news 28 febbraio
LIBERI TUTTI DEL 28 FEBBRAIO 2006
La pagina di liberi tutti del 28 febbraio in uscita nel settore cultura de l'Unità apre con un articolo sull'assassinio in Sudafrica di una ragazza di 19 anni lapidata e uccisa da un branco di ragazzi perché lesbica per denunciare l'assassinio si è tenuto per la prima volta un Pride in un villaggio vicino a Cape town che ha messo in luce gli alti livelli di omofobia all'interno delle comunità nere solo grazie al pride l'omicidio è stato riportato dai giornali, tra cui il Sunday Times. Un altro articolo si occupa dei ragazzi italiani. Cosa si fa da noi per combattere l'omofobia? A Venezia, si mette in campo con l'assessorato alle politiche giovanili progetti per le scuole sui generi e sulle differenze e i ragazzi chiedono di approfondire i temi dell'omosessualità in pagina il tam tam con spigolature dall'Italia e dal mondo. Notizie e segnalazioni
Delia Vaccarello
IL CIRCOLO LESBICO DRASTICAMENTE E' FELICE DI PROPORVI IL MUSICAL:
"LA LUNA E IL VENTO"
MERCOLEDI’ 8 MARZO. ORE 21 PRESSO IL FACTORY 04 via bernina 18/9 Padova A seguire DJ Set “La luna e il vento" è un musical che parla di amore tra donne. La protagonista è Alex, 27 anni con alle spalle la tragedia della morte di Paola: il suo Amore. Consapevole di dover andare avanti, la protagonista inizia un percorso alla ricerca di qualcuno da amare ancora. Lo spettacolo è presentato da "la Compagnia di Diana" composta da 40 elementi, principalmente ragazzi e ragazze tra i 16 ed i 30 anni con la passione per il teatro. Il corpo di ballo formato da 15 elementi comprende studenti e insegnanti della scuola di ballo "Paso adelante" di Castelnuovo Rangone della provincia di Modena. Le coreografie sono state ideate da Andrea Nati e Simone Fonso. La regia è di Arianna Cox, autrice del testo. Aiuto alla regia Eleonora Giordano.
Info: 347/3194483 - 347/8177105 www.drasticamente.it
DAL BLOG DI BEPPE GRILLO I NON VEDENTI
La vista degli italiani sta peggiorando. Non ci sono più quelli che vedevano lontano e pochi ormai (ma chi?) vedono da vicino. L’italiano vede e non vede, ma se può non vede. E’ un non vedente ad occhi aperti, dalla retina intatta, con le pupille dilatate. Una degenerazione sociale, un caso di studio per gli oculisti. L’ultimo decennio italiano sarà ricordato dagli storici come quello dei ladri e dei non vedenti. Il non vedente italiano è educato a non vedere sin da piccolo, è una questione di sopravvivenza. E anche di buon gusto. Vedere Tanzi, Cragnotti, Fazio, l’elefantino (lo so non dovrei nominarlo, mi è scappato), Tronchetti, Previti, Dell’Utri, Geronzi, Calderoli, Giovanardi, Fiorani, Casini non è una bella cosa. Meglio la cecità parziale, selettiva. La stessa che affligge l’informazione post datata, quella che vede gli scandali solo dopo che sono diventati pubblici. La cecità italiana è finalizzata a tirare a campare. E’ una cecità ottusa, chiusa in sé stessa, poco disponibile a vedere qualcosa che la disturbi. La cecità italiana è la base e il presupposto per fare carriera, negli enti pubblici, nelle grandi banche, nei partiti. E’ un dono, una capacità. Chi non ce l’ha si adegua e diventa cieco. E chi non si adegua diventa lui il diverso, l’irragionevole, l’intollerante. Come si permette? Come si fa a contraddire dei poveri ciechi? Anzi, il cieco è lui, il vedente. Un disturbatore. Del resto è meglio non vedere e andare con ottimismo verso la catastrofe.
FONTE: Beppegrillo.it


