forma di violenza, con
parecchie somiglianze col razzismo.
(fine I °a parte)
Alba Montori Gaya CsF

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI
Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia,
Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904,
Firenze Via dei Georgofili
GIOVEDI’ 23 MARZO 2006 ALLE ORE 12,00 PRESSO LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE
2 AGOSTO 1980 VIA POLESE 22 A BOLOGNA CONFERENZA STAMPA
CHIEDIAMO
L’IMPEGNO DI TUTTI I CANDIDATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI E AL SENATO SU
I SEGUENTI TEMI:
LEGGE SULL’ “ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO PER DELITTI DI STRAGE E
TERRORISMO”
LEGGE QUADRO PER L’ASSISTENZA, IL SOSTEGNO E LA TUTELA DELLE VITTIME
DEI REATI
MODIFICA COSTITUZIONALE SUL GIUSTO PROCESSO PER LA TUTELA DELLE
VITTIME (ART. 111 DELLA COSTITUZIONE)
ADEGUAMENTO LEGGE 206 E SUO FUNZIONAMENTO COMPLETO
ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO PERMANENTE SUI PROBLEMI E SUL SOSTEGNO
DELLE VITTIME DEI REATI.
INFORMATIZZAZIONE DI TUTTI GLI ATTI PROCESSUALI RELATIVE ALLE STRAGI E
AL TERRORISMO
INFORMATIZZAZIONE E RECUPERO DI TUTTO IL MATERIALE DELLA COMMISSIONE
STRAGI
H) UNA LEGGE CHE PUNISCA IN MODO SEVERISSIMO IL REATO DI DEPISTAGGIO

SARANNO PRESENTI RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI
SI INVITANO I CANDIDATI DI TUTTI I PARTITI A PARTECIPARE
IL PRESIDENTE Paolo Bolognesi

CROCIFISSI COME COMPORTARSI AL SEGGIO ELETTORALE
Il 9 e 10 aprile 2006 si vota per le elezioni politiche. Anche quest’
anno il simbolo della confessione cattolica sarà presente in molti
seggi elettorali. L’UAAR continua a ritenere tale presenza
incompatibile con il supremo principio costituzionale della laicità
dello Stato, e continua - e continuerà - a battersi in sede legale
perché questo principio trovi finalmente un’applicazione concrete. Nel
frattempo l’UAAR invita i soci, i simpatizzanti e i cittadini a
compiere un piccolo gesto civico, chiedendo loro, laddove trovino un
crocifisso affisso nei seggi elettorali, di far verbalizzare il proprio
dissenso. Questo l’iter da seguire:
1. Prima di aver votato, chiedere educatamente al proprio presidente
di seggio un colloquio riservato.
2. Far presente al presidente di seggio che il crocifisso è il simbolo
di una religione specifica (non più di stato dal 1984) e che, pertanto,
la sua presenza vìola il supremo principio costituzionale della laicità
dello Stato.
3. Far presente al presidente di seggio che, pertanto, si intende far
mettere a verbale la dichiarazione che trovate in calce al presente
documento (disponibile anche in formato PDF).
4. Solo dopo aver verbalizzato la dichiarazione, esprimere il proprio
voto.
5. Nel caso il presidente di seggio si rifiutasse perfino di far
mettere a verbale questa dichiarazione, gli si deve ricordare che la
norma di cui all’art. 104, comma 4, del d.P.R. n. 361/1957, punisce con
la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire
4.000.000 il segretario dell’ufficio elettorale che rifiuta di inserire
nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori.
6. Al ritorno dal seggio, qualora ci si sia imbattuti in un crocifisso
e si sia provveduto a far verbalizzare il proprio dissenso, si richiede
la cortesia di avvisare l’UAAR (inviando un’e-mail a soslaicita@uaar.it
oppure telefonando allo 049 876 2305), fornendo un succinto resoconto
della vicenda.
DICHIARAZIONE DA FAR METTERE A VERBALE
(luogo e data) Io, sottoscritto (cognome e nome), ho constatato, all’
interno del seggio elettorale ubicato in (indicare con precisione dove
si trova il seggio), la presenza di un simbolo della confessione
religiosa “Chiesa cattolica apostolica romana”. Ritengo che la
presenza, all’interno di un seggio elettorale, di un simbolo religioso
di una specifica confessione, privo quindi di valore laico e
universale, sia in palese contrasto con il supremo principio
costituzionale della laicità dello Stato, sancito dalla Corte
Costituzionale con sentenza n. 203/1989 e successive. Il Cittadino
(firma per esteso)

CIRCOLO LESBICO DRASTICA...MENTE CINEFORUM MERCOLEDI’ 22/3 ORE 21.15,
VIA GRADENIGO 8 - Padova (zona Portello)
Proiezione del film: L'ALBERO DI ANTONIA di MARLEEN GORRIS. OSCAR 1995
PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO . L'albero di Antonia, pizzicando tra
commedia, farsa e tragedia è divertente, piacevole, ben fatto e
recitato da un cast autonomo di donne affiatate, che si vogliono bene e
lo vogliono far sapere. Hanno facce non patite, antiche e scolpite,
piene di chiaroscuri psicologici, con espressione fiamminga. La Gorris
ci insegna, senza scomodare Bergson, che anche il tempo è un'invenzione
e va a diverse velocità come accade nel cinema sensibile e civile
simile al suo o a quello di Terence Davies. Gente che racconta in modo
tradizionale, mette in primo piano la vita conle sue mille meraviglie,
anche se anonima, rispetto alla cinepresa, anche se d'autore.
Pre info: info@drasticamente.it 3473194483

La Rosa nel Pugno: una nuova forza nel centro-sinistra
Per l’equità, la libertà, la laicità Firenze martedì 21 marzo ore 17:30 presso il Caffé BZF in via Panicale
61r
Intervengono:
Sen. Lanfranco Turci Candidato in Toscana per la Rosa nel Pugno
Riccardo Nencini Presidente del Consiglio Regionale della Toscana
Antonio Bacchi Coordinatore regionale e candidato alla Camera RnP
Matteo Mecacci Rappresentante all'ONU del PRT, candidato RnP
Prof. Claudio Nicolini Università di Genova, candidato RnP
Prof. Stefano Cordero di Montezemolo Università di Firenze
Prof. Carlo Sorrentino Università di Firenze
Aldo Torchiaro Giornalista
Introduce: Tommaso Ciuffoletti Collaboratore ItaliaOggi
Per informazioni - Tommaso Ciuffoletti_ 3339396670

SUCCESSO PER IL PRIMO PUTE PRIDE
500 lavoratrici del sesso hanno sfilato oggi a Parigi. E’ solo l’
inizio della rivoluzione delle putes e la continueremo fino a che
vinceremo la nostra guerra contro Sarkozy. La nostra piattaforma
rivendicativa è sul sito www.lesputes.org
Parigi, 18 marzo 2006 CONGRATULAZIONI ALLE NOSTRE AMICHE PARIGINE PER IL LORO CORAGGIO E
DETERMINAZIONE SU’ LA TESTA!!!
Maria Ornella Serpa Co.Di.Pe.P. – ROMA (Coordinamento per la Difesa delle PErsone
Prostitute)

INCONTRO NAZIONALE AMNISTIA, ART. 79, CODICE PENALE
SABATO 25 MARZO 2006 ore 9,00 Università La Sapienza di Roma Facoltà
di Giurisprudenza Sono migliaia le persone che, in varie città italiane, sono oggi
sottoposte a procedimento penale per aver rivendicato la soddisfazione
dei propri diritti e il rispetto di fondamentali principi normativi
dell’ordine interno ed internazionale. La casistica è apparentemente
piuttosto varia, sia dal punto di vista delle iniziative incriminate
che da quello delle fattispecie penali individuate dagli inquirenti, ma
va rinvenuto un preciso filo conduttore, che è la volontà,
inaccettabile per uno Stato che si definisce democratico, di delegare
al diritto penale e alla magistratura penale la soluzione di problemi
sociali e politici importanti e complessi, procedendo ad una vera e
propria criminalizzazione di istanze che dovrebbero trovare ben altre
sedi e modalità di risposta. Il nostro Paese, che è uscito da anni di
grave pericolo per le istituzioni democratiche, sconfiggendo ogni forma di terrorismo,
interno ed internazionale, ha oggi le carte in regola per superare
definitivamente tali impostazioni superate e pericolose, affermando in
pieno le regole dello Stato di diritto anche e soprattutto in rapporto
alle forme di conflitto sociale che trovano un’espressione democratica,
pacifica e di massa .Non può non essere rilevato, da tale punto di
vista, il rapporto tra le lotte in questione e la realizzazione di
grandi principi previsti dall’ordinamento interno e internazionale,
come - la necessità di mettere definitivamente fuori dalla storia la
guerra (art. 11 della Costituzione italiana, preambolo e art. 2, par.
4, della Carta delle Nazioni Unite) e il razzismo (art. 3 della
Costituzione italiana, art. II, 81 del Trattato costituzionale
europeo; Convenzioni stipulate sotto gli auspici del Consiglio d’Europa
e delle Nazioni Unite); - i fondamentali diritti sociali, economici e
culturali al lavoro (art. 4 della Costituzione italiana, art. II, 75
del Trattato costituzionale europeo; art. 6 del Patto internazionale
sui diritti economici, sociali e culturali), alla casa (art. 47
Costituzione; art. 11 del Patto internazionale sui diritti economici,
sociali e culturali), alla salute e all’ambiente (artt. II, 95 e II. 97
del Trattato costituzionale europeo; art. 12 del Patto internazionale
sui diritti economici, sociali e culturali); - l’altrettanto fondamentale
diritto alla coalizione, organizzazione e lotta sindacale (artt. 39, 40
della Costituzione, Patto internazionale sui diritti economici, sociali
e culturali, art. II, 88 del Trattato costituzionale europeo; art. 8
del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali).
Molto si è parlato in Italia, negli ultimi anni, di garantismo. Spesso
però lo si è fatto in maniera ambigua e per promuovere e tutelare i
diritti di ristrette minoranze e discutibili prassi, purtroppo ancora
diffuse, che antepongono interessi privati al conseguimento del bene
pubblico. Riteniamo invece che il miglior modo di restituire a tale
concetto il suo valore effettivo ed originario e la sua potenzialità
positiva, sia di coniugarlo in relazione alle lotte per la
realizzazione dei principi di uguaglianza e di giustizia sociale. In un’
ottica effettivamente e genuinamente democratica, le istanze espresse
dai settori e movimenti sociali, non devono essere represse e
criminalizzate; esse al contrario devono costituire l’alimento della
dialettica democratica e spronare le istituzioni e la società a
conseguire nuovi obiettivi e traguardi, migliorando la qualità della
convivenza civile. Solo in tal modo sarà possibile, dando vita a una
nuova stagione di contrattazione sociale e di pacifico sviluppo delle
lotte sociali e democratiche, pervenire a una maggiore realizzazione
dei principi
fondamentali della nostra Costituzione, che coincidono con quelli dell’
ordinamento internazionale ed europeo. Proponiamo un incontro nazionale
per parlare ancora una volta di Amnistia e art. 79 della Costituzione
ma anche di riforma del nostro codice penale, organizzando il confronto
in tre tavoli tematici a cui sono invitati i movimenti, gli operatori
del settore e le istituzioni - migranti e CPT relatore Avv. Maurizio
Cossa - antiproibizionismo
relatore Avv. Roberto De Vita - non punibilità delle lotte sociali
relatore Dr. Ferdinando Imposimato. Obiettivo di questo incontro sarà
quello di dar vita alla - promozione di iniziative legislative per la
messa a punto di esimenti e attenuanti per i reati motivati da istanze
sociali; - promozione di iniziative di amnistia e indulto per tali
reati.
Roma, 10 marzo 2006 Forum Liberà di Movimento INVIATO DA: Ornella Serpa

news 21 marzo

Il gruppo Gaya CsF finalmente ha una sede.
Grazie all’intervento del gruppo provinciale SDI – ROSA NEL PUGNO.
Il gruppo Gaya Cronisti senza Frontiere, ha ottenuto l’uso di una
stanza all’interno della sede dello SDI provinciale. Tra pochissimi
giorni la sede sarà operativa e i gaiysti dell’Aquila potranno inviare
il notiziario dalla nuova postazione corredata di computer e di tutto l’
occorrente per la connessione internet. La sede messa a disposizione
grazie al fortunato intervento del Segretario Provinciale Dr. Pio
Alleva e del Coordinatore gruppo Giovani Dr. Vincenzo Cipolletta,
funzionerà non solo per l’invio delle notizie, ma anche come base d’
appoggio per le riunioni del gruppo Gaya con i suoi simpatizzanti ed
amici, che negli ultimi due anni sono cresciuti in maniera
esponenziale, grazie a tutti i supporti che Gaya CsF ha ricevuto e
continua a ricevere da altri attivisti e dalle associazioni sui diritti
civili ed umani. Un sentito ringraziamento dunque al Segretario
Provinciale Pio Alleva, a Vincenzo Cipolletta e ai compagni dello SDI –
ROSA NEL PUGNO della sezione locale di L’Aquila. E un ringraziamento
particolare a tutti i Cronisti senza Frontiere che hanno creduto fin
dall’inizio nel progetto Gaya e che continuano a crederci, dimostrando
la loro stima attraverso i continui contributi necessari al notiziario.
Un affettuoso ringraziamento anche a tutte le associazioni di categoria
e a tutti coloro che quotidianamente ci inviano le notizie in anteprima
per poterle riversare col nostro notiziario. La sede si trova in Via
Cavour N° 38 a L’Aquila. Presto verrà divulgato anche un numero di
telefonia fissa a cui fare riferimento e per contattare gli attivisti
del gruppo Gaya. Nel frattempo, chiunque desideri ulteriori
informazioni, può contattare il gruppo Gaya CsF al seguente numero di
cellulare: 347 3017980 oppure presso i seguenti indirizzi: notiziario.
gaya-csf@tiscali.it e gaya.cronisti_nf@libero.it
Buena Vida a tutti
Gaya CsF L’Aquila

RUINI: DE SIMONE (PRC), NON PUO' DETTARE L'AGENDA POLITICA
DIFENDIAMO LAICITA' STATO E DIRITTI DELLE UNIONI CIVILI
''Ruini fa campagna elettorale, in realtà cerca di dettare l'agenda
politica ai partiti''. E' il commento di Titti De Simone, deputata del
Prc. ''Quella delle gerarchie vaticane - aggiunge - è una
insopportabile ingerenza. Noi difendiamo la laicità dello Stato e i
diritti delle unioni civili. Lavoreremo perchè se vince l'Unione ci sia
una legge nei primi cento giorni della prossima legislatura''.
FONTE: ANSA 20 MARZO 2006
INVIATO DA: On. Titti De Simone

SCAMBIO EMAIL FRA LA DR. CLAUDIA TOSCANO DELL’AGEDO E L’ON. PIERO
FASSINO
Rispondo alla e-mail e ringrazio di avermi voluto manifestare le
considerazioni su coppie di fatto e PACS. A mia volta desidero rendere
chiare le posizioni dei Democratici di Sinistra.
Per punti:1. E’ del tutto evidente per noi che uno Stato laico debba garantire e
tutelare le scelte di vita di ogni persona. E, dunque, uno Stato laico
deve offrire leggi e strumenti di tutela per chi ha scelto liberamente
e consapevolmente una convivenza di fatto.
Questo non significa affatto contraddire l’art. 29 della Costituzione
là dove riconosce la famiglia come “l’unione fondata sul matrimonio”.
Nel pieno rispetto di questo dettato costituzionale, è del tutto
possibile adottare norme che diano riconoscimento e tutela giuridica
alle coppie di fatto. Per questo i DS – per primi rispetto ad altre
forze – hanno proposto l’adozione in Italia dei PACS, soluzione in
vigore da tempo in altri paesi europei.2. Nell’Unione di centrosinistra vi sono tuttavia forze che – pur riconoscendo la necessità di offrire tutela a chi ha scelto la
convivenza di fatto – non condividono l’adozione dei PACS e propongono
altre soluzioni. Per questo, nel corso della redazione del Programma
dell’Unione, si è cercato di giungere ad una soluzione che potesse
essere condivisa dall’intero centrosinistra. Proposte che fossero
sostenute da una sola parte della coalizione infatti, non avrebbero
alcuna efficacia pratica, non disponendo in Parlamento della
maggioranza necessaria per trasformarle in legge.3. Il testo, del Programma recita: “L’Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone
che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e
qualità di un’unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi
né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale
criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali,
assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà”.
La formula adottata nel programma dell’Unione è, dunque, frutto di una
ragionevole mediazione, che tuttavia salva la questione fondamentale:
il riconoscimento delle coppie di fatto e l’impegno a offrire tutela
giuridica a chi ha scelto una convivenza di fatto.
L’impegno si sposta adesso ai contenuti concreti e alle forme
giuridiche in cui tradurre la formula indicata nel programma dell’
Unione. I DS – ribadendo la loro convinzione che i PACS siano la
soluzione più adeguata – si batteranno perchè si adottino formule e
provvedimenti che nei contenuti si avvicinino quanto più possibile ai
PACS.4. Più in generale è priorità politica dei DS battersi perchè trovino
piena affermazione e riconoscimento i diritti civili e personali di
ogni individuo. Basterebbe ricordare l’impegno profuso dai DS sulla
fecondazione assistita, prima nella lunga battaglia parlamentare, poi
nella raccolta delle firme necessarie al referendum e poi nella
campagna referendaria stessa. Così come consideriamo intangibile la
194, una buona legge che consente alle donne di ridurre la sofferenza
che sempre comporta un delicato momento come l’interruzione di una
gravidanza. Riproporremo anche nella prossima legislatura il “divorzio
breve” per coppie separate e senza figli.
Ci batteremo per rendere effettivo il diritto al “testamento
biologico” e per consentire ad ogni persona di potersi sottrarre ad un
accanimento terapeutico non voluto. In un sistema educativo capace di
riconoscere anche la funzione delle scuole private continueremo a
sostenere la centralità della scuola pubblica e della laicità. Come si
vede il nostro impegno sui temi dei diritti civili e delle laicità è
pieno e convinto. E non ha, dunque, fondamento pensare che questi temi
siano prerogativa di altri. Noi DS abbiamo salutato positivamente la
formazione della “Rosa nel pugno” e anzi io stesso – unico leader di un
partito dell’Unione – ho partecipato all’Assemblea costitutiva di
Fiuggi. E apprezziamo l’impegno di questa formazione elettorale sui
temi della laicità. Ma riteniamo che l’attenzione e l’impegno dei DS
non sia affatto minore. Anzi siamo convinti che più saranno forti i
consensi elettorali ai DS e all’Ulivo, tanto più sarà vincente la
battaglia per affermare la laicità e i suoi valori. Ringraziando per l’
attenzione, con cordialità.
Piero FassinoCaro Fassino, la sua cortese risposta non dissolve l' amarezza e la
delusione di noi genitori di figli/e omosessuali e di tutto il mondo
glbt. Se non ne è informato, ci pregiamo di comunicarle che dopo uno
scambio di lettere fra Prodi e Arcigay e Arcilesbica arriva come doccia
fredda la seguente nota dell' ufficio stampa di Romano Prodi:
Roma 8 mar. A proposito di alcune interpretazioni sulla lettera
inviata da Romano Prodi a Arcigay e Arcilesbica in tema di pacs, l'
ufficio stampa del leader dell' unione precisa che il rilievo su
PRESUNTI diritti pubblicistici per le persone unite da coppie di fatto,
in realtà non corrisponde a quello conten uto nella lettera inviata da
Prodi all' Arcigay e Arcilesbica, che sul punto in questione parla di
riconoscimento " dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni
di fatto" Stiamo giocando al gioco delle 3 carte? O state cercando di
vendere tappeti? Il testo licenziato non riguarda le coppie, ha ragione
Tremonti che a "PORTA A PORTA" lo ha messo in dubbio. Ma Bertinotti ha
risposto assicurando che si intendono le coppie. Lei lo conferma nella
sua lettera e nell' intervista a "Babilonia". Ci siete cascati anche
voi? Gradiremmo una risposta chiara su questo. Staremo proprio a vedere
come su queste basi i D.S. si batteranno per ottenere qualcosa che si
avvicini quanto più possibile ai PACS. Ma quali formule e provvedimenti
individuali, caro Fassino! Per noi genitori il riconoscimento dei
nostri figli glbt, la loro inclusione sociale, come cittadini singoli e
come coppie, sono importanti tanto quanto l' acquisizione di diritti.
Addio speranza di ottenere per loro uno Stato in linea con l' Europa in
cui sia pienamente instaurata l'eguaglianza e attuato per intero
l'art. 3 della Costituzione (mai citato) laddove recita che "è compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale
che, limitando di fatto la libertà e l' eguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana... " Noi non ce l'
abbiamo fatta, ma pure voi ne uscite male. Altro che laicità! E non
parliamo della centralità della scuola pubblica per favore: l'art.33
della Costituzione dov' è finito? Sono decenni che la Sinistra non lo
difende. Perchè invece non denunciate apertamente le indebite
pressioni che la chiesa attua su di voi, tramite il suo portavoce
Rutelli? Il quale è proprio sicuro che i cattolici che votano per lui
siano retrogradi e omofobi come papa comanda? E voi dell' Unione, avete
pensato che oltre ai voti visibili della galassia glbt ci sono in ballo
anche quelli dei loro genitori amici e parenti? Gente che non si fa
notare, a parte noi dell' AGEDO, ma che nel segreto dell' urna ai
propri cari ci pensa. E che c'è un mondo sommerso di milioni di persone
con identità negata, che però votano? Avete fatto bene i vostri conti?
E poi i principi si svendono così, per un pugno di voti? I veri laici
non possono essere coalizzati con i clericali senza rimetterci, caro
Fassino, e la cosa ci è costata cara. Vuol dire che verremo spesso a
manifestare a Montecitorio, non abbiamo altra scelta. Perché c'è anche
il muro di nebbia della stampa su di noi, le nostre lettere e
comunicati non pubblicati possono formare un volume. Nonostante tutte
queste lamentele, le auguriamo buon lavoro. Ed aspettando una risposta
su coppie sì o coppie no Le manifestiamo stima e rispetto.
AGEDO - Ass.naz. Genitori E amici Di OmosessualiDIARIO DI UN MOSTRO
Omaggio insolito a Dario Bellezza
Testimonianze raccolte e curate da Daniele Priori
Testimonianze raccolte e curate da Daniele Priori, con interventi di
Alessandro Cecchi Paone, Antonio Debenedetti, Gaetano Dimatteo, Dacia
Maraini, Elio Pecora, Riccardo Peloso, Enzo Siciliano e Antonio
Veneziani. La presentazione si terrà Venerdì 31 Marzo, ore 18.30,
presso la libreria Croce in Corso Vittorio Emanuele II a Roma. “La
nostra storia ha come protagonista Dario Bellezza, il poeta che
Pisolini, nel 1971, identificò come – il migliore della nuova
generazione – e oggi giace al cimitero acattolico di Roma, dimenticato
dai lettori e sconosciuto ai più giovani. Dario Bellezza muore il 31
Marzo del 1996 di Aids, esattamente dieci anni fa. Tra gli ultimi
esponenti della cosiddetta – Società Letteraria romana – Bellezza fu
tra i primi artisti dichiaratamente omosessuali a schierarsi
apertamente al fianco dell’allora nascente movimento di liberazione gay
italiano. Un movimento che a Roma prendeva vita grazie all’ingegno di
un coraggioso ventenne: Massimo Consoli. Da qui comincia la nostra
avventura: dall’amicizia nata tra Bellezza e Consoli, divenuta poi l’
amicizia di tutta una vita. Tra queste giovani vite sono passati Pier
Paolo Pisolini, Elsa Morante, Amelia Rosselli, Dacia Maraini, Alberto
Moravia, Elio Pecora, Antonio Veneziani: i letterati di una Roma che
non c’è più. Con Consoli a far da guida dolce/amara, ma sempre ironica,
abbiamo ripercorso quasi un trentennio con i suoi fatti principali: dal
’68 alla morte di Pisolini, dai teatrini degli happening poetici di
fine anni ’70 all’avvento delle tv commerciali con i suoi talk show,
dall’arrivo dell’Aids fino alla morte del poeta Bellezza. Con lui muore
anche un po’ della poesia o almeno un certo modo di viverla.
DIARIO DI UN MOSTRO – vuole essere anzitutto una riscoperta umana,
quindi artistica di un grande poeta ingiustamente relegato nell’oblio.
Mostro d’incoerenza e d’ironia. Mostro alla latina, da – mostrum – che
significa fenomeno. Mostro come gli assolutismi veteroidealistici,
rivoluzionari, di un’epoca tornata in discussione di cui vale la pena
celebrarne le vittorie, come pure analizzarne i fallimenti. Tutto
mediato dal lato umano, con annesse vicende ed emozioni più intime di
due vite spericolate. Emozioni di un poeta che ha fatto stagione e che
artisticamente va riscoperto o meglio, va fatto riscoprire a chi vorrà
tornare ad innamorarsene. Proprio come si fa con i poeti. E Bellezza
certamente lo è stato: un grande poeta.
DANIELE PRIORI – nato nel 1982. Collabora col quotidiano L’
Indipendente. Cura le pubbliche relazioni di agenzie consorziate con la
Camera di Commercio di Roma, specializzate in internazionalizzazione.
Ha esordito con il racconto lungo – Ama e fà ciò che vuoi (Sovera
2002). Nel 2005 ha pubblicato – L’ultima genesi nell’antologia Men on
men 4, edita da Mondadori –
DIARIO DI UN MOSTRO
Omaggio insolito a Dario Bellezza. Anemone Purpurea Editrice160 pagine
Inserto fotografico di 8 pagine 14 Euro
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

20 marzo 2006

news 20 marzo - seconda parte

COMUNICAZIONE “DONNE IRAN”
Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia "A.D.D.I" Vi
Augura felice Anno nuovo Persiano 20 Marzo 2006, Anno Persiano 1385.
happy nowrouz Appello per fermare l’esecuzione di massa dei prigionieri politici in
Iran APPELLO PER SALVARE LA VITA DEI PRIGIONIERI POLITICI IN IRAN!
Secondo le informazioni provenienti dall’Iran, il regime dei mullah ha
l'intenzione di giustiziare, durante le vacanze del nuovo anno
iraniano che cominciano dal 20 Marzo, un certo numero di prigionieri."vi
elimineremo tutti" hanno detto varie volte le autorità carcerarie
della
prigione di Gohardacht ai prigionieri politici, se il Consiglio di
sicurezza dovesse adottare delle sanzioni contro Iran. Un prigioniero
politico adesso in pericolo d'esecuzione si chiama Valiollah Feiz-
Mahdavi, 28 anni, arrestato nel 2001 e condannato a morte. A seguito
dell'impiccagione di Hodjat Zamani, membro dei Mojahedin del popolo
Iraniano avvenuta il 7 febbraio, il regime disumano dei mullah
minaccia
ormai di giustiziare tutti i prigionieri politici di Gohardacht, e
specialmente il sig. Feiz-Mahdavi. Il raporto di Amnesty
International del 27 Febbraio 2006 rivela, “Tra coloro considerati a rischio ci
sono Sa'id Masouri (vedere Urgent Action AI Index MDE 13/018/2002), un
membro del PMOI rinchiuso in isolamento nella sezione 209 della
prigione di Evin dalla fine del 2004; Khaled Hardani, Farhang Pour
Mansouri e Shahram Pour Mansouri (vedere Urgent Action AI Index: MDE
13/003/2005), che tutti e tre presero parte al dirottamento di un
aereo quando Shahram Pour Mansouri aveva solo 17 anni; Gholamhossein Kalbi
e Valiollah Feyz Mahdavi, entrambi membri delPMOI, e Alireza Karami
Khairabadi. Alla vigilia della riunione della commissione per i
diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a Ginevra, la resistenza iraniana
chiede a tutte le organizzazioni internazionali interessate a prendere
azioni urgenti per fermare il massacro dei prigionieri politici in Iran. Il
silenzio e l'inerzia della Comunità internazionale riguardo a queste
crescenti minacce, non fanno che incoraggiare il regime a condurre a
termine le sue intenzioni di giustiziare i prigionieri politici.
Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia - Via
delle Egadi,15-00141-Roma Fax:06.87185026 E-Mail: donneiran@yahoo.it . Per
ulteriori notizie potete visitare il sito www.donneiran.org

INTERCETTAZIONI E TELECOM
Il "Giallo" dell'ENAV & dell'Uni l'Inquietante Silenzio dei Vertici
Il Cesis è l'organo di coordinamento dei servizi segreti, sempre
attento ai pericoli di natura eversiva degli anarco-insurrezionalisti
e degli islamico-fondamentalisti. Perché dai suoi rapporti non sono mai
emerse preoccupazioni verso la esistenza di una rete così estesa e
capillare, che attraversa forze dell'ordine, agenzie investigative e
società telefoniche, che operano intercettazioni anche ai danni di
normali cittadini oltre che di politici? E' plausibile che uno Stato
deleghi la libertà dei cittadini alla gestione di un signore privato?
La cosa si fa pesante. Sede dell'Enav all'Aeroporto Leonardo da Vinci
Quando un funzionario ti dice - Stia molto attento a denunciare
Società
importanti e potenti come queste, potrebbero pretendere da lei
miliardi
di danni. Novara, Arcore, Melzo? Possono essere i nomi di server
Telecom - o fa il "furbetto" o in quel posto di lavoro non ci deve
stare, quindi, è il momento di correre di filato alla Procura della
Repubblica a presentare la tua bella denuncia penale super
accessoriata
di richiesta di milioni di danni. E rispondere al "furbetto" di
turno:
Ah sì? Al massimo, trovano le mutande. E sì, perchè ogni bel gioco
dura
poco. Certi soggetti non devono andare oltre i limiti consentiti nel
rompere palle, nervi, tasche e privacy agli onesti cittadini che è
anche il senso della bella lettera del lettore che pubblico qua in
calce. L'intoccabilità da strapotere, a volte istituzionale, alla
lunga
frana miserrimamente e fa sì che dall'Olimpo del Potere dal quale il
cittadino è guardato e sfruttato come un pezzo di m. la situazione si
capovolga (legge del taglione) e sono i cittadini a trattare i poteri
degenerati come meritano. Da grossi pezzi di m. Ciò premesso, vado al
"Giallo" della parte in commedia che l'Enav, che impiega i migliori
informatici data la estrema delicatezza delle funzioni che opera
sulla
sicurezza dei voli, e il Cur, il Centro Universitario Romano Ricerche
Regione, sembrano avere, nelle intercettazioni telefoniche, internet,
e-
mail e cellulari. Come è possibile che l'Enav e il Cur restino
immobili
e indifferenti per mesi davanti al fatto che a moltissimi utenti i
loro
organi appaiano coinvolti in reati di intercettazioni come lo sono
Pasqua, Accame factotum di Storace quando era Presidente della
Regione
Lazio e legato a filo doppio con Giuliano Tavaroli l'ex Capo della
"sicurezza" di Telecom Italia, ex ufficiale dell'Antiterrorismo
responsabile del "Centro nazionale per l'autorità giudiziaria", il
Cnag, ora in galera con altri 16 spioni intercettatori compresi due
tecnici della Telecom onnipresente nello scandalo delle
intercettazioni
fatte senza autorizzazione della magistratura?! E' con il numero del
Cur, infatti, che lo spione Pasqua comunicava a Gallo gli esiti delle
intercettazioni sulla Melandri, su Marrazzo, sulla Mussolini ed
altri,
quindi, era un numero controllato. Il Cur, come tutti gli organi
universitari nazionali - i cui utenti sono tutte le istituzioni
afferenti alla rete GARR, ha il suo organo preposto alla Security che
è
il Garr Cert www.cert.garr.it/ coordinato con gli altri CSIRT Europei
che - udite udite udite!! - è "Il servizio di gestione incidenti di
sicurezza informatica per la rete GARR" gestisce "La sicurezza
informatica nelle applicazioni di rete per diffondere informazioni
sulle vulnerabilità più comuni e sugli strumenti di sicurezza da
adottare; gestire corsi di aggiornamento tecnico; provare strumenti
esistenti, e svilupparne di nuovi per esigenze specifiche". Le e-mail
del Garr Cert hanno la coda in @garr.it e le segnalazioni di abusi
contro la sicurezza, come la valanga di virus e di trojan che
arrivano
dalle Uni, vanno inviate a cert@garr.it. La prova che anche questo
organo fosse strumento degli intercettatori, alcuni già in galera ma
moltissimi altri ce ne devono andare, sono i rapporti degli IP e
degli
Header delle intercettazioni che ha subìto, per mesi, un utente di
Telecom Italia. Gli Header e l'IP che allego in calce si riferiscono
all'Enav ed al Garr Cert e relativa posta elettronica e la mappa
geografica indica la postazione del nodo telefonico delle
intercettazioni nonchè provider e server di Telecom Interbusiness.
C'è da dire, increduli, che l'Enav per la delicatezza dei servizi in cui
opera, la sicurezza dei voli, ha i tecnici informatici più esperti e
un
server esclusivo e personale alimentato dalla linea Telecom. Perchè
l'Enav appare per mesi e mesi come postazione di intercettazioni
provenienti dalle sedi di via Salaria e dell'Aeroporto Leonardo da
Vinci? L'utente di Telecom, un normalissimo qualunque cittadino, dal
febbraio 2005 ha subito ben oltre 900 attacchi al suo computer
attraverso l'intercettazione del numero telefonico. Di moltissimi
attacchi ne ha inviato via email la documentazione al capo
responsabile
dell'Ufficio legale di Telecom ed al suo staff, all'Abuse, alla
Polizia
postale, al Garante per la privacy, al capo responsabile dei servizi
informatici dell'Enav e al Garr Cert. Non ha ottenuto alcun risultato
pur avendo parlato, più volte, sia con la capo staff dell'Ufficio
legale di Telecom sia con il capo responsabile dei servizi
informatici
dell'Enav. Ora, società simili, se vogliono, un pirata informatico lo
individuano in mezz'ora. Sapete cosa ha risposto per mesi la capo
staff
dell'Ufficio legale di Telecom al povero intercettato? "Per
interromperle gli attacchi e le intercettazioni la cosa è assai
complicata e complessa....". Quindi Telecom sapeva tutto. Sapeva che
anche centinaia di normalissimi utenti erano intercettati e oggetto
di
attacchi che, se riusciti, gli avrebbero distrutto il computer.
Quindi
si indaghi sul perchè Telecom Italia non muoveva un dito e si
addossino
a questa sedicente società le responsabilità maggiori delle
intercettazioni e i danni da pagare agli intercettati. Vediamo,
inoltre, cosa ha risposto, per ben due mesi ma non interrompendo lo
sconcio, il capo responsabile dei servizi informatici dell'Enav della
sede di via Salaria: "Stiamo controllando. Sì gli Header e gli IP
sono
i nostri ma potrebbero essere falsificati da qualcuno e non essere
noi
i responsabili delle intercettazioni e degli attacchi". Punto. Mai
più
sentito, introvabile. Ma come! Come può essere credibile che l'Enav,
che si serve di informatici i più esperti, non intervenga ma lasci
che
per mesi e mesi i suoi Header e i suoi IP girino in Rete indicandola
come società che compie reati contro la privacy e intercettazioni?
Perchè l'Enav non ha provveduto a denunciare (nessuna notizia è
apparsa
al riguardo) e ad interrompere la catena dei reati che possono
investirla e chiamare in causa anch'essa come centrale di
intercettazioni? Con questi precedenti, ancora non chiariti, chi se
la
sente più di volare con aerei che partono e atterrano da Fiumicino i
cui sistemi informatici di sicurezza vengono gestiti da società
simili?
Tutti ricordiamo l'incidente mortale dell'aereo caduto l'estate
scorsa
nei pressi di Palermo. Ricordate lo scaricabarile tra i vari enti
responsabili dei voli? Sull'affaire delle intercettazioni è
necessario
indagare anche nell'Enav, nelle Università italiane e nei loro
sistemi
informatici. Sono stata tra i primissimi a solcare l'oceano del Web
quindi la Rete la sento e la percepisco al volo anche da segnali che
ai
più passano inosservati. La Rete la amo, la rispetto e, con una
normale
conoscenza dei mezzi idonei, la faccio rispettare concorrendo a
ripulirla da ogni sorta di killeraggio delinquenziale.

Giuliana D'Olcese

LA ROSA NEL PUGNO
Una Sinistra liberale e libertaria Venerdì 24 Marzo ore 17.00 Sezione Socialista Garbatella Via E.
Ferrati
12 pslazio@tiscali.it
Introduce Sandro Natalizi Intervengono Biagio De Giovanni Candidato
alla Camera Gerardo Labellarte Candidato al Senato Pio Marconi
Candidato al Senato

BUFFET – DIBATTITO
“Rispetto,libertà e diritti civili”
difendiamo i pacs
Con i candidati DS al Parlamento
FRANCO GRILLINI
ENZO FOSCHI
VANNI PICCOLO
sarà con noi PAOLA CONCIA
MERCOLEDI’ 22 MARZO
ORE 20
Roma-Ristorante di Via Archimede, 80
INVIATO DA: On. Edoardo Del Vecchio

REPLICA DI NESSUNO TOCCHI CAINO ALLA SMENTITA DELL’AMBASCIATA
IRANIANA SULLE ESECUZIONI DI MINORENNI IN IRAN - 14 marzo 2006: Nessuno

tocchi
Caino replica ad una nota dell’ambasciata iraniana a Roma che, in
seguito alle denunce espresse dall’associazione sulle persistenti
violazioni dei diritti umani nel regime teocratico, nega che in Iran
la
pena di morte sia applicata ai minorenni. "Con questa nota l’Iran
conferma la sua politica ambigua. Il regime dei mullah usa, nei
confronti degli osservatori internazionali, un linguaggio
rassicurante
circa il rispetto dei diritti umani mentre all’interno del paese
diffonde con fierezza fatti che secondo i principi del diritto
internazionale possono essere definiti solo come gravi violazioni dei
diritti umani. Che in Iran nel 2005 siano stati condannati e
giustiziati minorenni lo dicono infatti giornali iraniani che sono
controllati dallo stesso regime. Così come la notizia di Nazanin, la
ragazza minorenne al momento del fatto condannata a morte per aver
ucciso uno dei due uomini che tentavano di violentarla e che oggi l’
ambasciata iraniana smentisce, è stata riportata proprio dal
quotidiano
nazionale pubblicato a Theran “Etimaad”. Questo comportamento non
costituisce certo una novità. Lo stesso Comitato delle Nazioni Unite
per il rispetto dei diritti del Fanciullo l’anno scorso ha criticato
l’
Iran per aver giustiziato minorenni in palese violazione delle
rassicurazioni che aveva dato circa la fine di questa pratica. L’Iran
con questa nota sta solo cercando di imbellettare un volto sporco. E’
ora che la comunità internazionale non si faccia ingannare ed esiga
trasparenza e condanni in tutte le sedi internazionali il regime dei
mullah per violazioni gravissime dei diritti umani fondamentali.”
ALGERIA. PROGETTO DI LEGGE PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE - 14 marzo
2006: l'Algeria, dove nessuna sentenza capitale e' stata eseguita dal
1993, intende abolire la pena di morte. Lo ha detto alla radio
algerina
Farouk Ksentini, presidente della Commissione nazionale consultiva
per
la promozione e la protezione dei diritti umani, governativa,
indicando
che un progetto di legge in tal senso e' esaminato da alcuni mesi al
Ministero della Giustizia. Il ritardo, ha aggiunto, e' dovuto alle
resistenze di ''alcune parti''. L'abolizione della pena di morte,
secondo Ksentini, ''si impone con urgenza ed e' un passo essenziale
per
la costituzione di uno Stato di diritto e la realizzazione del
processo
di riforma della giustizia''. La pena capitale e' ''totalmente
assurda
e non ha alcun aspetto dissuasivo sul fenomeno della criminalita, non
ha mai ridotto i crimini''. Ksentini spera che l'Algeria, che ha
ratificato numerose convenzioni internazionali, sia il primo paese
arabo ad abolire la pena di morte. Ha poi ricordato che dal 1993
nessuna condanna e' stata eseguita e che il presidente Abdelaziz
Bouteflika ha graziato durante i suoi due mandati oltre 200 detenuti,
smentendo inoltre che ''nelle prigioni algerine si pratichi la
tortura''. Nei giorni scorsi e' stato graziato e scarcerato Abdelhak
Layada, uno dei piu' celebri condannati a morte dell'Algeria,
tristemente famoso perche' tra i fondatori del Gia, il piu' radicale
dei gruppi integralisti armati che negli anni '90 hanno insanguinato
il
paese con oltre 200mila morti. E' uno degli oltre 2.600 terroristi
che
stanno ritrovando la liberta' grazie al decreto d'applicazione della
Charta per la pace e la riconciliazione nazionale, contestata dalle
associazioni indipendenti per la difesa dei diritti umani e delle
famiglie delle vittime del terrorismo.
RUSSIA. PER LA ‘VOCE DI BESLAN’ LA MORATORIA DEVE RIMANERE - 9 marzo
2006: la ‘Voce di Beslan’, associazione di vittime del sequestro nell’
Ossezia del Nord, ha respinto l’idea di sospendere la moratoria sulla
pena di morte attualmente in vigore in Russia. “La nostra
associazione
ritiene che la moratoria sia una iniziativa civile. Non vogliamo
diventare dei barbari in risposta alla barbarie. Non sosteniamo il
Vice
procuratore generale russo Nikolai Shepel, che rappresenta lo Stato
nel
processo contro Nurpashi Kulayev, nella sua richiesta di condanna a
morte dell’imputato”, ha scritto la ‘Voce di Beslan’ in un
comunicato.
Kulayev è l'unico sopravvissuto del commando terroristico che nel
settembre 2004 sequestrò la scuola N° 1 di Beslan. Quando le forze di
sicurezza tentarono di liberare gli ostaggi, il sequestro si
trasformò
in un massacro, con più di 330 persone uccise, per la metà bambini.
Gli
autori del comunicato aggiungono di non sostenere la proposta del
Comitato delle Madri di Beslan, secondo cui si dovrebbe tenere un
referendum nazionale sull’eliminazione della moratoria. La pena di
morte non è stata abolita in Russia, ma dal 1996, anni in cui il
Paese
ha aderito al Consiglio d'Europa, è in vigore una moratoria. USA.
MENO
GARANZIE NEI PROCESSI D’APPELLO - 9 marzo 2006: il Presidente degli
Stati Uniti George Bush ha firmato la nuova versione del Patriot Act,
la legge antiterrorismo varata negli Usa dopo gli attentati dell’11
settembre 2001. Una parte della legge prevede una diminuzione delle
garanzie di appello per i condannati a morte. Più precisamente viene
consentito agli Stati di scegliere i criteri di rappresentanza legale
nei casi capitali, ottenendone l’approvazione dall’Attorney General
Usa
piuttosto che dai tribunali federali, come in passato. Critici della
nuova legge temono che l’attuale Attorney General Usa, Alberto
Gonzales, molto favorevole alla pena di morte, possa autorizzare
procedure accelerate d’appello in molti Stati che non rispettano gli
standard relativi all’adeguata difesa legale. Si teme inoltre che la
rapidità dei processi scoraggerà gli avvocati dall’impegnarsi in casi
capitali nelle corti federali, lasciando persone nel braccio della
morte senza adeguata tutela.
GIORDANIA. TERZA ESECUZIONE IN QUATTRO GIORNI - 14 marzo 2006: un
uomo è stato impiccato all’alba nel carcere giordano di Swaqa, a sud
della capitale Amman. Adnan Ismail, 41 anni, era stato condannato a
morte da un tribunale penale per aver ucciso sua moglie, di 35 anni,
ed il loro bambino di sette mesi, in seguito ad una lite con la donna.
Lo ha precisato un portavoce della polizia, il Maggiore Bashir al-
Daajeh, riportato dall’agenzia ufficiale Petra. Gli omicidi sarebbero
avvenuti due anni fa. Dopo aver ucciso le sue vittime, Ismail avrebbe scavato
una buca nel suo giardino per seppellirle. Sempre nel carcere di
Swaqa, l’11 marzo sono stati giustiziati due uomini per l’omicidio di un
diplomatico statunitense, avvenuto ad Amman nell’ottobre 2002. “I
criminali Salem bin Suweid, cittadino libico, ed il giordano Yasser
Freihat sono stati impiccati all’alba, dopo essere stati riconosciuti
responsabili dell’azione terroristica che provocò la morte del
diplomatico Laurence Foley”, ha dichiarato un funzionario. Erano
stati condannati a morte nel 2004.

news 20 marzo

PORTA A PORTA: ARCIGAY, ANCORA RAZZISMO CONTRO DI NOI
“INTERVENGA LA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI”
“Mettere in contrapposizione i gay e la natura è un’affermazione
gravissima, che offende la dignità di milioni di cittadine e cittadini
italiani e che allinea il Ministro Tremonti a quei suoi colleghi di
governo come Tremaglia, Buttiglione e Calderoli, le cui affermazioni
antigay sono state per l’Italia una vergogna di fronte all’Europa”. È
duro il commento del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo
Giudice, alle affermazioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti
che, nella trasmissione di Rai Uno “Porta a Porta” ha dichiarato: “Noi
non simpatizziamo per i gay, noi manifestiamo una preferenza per la
famiglia, per il mondo naturale, per la tradizione”.“Il ministro
Tremonti ricordi che solo poche settimane fa una risoluzione del
parlamento europeo ha assimilato l’omofobia di cui lui si fa campione
al razzismo e all’antisemitismo – prosegue Lo Giudice - e che
dichiarare le persone omosessuali ‘contro natura’ appartiene al più
bieco armamentario ideologico del pregiudizio antigay. È molto triste
per l’Italia che questo avvenga proprio a ridosso dell’approvazione
delle Unioni civili nella Repubblica Ceca: ormai non solo i paesi dell’
Europa occidentale ma anche quelli dell’Europa orientale sopravanzano l’
Italia in materia di diritti civili”. “Solo una settimana fa – ricorda
il presidente di Arcigay - nella stessa trasmissione, la neofascista
Alessandra Mussolini aveva rivolto parole offensive relative all’
orientamento sessuale nei confronti di Vladimir Luxuria. Chiediamo alla
Commissione di Vigilanza Rai di garantire che la trasmissione condotta
da Bruno Vespa smetta di essere una zona franca in cui gay, lesbiche e
transgender possano essere insultate impunemente, senza neanche una
ferma presa di distanza del conduttore”.
Ufficio stampa Arcigay

NESSUN PACS INDIETRO!
I Pacs entro i primi 100 giorni di Governo dell'Unione; Gay, Lesbiche,
Transessuali, Transegender, Queer per la Rosa nel Pugno: Domani,
martedì 21 marzo alle ore 16 in Via di Torre Argentina, 76 - Roma in un
Pubblico ncontro-Conferenza Stampa, Emma Bonino, Daniele Capezzone,
Marco Cappato, Sergio Rovasio renderanno pubblico il testo di un
Appello per la Rosa nel Pugno, al quale hanno già firmato decine e
decine di esponenti GLBTQ da tutta Italia. Previsti gli interventi di: -
Fabio Canino, artista; -Imma Battaglia, Presidente di DiGayProject; -
Mirella Izzo, Presidente di Crisalide Azione Trans; -Gigliola Toniollo,
Resp. Cgil Nuovi Diritti, candidata RnP; -Enzo Cucco, Coordinatore
Torino Pride 2006, candidato RnP; -Aldo Brancacci, Professore
Ordinario, Coordinatore Dottorato di ricerca in Filosofia Università di
Roma Tor Vergata - Editorialista di 'CulturaGay'; -Helena Velena,
Transgender; - Leila Deianis, Presidente Arcitrans
INVIATO DA: Dr. Maria Gigliola Toniollo CGIL Nazionale - Settore Nuovi
Diritti - C.so d'Italia, 25 - 00198 Roma - tel. +39 06 84 76 390 - fax
+39 06 84 76 337
e-mail: nuovidiritti@mail.cgil.it
www.cgil.it/org.diritti

DICHIARAZIONE DEL PRIMO MEETING DEL CONGRESSO MONDIALE PER LA LIBERTA’
DELLA RICERCA SCIENTIFICA
Campidoglio, Roma 16 - 18 Febbraio 2006.
Premessa :La Libertà della Ricerca Scientifica è un requisito della
democrazia, nonché un diritto civile e politico fondamentale e una
delle massime garanzie per la salute ed il benessere dell'uomo purché
non arrechi danno. La Libertà della Ricerca Scientifica è parte
integrante della teoria democratica, dato che tutte le democrazie sono
fondate sul valore dell'individuo e sulla premessa che tra le prime e
più importanti funzioni di un governo democratico debbano essere
iscritte la difesa e la promozione della libertà dei cittadini. Tale
libertà comprende la libertà di pensiero e la libertà di credo. La
libertà della ricerca scientifica è un diritto civile e politico
fondamentale perché rappresenta un aspetto della libertà di pensiero e
della libertà di parola. La libertà della Ricerca Scientifica è una
delle principali garanzie della salute e del benessere dell'uomo per
tre ragioni. La prima è che la libertà scientifica ha prodotto alcune
delle principali scoperte che hanno condotto a migliorare la salute e
la longevità dell'uomo in tutto il mondo. In secondo luogo tutti
traiamo vantaggio in maniera diretta o indiretta dalle scoperte
scientifiche. Tutti beneficiamo del fatto di vivere in una società,
anzi in un mondo, nel quale è in costante svolgimento un serio lavoro
di ricerca scientifica e in cui si trae vantaggio dai risultati della
ricerca condotta nel passato. Tutti approfittiamo delle conoscenze
prodotte dalla ricerca in corso su varie patologie o affezioni dalle
quali non siamo necessariamente affetti oggi, ma che potrebbero
colpirci in futuro. Tutto questo ci fa sentire più sicuri e ci da
speranza per il futuro, per noi e per i nostri discendenti, e per tutti
coloro che ci stanno a cuore. Quasi tutti gli individui in vita oggi, e
sicuramente tutti coloro che nascono nelle società industrializzate ad
alto reddito, hanno tratto beneficio dai frutti della ricerca del
passato; grazie alla ricerca scientifica arriveremo a scoprire nuovi
modi per far fronte alle minacce che si affacciano costantemente sulla
scena. Per quanto riguarda il campo della salute umana, le necessità
della medicina sono semplicemente quelle che sono. Si tratta spesso
anche di opportunità che consentono di continuare a vivere o di essere
liberi; liberi dal dolore, liberi o più liberi nel senso della
possibilità di muoversi o muoversi meglio, essere meglio in grado di
operare con efficacia nel mondo. La salute è importante non soltanto
per il valore che tutti le attribuiamo e per il fatto che tutti
desideriamo vivere per molti anni e in salute. E' importante anche
perché una cattiva salute è una limitazione, mentre una buona salute è
liberatoria. Per tutte queste ragioni crediamo che sia giunto il
momento di riaffermare le ragioni della libertà della ricerca
scientifica. I partecipanti aIla prima riunione del Congresso mondiale
per la libertà di ricerca scientifica, tenutosi a Roma presso la Sala
della Protomoteca del Campidoglio dal 16 al 18 febbraio 2006,
Ringraziano il Comune e la Provincia di Roma per l'ospitalità e il
Presidente della Regione Lazio per il suo sostegno, e tutti coloro che
hanno contribuito alla riuscita dell'evento. Ringraziano in modo
particolare il Comitato dei Promotori per aver dato seguito alla
dichiarazione Finale della Sessione Costitutiva dell'ottobre 2004.
Ringraziano inoltre l'Associazione Luca Coscioni per l'organizzazione
della riunione, ne confermano la funzione di Segretariato per il
prosieguo delle attivita' del Congresso e le affidano il compito di
disseminare gli atti della prima riunione riaffermano il proprio
impegno a operare individualmente e all'interno delle proprie
organizzazioni e istituzioni per la promozione della ricerca
scientifica auspicano che in futuro vi sia un crescente impegno a
collaborare a livello transnazionale sui temi proposti dal Congresso,
anche al fine di mobilitare scienziati, ricercatori, esperti,
accademici, persone malate, militanti dei diritti umani e gli altri
cittadini per l'affermazione della libertà di scienza, coscienza e
conoscenza. denunciano le preoccupanti tendenze oscurantiste e settarie
che, attraverso legislazioni proibizioniste e drastiche riduzioni dei
finanziamenti, minacciano la laicita' dello Stato e la liberta' di
ricerca, tra l'altro ostacolando lo sviluppo di cure che potrebbero
interessare milioni di persone in tutto il mondo invitano il, Comitato
dei promotori a proporre uno Statuto del Congresso Mondiale che possa
coinvolgere i partecipanti nell'elaborazione dei temi e degli
obiettivi, attribuendo specifiche responsabilita' nei diversi ambiti di
ricerca o nelle diverse realta' regionali. indicano l'opportunita' di
documentare in un rapporto triennale lo stato della liberta' di ricerca
scientifica in ogni paese (possibilmente anche questioni come la
genetica e le nanotecnologie) ad esempio attraverso un indicatore della
liberta' di ricerca, da individuare sulla falsariga di quanto gia'
avviene in materia di liberta' economiche decide di attivare il
meccanismo istituzionale della Petizione al Parlamento europeo perche'
venga finanziata la ricerca sulle cellule staminali embrionali in tutti
i 25 Paesi dell'Unione europea. Petizione al Parlamento europeo (art.
191 del regolamento del Parlamento europeo) Roma, data. Depositata da
Luca Coscioni a nome dell'Associazione "Luca Coscioni", via di Torre
Argentina, 76, 00186 Roma - Italia e da....(elencare nome, cognome,
cittadinanza e domicilio di ciascun firmatario) considerato che
L'articolo 12. del Patto internazionale sui diritti economici, sociali
e culturali proclama che gli Stati parti del Patto "riconoscono il
diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute
fisica e mentale che sia in grado di conseguire'; e l'articolo 15 dello
stesso Patto proclama che gli Stati parti del presente Patto
riconoscono il diritto di ogni individuo riconosce il diritti a
ciascuno "a partecipare alla vita culturale; a godere dei benefici del
progresso scientifico e delle sue applicazioni; a godere della tutela
degli interessi morali e materiali scaturenti da qualunque produzione
scientifica, letteraria o artistica di cui egli sia l’autore.
Considerato che le misure che gli Stati parti del Patto dovranno
prendere per conseguire la piena attuazione di questi diritti
comprenderanno quelle necessarie per il mantenimento, lo sviluppo e la
diffusione della scienza e della cultura. e che gli Stati si impegnano
a rispettare la libertà indispensabile per la ricerca scientifica e l’
attività creativa" e riconoscendo i benefici che "risulteranno dall’
incoraggiamento e dallo sviluppo dei contatti e dalla collaborazione
internazionale nei campi scientifico e culturale". notando che dal
2002 al 2006, nell'ambito del 6° Programma Quadro per la Ricerca,
l'Unione europea ha destinato ingenti risorse per sfruttare i risultati
ottenuti dalla ricerca sui genomi degli organismi viventi, anche con
riferimento alle nuove possibilità terapeutiche e di prevenzione create
dalla ricerca sulle cellule staminali; Secondo il rapporto della
Commissione europea sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali
del 3 aprile 2003 (Rapporto Busquin) il settore delle cellule staminali
è uno dei più promettenti nel campo delle biotecnologie; i progetti di
ricerca finanziati nell'ambito del 6° Programma Quadro riguardano le
prospettive e le speranze di decine di milioni di donne e uomini in
Europa affetti da malattie cardiovascolari, del s istema nervoso, da
diabete ed altre malattie rare E ciononostante nel Parlamento europeo
sono in atto tentativi volti a escludere dai finanziamenti i progetti
di ricerca che prevedono l'uso di cellule staminali ottenute da
embrioni sovrannumerari; Considerato tutto questo Noi, sottoscritti
chiediamo al Parlamento europeo che: il 7° Programma quadro per la
ricerca confermi la possibilità di finanziare (quantomeno) PROGETTI DI
ricerca sulle cellule staminali derivate da embrioni sovrannumerari;
sia estesa la finanziabilità ai progetti di ricerca che utilizzano la
tecnica del trasferimento del nucleo cellulare (impropriamente detta
"clonazione terapeutica".

PARIGI - Rivoluzione a luci rosse
di FRANCESCA LEONARDI
Ma gli uomini vivono così? Il cinema erotico visto dalla lente di un
festival che ripercorre, in 80 film, la storia di un sesso sempre più
politico. Dal muto all'hard, dal doc al cartoon Mon trou du cul est
révolutionnaire (Il mio buco del culo è rivoluzionario), Le sexe enragé
(Il sesso rabbioso), Baise-moi (Scopami), La banque du sperme, Un film
porno: ecco alcuni dei titoli sulfurei presentati alla sesta edizione
del festival Est-ce ainsi que les hommes vivent? (Gli uomini vivono
così?), giornate cinematografiche dionisiache dedicate quest'anno al
tema «Sex is politics» (22-28 febbraio). Durante una settimana, le sale
del cinema l'Ecran - in pieno centro commerciale di Saint- Denis,
periferia nord di Parigi - sono state surriscaldate da proiezioni
stracolme e dibattiti animati su censura, pornografia, prostituzione,
transessualità, ecc. La programmazione comprendeva più di 80 film, dal
muto ai giorni nostri, appartenenti a tutti i generi: dal cinema
d'autore al porno, dal documentario ai cartoni animati (i cartoon
erotici di Tex Avery, tra cui la celebre rilettura di Cappuccetto rosso
Red Hot Riding Hood, 1943). Una panorama estremamente vario e ricco che
ha ben illustrato il presupposto secondo il quale il sesso al cinema è
politico «in sé», in quanto potenziale minaccia dell'ordine
costituito, elemento destabilizzante in una società tuttora basata sul
nucleo familiare. In effetti lo stato, attraverso la censura, è sempre
vigile e la maggior parte dei film presentati hanno avuto non pochi
problemi per circolare: divieto di proiezione, tagli, interdizioni ai
minori, segregazione nel circuito a luci rosse. Tra i classici del muto
in programma Femmine folli (1921) di Erich von Stroheim fu variamente
sforbiciato, L'age d'or (1930) di Buñuel vietato e Lulu (1929) di Pabst
circolò in vari paesi in versione edulcorata. Film muto, anche se del
1950, il rarissimo medio metraggio dello scrittore e drammaturgo
francese Jean Genet, Un chant d'amour (1950) - casta storia d'amore tra
due prigionieri che comunicano attraverso un buco scavato nel muro che
separa le loro due celle - fu vietato per oltre 25 anni prima di
divenire un film culto della comunità gay. Ma la censura non riguarda
solo il passato, tra i casi recenti ricordiamo l'affaire di Baise-moi
(Scopami, 2000) di Virginie Despentes e Coralie Trinh Thi: vietato in
Francia dal consiglio di stato nel giugno 2000 su richiesta di
un'associazione di destra, il film tornerà in circolazione solo dopo un
anno, nel frattempo avranno dovuto presentarsi davanti al tribunale il
distributore Marin Karmitz, per aver continuato a programmare il film
dopo l'interdizione, e la cineasta Catherine Breillat, per aver
lanciato una pe tizione che richiedeva l'abolizione del divieto. Circa
metà dei film in programma appartenevano al decennio che va dalla fine
degli anni Sessanta alla fine degli anni Settanta: gli anni della
contestazione e della rivoluzione sessuale, dei movimenti di
emancipazione delle donne e degli omosessuali. La selezione ha
rispecchiato la gran varietà della produzione di un periodo
profondamente segnato dalla riflessione dello psicanalista dissidente
Wilhelm Reich: «la rivoluzione deve passare attraverso la liberazione
sessuale». Abbiamo così potuto rivedere alcuni capolavori d'autore, più
o meno maledetti, quali Salò di Pasolini, Il diritto del più forte
(1974) e L'anno delle tredici lune (1978) di Fassbinder, L'impero dei
sensi di Oshima. All'amico di Oshima, Koji Wakamatsu, il festival ha
reso omaggio con cinque film: quattro film erotico-politici realizzati
tra il 1969 e il 1972 (tra cui Sex Jack, 1969 e L'estasi degli angeli
, 1972, due opere magnificamente fotografate sui gruppi sovversivi
giapponesi) e un film esclusivamente politico Esercito rosso/Fronte
popolare di liberazione della Palestina: dichiarazione di guerra al
mondo, di cui parleremo a parte. Il punto di vista femminile è messo in
scena per la prima volta da alcune registe che in quegli anni passano
numerose dietro la macchina da presa: Une vraie jeune fille (1975)
opera prima della francese Catherine Breillat, rappresenta il torrido
risveglio sessuale di una diciassettenne in vacanza, mentre Je, tu, il,
elle (1974) della belga Chantal Akerman è una glaciale e suggestiva
narrazione in bianco e nero sulla solitudine e l'impossibilità
dell'amore per un'adolescente. All'epoca emerge anche il cinema gay.
Segnaliamo alcuni rari mediometraggi sperimentali in super 8, giocose
parodie del porno commerciale che trionfava in quegli anni: La banque
du sperme (1976) di Pierre Chabal e Philippe Genet mette in scena
rapporti sessuali frenetici e gioiosi tra soli uomini, rapporti
destinati alla produzione di sperma, mentre Le sexe des anges (1976) di
Lionel Soukaz evoca le avvincenti pubblicità dei porno gay che seducono
un giovane adolescente. Anche I want a Girl (1976) di Isobel Mendelson
presenta un approccio parodiaco al porno narrando il viaggio di un
camionista e di un autostoppista: alle immagini della realtà in cui lei
lo masturba svogliatamente si alternano le fantasie erotiche di lui,
sorta di fantasioso inventario di alcune situazioni canoniche del
cinema hard. Rari e appassionanti anche i videodocumentari femministi
provenienti dal Centro audiovisivo Simone de Beauvoir. Kate Millet
parle de la prostitution avec des féministes (1975) del collettivo
Videa, mostra un dibattito tra la femminista americana, la sociologa
Christine Delphy e altre donne, durante uno sciopero di prostitute in
Francia. La discussione registrata evidenzia la contraddizione tra la
condanna della prostituzione e la nece ssità di riconoscerla per poter
combattere al fianco delle lavoratrici del sesso e sostenerle nelle
loro rivendicazioni. Sempre dal Centro Simone de Beauvoir provengono
alcuni documentari di Carole Roussopoulos, pioniera del video in
Francia in contemporanea con Jean- Luc Godard. Nel 1971 la regista
documenta la prima manifestazione francese a favore della
legalizzazione dell'aborto: Y'a qu'à pas baiser ! (Basta non scopare!).
Lo stesso anno riprende le riunioni di un gruppo omosessuale gay e
lesbico e la sua partecipazione alla manifestazione del primo maggio:
Fhar (Front homosexuel d'Action révolutionnaire). Questi documenti
esplicitano l'aspetto politico, se non rivoluzionario, della
liberalizzazione della sesso: la rivendicazione della legalizzazione
dell'aborto, della libertà per le donne di poter disporre del proprio
corpo e dell'amore omosessuale andava di pari passo con una messa in
discussione radicale della società capitalista che negava tutto ciò e
di cui si auspicava u n rivolgimento totale. Oggi un approccio radicale
è quello del Gat, Gruppo attivista trans - di cui abbiamo visto
Existrans 2005, documentario sulla manifestazione del 2005 - che si
batte per il riconoscimento di identità multiple e ricostruite e per la
depsichiatrizzazione dei trans, riconoscimento che ritiene possibile
solo in una società profondamente mutata.
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

FACCIAMO BRECCIA
ASSEMBLEA NAZIONALE
DOMENICA 26 MARZO dalle ore 10 alle ore 18 a FIRENZE c/o CASA DEL
POPOLO 25 APRILE VIA DEL BRONZINO 117
Assemblea nazionale di Facciamo breccia. Per chi arriva in treno:
dalla stazione autobus n. 1, 9, 16, 26 e 27 in direzione Ponte Alla
Vittoria (lato dx uscendo dalla stazione - parte scalette). Dopo il
Ponte alla Vittoria chiedere la fermata più vicina a metà di via Del
Bronzino. Per chi arriva in auto: uscire dalla A1 a Firenze Signa,
prendere la superstrada FI - PI - LI in direzione Firenze. Dopo
l'ingresso in città, proseguire tutto a diritto in direzione centro
fino a piazza Batoni (che in realtà è una rotonda riconoscibile da
abeti in mezzo) dove si gira a destra in via Palazzo dei Diavoli e poi
ancora a destra in via del Bronzino). Pranzo: anche questa volta sarà
possibile pranzare presso la Casa del Popolo a 10 euro tutto incluso.

18 marzo 2006

Censimento omosessuali in Inghilterra

GB: PER LA PRIMA VOLTA SARANNO CENSITI OMOSESSUALI LO FARA' L'UFFICIO
NAZIONALE DI STATISTICA
C'è chi sostiene che siano il 6% della popolazione gli omosessuali in Gran
Bretagna, altri dicono che a Londra un maschio su quattro e' gay, ma nessuno
lo sa di preciso e cosi' per la prima volta l'ufficio nazionale di
statistica si accinge a fare un censimento di lesbiche, gay e bisessuali,
mandando un questionario in decine di migliaia di case. L'iniziativa, che in
un paese meno garantista della Gran Bretagna potrebbe suscitare piu' di
qualche perplessita' e timore, e' il risultato delle pressioni fatte dai
gruppi per la tutela dei diritti degli omosessuali e da alcune agenzie
governative secondo le quali questa informazione e' necessaria per fornire
dei servizi che soddisfino equamente tutti gli strati della popolazione. Ad
indurre il governo a questa scelta e' stata anche la necessita' di venire
incontro alla filosofia di una nuova commissione per l'eguaglianza ed i
diritti umani che attribuisce agli orientamenti sessuali la stessa
importanza di razza, sesso, eta', disabilita' e religione. Senza piu'
accurate informazioni, sarebbe difficile a questa commissione, che sara'
insediata il prossimo anno, garantire pari diritti alla comunita' di
lesbiche, gay e bisessuali che, con pragmatismo in perfetto stile
anglosassone, non e' stata ancora censita, ma gia' viene indicata con una
sigla LGB (lesbiche, gay e bisessuali). ''Singoli individui e la comunita'
LGB nel suo insieme hanno storicamente patito discriminazioni e si teme che
anche adesso questo gruppo di cittadini sia ignorato in termini e di servizi
e politiche'', ha spiegato l'ufficio nazionale di statistica annunciando il
censimento che sara' fatto inserendo una domanda sugli orientamenti sessuali
in una delle indagini di routine che fa questo organismo statale.
Probabilmente nella General Household Survey, un'indagine annuale che viene
fatta dal 1971 inviando questionari a 20.000 uni ta' familiari. Il quesito
sugli orientamenti sessuali non sara' invece inserito nel prossimo
censimento decennale che si terra' nel 2011, per evitare - ha spiegato Joy
Dobbs dell'istituto di statistica, il tipo di polemiche che provocarono nel
1991 la domanda sull'appartenenza etnica e nel 2001 quella sulla religione.
E' troppo presto, ha sottolineato Dobbs, aggiungendo: ''sul tema degli
orientamenti sessuali, nel mondo statistico siamo ancora alle prime fasi.
Non siamo ancora sicuri di cosa stiamo cercando di misurare: comportamento,
identita', stile di vita, inclinazione?''. Nel censimento comunque nella
sezione stato civile ci sara' certamente la casella partenariato civile,
visto che dal 21 dicembre dello scorso anno la legge consente alle coppie
dello stesso sesso di unirsi in matrimonio

14 marzo 2006

news 14 marzo

OLANDA: ANCHE FILM CON BACIO GAY IN ESAME PER IMMIGRATI. LO RIVELA LA
STAMPA BRITANNICA, CRITICHE DA ISLAMICI RESIDENTI
LONDRA, 12 MAR - Due uomini che si baciano in un parco e una donna
che fa il bagno in topless sono ripresi in un film che sarà mostrato agli
aspiranti immigrati in Olanda per testare la loro capacità di
accettare
lo stile di vita liberale del paese. Lo rivela oggi il Sunday Times
in
un articolo dedicato alle nuove più restrittive misure
sull'immigrazione introdotte dal governo dell'Aja. Da mercoledì il
film
sarà proiettato agli extracomunitari, musulmani compresi, che si
recheranno nelle ambasciate olandesi a chiedere il visto d'ingresso.
Il
parlamento dell'Aja ha dato via libera, a fine gennaio, a una
normativa
per la quale gli extracomunitari che vogliono trasferirsi nei Paesi
Bassi devono prima superare un esame che include un test sulla
conoscenza della lingua. Viene fatto al telefono, ha una durata di 20
minuti ed e' gestito da un
computer, che pone le domande e registra le risposte. Il sistema sarà
in grado di decidere se i candidati parlano correttamente la lingua
da
un punto di vista grammaticale, oltre a valutarne la pronuncia.
L'esame
e' a pagamento e gli immigrati che vogliono vivere nel paese dovranno
versare anticipatamente anche 350 euro. L'esame linguistico, con il
computer quale giudice, e il pagamento della tassa di 350 euro, non
sono le sole barriere da superare per avere il visto. L'immigrante-
candidato deve affrontare anche una prova di integrazione, e cioè un
esame sulla cultura e i valori fondanti della societa' olandese,
nell'ambito della quale verrà proiettato il Dvd. I leader musulmani
olandesi dicono che il film è offensivo. ''E' una provocazione
finalizzata a limitare l'immigrazione. Non ha niente a che vedere con
i
diritti degli omosessuali. Neanche gli olandesi vogliono vederlo'',
ha
detto al Sunday Times Abdou Menebhi, un marocchino direttore di
Emcemo,
un'organizzazione che aiuta gli immigrati che arrivano in Olanda.
Famile Arslan, una donna avvocato di origine turca concorda: ''Ho
vissuto in Olanda per 30 anni e non ho mai visto due uomini baciarsi
nel parco'', ha detto accusando il governo di ''predicare la
tolleranza
sui diritti civili e nello stesso tempo prendere di mira i non
occidentali con leggi discriminatorie e dure''. L'Olanda, dopo
l'uccis
ione del leader populista Tim Fortuyin e del regista Theo Van Gogh
vive
un periodo di grande tensione, dovuta alla difficile convivenza tra
le
varie etnie. La linea dura adottata dal ministro per l'immigrazione
Rita Verdonk, detta la ' Rita di ferro', divide il paese, ma molti
vedono nel nuovo test un sistema efficace per bloccare l'ingresso
degli
stranieri poco preparati. In Olanda vivono già circa 3,1 milioni di
immigrati (dei quali circa un milione di turchi e marocchini, di
religione musulmana) su una popolazione di 16 milioni di abitanti.
FONTE: ANSAINVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

LE DATE DI MASSIMO CONSOLI
Roma, 14 marzo 2006, martedì
Sono passati 34 anni da quel 14 marzo del 1972, quando l’editore
Giangiacomo Feltrinelli morì in circostanze tragiche su di in un
traliccio di Segrate. Non ci sono dubbi sulla sua eterosessualità
eppure, ha fatto più lui per noi che tanti di quei gay che parlano, e
parlano, e parlano... La sua scomparsa ha lasciato un vuoto
difficilmente colmabile, e vi spiego il perchè utilizzando un
capitoletto di qualcosa che ho pubblicato a suo tempo, aiutato dalla
rievocazione storica che ne fece Valerio Riva nel saggio
introduttivo
al libro di Pierre Golendorf, “Un comunista nelle prigioni di Fidel
Castro” (SugarCo, Milano, 1978).
IL GRANDE CUORE DI FELTRINELLI - Nel marzo del 1965 Feltrinelli,
insieme a Valerio Riva, rimproverò a Fidel Castro di perseguitare
ingiustamente gli omosessuali nella sua isola. Tutto accadde durante
un
'concorso di spaghetti' in una lussuosa residenza di Cubanacan, un
quartiere dell'Avana: villa Del Valle. Castro, Feltrinelli e Riva,
con
tre ridicoli grembiali stavano di fronte alle loro pentole,
circondati
dalle guardie del corpo e dal personale militare malamente camuffato
da
camerieri e inservienti, arrabattandosi con mestoli e fornelli, per
decidere chi riusciva a preparare i migliori spaghetti. Castro
cuoceva
i suoi nel brodo per "farli divenire più saporiti" e pretendeva di
essere il 'primo' anche in cucina, come lo era nella vita politica di
Cuba. Mangiati gli spaghetti e bevuto abbondantemente per tutto il
corso della serata, Feltrinelli, che era l'ospite più illustre e, non
essendo gay non aveva niente da nascondere o da temere, affrontò
direttamente l’argomento che in quel momento gli stava più a cuore e
per il quale aveva fatto organizzare quella festa dallo scrittore
Carlos Franqui: «perchè Fidel ce l'aveva tanto con gli omosessuali?
Perchè perseguitarli? Che senso aveva? Cosa c'entrava quel pogrom con
la rivoluzione? Sulla tavola calò un gelo improvviso. I comandanti
che
sedevano con noi» racconta Valerio Riva, «le guardie del corpo che
sorvegliavano gli ingressi, i camerieri con le portate in mano
guardavano Feltrinelli come siderati... Fidel... cominciò quasi
silenziosamente a ridere, alzò il capo, si guardò intorno, disse
qualcosa come “è un bello sfacciato questo Giangiacomo!”, accese un
sigaro e prese lentamente a dire che all'origine c'erano stati
problemi
in certe scuole, che dei genitori avevano protestato, che in fondo
bisognava capirli, l'idea di mandare un figlio a scuola e vederselo
tornare frocio non garberà a nessuno. Disse che lui non aveva proprio
niente personalmente contro gli omosessuali, purché non pretendessero
di far proseliti. Se gli tirava il culo, problemi loro... Lo Stato,
la
Rivoluzione non poteva certo permettere la corruzione di minorenni...
Io», continua Valerio Riva, «ricordai a Fidel d'aver sentito
raccontare
che all'Università dell'Avana era stato fatto venire un professore
cecoslovacco, tal Freund[1], il quale pretendeva di avere un
infallibile metodo per la redenzione degli omosessuali: li riuniva in
una stanza buia gli collegava ai testicoli un elettrodo, poi
proiettava
su uno schermo scene di film pornografici: finché si vedevano
accoppiamenti eterosessuali tutto passava liscio, quando si trattava
invece di accoppiamenti omosessuali il professor Freund girava una
chiavetta e “zac” una scarica nei coglioni ai suoi disgraziati
pazienti. "Sì, sì, l'ho sentito dire” rispose Fidel, “ma pare ne
abbia
guariti pochi, il ceco”... Ogni tanto, per difendersi dalla profluvie
di argomenti con cui lo incalzava Feltrinelli, Castro ammetteva di
non
aver mai affrontato seriamente il problema...Sarebbe stato bene,
disse
ad un certo momento, nominare una commissione di professori
universitari per studiare la cosa e cominciò ad architettare, com’era
il suo solito, già un piano completo, con tutte le possibili varianti
e
soluzioni, come se si trattasse di un programma per l’incremento
della
produzione bovina e dell’avicoltura. Di colpo Fidel se ne andò... Il
giorno dopo cominciarono ad arrivare notizie rassicuranti: le
persecuzioni erano cessate, un misterioso tam-tam aveva messo il
bavaglio agli zelanti cacciatori di “maricas” (froci, ndr). Qualche
mese più tardi le UMAP erano sciolte. Ci convincemmo così di essere
riusciti a far cambiare di parere Fidel Castro...». Negli anni '61/62
era il campo di Cayo Diego Perez ad ospitare gli "acusados ser
afeminados y vagos"[2], più tardi questa funzione fu assegnata alle
UMAP (Unita’ Militari per l'Aiuto alla Produzione): dei veri e propri
lager, che "accoglievano forzatamente" come ricorda il poeta
americano
Allen Ginsberg dopo la sua visita a Cuba del '65 "gli omosessuali
scoperti nel mondo del teatro, del cinema, del balletto e dell'opera"
[3], e dove ci si poteva ritrovare anche in seguito ad una
“segnalazione anonima”[4]. Sempre nel 1965, proprio l’anno in cui
Feltrinelli decise di intervenire a nostro favore, le UMAP
contenevano
circa 45.000 prigionieri[5], la stragrande maggioranza dei quali
erano
omosessuali e, tra questi, la parte più consistente era composta da
quelli più “evidenti”: effeminati e travestiti. Domani, invece, 15
marzo, è il 51mo compleanno di Leila Daianis, che li festeggerà
venerdì
prossimo 17 (alla faccia della superstizione!) al Cine Pub di via
Palermo 39 (a Roma, vicino via Nazionale, alle ore 21,00), per
ricordare anche i suoi 40 anni di militanza! Auguri! E chi vuole
saperne di più, la puo’ contattare direttamente:
libellula2001@hotmail.
com
Massimo Consoli
NOTE:
[1] Di Kurt Freund, piu’ tardi, uscira’ in Italia il suo libro piu’
importante, “L’Omosessualita’”, Bompiani Ed., Milano, 1971.
[2] “Cuba: Carcel de Carceles”, sul “Boletin Informativo del Ateneo
de los
32 Gremios Democraticos”, Febrero del 1976, Miami, Florida, pag. 9.
[3] “Allen Ginsberg, An Interview & Poem”, intervista di Allen Young,
su
“Gay Sunshine”, N° 16, January-February 1973, pag. 7.
[4] “Cuban Exiles Join On Film to Indict Castro’s Revolution”, di
Annette
Indsorf, sul” New York Times”, July 8, 1984.
[5] “Where Gay People Hug in the Street”, di Joe Dolce, sul “New York
Native”, April 12-24, 1982, pag. 14.

DEUS CHARITAS EST
Sabato 18 Marzo - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36
(MM1 Loreto - MM2 Caiazzo - MM3 Centrale)
Riflessione a due voci sulla prima enciclica di Benedetto XVI
Vittorio
Bellavite (Movimento internazionale Noi Siamo Chiesa) Gianni Geraci
(Gruppo del Guado)
Le encicliche sono una delle forme più solenni del magistero papale.
Purtroppo l'attenzione continua con cui i mass media seguono il papa,
equiparandolo a un leader politico o a una star internazionale,
spingono i credenti a considerare ugualmente importanti tutti i suoi
interventi. Ma la tradizione della chiesa. La fede che questa stessa
chiesa ci ha tramandato dicono che le cose non stanno così e che,
quindi, un conto sono i contenuti di un documento solenne come
un'enciclica, un conto sono i vari discorsi che il papa va facendo,
un
conto sono ancora i continui interventi della gerarchia cattolica
sulle
varie questioni di attualità. Da questo punto di vista, l'enciclica
"Deus Charitas Est" rappresenta una dimostrazione di queste
differenze,
tant'è vero che offre a quanti, come noi hanno, vissuto con
disappunto
certe infelici uscite delle gerarchia durante il primo anno di
pontificato di Benedetto XVI, un testo di grande spessore. Per questo
motivo abbiamo scelto di parlarne, invitando tutti i nostri amici a
confrontarsi con noi su questo documento. L'incontro è aperto a
tutti.
Alle 20.00, dopo l'incontro, è possibile partecipare alla cena
comunitaria. La nostra sede può essere raggiunta partendo dalla
Stazione Centrale di Milano attraversando Piazza Luigi di Savoia
(sulla
sinistra per chi lascia i binari) e girando quindi a sinistra. La
strada che inizia sull'angolo della piazza é via Soperga dove, al
numero 36, c'è la sede del Guado.

Gruppo del Guado - Cristiani omosessuali Milano
Via Soperga 36 int. 31 - Milano
Telefono: 02 2840369 - Email: info@guado.org

INIZIATIVE PRESSO LA SALA D’ATTESA TORQUATO SECCI STAZIONE CENTRALE
DI BOLOGNA MARTEDI’ 14 MARZO 2006 ORE 21,00 INSIEME PER… SEMPRE
Durante il concerto acustico di Stecca la Compagnia Teatro Nuovo
farà
una performance teatrale per ricordare i fatti tragici del 2 agosto
ma
anche per ricordare tutte le vittime delle stragi che in questi anni
ci
sono state nel mondo, questi artisti hanno deciso di portare uno
spettacolo che dà voce alle vittime. Siamo sicuri che queste persone
non ci sono più? Che non ci guardano? Che non ci ascoltano? Noi
crediamo di NO Crediamo che ognuno di loro giovani, anziani, bambini,
mamme sono ancora con noi, vicino a noi. Solo i loro corpi sono stati
dilaniati ma non le loro anime che continuano ad abitare questi
luoghi
(la stazione…e non solo)e ci accompagnano nel nostro percorso di vita
Una vita che dopo la loro assenza ha preso una strada diversa, ma
loro
ancora oggi fanno parte di questa strada e ci ricordano che VIVERE ha
un valore inestimabile, che l’oggi continua con i giovani con le loro
canzoni con i loro sogni che troppo spesso dimentichiamo e ci fanno
sapere che …non ci hanno mai “abbandonati”. INSIEME PER…SEMPRE.
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE

IL PRESIDENTE
PAOLO BOLOGNESI

13 marzo 2006

news 13 marzo - quarta parte

ORGOGLIO E PREGIUDIZI 1
Voglio cantare l’infinite donne che muoiono ogni giorno un po’ in cucina
nelle case, le chiese e le parrocchie,
a rifar letti e a organizzar bucati,
correndo per la spesa mattutina,
raccogliendo le spoglie puzzolenti
di compagni e di figli, senza lodi,
per trasformarle in abiti olezzanti
di pulito piacevoli alla vita
donne che sanno con sublime perizia
s pazzare spolverare e riordinare
consolare e sfamare notte e giorno,
trasformando col loro toccomagico
di femminilità ogni triste realtà
che chi la gode crede alla bacchetta
di strega oppur di fata…
Senza dimenticarmi tutte l’altre
che muoiono un pochino più ogni giorno
nelle scuole, gli uffici, le officine,
i campi, i parrucchieri, le vetrine:
non trovan tempo in tutto il mondo intero
di osar soltanto di pensare ad altro
che non sia il come e quando soddisfare
ovunque in ogni luogo o in ogni etnia
di cibo e sesso e conforto perenne
qualche maschio impaziente e prepotente,
padre, marito o figlio è ininfluente.
Corrono sempre troppo per pensare
a ciò che le interessa veramente
a ciò che serve a lor personalmente
a quello che vorrebbero da fare.
Così è importante tenerle occupate
impedire che possano riflettere
impedire che possano guardare
impedire che osino sognare
e il sesso è unico sogno consentito…
…naturalmente solo col marito.
Così è scritto da tempo immemorabile
che procreare ed allevar la prole
è l'unico potere al femminile
riservato alle donne sull'intero pianeta
ma senza alcun diritto a dissentire
perché natura ovvero dio così lo vuole
anzi prescrive esattamente come
oltre a far figli sia poi necessario
educarli al rispetto del potere
altrimenti potrebbero cambiare
pensando e riflettendo, di padrone…
oppure finalmente farne a meno.
Quando le donne sapranno scoprire
che la loro natura naturale
è fatta di risorse e di pensieri
opposti e alieni dalle convenzioni
volute e imposte per tenerl a a freno
e smetteranno di considerare
che devono esser loro ad adattarsi
a modelli che non possono amare,
esigeranno senza cedimenti
che sia solo il loro cuore a comandare.
Prima sarà, meglio sarà per tutti,
altrimenti siam tutti condannati.
Alba Montori Gaya CsF

ORGOGLIO E PREGIUDIZI 2
Sono ben felice di mandarvi questo comunicato/sfogo di Ornella, che
riflette in buona parte quanto ho dovuto constatare personalmente,
assistendo al di(s)battito in questione... Voglio solo aggiungere che
in quanto libertaria e strenuamente laica, posso anche rispettare
opinioni così distanti (fasciste e bacchettone comprese) dalle mie, e
magari pure combattere tutta la vita perchè abbiano libertà di
comunicazione assieme a tutte, ma non posso non stigmatizzare ( con
orrore) il campionario di volgarità gratuite e la maleducazione
viscerale( leggasi anche ignoranza crassamente coltivata) con cui
sono state no n solo snocciolate come un rosario, ma bofonchiate, urlate e
bestemmiate per tutto lo svogimento del dibattito da parte di una
"donna-biologica" che pretende per ciò stesso soltanto di essere
considerata ( e rispettata) come una "signora".... Per quanto mi
riguarda può coltivare il suo "fascismo" fino a diventare davvero
nera, ma penso che la sua maleducazione sia davvero poco fascista, per quel
che ne so, e quanto ai bambini (che dice di amare tanto) altamente
diseducativa. Non credo di esagerare se, dopo aver goduto delle sue
argomentazioni, del modo, del tono e dei concetti, son convinta che
ci penserei 100 volte prima di affidarle l'educazione e la cura di un
bimbo, non per lei che è pure divertente, ma perchè il malcapitato ne
subirebbe tutta la vita serie conseguenze sul piano socio – psico -
pedagogico.... Penso che "ella" debba in primo luogo studiare un po'
e poi imparare anche a governare ciò che le esce di bocca, sempre che
la sua mente, che alla volte sembra perfettamente funzionante, le
consenta una certa consequenzialità. Peccato, malgrado tutto l'ho sempre
considerata una donna e come tale con una scintilla di "donnità" da
spendere per un mondo migliore... e non ditemi che sono prevenuta. Ma
davvero è stata una esperienza così triste che non sono riuscita a
viverla fino in fondo e grazie al potere del telecomando sono
emigrata in luoghi più umani....e scusatemi, ma sono almeno 45 anni della mia
vita che mi sento la litania omofoba e la conosco a menadito, anche
in tutte le versioni. Quanto al sigh. Castelli... beh, dopotutto è un
pover'uomo, maschio, cioè, e per giunta "padanoDOC", perciò per sua
natura impossibilitato a pensare e dire la verità (che peraltro, come
gli è sfuggito da qualche accenno forse passato inosservato, conosce
meglio di madàmemussolini). Che è quella che vi ripeto sul web e
altrove da vari anni: il mat rimonio civile, secondo la legge dello
Stato Italiano, mica della Spagna o dell'Olanda o di
Vattelapescadisotto, è uguale per tutti, ed esiste anche una varia
scelta di "convivenze" solo da utilizzare. E la questione è tutta lì:
far rispettare la Legge. Ma se chi deve custodire e far rispettare la
Legge non lo fa e per giunta ci viene a raccontare candidamente che
se ne infischia, anzi, peggio è contrario assolutamente a farlo ? E se
chi vuole il suo potere ( e dice di presentarsi nell'arena elettorale
come "alternativo" a lui e ai suoi compari) ci dice che:" ci
penserà, vedremo, chissà, intanto cacciamolo lui e i suoi"...? That's the
democracy...Voilà , questo è il bello della democrazia....
P.S: Un affettuosissimo abbraccio (da zia,eh) a (V)Lady Guadagno che
ha dimostrato in modo assolutamente vero un' incommensurabile
signorilità.
Alba Montori Gaya CsF

A VOLTE TORNANO A "PORTA A PORTA"
Esprimiamo viva preoccupazione per i contenuti ed i toni usati nell’
esprimere giudizi e conclusioni sull’apertura politica dell’Unione
alle tematiche GLBTQZ. Ieri, nella puntata di “Porta a Porta” un
sussiegoso, dal falso stile, Ministro Castelli ed una becera Alessandra
Mussolini, che conferma sempre più le sue origini patri-matrilineari - verace
fascista di zone disadattate -, hanno dato contro alla coalizione
politica dell’Unione, rappresentata in studio da un Antonio Di
Pietro, di inaspettate aperture, e da una composta e battagliera Vlady
Luxuria.
I due degni rappresentati del Polo delle (il)libertà hanno
volgarmente strumentalizzato i “figli” ed i “bambini” nel vano e penoso tentativo
di accusare la coalizione di CENTRO-sinistra di volere “sabotare”
(sic!) le garanzie patrimoniali degli stessi mediante il varo di una
normativa tesa alla legalizzazione delle convivenze, omo ed etero. I
fieri FASCI-nosi hanno continuato a lavorare bene contro sé stessi
ingarbugliandosi in un insostenibile ragionamento giuridico circa i
contraccolpi, sulle tutele e sulle garanzie patrimoniali dei “nostri
figli e dei bambini”, che un eventuale varo della legalizzazione
delle convivenze non matrimoniali – intrinsecamente inaffidabili, hanno
detto, perché solo il matrimonium aeternum est - potrebbe avere. Si
sono poi avventurati, sempre i soliti af-FASCI-nanti, a mettere in
guardia l’intero contesto sociale dalle persone GLBTQ il cui disegno
sarebbe quello di distruggere la società mediante la legalizzazione
delle unioni civili tese a destrutturazione del modello famigliare
“eterosessuato e “prolifico”, presentato come una verità assoluta a
condizione che si incardini sul contratto matrimoniale e non abbia
accordi concorrenti. Però! Anche io sarei la migliore se facessi
fuori tutte la altre, Mussolina!!!!!!!!! Vorrei dire a quello che LEGA e a
quella che FASCI-A che, nonostante il loro FASCI-NO, non riusciranno
ad intorpidire le menti sane e che: - riconoscere diritti a chi non li
ha per irragionevoli ed anacronistiche questioni di pregiudizio morale e
religioso, accresce il senso di democrazia e di libertà delle nostre
società, fortificandole; - il valore dell’infanzia è saldo ed
ampiamente condiviso nella coalizione di CENTRO-sinistra e le persone
GLT sono stat** bambin** e continuano ad avere a che fare con loro
attraverso i legami famigliari; ci si preoccupi invece di certi
indirizzi “formativi” dell’infanzia e dell’adolescenza di stampo
morale
e religioso che seminano pericolose subculture della differenziazione
e della superiorità dirette, queste sì, a preparare terreni sociali
inauspicabili, senza dimenticare poi che bieche ragioni di una
insulsa
retorica “familistica” costringono moltissimi bambini ad orride
solitudini, tutt’altro che formative, in “sicuri” ambienti dalle
coriacee pareti moralcattoliche – leggi:orfanotrofi; - che esiste gi
à il divorzio e che quindi così come è “non certo” il vincolo eterno
del matrimonio, - se mai lo fosse stato - così è anche il vincolo delle
convivenze di fatto e di questo la legge ne tiene già debito conto
nelle norme in materia di divorzio – cari azzeccagarbugli, uno dei
quali finanche Ministro della Giustizia! Il pregiudizio – anche
razziale -, l’ignoranza e la mala fede che hanno animato i disperati
custodi della sacra verità eterofamilista ha fatto venire fuori – ce
ne fosse bisogno! – il disegno destrutturante che il Polo della
Circondariale cerca di realizzare; questi invasati infatti,
propagandando ridicole ed insostenibili accuse e agitando spettri
mutuati dalle teorie razziali del Terzo Reich & italian company,
cercano di incidere sui cardini di eguaglianza, libertà e concordia
su cui si fondano gli stati moderni. E tutto questo per una patetica
…nostalgia della “ventennale giovinezza” che non tornerà più! Prova
ne è stata l’ultimo atto della trasmissione che ha dovuto registrare un’
odiosa scena madre dell’af-FASCI-nante attricetta fallita che, con
viscerale impeto delirante che la ha trasfigurata in una patetica ed
illusa arringatrice balconata, ha strillato la sua bile contro i
sesso- a-normati grugnendo prima di essere orgogliosa del suo fascismo e poi
che trova “meglio essere fascista che frocio”. Politicanti che
neanche leggono la Nostra Costituzione. Inquietante! Alla cara Luxuria tutta
la nostra stima e solidarietà per il disgustoso contesto cui ha dovuto
prendere parte ed i complimenti per l’ottimo contegno, nonostante l’
indigesto confronto, che ci veste tutt** di orgoglio e dignità.
La Presidente
Maria Ornella Serpa

MIT ROMA
c/o Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" Via Efeso, 2/a ROMA

COMPLEANNI DIMENTICATI
Roma, 13 marzo 2006, lunedi´
Sono triste. Estremamente triste. Sono triste in un modo che non e´
possibile esprimere con le parole. Ieri era l´anniversario della
morte di Mario Mieli. Ieri, il 12 marzo del 1983, se ne andava per sempre
una delle menti piu´ lucide e singolari della nostra epoca, e nessuno se
n´e´ accorto. Non sono intervenuto intenzionalmente (come faccio di
solito) con uno dei miei ricordi o delle mie commemorazioni, per
lasciare che qualche circolo, qualche associazione, qualche singolo
individuo spendesse dal proprio punto di vista e di propria
iniziativa almeno due parole per ricostruirne la figura, il lavoro, l´influenza
che ha avuto su noi tutti... ma non mi sembra di aver letto o
ascoltato niente, da nessuna parte. E questo mi rende triste. Mi viene da
pensare che quello che facciamo, alla fin fine si dimostra inutile, se non
riusciamo a lasciare una traccia della nostra esistenza almeno tale
da giustificare un momento di raccoglimento, un tentativo di
comunione spirituale da parte di quelli e quelle per cui abbiamo
fatto tanto o, forse, abbiamo creduto di fare tanto. Torno alla normalita´
e vi ricordo che oggi, 13 marzo, compie 59 anni Edoardo Vercellino, uno
dei miei collaboratori di piu´ vecchia data, che ancora si ricorda le
nostre primissime iniziative alla fine degli anni Sessanta, compreso
il Circolo Culturale Giovanile La Salette e l´Associazione Culturale
Roma- 1 (1968) e le conferenze su Aldo Braibanti ed Ermanno Lavorini.
Domani, 14 marzo, e´ il compleanno di Franco Grillini. Almeno a lui,
fateglieli questi benedetti auguri! Cordialmente,

Massimo Consoli

news 13 marzo - terza parte

INTERCETTAZIONI
Tra Telecom & Governo les Liaisons sons tres tres Dangereuses
Se un italiano su tre vuole fuggire all'estero, non si può dargli
torto Notizia in pillole: Sedici funzionari in galera dal Corriere della
Sera - Giovedì 9 febbraio Cronache Pag.19 - www.corriere.it/ . "Il
Capo della "sicurezza" di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli, ex
ufficiale dei Carabinieri dell'Antiterrorismo e responsabile del
"Centro nazionale per l'autorità giudiziaria", il Cnag, funzionario
passato alla Pirelli (società che, come Telecom, è di Marco
Tronchetti Provera) è sospettato di essere a capo di una centrale clandestina di
007 privati capaci di violare perfino i segreti delle Procure ed è
l'uomo a cui tutti i magistrati d'Italia devono rivolgersi per potere
eseguire intercettazioni. L'inchiesta, oltre che su Tavaroli e su una
miriade di funzionari e di "agenzie di informazioni", punta anche su
due marescialli della Guardia di Finanza di Novara che, al fine di
intercettare e raccogliere notizie riguardanti vita privata,
patrimoni familiari e privati, amicizie, frequentazioni dei candidati alla
Regione Lazio Marrazzo, poi eletto governatore, e della Mussolini,
hanno ammesso di avere ricevuto tangenti dall'ambito dello Staff
dell'allora Governatore uscente della Regione Lazio, Storace, ora
ministro della salute". Perchè questa notizia deve interessare tutti
i cittadini utenti di telefonia e di internet? Perchè si muniscano di
tutti i mezzi idonei, oramai disponibili a tutti, per controllare il
loro traffico telefonico, e sopratutto in internet, al fine di
individuare e denunciare penalmente, chiedendo milioni di danni
materiali, morali e quant'altro, violazioni, abusi e intrusioni
illegali non solo tentate dai "normali" pirati di internet ma da
coloro
che, approfittando del potere politico, industriale e giudiziario di
cui godono, usano e abusano, guadagnando cifre da capogiro, per
spiare
un qualunque cittadino. I fatti criminosi descritti su una intera
pagina del Corriere della Sera coincidono con il lungo periodo in cui
erano in atto le campagne elettorali regionali e, guarda caso, con la
campagna elettorale del Referendum del 12 e 13 giugno 2005.
Referendum
tanto avversato dalla CdL, dal Vaticano, dal sedicente Comitato
Scienza e vita e dal Governatore del Lazio Storace e, proprio da quel
periodo, e dopo lunga ed attenta osservazione, ho raccolto il materiale
necessario, e inconfutabile, riguardante intercettazioni, anche
automatiche, provenienti, guarda caso, dai nodi di Novara, di Melzo e
di Arcore con propaggini fino all'ENAV - l'Agenzia per la Sicurezza
dei Voli - con sedi in Via Salaria e all'Aeroporto Leonardo da Vinci di
Roma. Di tutto ciò, per mesi ma invano, ne ho informato il
responsabile dell'ufficio legale di Roma di Telecom Italia, dottor
Bove, il suo staff, l'Abuse, l'ENAV e quant'altro tanto che, non
ottenendo alcun risultato, ho inoltrato regolare denuncia alla
Polizia postale ed alla Procura della Repubblica iniziando un giudizio penale
contro Telecom Italia ed altri. Ricordate i miei articoli sulle
intercettazioni con relative foto dei nodi di Novara, di Melzo e di
Arcore? Un "Triangolo" geografico significativo. O no? Non bastava
SuperAmanda la centrale calabra di spionaggio telefonico e di
internet che, Telecom, ha smentito esserne il gestore. Boh...... http://www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm . Al fine dello spionaggio
telefonico e di internet la corruzione politica operata su
funzionari, e proprietari compiacenti, delle varie e diverse sedi telefoniche e
"giudiziarie" è tale che queste, per intercettare e sviare le
indagini, pagano corrompono e si servono anche di piccole società di provincia
che gestiscono providers e server e ne ho le prove. A proposito
dell'indagine che sta conducendo Striscia la Notizia sulla ultriore
truffa delle bollette telefoniche fasulle inviate a moltissini utenti
da "Eutelia", se si controllano i numeri telefonici, le chiamate
corrispondono a chi, essendo abbonato a Telecom Italia, si connette
ad internet con il provider Mclink. Perchè?... Dove c'è potere, governo,
corruzione, imbrogli, addebiti truffa, e intercettazioni abusive, c'è
Telecom. E Tronchetti, comproprietario di giornali e Tv, si
arricchisce ora con un Governo ora con l'altro. I Poteri forti? Che
schifo.
Giuliana D’Olcese

INTERCETTAZIONI
Tel chì er Triangolo de le Zozzerie & il Sciur Tronchetti
Premessa: i 30.000 lettori della lista V, ma anche di tutte le altre
liste, ricordano bene il mio impegno nel combattere i veleni che,
come
puntualmente avveratosi, avrebbero seguito alla sconfitta dei
Cittadini
subita, soggiacendovi, alla immonda campagna per l'astensionismo dal
Referendum del 11 e 12 Giugno 2005. Senza sosta, ed instancabile,
invitai gli italiani a recarsi alle urne referendarie, per un Sì, o
per
un No, ma compiere quanto la Costituzione ci assegna e tenersi ben
lontani dagli oscuri e sporchi interessi dei politici corrotti e
corruttori della Democrazia, dai vaticananti vaneggianti e dei
comitati
scienza e vita che facevano, ignobilmente, campagna astensionista.
Oggi, Carlo Bonini, scrive a pag.11 di Repubblica: "Milano - Roma via
Novara: il Triangolo delle zozzerie". Io, un triangolo delle
intercettazioni, lo avevo bene individuato subendone per mesi le
inaudite violenze informatiche che, tenendo il mio telefono
agganciato
giorno e notte, e addirittura in automatico, gli sbirri al soldo
della
politica, di Telecom, e del signor Tronchetti Provera operavano ai
miei
danni. Segnalai, già a Marzo e fino al Luglio 2005, a stampa, radio,
Tv, alla Polizia postale, alla Telekom ecc, quanto avveniva
corredando
il tutto con dati inconfutabili ma, solo oggi, che c'è una sporca
campagna elettorale in atto, l'informazione si "accorge" del
triangolo
delle zozzerie. Certo, - devono essersi detti tra i Palazzi del
potere
politico, imprenditoriale e baciapile - giacchè stamo a fa' sto
lavoretto a Mussolini e a Marrazzo famòse pure er lavoretto sporco a
certi stronzi che s'azzardeno a ficca' er naso ner Referendum. Famole
er culo, er compiuter e er portafoglio come na' capanna. Ma, sulle
zozzerie del Sciur Tronchetti, comproprietario di giornali e Tv, e
della sua Telekom, tranne che qualche glabro risibile accenno,
spalmato
tra le righe, tutti tacciono. Tace il Corriere, tace la Stampa e tace
la Compagnia imbrogliante dei Poteri Forti. Il Triangolo de le
Zozzerie: Milano - Arcore - Novara - Melzo - Roma -
Giuliana D’Olcese

IRAQ. TREDICI IMPICCAGIONI PER TERRORISMO - 9 marzo 2006: “Le
autorità
competenti hanno eseguito oggi le condanne a morte di 13 terroristi”,
rende noto un comunicato del Governo iracheno. Nel comunicato –
riferisce l’agenzia Ap – compare il nome di uno solo degli impiccati,
Shukair Farid, un ex poliziotto della città settentrionale di Mosul.
L’ uomo avrebbe confessato di aver aiutato elementi siriani nel
reclutare altri iracheni al fine di uccidere poliziotti e civili. Farid aveva
“confessato di essere stato reclutato da alcuni stranieri al fine di
seminare terrore attraverso omicidi e sequestri”, si legge nel
comunicato governativo. “I 13 terroristi sono stati processati in
diversi tribunali. Questi processi sono iniziati nel 2005 e terminati
nell’anno in corso”, ha dichiarato un funzionario del Supremo
Consiglio di Giustizia, parlando dietro condizione di anonimato per paura di
vendette da parte degli insorti. Le esecuzioni – conclude il
funzionario – sono state effettuate a Baghdad. Tra le 13 persone
impiccate c’è anche una donna, rende noto il Los Angeles Times,
riportando le dichiarazioni di Bassam Ridha, consigliere del primo
ministro iracheno Ibrahim Al-Jaafari. Ridha, che ha assistito alle
esecuzioni, ha aggiunto che queste ultime sono state filmate ed hanno
avuto luogo in una località segreta di Baghdad. Prima delle
impiccagioni, cui hanno assistito anche un giudice ed alcuni
religiosi, ai 13 prigionieri è stato concesso un ultimo pasto e un pò di tempo
per pregare. Dovevano essere giustiziati anche altri tre prigionieri, ha
concluso Ridha, ma non è stato possibile portarli nella capitale per
problemi legati alla sicurezza. Sarebbero centinaia i detenuti nel
braccio della morte di Baghdad, riferisce lo stesso giornale. Sulle
esecuzioni avvenute in Iraq, Sergio D’Elia – Segretario di Nessuno
tocchi Caino – ha dichiarato: “La notizia delle 13 esecuzioni
rappresenta invece che una soluzione di continuità rispetto al regime
di Saddam, un ritorno evidente ad un passato orribile che rischia di
pregiudicare il futuro di un Iraq democratico e civile. Poiché la
questione della pena di morte attiene al rispetto dei diritti umani
sta a noi, paes abolizionisti, scongiurare che, dietro l’alibi del
principio della non ingerenza negli affari interni, si dia copertura
a regolamenti di conti interni all’Iraq, ad una giustizia che rischia
di essere vendicativa e spietata. I governi abolizionisti e le stesse
Nazioni Unite, nel loro cooperare in materia giudiziaria o di polizia
con le autorità irachene - conclude il Segretario dell’associazione -
devono e porsi e manifestare chiaramente un limite, quello della non
collaborazione all’applicazione della pena di morte.
Il 1° settembre 2005 sono state effettuate in Iraq le prime
esecuzioni dalla caduta del regime di Saddam Hussein. Quella volta sono stati
impiccati i tre cittadini iracheni Byan Ahmad al Jaf, taxista curdo
trentenne, ed i sunniti Oudai Dawud al Dulaimi, costruttore
venticinquenne, e Taher Jassem Abbas, macellaio di 44 anni. Ritenuti
appartenenti all'Ansar al Sunna, gruppo islamico legato ad Al Qaeda,
erano stati condannati da una corte della città sciita di Kut per il
rapimento e uccisione di agenti di polizia, oltre che per violenza
sessuale su donne irachene.
CINA. PENA DI MORTE PER GLI SCIPPATORI DEL GUANGDONG - 28 febbraio
2006: i tribunali della provincia cinese del Guangdong potranno
punire
con la pena di morte gli scippatori che usano violenza, ha annunciato
il vice-presidente della locale Alta Corte del Popolo, Chen Huajie.
La decisione discende da una nuova interpretazione giuridica, secondo
cui tutti i tipi di scippo violento effettuati da motociclisti vengono
equiparati alla “rapina”. La pena minima per lo scippo sarà portata a
tre anni di reclusione, che attualmente costituisce la sanzione
massima. E’ evidente il legame tra la decisione delle autorità e la
crescente paura dei cittadini per il costante aumento degli scippi
nella provincia del Guangdong. L’annuncio dell’Alta Corte è stata
accolta da dubbi e critiche, non solo all’esterno della Cina.
“Possiamo
davvero dare la pena di morte ad un ladro di borsette?”, chiede il
professore Dong Likun dell’Università Shenzhen nel Guangdong,
riportato
dal South China Morning Post del 28 febbraio. Le periodiche campagne
‘Colpire duro’ contro il crimine – aggiunge il professore – conducono
ad errori giudiziari. In Cina sono circa 8.000 le persone giustiziate
ogni anno, ha dichiarato il 17 febbraio Liu Renwen, professore dell’
Accademia delle Scienze Sociali cinese, dicendosi d’accordo con la
“stima” che circola in ambiente accademico. “Nel Paese – ha ricordato
Liu intervenendo al Club dei Corrispondenti stranieri – i numeri
relativi a condanne a morte ed esecuzioni costituiscono segreto di
stato. Solo la Corte Suprema ne conosce il numero esatto”. In merito
alla decisione del governo cinese di restituire alla Corte Suprema
del
Popolo il potere esclusivo di approvare le condanne a morte, Liu ha
detto che le autorità stanno incontrando la resistenza delle Corti di
grado inferiore. “I governi locali – spiega il professore – pensano
che
la gestione della sicurezza pubblica sia uno strumento utile, che non
vogliono perdere. In che tempi la Corte Suprema del Popolo potrà
riprendersi questo potere esclusivo resta ancora un interrogativo”.
La
sessione annuale del Parlamento, che si apre il 4 marzo,
difficilmente
raccoglierà gli sforzi della Corte Suprema di riappropriarsi di
questo
potere esclusivo, ha concluso Liu.

YEMEN. PUBBLICA VIGNETTE SU MAOMETTO, ACCUSA CHIEDE PENA DI MORTE - 8
marzo 2006: i rappresentanti dell’accusa hanno chiesto la pena di
morte
per il caporedattore del giornale yemenita che ha pubblicato le note
vignette su Maometto. Muhammad al-Asadi, dello Yemen Observer, era
stato arrestato dopo che, nel mese scorso, il suo giornale aveva
mostrato le vignette pubblicate in origine da un giornale danese.
Imputato di aver offeso L’Islam, al-Asadi respinge le accuse. Contro
lo
Yemen Observer, giornale in lingua inglese, è stata sospesa l’
autorizzazione per le pubblicazioni, nonostante il suo staff continui
a
produrre materiale online. I legali impegnati in una causa civile
contro il giornale – in aggiunta al processo penale – hanno citato
precedenti dalla storia Islamica, secondo cui l’omicida di una donna
che aveva offeso Maometto fu lodata dallo stesso Profeta. L’accusa ha
chiesto che lo Yemen Observer venga definitivamente chiuso, oltre
alla
confisca dei suoi beni e delle sue risorse. Il processo è stato
aggiornato al 22 marzo. Lo Yemen applica la pena di morte per una
serie
di reati tra cui stupro, omicidio, reati sessuali e atti contrari all’
Islam. Gli art. 263 e 264 del Codice Penale del 1994 prescrivono 100
frustate per rapporti sessuali fuori dal matrimonio; gli art. 283 e
289
ne prescrivono 80 per consumo di alcool e per diffamazione. In caso
di
adulterio la pena è la lapidazione. L’ultima esecuzione nota nello
Yemen risale allo scorso 27 febbraio, quando Abed Abdulrazzak Kamel è
stato fucilato in carcere nella provincia di Ebb, alla presenza di
funzionari della prigione, della polizia e della magistratura.
Era stato condannato a morte nel 2003, per gli omicidi di tre
operatori medici statunitensi nell’ospedale della missione Battista
di
Jibla, 170 km a sud della capitale Sanaa. Nel corso del processo, l’
imputato avrebbe dichiarato di averli uccisi pensando che volessero
convertire dei musulmani yemeniti. Più che per ragioni religiose,
per
le autorità si tratterebbe di un crimine con motivazioni politiche,
dal
momento che Kamel avrebbe avuto legami con la rete di al-Qaeda.
USA. SOSPESE TRE ESECUZIONI FEDERALI - 7 marzo 2006: il giudice
distrettuale Usa Ellen Segal Huvelle ha sospeso le esecuzioni di tre
prigionieri del braccio della morte federale, le cui esecuzioni erano
previste per maggio. L’ordine del giudice Huvelle rinvia le
esecuzioni
a tempo indeterminato ed è il risultato della sfida legale mossa dai
tre detenuti, James H. Roane Jr., Richard Tipton, e Cory Johnson,
contro l’iniezione letale. È almeno la sesta volta, da gennaio, che
esecuzioni vengono sospese dopo la presentazione di ricorsi contro il
metodo dell’iniezione letale. Nel ricorso federale presentato dagli
avvocati si contesta la costituzionalità dell’iniezione letale:
mentre
uno dei farmaci usati “dovrebbe presumibilmente rendere i condannati
insensibili al dolore, in realtà può mettere, e di fatto
semplicemente
mette, un ‘velo chimico’ su un dolore straziante, lasciando i
condannati consci ma bloccati in un corpo paralizzato, con il dolore
del soffocamento e dell’attacco di cuore. Allo stesso tempo, questo
‘cocktail’ rende impossibile a chi assiste all’esecuzione di
riconoscere e prevenire il dolore gratuito e la sofferenza inflitta
ai
condannati.” L’ordine del giudice Huvelle sospende il ricorso
federale,
in attesa che la Corte Suprema Usa decida su un caso simile. Si
tratta
del caso della Florida Hill contro McDonough, il cui dibattimento è
previsto per il prossimo 26 aprile. Mentre attendono la decisione
della
Corte Suprema, i legali di Roane, Tipton, e Johnson hanno inoltrato
richiesta di grazia al Presidente Bush.
OLANDA. GAY IRANIANI A RISCHIO DI RIMPATRIO - 3 marzo 2006: il
ministro per l’Immigrazione olandese Rita Verdonk ha deciso di far
riprendere i rimpatri verso l’Iran dei gay iraniani richiedenti
asilo,
riferisce l’agenzia Afp citando una lettera che lo stesso Ministro ha
inviato al Parlamento. Con questa decisione, la Verdonk cancella la
sospensione di sei mesi dei rimpatri, precedentemente stabilita dalle
autorità olandesi. La sospensione era stata stabilita dopo la
notizia,
risalente a luglio 2005, dell’impiccagione in Iran di due giovani
omosessuali. Per il Ministero dell’Immigrazione olandese, Teheran ha
invece chiarito che l’esecuzione dei due ragazzi non fu legata alla
loro omosessualità, ma perché giudicati colpevoli del sequestro e
stupro di un minore. “Non c’è traccia di esecuzioni o condanne
capitali emesse in Iran sulla base della sola omosessualità di un imputato”, è
scritto nella lettera. L’omosessualità – aggiunge il testo – non è
mai il principale capo d’accusa nei confronti di un imputato. La legge
iraniana prevede la condanna a morte per il “reato” di sodomia
consensuale, qualora l’atto venga ripetuto e l’imputato sia
riconosciuto come adulto sano di mente. Nonostante queste leggi –
dice la Verdonk – le ricerche condotte dal Ministero Esteri olandese
mostrano che “non è completamente impossibile per i gay muoversi all’
interno della società iraniana, sebbene sia importante non parlare
troppo apertamente del proprio orientamento sessuale”. L’
organizzazione olandese per i diritti dei gay COC ha bollato la decisione del
Ministero come “rivoltante”. Il Ministro – accusa il COC – ha basato
troppo la propria decisione sulle spiegazioni fornite da Teheran e
troppo poco sulla situazione reale.

news 13 marzo - seconda parte

LES PUTES INTERROMPONO DIBATTITO ABOLIZIONISTA
Dopo avere occupato un ufficio di collocamento chiedendo un lavoro,
dal momento che sono impossibilitate a svolgere il loro, e dopo avere
“adescato” i passanti davanti al Matignon chiedendo le dimissioni del
Ministro degli Interni Sarkozy, buono solo ad incentivare fobie e
disordini, la nostre amiche Les Putes di Parigi continuano la loro
fiera e determinata lotta per ottenere l’abrogazione dell’indecente
normativa che criminalizza le-i sex workers consegnandole-i alle
vessazioni delle forze dell’ordine e degli uomini violenti. Lo
scorso 8 marzo, le nostre amiche parigine hanno protestato vivacemente ad un
convegno sulla prostituzione, interrompendolo, perché è stato loro
impedito di intervenire. Mi ricorda qualcosa tutto questo! Forse l’
Universtitas Lateranensis dove…….!
Brave ragazze! La Francia, culla dei Diritti dell’Uomo, dovrebbe
essere orgogliosa di voi!

Maria Ornella Serpa Co.Di.Pe.P. – ROMA
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)

COPPIA OMOSESSUALE ESPATRIA PER SPOSARSI
Belgio (unioni) La prima coppia omo in Francia espatria per sposarsi. Dominique
Adamski, 52 anni, e Francis Dekens, 60 anni, si sono sposat** venerdì
24 febbraio, a Mouscron, in Belgio. I due di Lille, che, nel 1999,
erano stati i primi omosessuali pacsati in Francia, si sono detti
"sì" dopo 26 anni di vita comune. La coppia ritiene infatti che il Pacs
non offra le stesse garanzie del matrimonio. "Se Francis prende la
malattia di Alzheimer, non posso diventa re il suo tutore", sostiene
Dominique. Ma, non potendo sposarsi in Francia (le pressioni su Noel
Mamère a seguito del matrimonio di Bègles hanno fatto cedere il
sindaco di Marseillan, che aveva inizialmente dato il suo accordo per
sposarli, leggere Tetu del 3 giugno 2004), hanno eletto domicilio, in luglio
scorso, in Belgio, paese che autorizza il matrimonio delle coppie
dello stesso sesso dal 2003.
"Abbiamo scelto di sbattere la porta a questo governo che non vuole
intendere nulla." Non abbiamo sbattuto la porta alla Francia ma
abbiamo deciso di sposarsi dove era possibile ", ha dichiarato Dominique
Adamski." Se la coppia è certamente felice di sposarsi, si rammarica
tuttavia di avere dovuto espatriare per farlo.
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

LIBERI TUTTI 14 MARZO 2006
La pagina di liberi tutti del 14 marzo pubblicata nel settore cultura
de l'Unità si occupa della realtà trans apre con un fatto di cronaca
messo in luce dal sito http://www.crisalide-azionetrans.it/ una
persona trans brasiliana seviziata e uccisa da un gruppo di 14 ragazzi a
Oporto in Portogallo i ragazzi erano ospiti di un Istituto per la protezione
dell'Infanzia e hanno confessato le associazioni trans hanno diffuso
la notizia lamentando l'atteggiamento della stampa del Portogallo che ha
teso a tacere la condizione di transessualità della vittima. In
pagina si affronta anche la rappresentazione culturale del fenomeno trans
che trova una buona accoglienza nel pubblico attraverso il film
Transamerica lo spettacolo teatrale Concha Bonita il libro Gli
svergognati. In una breve notizie, segnalazioni e appuntamenti
Delia Vaccarello

08 marzo 2006

news 8 marzo - seconda edizione - seconda parte

GAYLIB LAZIO: LE FRASI DI DESIDERI CONTRO I PACS CONTRAVVENGONO ALLO SPIRITO DI
APERTURA CHE FU DELLA LISTA STORACE
GayLib Lazio prende formalmente le distanze dalle affermazioni
moralistiche contro i Pacs rilasciate dal capogruppo alla Regione
Lazio
della Lista Storace, Fabio Desideri in seno al dibattito sugli
emendamenti al Bilancio regionale, nei quali potrebbe essere
contenuta
l’attribuzione di fondi alle coppie di fatto, ad oggi discriminate
dalla legge sulla famiglia approvata dal Consiglio regionale del
Lazio
ai tempi dell’amministrazione di centrodestra. “Le frasi e il metodo
spicciolo con cui Fabio Desideri liquida l’importante realtà sociale
rappresentata dalle coppie di fatto gay ed eterosessuali – affermano
dal direttivo di GayLib – colpisce e ferisce particolarmente la
nostra
associazione che all’inizio della campagna elettorale per le
Regionali
2005, sulla scorta di aperture alla tematica gay da parte dell’allora
governatore Francesco Storace, aveva avviato un interessante
confronto
interno alla destra per andare avanti nel meritorio impegno di
superare
i confini della Casa delle Libertà. Desideri oggi mette una pietra
tombale su quell’ impegno e viene meno allo spirito che lo stesso
ministro Storace aveva voluto dare alla sua lista regionale di cui
Desideri è fortunosamente divenuto capogruppo. Purtroppo – conclude
la
nota – dobbiamo dire che non ci stupisce più di tanto tutto ciò alla
luce della piega reazionaria, ipercattolica e persino un po’ ipocrita
oltre che socialmente cieca con la quale i leader della Cdl hanno
voluto marchiare a fuoco persino il programma elettorale nazionale”.

GayLib Lazio
Referente
Christian Poccia
3334956683
COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA

ROMA: martedì 14 marzo 2006 ORE 21.30, APERTURA DELLA CAMPAGNA
ELETTORALE DI RADICALI ROMA PER LA RNP, CON DANIELE CAPEZZONE

L’Associazione Radicali Roma invita iscritti, militanti e
simpatizzanti martedì 14 marzo 2006, ore 21.30 al BALIC, in via degli
Aurunci 35 (zona San Lorenzo) per l’apertura della campagna
elettorale
per LA ROSA NEL PUGNO Interverranno: Daniele Capezzone segretario di
Radicali Italiani e membro della segreteria della Rosa nel Pugno
Diego
Sabatinelli segretario dell’Associazione Radicali Roma e
coordinatore
della Rosa nel Pugno nel Lazio A seguire: musica dal vivo dei
“FAREWELL” DJ SET GABRIELE FRONGIA. Ingresso: 8 Euro consumazione
inclusa Si prega segnalare la propria partecipazione alla serata
inserendo il proprio nominativo nel link "14/3 Inizio campagna
elettorale: aderisci anche tu" alla pagina http://www.radicaliroma.
com/869 . Ti chiediamo di far girare il più possibile questo invito
e
di essere presente alla serata, magari portando anche molti amici,
il
tuo AIUTO è fondamentale. Grazie

Info: Alessandra 339.1582226 – Giampiero 339.2980589 –
Katia 338.3864539

TRANSESSUALI E CARCERE
Giustizia, Transessuali in carcere: L’Italia faccia anch’essa il
piccolo passo: dia loro la possibilità di scegliere
• Dichiarazione di Salvatore Ferraro membro dell’associazione “Il
detenuto Ignoto” e della giunta di Radicali Italiani
Il problema dei transessuali in carcere. La Spagna, anche in questo,
ha fatto un passettino avanti prima di noi. E la cosa, a questo
punto, non fa certo più notizia. Vale la pena, però sottolineare che, in
Italia, la questione, delicata, ha da più di un dec ennio accarezzato
le scrivanie di chi di dovere, tramite carte, appelli, progetti
provenienti dalla penna e dalla voce di educatori, cappellani, agenti
penitenziari, assistenti sociali e altresì detenuti. Da un decennio
si
sottolinea come la scelta di destinare i detenuti transessuali in
carceri maschili in reparti frequentati, quindi, esclusivamente da
uomini, per quanto secondo normativa con tutte le accortezze atte a
tutelare il massimo di discrezione e privacy (solitamente un
cancelletto divisorio tenuto aperto quasi tutto il giorno), non tiene
conto delle tanti dinamiche emotive, giuridiche che caratterizzano il
rapportarsi di queste personalità con il resto della comunità
carceraria. E che per queste e molte altre ragioni debba
considerarsi,
quantomeno, inappropriata. Se non, più realisticamente, devastante.
Numero 1: il carcere non riconosce la transessualità. Al detenuto
transessuale ci si rivolge sempre al maschile. A dispetto della sua
identità e personalità, completamente femminili, l’assenza di un’
istituzionalizzazione del genus lo condanna a una classificazione
penitenziaria come “uomo” e a una galera che, oltre alla privazione
della libertà, prevede la moltiplicazione delle vessazioni e delle
discriminazioni a suo carico. Risultato:Il numero dei transessuali
detenuti suicidi è in proporzione altissimo come altissimo, sempre in
proporzione, il numero dei detenuti transessuali quotidianamente
dediti
all’autolesionismo. Come altissimo è il costo umano di personalità,
sicuramente più fragili, intimamente e psicologicamente distrutte da
questo brutale trattamento irriguardoso e disprezzante di un’identità
sessuale. Destinare il transessuale detenuto in un carcere femminile
potrebbe/dovrebbe essere un piccolo momento di maggiore garanzia per
il
rispetto della sua personalità. Ma, ripetiamo, solo un piccolo passo.
Perché la questione transessuale e specificamente il loro avvio alla
“devianza” ha un suo centralissimo problema che meriterebbe ben altro
tipo di soluzione. Il campione statistico a nostra disposizione,
infatti, dice chiaramente che il “percorso criminale” del
transessuale
è segnato dalla sua disperata rincorsa al denaro sufficiente per
approdare all’operazione per cambiare sesso. E’ un percorso che
comincia molto spesso con la prostituzione, succedaneamente con lo
spaccio di droga. Un investimento nel piccolo crimine per poter
ritrovare la propria identità sessuale. Un costo sinceramente troppo
alto. Forse, allora, bisognerebbe intervenire in maniera diversa. Una
nuova legge, forse. Un potenziamento delle strutture di supporto
scientifico. La possibilità di accedere gratuitamente all’intervento.
Scelte giuste, opportune, forse anche convenienti. In attesa, sempre,
che si faccia il primo piccolo, piccolo passo.

FONTE: Sergio Rovasio s.rovasio@radicali.it
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

news 8 marzo - seconda edizione

PACS: PRODI SCRIVE AD ARCIGAY E ARCILESBICA, “CON VOI E NON SENZA DI
VOI”
LA ASSOCIAZIONI “VOTEREMO PARTITI PRO-PACS PER SCONFIGGERE
BERLUSCONI,
MA CONTINUEREMO A FARCI SENTIRE FINO ALL’EGUAGLIANZA GIURIDICA”
Romano Prodi scrive ad Arcigay e Arcilesbica a proposito del Pacs:
“Vogliamo percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in
grado di portare a un riconoscimento pieno ed effettivo dei diritti
delle persone che fanno parte delle unioni di fatto”. “Apprezziamo il
rinnovato impegno di Prodi, anche se finora non è stato condiviso da
tutte le forze dell’Unione” replicano i presidenti delle due
associazioni. “Voteremo quei partiti che hanno ribadito il loro
accordo
sul Pacs, perché la priorità è mandare a casa il governo Berlusconi,
che ha offeso profondamente la dignità di gay e lesbiche. Tuttavia la
nostra voce non mancherà di farsi sentire forte e chiara per
reclamare,
come ci è dovuto da uno Stato che osi dirsi democratico, la piena
uguaglianza giuridica e la piena inclusione civile e sociale”. Il
leader del centro sinistra ha indirizzato ai presidenti di Arcigay e
di
Arcilesbica, Sergio Lo Giudice e Francesca Polo, una lettera in cui
invita a mettere da parte le polemiche delle scorse settimane e a
lavorare insieme alla vittoria dell’Unione. “Quello che Vi chiedo di
riconoscere – scrive Prodi dopo avere richiamato l’insoddisfazione
del
movimento omosessuale per il risultato raggiunto al tavolo dell’
Unione
sulle coppie di fatto – è comunque la determinazione, mia e di ogni
componente della coalizione, la presa d’impegno, a voler percorrere
insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in grado di portare a
un
riconoscimento pieno ed effettivo di questi diritti”. A questo
impegno
a tenere conto delle richieste delle associazioni gay e lesbiche,
Prodi
fa seguire una richiesta: “Costruiamo dunque insieme in queste
settimane che ci separano dal voto, le condizioni migliori per
vincere,
che risiedono essenzialmente nella coesione e nella compattezza della
coalizione”. “Chiederemo che non un nostro voto vada a sostegno delle
destre e che sia messa da parte ogni tentazione astensionistica –
rispondono Polo e Lo Giudice -, nonostante la forte delusione di
questi
giorni. Lo faremo senza rinunciare al nostro ruolo: quello di un
movimento di liberazione che reclama la fine di odiose ed
anacronistiche discriminazioni causate da un tratto fondamentale
della
nostra identità. Una situazione che, come ci ha ricordato poche
settimane fa il parlamento europeo nella sua Risoluzione contro l’
omofobia, è paragonabile al razzismo, all’antisemitismo, alla
xenofobia”.
Ufficio stampa Arcigay: Luigi Valeri
LA LETTERA DI ROMANO PRODI AD ARCIGAY E AD ARCILESBICA
Cara Polo, caro Lo Giudice, prendo atto con estrema considerazione e
serietà della vostra insoddisfazione circa il compromesso raggiunto
in
sede di redazione del programma su una materia cara a Voi, ma Vi
assicuro, non solo a Voi, come quella del riconoscimento giuridico di
diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle
unioni di fatto. Quello che Vi chiedo di riconoscere è comunque la
determinazione, mia e di ogni componente della coalizione, la presa d’
impegno, a voler percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il
cammino in grado di portare a un riconoscimento pieno ed effettivo di
questi diritti. Quello che Vi chiedo è dunque di essere consapevoli
che
un argomento simile, per essere discusso, per essere sviluppato,
approfondito, non ha bisogno di chiasso, non ha bisogno di polemiche,
ma del dialogo piano e ponderato, pacato e non urlato, tra persone
che
hanno a cuore, veramente, il bene dell’Italia. Io so che voi questo
avete a cuore, io so che voi avete a cuore la nostra vittoria;
costruiamo dunque insieme in queste settimane che ci separano dal
voto,
le condizioni migliori per vincere, che risiedono essenzialmente
nella
coesione e nella compattezza della coalizione. Confidando nella
Vostra
lungimiranza. Con stima e gratitudine. Con molta amicizia
Romano Prodi
Roma, 1 marzo 2006
Gentilissimi Sergio Lo Giudice Presidente nazionale Arcigay,
Francesca Polo Presidente nazionale Arcilesbica
Via Don Minzoni 18 40121 Bologna.
LA RISPOSTA DEI PRESIDENTI DELLE DUE ASSOCIAZIONI
Bologna, 8 marzo 2006
Caro Prodi, siamo consapevoli dell’impegno Tuo e della gran parte
delle forze dell’Unione (Italia dei Valori, Pdci, Rosa nel Pugno,
Verdi, Rifondazione, Ds) per una legge sulle unioni civili che dia
riconoscimento giuridico pubblico anche alle coppie gay e lesbiche
italiane che, a differenza di quanto avviene in tutti gli altri
grandi
Paesi europei, rimangono prive di qualunque tutela. Sappiamo che la
stessa determinazione non è condivisa da tutte le forze che
compongono
l’Unione e che Udeur e Margherita non sono state disponibili a
inserire
quegli impegni nel programma comune. Così la formulazione adottata
risulta del tutto insoddisfacente, perché non affronta il nodo della
creazione di un nuovo istituto giuridico. Prendiamo atto con grande
favore del Tuo impegno affinché l’intera coalizione dell’Unione si
relazioni con la nostra comunità e le sue legittime istanze nel
cammino
verso un riconoscimento pieno dei nostri diritti di cittadinanza. Fin
qui ciò non è avvenuto ed è per questo che noi, con amarezza, non
possiamo riconoscerci nel programma dell’Unione. Per questo le nostre
bandiere non sventoleranno insieme alle vostre nelle piazze italiane,
come avremmo voluto, in questi faticosi giorni che ci separano dalle
elezioni politiche. Certo è che non verrà meno il nostro impegno
affinché l’attuale maggioranza di governo, la più liberticida della
storia repubblicana, se ne vada, perchè questa è la condizione stessa
affinché in questo Paese si torni a parlare di diritti. Esponenti di
primo piano del governo Berlusconi, come i ministri Calderoli,
Tremaglia e Buttiglione, hanno offeso profondamente la dignità di gay
e
lesbiche. Quella coalizione include oggi formazioni neofasciste che
si
sono distinte per violenze verbali, minacce e aggressioni nei nostri
confronti. La vittoria di quella parte politica, che pure contiene
alcuni esponenti autenticamente liberali, sarebbe la vittoria dei
nostri acerrimi nemici. Per questo motivo chiederemo che non un
nostro
voto vada in quella direzione e che sia messa da parte ogni
tentazione
astensionistica, nonostante la forte delusione di questi giorni. Come
ci ricorda Umberto Eco, non c’è scontento, per quanto fondato, che
possa superare il timore e l’indignazione per lo scempio della
democrazia in atto. Per questo noi voteremo, comunque, quei partiti
dell’Unione che hanno ribadito di condividere le nostre richieste. Lo
faremo senza rinunciare, anzi dandovi maggior vigore, al nostro
ruolo:
quello di un movimento di liberazione che reclama la fine di odiose
ed
anacronistiche discriminazioni basate su un tratto fondamentale della
nostra identità. Una situazione che, come ci ha ricordato poche
settimane fa il Parlamento europeo nella sua Risoluzione contro l’
omofobia, è paragonabile al razzismo, all’antisemitismo, alla
xenofobia. Noi daremo il nostro contributo per salvare il Paese da
uno
sfacelo democratico, ma la nostra voce non mancherà di farsi sentire
forte e chiara, ora e più avanti, per reclamare, come ci è dovuto da
uno Stato che osi dirsi democratico, la piena uguaglianza giuridica e
la piena inclusione civile e sociale. Con la consueta stima,

Francesca Polo Presidente nazionale ArciLesbica
Sergio Lo Giudice Presidente nazionale Arcigay

COMUNICATO STAMPA BABILONIA
"I Democratici di Sinistra sostengono e, come è noto, sono favorevoli
ai Pacs. Noi continuiamo a pensare che sarebbe la soluzione
adeguata".
E’ quanto afferma, in una lunga e articolata intervista al mensile
storico degli omosessuali “Babilonia”, il segretario nazionale dei
Ds,
Piero Fassino. Perché i Ds hanno accettato questa mediazione? "Perché
¬
risponde Fassino ¬ in ogni caso c’è un punto per noi irrinunciabile
che
è stato salvaguardato; ed è l’impegno del futuro governo di
centrosinistra a introdurre nella legislazione italiana, strumenti di
tutela giuridica, ripeto: giuridica, di riconoscimento di tutela per
coloro che hanno scelto la convivenza delle coppie di fatto. Noi
lavoriamo perché questi riconoscimenti, queste tutele giuridiche, si
avvicinino il più possibile ai Pacs, ai contenuti dei Pacs". E con la
Margherita? " anche sul Pacs dobbiamo discutere. Sia chiaro: a
nessuno
può essere riconosciuto il diritto di veto, ma è un dovere tenere
conto
dei pareri di tutti e cercare delle sintesi che siano condivisibili",
replica il segretario Ds. Sui transfughi verso la Rosa nel Pugno
dice:
"Scelte individuali; anche se dimettersi da qualcosa per candidarsi
in
qualcos’altro, non fa un bell’effetto". Nella lunga intervista, l’
onorevole Fassino affronta anche il tema delle guerre di religione,
le
priorità dell’Unione in politica estera e l’Italia governata da
Berlusconi, senza tralasciare il rapporto tra Chiesa e diritti civili.

Babilonia” , in questa edizione straordinaria dedicata al Pacs ed
elezioni sarà distribuita gratuitamente in tutti i luoghi di ritrovo
omosessuale, sedi dei movimenti, piazze italiane, librerie e circoli.
Chi non lo trova, può richiederlo alla redazione. La rivista apre con
una storia dettagliata del Pacs e, dopo l’intervista a Piero Fassino,
le riflessioni dell’onorevole Franco Grillini, del presidente
Arcigay,
Sergio Lo Giudice e per Arcilesbica, Cristina Gramolini. "Con questa
iniziativa rivolta non solamente agli omosessuali, vogliamo far
capire
alla gente l’importanza del Pacs che non scardina la famiglia ma
arricchisce di democrazia la nostra società. Il voto omosessuale sarà
in questo senso e la nostra rivista, pur non schierandosi, appoggia
quelle forze politiche che intendono spendersi per il Pacs e per
nuove
leggi antidiscriminatorie", dichiara Mario Cirrito, responsabile
attualità del mensile omosessuale.

LETTERA ALL’ONOREVOLE CASTELLI VEDOVE NERE
Onorevole dott. Castelli, le scriviamo questa missiva il giorno della
festa della donna, per scusarci a nome di tutte le femmine italiane,
europee e mondiali, dello stupro brutale perpetrato ai suoi danni da
parte di nostre colleghe. E che lei ha così dignitosamente raccontato
negli studi di Porta a Porta. Sconvolte da tale evento, che
imputiamo
interamente alle assurde pretese di emancipazione del genere
femminile,
avremmo voluto allegare alla presente la somma di € 3 per rimborsarla
dei danni materiali alla sua t-shirt, visto che i danni morali sono
sicuramente incommensurabili. Porgendole scuse infinite ci
dissociamo
da tali atti violenti che ci fanno vergognare di appartenere al
genere
femminile e aggiungiamo però a difesa di noi oneste cittadine che
essere una donna non è solo riempire una minigonna. Con infinita
stima, rispetto e prostrazione

Le Vedove Iene

news 8 marzo - seconda parte

GLI ORDINI DEL GIORNO PRESENTATI AL CONGRESSO CGIL
Laicità dello Stato - Le vicende relative all’approvazione della
legge
40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, il dibattito e le
iniziative che ne sono seguite, ma anche i dibattiti relativi alla
difesa della legge 194/1978, alla proposta di legge sul pacs, alla
questione più generale della libertà di ricerca scientifica, hanno
evidenziato come il principio della laicità dello stato sia un valore
tutt’altro che scontato,sia in merito al suo significato che alla sua
concreta attuazione nella vita politica dello stato italiano. In un
momento nel quale le sfide della società multiculturale inducono
taluni
ad ergere barriere ed a ridefinire il significato stesso della
nozione
di laicità, é necessario richiamarsi ai principi fondanti della
nostra
Costituzione ed ai valori che storicamente hanno ispirato la
costruzione di una società laica e plurale, e che oggi paiono talora
essere messi in discussione. Le delegate e i delegati del 15°
congresso
nazionale della CGIL riaffermano pertanto il principio della laicità
dello stato come valore fondante dello stato italiano ed auspicano il
continuo impegno dell’Organizzazione in ogni iniziativa per l’
affermazione di tale principio, per la sua concreta realizzazione
nella
vita politica, e per la difesa delle conquiste in tal senso ottenute
da
parte della società italiana. In particolare, rispetto all’attività
politica di questi ultimi anni, emergono i seguenti punti specifici:
1)
Norme antidiscriminatorie - L’attuazione minimale da parte del
Governo
della Direttiva 2000/78/CE che prevedeva strumenti positivi per la
tutela dei diritti di lavoratori e lavoratrici e stabiliva un quadro
generale per la lotta alle discriminazioni dirette e indirette
fondate
sulla religione, le convinzioni personali, l'handicap, l'età, l’
orientamento sessuale allo scopo di rendere effettivo negli Stati
membri il principio della parità di trattamento e garantire pari
condizioni di lavoro, di accesso al lavoro, di retribuzione, pone
questioni e sfide vitali per la difesa delle lavoratrici e dei
lavoratori a rischio di discriminazione. Tale impianto
antidiscriminatorio é stato ulteriormente e gravemente indebolito
dalla
riforma del mercato del lavoro, le cui istanze di flessibilità “a
senso
unico” pongono oneri enormi a carico di alcune categorie di
lavoratrici
e lavoratori. La mancata discussione in questi anni circa l’
introduzione di norme antidiscriminatorie sulla base dell’
orientamento
sessuale e dell’identità di genere che offrano la stessa protezione
oggi già riconosciuta ad altri gruppi ha inoltre impedito quel
necessario cambiamento nella società allo scopo di garantire pari
dignità a tutte le persone.
Nell’ambito di una revisione della riforma del mercato del lavoro e
dell’attuazione di politiche antidiscriminatorie coerenti con i suoi
principi e valori, i delegati e le delegate del 15° Congresso
Nazionale
della CGIL chiedono all'Organizzazione di impegnarsi sul piano
sociale
e politico affinché il decreto legislativo 216/2003 di attuazione
della
suddetta direttiva sia riformato conformemente ai principi ispiratori
e
alle previsioni della norma comunitaria, considerata la fondamentale
importanza di tale norma per la tutela dei lavoratori e delle
lavoratrici omosessuali. I delegati e le delegate del 15° Congresso
Nazionale della CGIL impegnano inoltre l'Organizzazione
all'inserimento
di esplicite norme antidiscriminatorie nei contratti di lavoro ed
auspicano nella prossima legislatura la ripresa della discussione
parlamentare sull’introduzione di norme antidiscriminatorie sulla
base
dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere e di misure
contro
l’omofobia e la transfobia e l’istigazione all’odio omofobico e
transfobico. 2) Pluralismo delle forme familiari Il principio del
pluralismo delle forme familiari é un valore irrinunciabile per una
società laica ed europea. Un numero sempre crescente di paesi
europei (Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera,
Finlandia, Svezia, Norvegia, Islanda, Lussemburgo, Regno Unito,
Germania, Andorra, Repubblica Ceca) ha, per questa ragione,
introdotto
istituti volti al riconoscimento giuridico delle famiglie di fatto,
anche composte da persone dello stesso sesso, fino ad estendere a
queste ultime l’istituto matrimoniale. Il riconoscimento delle
diverse
forme di famiglia, a prescindere dall'esistenza del vincolo
matrimoniale, dal sesso o dall'orientamento sessuale dei partner,
rappresenta ormai un valore acquisito dalle società moderne in tutto
l’
occidente e costituisce il presupposto per il libero svolgimento
della
personalità degli individui, per il ripudio di pesanti
discriminazioni,
e per l’affermazione concreta della parità di trattamento di
cittadini
e cittadine. Il riconoscimento della pluralità dei diritti
patrimoniali ed extrapatrimoniali che ne deriva garantisce la parità
sostanziale di trattamento delle lavoratrici e dei lavoratori ed è il
presupposto per l'estensione ai partner dei diritti e dei benefici
oggi
previsti per i coniugi, sia a livello pubblico sia in ambito
aziendale.
Le delegate e i delegati del 15° congresso nazionale della CGIL
auspicano pertanto l’introduzione di istituti per il riconoscimento
giuridico delle famiglie di fatto allo scopo di affermare il
principio
di uguaglianza formale e sostanziale per tutte le persone, e
impegnano
l'Organizzazione a individuare nei contratti di lavoro criteri di
parità di trattamento per i partner della coppia non legalmente
riconosciuta. 3) Rispetto all’identità persona della persona
transessuale o transgender. L’attuale normativa vigente in materia di
rettificazione di attribuzione di sesso, ha certamente costituito un
traguardo importante per la nostra società, ma rimane problematica in
alcuni suoi aspetti in merito alla protezione del diritto all’
identità
personale e del diritto alla riservatezza delle persone transessuali
e
transgender. Lo stesso vale per le norme in materia di ordinamento di
stato civile riguardo al cambio del nome e dell’indicativo di genere.
Inoltre, la scarsa attenzione rispetto agli strumenti offerti dalle
norme in materia di parità di trattamento tra uomo e donna,
contrariamente a quanto espressamente indicato in più occasioni dalla
Corte di Giustizia europea, ha nel tempo pregiudicato una protezione
efficace contro la discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori
transessuali e transgender. Le delegate e i delegati del 15°
congresso
nazionale della CGIL auspicano pertanto interventi normativi volti a
tutelare il rispetto all’identità persona della persona transessuale
o
transgender in ogni fase del percorso di transizione, inclusa la
rettificazione degli atti dello stato civile indipendentemente dall’
intervento chirurgico di riattribuzione, e chiedono all’
Organizzazione
di impegnarsi per una adeguata applicazione delle norme in vigore in
materia di parità di trattamento tra uomo e donna allo scopo di
garantire la protezione da ogni forma di discriminazione nei
confronti
delle lavoratrici e dei lavoratori transessuali e transgender. 4)
Norme
in materia di prostituzione Nel corso dell’attuale legislatura sono
state avanzate proposte legislative, fortunatamente senza esito, allo
scopo di disciplinare la prostituzione che avrebbero gravemente
pregiudicato la libertà personale, la dignità e la sicurezza di donne
e
uomini. A tal riguardo, i delegati e le delegate del 15° Congresso
Nazionale della CGIL ritengono doveroso un impegno
dell'Organizzazione
finalizzato a sostenere sul piano internazionale una efficace e
drastica azione contro la tratta, il traffico, la riduzione in
schiavitù di minori, di donne e di uomini costretti a prostituirsi
contro la propria volontà. Allo stesso tempo, i delegati e le
delegate
auspicano inoltre riforme legislative volte a creare condizioni che
affermino il principio dell'autodeterminazione e della tutela dei
diritti civili e sociali sia per chi voglia praticare la
prostituzione
in dignità, sia per chi decida di abbandonarla. É necessario di
conseguenza individuare e fornire gli strumenti affinché ambedue le
scelte siano possibili nel pieno rispetto dei diritti umani, civili,
sociali e di cittadinanza: in particolare occorre intensificare la
lotta contro ogni forma di discriminazione e pregiudizio, di
stigmatizzazione e di esclusione sociale che colpisce in modo più
doloroso immigrati e immigrate e i soggetti più deboli.Dr. Maria Gigliola Toniollo
CGIL Nazionale - Settore Nuovi Diritti
C.so d'Italia, 25 - 00198 Roma
tel. +39 06 84 76 390 - fax +39 06 84 76 337
e-mail: nuovidiritti@mail.cgil.it
www.cgil.it/org.dirittiLE DATE DI MASSIMO CONSOLI
Jean-Jacques Regis de Cambaceres (1753-1824)Oggi è l’8 marzo e faccio i miei migliori auguri alle amiche e
compagne donne, trans, travestite e a tutti/e coloro che sentono
questo
giorno come la loro ricorrenza più importante. E’ anche il giorno in
cui, nel 1824, moriva una delle persone più decisive nella nostra
storia, colui che segna lo spartiacque tra secoli di persecuzione
subita in silenzio, ed il risveglio di una comunità non più disposta
al
martirio. Ma potete saperne di più leggendo qui di seguito. Per
comprensibili problemi "tecnici" ho eliminato gli accenti, ma data l’
importanza del personaggio ritengo opportuno spiegare che, in realtà,
la "e" di Regis, si scrive con l’accento acuto, la prima "e" di
Cambaceres si scrive con l’accento acuto e la seconda "e" con l’
accento
grave. Il 18 ottobre 1753, a Montpellier, nasce il futuro
Arcicancelliere dell'Impero Francese, Jean-Jacques Regis de
Cambaceres.
Forse amante del giovane Napoleone, una volta raggiunto il potere
contribuirà a togliere dal Codice Penale francese ogni riferimento
alla
sodomia. Cambaceres comincia la sua carriera come oscuro avvocato di
provincia, ma aderisce da subito e con entusiasmo alla Rivoluzione
dell'89. Il 7 ottobre del '94 viene eletto Presidente della
Convenzione
mentre i suoi (numerosi) nemici, propongono all'art. 16 del progetto
di
Costituzione, che tutti i deputati siano "o sposati o vedovi", allo
scopo di toglierselo di torno, visto che "Tante Turlurette", come
l'ha
battezzato lo stesso Bonaparte con un nome che ricorda lo zufolo del
pastorello (ma è anche una sorta di "marameo"!) in tutto brilla meno
che in esibizionismi "virili". Ma l'avvocato riesce a non far votare
un
articolo così discriminante e dichiara che "si possono avere delle
ottime qualità, pur senza essere sposati". E' un grande passo in
avanti, quasi un coming out, visto che lui stesso, pochi mesi prima,
aveva scritto nella prefazione al suo progetto di Codice Civile, che
"il celibato è un vizio che il legislatore deve perseguire". Questo
perchéall'epoca, doveva fugare i sospetti che si addensavano sulla
sua
persona. Poi, visto che tutta Parigi ormai rideva delle avventure
maschili che lo vedevano protagonista, prese il coraggio a quattro
mani
e senza nessuna spiegazione cancellò la frase famosa: "se non è
sposato
o vedovo". La Costituzione viene approvata e Cambaceres si fa
eleggere
al Consiglio dei Cinquecento. Poi, sotto il Direttorio, elabora un
nuovo progetto di Codice Civile: il terzo di quei tempi burrascosi.
Napoleone lo nomina Ministro della Giustizia (dopo il 1803), e lo
vuole
a far parte del suo Triunvirato insieme a Charles-François Lebrun: i
francesi prenderanno gusto a chiamarli con il soprannome inventato da
Talleyrand: "Hic, Haec et Hoc" (oppure "Qui, Quae e Quod") cioè
"Questo
(Napoleone), Questa (Cambaceres) e Codesto (Lebrun)", dove "Hoc", in
latino, è... neutro). Il potere viene (non troppo) equamente
suddiviso
tra di loro: Napoleone è il più importante dei tre, mantiene ogni
potere decisionale, e si tiene ben stretto l'esercito; Lebrun viene
incaricato delle Finanze; Cambaceres si occupa della Giustizia e
della
Polizia. Nel 1804 vede finalmente la luce il nuovo Codice francese
che,
nella sua ultima versione del 1810, verrà abrogato in Francia solo il
1
marzo del 1994. Dopo la proclamazione dell'Impero (19 maggio 1804),
viene nominato Arcicancelliere e Presidente del Senato, acquisisce il
titolo di Principe e diventa Duca di Parma (1808). Con Napoleone
oberato dagli impegni militari, Cambaceres è de facto il vero premier
dell'Impero. La sua astuzia appare molto semplice: nella stesura dei
codici non nomina (o non fa nominare) affatto la sodomia, né in bene

in male, escludendola automaticamente dal novero dei reati
perseguibili, in applicazione del noto precetto giuridico secondo il
quale Nullum Crimen Sine Lege: non c'ècrimine se non c'è una legge
che
lo indichi espressamente. Il suo intervento è diretto per quel che
riguarda il Codice Civile, mentre per il Codice Penale (che è quello
che ha più a che vedere con la repressione dei "reati sessuali")
sembra
che la sua influenza sia stata più sfumata e dovuta soprattutto al
gran
potere che aveva assunto nella costruzione del nuovo ordine
imperiale.
Cioè, è un po' difficile che un giurista faccia una legge contro la
sodomia, quando la seconda persona più potente dell'Impero, e suo
diretto superiore, è il sodomita più sfacciato e conosciuto di tutta
Europa...! A questo va aggiunto che, in buona parte, questa
liberalizzazione era
comunque nell'aria. Come scrive anche Claude Courouve nel suo sito
(http://www.courouve.com), la depenalizzazione era una conseguenza di
varie concause. Ad esempio, la pena di morte era troppo spettacolare
per un delitto, in fondo, così banale e al quale, in quel modo, si
finiva per fare pubblicità più che a sradicarla. Poi c'era il
tentativo
di laicizzare la Repubblica (e la sodomia era punita in base a
richiami
biblici dalle corti ecclesiastiche abolite nel 1791). Con la
rivalutazione di Platone diventava difficile condannare ciò che lui
e
Socrate avevano praticato. E infine, avrà avuto la sua influenza
anche
il desiderio di farla finita con gli aspetti più repressivi
dell'Ancien
Regime. L'importanza di questo nuovo corpus juris risiede nel fatto
che
seguirà l'esercito napoleonico sia direttamente in seguito alle
occupazioni dell'Armee, sia indirettamente nei decenni successivi,
influenzando positivamente le legislazioni di mezza Europa e
dell'America Latina: Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, alcuni
cantoni
della Svizzera, alcuni Stati germanici come Pfalz, Rheinhessen,
Brunswick, Baden, Westfalen, Berg, Württemberg (Sezione 310, nel
1839),
Baviera (nel 1813: l'art. 183, che riguarda la sodomia, viene
progettato da P.J.A. Feuerbach, padre del filosofo Ludwig) e Hannover
(Sezione 276, 8 agosto 1840), Lussemburgo, Polonia, Messico e altri
Stati del Centro e Sud America. L'Italia erediterà il Code Napoleon
attraverso la mediazione del Codice del Granducato di Toscana, che
essendo il più liberale della penisola appena unificata, verrà preso
a
modello del Codice Sardo Italiano del 1861 (ma con vistose differenze
tra Nord e Sud) e soprattutto del successivo Codice Zanardelli del
1889. Ancora oggi, nel Quebec canadese e nella Lousiana statunitense
ci
sono in vigore versioni del Codice Napoleonico! Grazie al suo nuovo
Codice, la Francia si presenta come il Paese europeo più civile e
tollerante per tutto l'Ottocento. E' a Parigi che si afferma l'idea
di
una vita notturna intensa, fatta di locali, di piaceri, di
intrattenimenti, che le varrà l'appellativo di "Ville Lumiere",
poiché
è proprio il suo essere "illuminata" a giorno anche quando giorno non
è, ad attirare i viaggiatori che da Londra a Palermo, e da Mosca a
New
York accorrono a frotte per provare l'ebbrezza del proibito. Nella
capitale nascono locali per tutti i gusti, per eteri, gay,
travestiti,
arabi, negri, classi alte, operai... in una sorta di specializzazione
che più tardi verrà copiata dalle grandi città di tutto il mondo.
Dopo
la scomparsa di Napoleone, Cambaceres cade in disgrazia, è costretto
all'esilio e infine, perdonato, morirà nella sua casa di provincia,
l'8
marzo 1824. Dal libretto "Nasce l’omosessualità. 1868", Ed. del Giano
(Collana "I Padri Fondatori"), Roma, 2005, pagg. 28-31.
Massimo Consoli

news 8 marzo

Un augurio speciale a tutte le donne da parte del gruppo Gaya Cronisti senza Frontiere.

8 MARZO: LE INIZIATIVE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL
In occasione dell’8 marzo, la Sezione Italiana di Amnesty International organizza una serie di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle piaghe piu’ vergognose dei nostri tempi: le violazioni dei diritti umani delle donne.
Su questo tema, Amnesty International ha lanciato nel 2004 la
campagna ‘Mai piu’ violenza sulle donne’ e, nelle prossime settimane, sara’
impegnata in un’azione volta a contrastare la violenza domestica in
Francia, paese in cui – secondo una recentericerca dell’
organizzazione per i diritti umani - ogni quattro giorni una donna muore per mano
del proprio partner. Considerata per troppo tempo come un affare
meramente privato, la violenza sulle donne e’ in realta’ un affare di Stato. La
ricerca di Amnesty International si concentra soprattutto sulle
violenze subite dalle donne nell’ambito delle relazioni intime e
della
tratta ai fini di prostituzione e fa il punto sulle risposte che le
autorita’ francesi non hanno saputo dare alle vittime. ‘Fino a quando
questa violenza sara’ occultata o minimizzata, fin tanto che non
sara’
sufficientemente presa in carico dalle autorita’ francesi e
riconosciuta come la reale posta in gioco per tutta la societa’, essa
non avra’ fine. Solo cosi’, la Francia, riconosciuta come patria dei
diritti dell’uomo lo sara’ anche per quelli delle donne’ ha
dichiarato,
Prune de Montvalon, l’autrice della ricerca. Le principali iniziative
della Sezione Italiana di Amnesty International in programma l’8
marzo
sono le seguenti: Firenze: Seminario ‘La violenza domestica: un male
nascosto, una violazione dei diritti fondamentali delle donne’, in
collaborazione con la Commissione Regionale Toscana per le pari
opportunita’ uomo-donna el'associazione Artemisia - Centro donne
contro
la violenza ‘Catia Franci’ (Auditorium della Regione Toscana, via
Cavour 4 , dalle 14.30 alle 18.30); - uscita sul territorio nazionale
del film ‘Moolaade’’ di Sembene Ousmane (distribuzione: Lucky Red,
patrocinio di Amnesty International). Il film del pluripremiato
regista
senegalese racconta la vittoriosa rivolta delle donne di un villaggio
contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili. - Milano:
presentazione del libro fotografico ‘Italiane. Cinquant’anni di
storia
italiana al femminile’ di Gianni Berengo Gardin (Nuovo Spazio
Guicciardini, via Melloni 3, ore 11). Il volume inaugura la nuova
serie
di libri fotografici dell’editore di Amnesty International, EGA di
Torino. Oltre all’autore sara’ presente Lella Costa, autrice della
prefazione. - Roma: in collaborazione con gli Assessorati alle Pari
Opportunita’ e alle Politiche Educative del Comune di Roma, l’evento
finale per gli studenti e le studentesse della citta’ che hanno
partecipato alle attivita’ sui diritti delle donne all’interno del
progetto per le scuole ‘Rome for Women’. A conclusione di un lungo
anno
di lavoro, a partire dalle 10.30, il Consiglio Comunale di Roma si
riunira’ in seduta straordinaria e il sindaco Walter Veltroni
premiera’, nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio, tutte le classi
che hanno contribuito a promuovere e difendere i diritti delle donne
nelle citta’. Tutti i progetti realizzati dalle scuole saranno
esposti
in una mostra all’interno della Protomoteca e visibili anche su www.
amnesty.it/educazione. Ulteriori appuntamenti della campagna ‘Mai
piu’
violenza sulle donne’ sono elencati sul sito www.amnesty.it
Per informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224, cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
FONTE: http://ecumenici.altervista.org/html/

W LE DONNE
Viva le donne, umliate, stuprate, mal pagate. Viva le donne del
passato che lavoravano come muli, prigioniere di miseria e ignoranza,
viva le donne del presente, un poco più libere, ma quanta fatica
ancora! viva le donne impiegate nei call-center, badanti, maestre,
operaie, impiegate precarie: continuano a scommetere nel futuro
facendo
figli, a lavorare, ad amare, ad andare avanti ancora, nonostante i
pretonzoli vari, i ruinidi, i mastellidi, bolsi e tripputi,
dispensatori di banalità oscene.
viva le donne del terzo mondo, che lottano contro fame, guerre,
miseria, spesso frutto dei nostri egoismi di primo mondoviva le donne
italiane che combattono con uno Stato assente, distratto, che si
ricorda di loro solo per negare ed accusare, al piu', per elargire
oboli inutili, rifiutando diritti e servizi. Viva noi, noi il vero
"sesso forte"

FONTE: Direfarepensare.it INVIATO DA: Anna Spina

NASCE LA CONFERENZA EUROPEA SU “SEX WORK”
Les Putes, associazione di sex workers in Francia, nasce dopo la
Conferenza Europea su Sex Work, Diritti Umani, Lavoro e Migrazione,
tenutasi a Bruxelles dal 15 al 17 ottobre 2005. La determinazione
delle
nostre compagne in Francia è grande! Alcune sex workers (trenta) del
bois de Vincennes, lo scorso 21 febbraio, hanno occupato l’ANPE– una
sorta di ufficio di collocamento – del XIII arrondissement parigino
chiedendo un lavoro dal momento che non possono più svolgere il loro.
Nell’occasione hanno denunciato le violenze che subiscono da parte
degli agenti delle forze dell’ordine – ma non solo – e l’
impossibilità
di svolgere la propria attività da quando è stato istituito il reato
di
adescamento passivo (racolage passif). Quel che è grave e
preoccupante
è il peggioramento della condizione delle vittime del racket ed il
pericolo, cui sono esposte tutte le sex workers in Francia, di
incorrere facilmente in violenze e sfruttamento essendo costrette a
lavorare in luoghi remoti per non subire le azioni repressive delle
forze dell’ordine. Saranno contente di questi risultati le
“sostenitrici” dei diritti delle donne, convinte propugnatrici dell’
abolizionismo, ed i moralisti alla disperata ricerca di facili
consensi. Eppure è risaputo che le leggi repressive consegnano le
“prostitute” nelle mani dei violenti e degli sfruttatori!
Sarkozy…..!!!!!!!! Aderiamo all’iniziativa delle compagne francesi e
ne
sosterremo l’azione dall’Italia. Auguriamo alle compagne francesi la
migliore riuscita della loro iniziativa che sosterremo anche dall’
Italia.

Maria Ornella Serpa Co.Di.Pe.P. – ROMA
(Coordinamento per la Difesa delle Persone Prostitute)

04 marzo 2006

news 4 marzo - seconda parte

GLI APPUNTAMENTI DI DGP INCONTRO UNDER 22: "IL MONDO DELL'ARTE"
DOMENICA 5 MARZO ORE 16.00
Incontro dell'Under22 sul tema dell'arte, ripercorreremo e conosceremo
alcuni aspetti del vasto mondo dell'arte legato alla realtà
omosessuale, grandi maestri omosessuali del passato che hanno lasciato
le loro impronte sul mondo dell'arte, sottolineando particolare
sensibilità o necessità di esprimersi e liberarsi attraverso l'arte.
Non mancate! CINEFORUM: "LA MOGLIE DEL SOLDATO" DOMENICA 5 MARZO ORE
17.30 - La moglie del soldato. Un commando dell'ira nell'Ulster rapisce
un militare di colore per proporre uno scambio con uno dei suoi
militanti incarcerato. La faccenda si risolve in un mare di sangue. Tra
gli scampati, Fergus, cerca di adempiere alle ultime volontà del
prigioniero, portando un messaggio d'amore alla sua donna, Dil, ma
incontrandola in incognito, se ne innamora e fa una sorprendente
scoperta. Nel frattempo, viene rintracciato da altri due reduci del
commando e ricattato. Ora di mezzo c'é anche l'incolumità di Dil."
Nazione: Gran Bretagna, Anno: 1992, Genere: Azione/Drammatico, Durata:
112', Regia: Neil Jordan. Vi invitiamo a partecipare al Cineforum LGBT,
un modo per passare un pomeriggio diverso, conoscere persone e rivedere
film noti e meno noti della cinematografia gay e lesbica di tutto il
mondo. PROSEGUE IL DIBATTITO POLITICO LUNEDI' 6 MARZO ORE 18.30 - Dopo
il successo dell'incontro di mercoledì scorso, dove molte persone
interessate ed interessanti si sono trovate a parlare dell'attuale
situazione politica e di movimento in Italia, prosegue il dibattito
politico. Le idee ed i punti di vista sono già molti e molto
interessanti, invitiamo chi c'era e chi non c'era a partecipare a
questo nuovo incontro per approfondire o aggiungere idee e angolazioni
da cui analizzare i fatti. O scopo è quello di immaginare e sviluppare
nuove strategie di movimento capaci di ottenere quei diritti civili che
in questo paese, pare proprio, non ci vogliono dare.
DìGayProject
VEDI DOVE E' LA NUOVA SEDE http://www.digayproject.org/chisiamo/sede.asp

FESTA DI ARCILESBICA ROMA
Arcilesbicaroma vi invita Venerdì 17 marzo 2006 Blue Joy Circolo
Culturale ARCI Via G. Miani, 34 (Roma) dalle 22.00 - Drag Kings per
una notte La serata dei Drag King Gustavo la Gnocca & Butterfly Kings .
DJs: Cecyl DJ, Ivona. Prenotazione Obbligatoria
Numero di cell 3297738503 e-mail:festearcilesbica@yahoo.it
Ingresso: sottoscrizione libera

IL CORTO.it
Il mondo dei cortometraggi è in continuo fermento e sempre pronto a
testimoniare la presenza di giovani autori che vogliono esprimersi
utilizzando la settima arte, ultima nata ma oggi anche la più seguita!
“ilCORTO.it” concorso nazionale di cortometraggi, giunto alla sua
seconda edizione, ha riscosso subito un grosso successo sia di qualità
sia di numeri, avendo in competizione ben 718 opere! Il risultato dell’
idea e dello sviluppo del sito www.ilcorto.it risponde quindi alle
esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti che, pur
limitati dalla scarsità delle risorse economiche, riescono a stupirci
con il proprio potenziale creativo nella realizzazione dei loro
“piccoli film”. La Premiazione dei Cortometraggi Vincitori del Concorso
Gran Premio "ilCORTO.it" avverrà domenica 5 marzo 2006 alle ore 10
presso il cinema WARNER VILLAGE MODERNO Sala 3 – Roma, Piazza della
Repubblica n. 45. Saranno proiettati alcuni dei corti finalisti .
Entrata gratuita. Per prenotare i posti, inviare una email a:
premiazione@ilcorto.it. Per ulteriori informazioni: +39 340 9656 733

Per la collaborazione tecnica ringraziamo www.scuoladicinema.it via panisperna 101, roma

news 4 marzo

LE DATE DI MASSIMO CONSOLI
Anselmo Caldelli 2 Marzo 1950
Il 2 marzo del 1950 nasceva Anselmo Cadelli. Di lui ho avuto occasione
di parlare e di scrivere parecchie volte, e non ci tornero’ sopra anche
oggi. Chi vuole saperne di piu’ puo’ andarsi a leggere la sua biografia
al sito: http://www.cybercore.com/consoli/cadelli.htm . Quello che mi
preme farvi sapere, invece, e’ di due episodi che lo riguardano, e che
hanno anche a che vedere con un personaggio che molti di voi
conosceranno senz’altro: Carlo Giovanardi. Si’, proprio lui: l’
onorevole cattolico sempre in prima fila nei dibattiti televisivi dove,
in varie occasioni, l’ho sentito dire (e ripetere, e insistere), che
non c’e’ bisogno di alcuna legalizzazione o riconoscimento delle unioni
di fatto tra le persone perche’ i loro diritti in quanto membri di una
coppia non vengono mai messi in discussione. “A nessuno e’ mai stato
vietato di visitare il proprio partner in ospedale. Portatemi una prova
che e’ accaduto da qualche parte... No? E allora ho ragione io, non e’
mai accaduto”. Bene, oggi ho ricevuto una email da Luna, della “Fabula
Film”, che mi ha chiesto se ero a conoscenza di episodi di
discriminazione contro coppie di fatto. Poi ne ho parlato con Saverio
Aversa. Infine, mi sono ricordato che oggi e’ il compleanno di Anselmo,
e la combinazione di questi tre eventi mi ha spinto ad intervenire per
raccontarvi due “storie”. Poi, fatemi sapere voi se questa e’
discriminazione, o no. La prima “storia” l’ho gia’ descritta su
“Affetti Speciali” (1999), alle pagg. 220-223. Ve la ripropongo tale e
quale, e poi la commento. - Una di queste volte fu quando un mio
carissimo amico fini’ in galera. Orfano, trovatello, senza nessuno al
mondo, non sapevo come fare per potergli star vicino, per andarlo a
trovare. Certo, avevo cominciato a scrivergli, ma non tutto si puo’
dire in una lettera e, soprattutto, manca il rapporto diretto con la
persona. Com’era mio solito, andai a cercare un libro che mi
illuminasse sulla situazione. Comprai, presso la libreria della
Stamperia Nazionale in via del Tritone, le Norme sull’Ordinamento
Penitenziario pubblicate dalla Gazzetta
Ufficiale nel 1975, insieme al Manuale di Diritto Penale dell’
Antolisei, ed il Vademecum per il Cittadino Sospetto, del Palminata. Me
li studiai quasi a memoria, ma sembrava che non ci fosse via d’uscita.
Uno poteva visitare un carcerato solo in un numero limitato di casi: se
era un parente stretto, se era il suo legale, se era un parlamentare,
se era un ministro della sua religione. Ed io non ero un parente, non
ero un avvocato, non avevo neanche mai visitato la Camera dei Deputati
o il Senato, e non ero un prete. Chiesi un incontro con il giudice che
istruiva il procedimento giudiziario, Giorgio S., un magistrato che
fara’ strada, e mi presentai con un amico prete... Il giudice era
irremovibile e non aveva intenzione di darmi alcun permesso, portando
come scusa che tutto era ancora nella fase istruttoria, anche se erano
passati ormai parecchi mesi. Non rientravo in nessuna delle categorie
stabilite dalla legge, percio’ era meglio che mi fossi rassegnato: non
avevo alcuna possibilita’ di far visita al mio amico. Feci presente l’
ingiustizia della situazione: questo ragazzo, abbandonato dai genitori
appena nato, senza nessuno al mondo tranne me, doveva continuare ad
essere penalizzato dalla societa’ che non gli riconosceva neanche il
diritto di ricevere la visita di una persona amica nel momento di
maggior bisogno! Era cosi’, rispondeva il magistrato, e lui non poteva
farci nulla. «Sicuro?», il tono della mia voce s’era fatto