31 gennaio 2006

PACS: ARCIGAY, MASTELLA UNO “SFASCIAFAMIGLIE”

“Mastella non faccia lo ‘sfasciafamiglie’. Una legge sulle Unioni civili, che dia riconoscimento giuridico anche alle coppie gay e lesbiche, è già nel programma dell’Unione” così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, replica alle parole di Clemente Mastella, segretario nazionale Udeur, contro i Pacs (Patti civili di solidarietà) “Dovrebbe inoltre essere interesse di tutti – continua Lo Giudice - rimuovere un’ingiustizia, sebbene a danno di una parte della società. E questo è certamente il caso del divieto per tante coppie gay ed etero di vedere riconosciuto dalla legge il proprio legame. “Vorremmo sapere da Mastella – continua Lo Giudice – se non consideri un’ingiustizia che ad una coppia omosessuale sia precluso l’avvicinamento della sede di lavoro alla propria famiglia, o un permesso in caso di malattia del partner, come è consentito alle coppie sposate. Questi diritti sono garantiti a chi ha contratto matrimonio anche in assenza di figli, perché mai dovrebbero essere negati ad una coppia omosessuale? “Quella del programma dell’Unione è una sintesi faticosamente raggiunta, nel nome dell’unità e della coesione, che risponde a quell’esigenza di riconoscere i diritti delle coppie di fatto oggi ribadita persino da Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera. Mastella invece gioca da solo, preferendo la visibilità personale al bene della coalizione: proprio quel che si dice uno ‘sfasciafamiglie’”.


Ufficio stampa Arcigay

UNIONE FAMILIARI VITTIME PER STRAGI

IERI, 30 GENNAIO 2006”
Sulla base dell’approvazione da parte del Parlamento di tre mozioni che impegnano il Governo ad attuare la legge 206/04 “Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice” abbiamo inviato al Ministro degli Interni Onorevole Giuseppe Pisanu e per conoscenza al Presidente della Repubblica Signor Carlo Azeglio Ciampi la seguente lettera:

Unione vittime per stragi - Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili

Signor Ministro, martedì 24 gennaio 2006 il Parlamento ha approvato tre mozioni,una di maggioranza e due dell’opposizione, che impegnano il Governo all’attuazione puntuale della legge 206/04. Nelle mozioni si richiede al Governo di rendere effettiva, l’applicazione di tutte le parti della legge trovando modalità adeguate in accordo con i familiari delle vittime. Nella presentazione delle mozioni, è stata indicata quale modalità l’adozione di un tavolo di concertazione tra i ministeri interessati e le associazioni, soluzione che riteniamo interessante e utile per coordinare con il massimo consenso l’attuazione completa della legge. Le rinnoviamo la nostra disponibilità ad un incontro con Lei e con i responsabili dei ministeri interessati, per procedere celermente alla soluzione di tutti i problemi intervenuti con la volontà di risolverli. In attesa di un Suo positivo riscontro le invio distinti saluti.

Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili


Il Presidente
Paolo Bolognesi

29 gennaio 2006

Gaya NEWS DEL 28 GENNAIO – seconda parte

CRonache Ribelli

Sull’esempio della fortunata rubrica di Alba Montori, abbiamo deciso di aprire un nuovo spazio ad un'altra delle amiche e croniste del gruppo Gaya CsF: Cinzia Ricci da Lucca. Perdonate il modo con cui l’annunciamo, ma un personaggio così guerriero non poteva non essere presentato come una coraggiosa cavaliera d’altri tempi. Parte da oggi con scadenza mensile: CRonache Ribelli. Come sempre un augurio di Buena Vida a tutti
Carla Liberatore Gaya CsF
Molto carinamente mi è stato chiesto di preparare per i destinatari delle News Letters di Gaya un comunicato mensile che informi e approfondisca gli aggiornamenti pubblicati sul mio sito. Ne sono onorata ma, siccome suppongo che non tutti sappiano della sua esistenza (o perlomeno non credo che tutti lo abbiano visitato abbastanza da sapere di cosa si tratta), ritengo utile dire due parole introduttive sulla storia e sui contenuti che lo caratterizzano: www.cinziaricci.it è un sito nato nell’estate del 2003 (ad un altro indirizzo web) con lo scopo di far conoscere “Borderline”, un’inchiesta attraverso la quale ho inteso raccontare “l’altro” lesbismo, quello che non milita, non fa parte dei salottini e delle consorterie, non finisce in TV, sulle riviste e sui giornali, distante anni luce dal lesbo - chic politicamente corretto, che poco interessa a chi è troppo indifferente, spaventato o stupido per rendersi conto che non viviamo nel paese dei balocchi. Storie di donne, lesbiche, che fanno quotidianamente i conti con l’omofobia e, più in generale, con le discriminazioni e gli abusi perpetrati dalla cultura omo ed eterosessista. Storie di vita difficili, talvolta drammatiche – comunque significative e, per me, bellissime. Il taglio dell’inchiesta, non essendo una giornalista, non poteva che essere letterario, narrativo. Il successo fu tale che, più tardi, mi stimolò ad affrontare, anche se marginalmente, il tema dell’omosessualità maschile e la transessualità. Attualmente la sezione raccoglie 26 testimonianze e il racconto di altre 8 storie vere. Dopo la pubblicazione delle prime pagine di “Borderline”, compresi l’opportunità straordinaria che il mezzo mi offriva e pensai di approfittarne per far conoscere anche altre cose del mio lavoro che, comunque, non si limitava e non si limita all’impegno, ancorché anarcoide e forzatamente solitario, in favore dei diritti, della giustizia e della libertà. Internet mi permetteva di bypassare lo strapotere dei canali culturali, politici ed editoriali tradizionali (cartacei e web) dandomi modo di renderlo pubblico non pagando le conseguenze di un sostanziale disinteresse (se non proprio, in taluni casi, fastidio) con il quale la cosiddetta comunità LGBT* e non solo, mi accoglieva. Così, un poco alla volta, pubblicai una selezione della mia opera pregressa aggiungendovi di volta in volta le nuove produzioni. Allo stato attuale il sito si compone di circa 3000 pagine e poco meno di 5000 immagini originali, suddivise in oltre 18 sezioni che raccolgono i miei racconti non esclusivamente lesbici (“Il giuoco della campana”, “Ritratti”, “Altre storie”, “Cronache di provincia”), le poesie, gli aforismi e i pensieri sparsi (“Poèsie”, “Aforismi”), facezie varie e bricolage (“Amenità”, “Effetti decorativi”), “Editoriali” su vari temi, la “Grafica”, i “Fumetti”, la “Pittura”, la “Fotografia” e “Varie” altre cosucce, nonché una sezione che documenta gli accadimenti del “18 aprile” (vicenda su cui, immediatamente, è calato il più assoluto, irritato e colpevole silenzio). Oggi, una parte importantissima del sito è rappresentata da “fiLmES” (dizionario critico sul lesbismo e la lesbofobia nel cinema dal 1895 ad oggi) e "Rompere il silenzio" (ampio e ragionato archivio con rassegna stampa che raccoglie i casi di violenza e discriminazione subiti dalle persone LGBT* ed altre informazioni utili alla comprensione del fenomeno). Non esisteva niente di simile sul web, ma a mio avviso ce n’era bisogno - per questo ho deciso di dedicare molto del mio tempo, delle mie conoscenze e risorse in entrambi i progetti. “fiLmES” e "Rompere il silenzio" sono due works in progress estremamente impegnativi, aggiornati spesso quotidianamente, molto consultati dai navigatori che vi giungono tramite i motori di ricerca perché, ennesima “stranezza”, nessun sito o portale, nemmeno LGBT*, ha ancora pensato di linkarli autonomamente. Non so, in effetti, se faccio cose particolarmente gradite o sgradite, utili o inutili, degne di attenzione o disprezzo, né sta a me giudicarlo, di certo, però, non sono passate inosservate e, inaspettatamente, nel Maggio 2005 il sito ha ricevuto il Premio Speciale "Donna è Web 2005" attribuito nell'ambito dell'omonimo concorso nazionale che fa capo al premio Web Italia (prestigioso in sé ma ancor più significativo in quanto, primo caso nel nostro paese, riconosce e premia i contenuti di un’opera web esplicitamente lesbica, militante e indipendente, non pubblicizzata, realizzata e gestita da un’unica persona che non gode di alcun sostegno da parte di singole personalità o organismi). Anche di questo importante riconoscimento nessuno ha ritenuto utile parlare. Bene, ritengo che il quadro sia abbastanza completo. Ringraziando di cuore Carla Liberatore e Gaya che mi hanno offerto questa opportunità, nella speranza di non aver infastidito chi già sapeva e magari ne ha pure le tasche piene di me e del mio lavoro, ecco gli aggiornamenti di Dicembre 2005 e Gennaio 2006.
DICEMBRE 2005
· Nella sezione “Altre storie”, il racconto breve “IL CONFORTO DELLE OMBRE”.
· Nella sezione “Editoriali”, “STUPRO”: nuove considerazioni intorno al problema della violenza sessuale, senza riferimento agli accadimenti del 18 Aprile 2004.
GENNAIO 2006
· Nella sezione “Editoriali”, “KARAOKE SHOW”: a pochi mesi dalle elezioni politiche, alcune considerazioni intorno all’invasione mediatica di Berlusconi, all’azione e al ruolo del centro-sinistra, ecc.
· Nella sezione “Rassegna stampa”, l’articolo “Nel labirinto” di Elena Marsi, tratto da "Diario del mese - Il secolo gay", Gennaio 2006.
· Nella sezione “Rompere il silenzio”, ampio aggiornamento dell'archivio “UNA STRAGE ANNUNCIATA”, in particolare dell’anno appena trascorso che si distingue rispetto ai precedenti per un aumento significativo dei casi denunciati.
· Nella sezione “Borderline”, la testimonianza “MIELE NEL VINO”: Sara racconta il suo amore perduto, io il suo ritorno alla vita.
Buona lettura e… alla prossima.
Cinzia Ricci Gaya CsF


”STORIE GLOBALI DI COMUNE FOLLIA”
Una delle nostre croniste del gruppo Gaya CsF – Anna Maria Angelitti – ha un’idea da proporvi: Sta cercando persone disposte a scrivere dei racconti di vita comune, satirici, politici, assurdi, realistici, romantici, autobiografici e chi più ne ha ne metta; per poterli raccogliere tutti su di un volume di cui lei stessa curerà l’eventuale pubblicazione. Anna Maria vive in un paesino della provincia di L’Aquila – Aielli – collabora con Gaya CsF da circa nove mesi e anche lei in quanto combattività non ha nulla da invidiare a nessuno. Potete scriverle, chiamarla al telefono, parlare con lei e ricevere tutte le delucidazioni che richiedete.
Vi lascio alle parole di Anna Maria.
Buena Vida
Carla Liberatore
Gaya CsF

In questo mondo globalizzato, in cui politici e governi corrotti ci gestiscono in modo poco corretto, la pubblicità subliminale ci rende schiavi, in cui le guerre distruggono tutto e tutti, i poveri aumentano giornalmente, l’etica è inesistente per molti, le multinazionali ci dominano, la chiesa si intromette in cose che non la riguardano…….. Non dimentichiamo che: “Il popolo è sovrano”!
Altri argomenti sarete voi a doverli scovare, portarli alla luce, scrivere e se volete anche parlarne con me. Pertanto vi invito, come cittadina italiana proletaria, contestatrice e cronista del gruppo Gaya CsF, a scrivere, sempre nei limiti della correttezza civile, racconti di protesta, di situazioni assurde, storie particolari, favole di comune follia, satira scritta o disegnata, storie di violenze, di profonde sofferenze, di povertà, racconti di persone anziane, di anoressia e bulimia, di emarginazione in genere e di discriminazione. Io, Anna Maria Angelitti, voglio riunire in un libro tutti i vostri scritti di denuncia che attraverso la massima divulgazione, insieme a voi, faremo sentire la nostra voce (per ora scritta) mettendo nero su bianco. Le parole, si disperdono solo nell’etere ! Vi ringrazio anticipatamente e in attesa di vostre notizie vi saluto affettuosamente,

Anna Maria Angelitti
Per informazioni
e-mail : annamaria.angelitti@libero.it
cell.: 320 2737126





INCONTRO GRUPPO GIOVANI: "L'AMICIZIA"
SABATO 28 GENNAIO ORE 17.00

Ripartono gli incontri del Gruppo Giovani, questo sabato alle 17:00 nella nostra nuova sede di via Costantino 82 si svolgerà l'incontro
sull'Amicizia, ognuno è invitato a portare un amico e a discutere insieme di questo importante tema. Per maggiori informazioni potete scrivere a giovani@digayproject.org Non mancate!

VEDI DOVE E' LA NUOVA SEDE
http://www.digayproject.org/chisiamo/sede.asp


OGNI VENERDI': OMOgenic
http://www.digayproject.org/eventi/default.asp
l'ingresso è di soli 5, comodissimi, euro se hai la tessera di
Di'GayProject

OGNI SABATO: KINDER GARDEN
http://www.gayvillage.it

TRIANGOLO ROSSO Deportati Politici
Nei lager nazisti furono rinchiusi dal 1933 circa 4.350.000 deportati politici (di cui 2.300.000 tedeschi). I deportati politici e razziali di nazionalità italiana nei KZ e Straflager/Gestapo furono in tutto circa 44.000, dei quali 8.900 ebrei e zingari (6.750 ebrei italiani, alcune centinaia di stranieri catturati in Italia e 1.900 ebrei del Dodecaneso), quasi 30.000 "oppositori" (inclusi dei partigiani arrestati senz'armi), alcune centinaia di ufficiali antifascisti rastrellati, 2200 carcerati militari di Peschiera. A questi si aggiungono 3000 coatti IMI transitati nei KZ e Straflager (con oltre 900 ufficiali, di cui 374 nello Straflager di Colonia), per lo più per resistenza ideologica, sabotaggi, tentata evasione, infrazioni gravi. Alla liberazione dei campi da parte degli Alleati e dell'Armata Rossa, i sopravvissuti erano circa 4.000 "politici" ed ex IMI, 830 ebrei italiani e 179 dell'Egeo.

Ecumenici
Leonhard Ragaz
FONTE: http://ecumenici.altervista.org/html/


NESSUNO TOCCHI CAINO
28 Gennaio 2006

IRAN. APPELLO PER SALVARE NAZANIN: Nessuno tocchi Caino ha lanciato un appello per salvare la vita di Nazanin, una ragazza iraniana condannata a morte quando aveva solo 17 anni. Il testo dell'appello: Al Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan, All’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU, Louise Arbour, Al Presidente di turno dell’UE, Wolfgang Schüssel. L’anno che è appena iniziato è stato segnato, in Iran, dalla notizia della condanna a morte per impiccagione di una ragazza, Nazanin, accusata di omicidio. A Teheran, nel marzo 2005, Nazanin, quando aveva ancora solo 17 anni, avrebbe ucciso con un coltello uno dei due uomini che tentavano di violentarla. La storia di Nazanin è l’ennesimo caso di minorenne condannata a morte in Iran, un regime totalitario e misogino che disconosce i più elementari diritti umani infierendo in particolare sulle donne. Nel carcere minorile di Teheran e in quello di Rajai-Shahr ci sono almeno 30 persone condannate a morte che avevano meno di 18 anni quando hanno compiuto il reato. Nel 2005 almeno otto minorenni al momento del fatto sono stati impiccati in violazione della Convenzione internazionale sui diritti del Fanciullo. Il regime iraniano che opprime con inaudita violenza i propri cittadini rappresenta ormai una reale minaccia anche per la comunità e la sicurezza internazionale come dimostrano le ambizioni atomiche e le pubbliche dichiarazioni dello stesso Presidente iraniano contro l’esistenza dello stato di Israele. Per Nessuno tocchi Caino in Iran la pena di morte è prima di tutto una battaglia per l’affermazione dei diritti umani e la costituzione di uno stato democratico.
Per noi la democrazia in Iran inizia anche dalla giovane vita di Nazanin e di tutte quelle donne dimenticate nei bracci della morte del regime dei mullah. Per questo, chiediamo a Voi, in quanto massimi rappresentanti della Comunità internazionale di impegnarvi perché l’Iran rispetti innanzitutto il diritto all’esistenza delle sue cittadine e dei suoi cittadini e assicuri agli iraniani quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci sentiamo parte attiva.
USA. TERZA ESECUZIONE NEL 2006: 25 gennaio 2006: Marion Dudley, 33 anni, è stato giustiziato mediante iniezione letale in Texas per gli omicidi di quattro persone, avvenuti a Houston 14 anni fa. Alcuni funzionari del carcere hanno riferito che l'uomo è stato trascinato dagli agenti fino alla camera della morte, perché si rifiutava di lasciare la sua cella. Le fonti hanno precisato che Dudley non ha opposto resistenza, ma si è rifiutato di raggiungere con le sue gambe la camera delle esecuzioni.
Alla domanda se volesse dire qualcosa prima dell'iniezione letale, Dudley non ha risposto, ha tenuto gli occhi chiusi e non ha mai volto lo sguardo verso i testimoni all'esecuzione, tra cui i parenti delle vittime. Dudley aveva sempre sostenuto la propria innocenza. Era stato condannato per l'uccisione di quattro persone in un regolamento di conti tra spacciatori di droga, avvenuto il 20 giugno 1992. E’ il primo detenuto ad essere giustiziato quest'anno in Texas e il terzo in tutti gli Stati Uniti dopo le esecuzioni di Clarence Ray Allen, avvenuta in California il 17 gennaio e quella di Perrie Dyon Simpson, giustiziato in North Carolina il 20. La prossima esecuzione in Texas è prevista per la prossima settimana, mentre altre tre sono in programma per febbraio. Il 23 gennaio, le Forze Armate degli Stati Uniti hanno emesso un nuovo regolamento relativo alle esecuzioni di condannati a morte. “Questo regolamento – recita il documento pubblicato il 17 gennaio – stabilisce responsabilità ed aggiorna le procedure per l’esecuzione di condanne a morte emesse da corti marziali o tribunali militari”. Sono sei gli attuali prigionieri del braccio della morte per militari di Fort Leavenworth, nel Kansas. Il nuovo regolamento potrebbe essere il segnale che le Forze Armate si stanno preparando ad effettuare quella che sarebbe la prima esecuzione dal 1961, anno in cui fu impiccato a Fort Leavenworth il soldato semplice John Bennett, riconosciuto colpevole di stupro e tentato omicidio.
La maggior parte delle modifiche sono di natura tecnica e chiariscono il ruolo dei vari addetti nella procedura di esecuzione. Una delle novità più significative rende possibile effettuare esecuzioni capitali anche in siti diversi da Fort Leavenworth.
In teoria la novità potrebbe essere applicata ai sospetti terroristi detenuti nella prigione di Guantanamo, Cuba, che potrebbero in futuro essere condannati a morte dalle commissioni militari e giustiziati nella prigione stessa. Al momento sono 10 i prigionieri di Guantanamo che sono stati incriminati, ma nessuno di loro rischia la condanna a morte. Intanto in California naufraga la speranza di una moratoria. Il 19 gennaio infatti, la Commissione Assegnazioni della Camera californiana, ha deciso di non esaminare il disegno di legge per l’introduzione di una moratoria nello Stato, bloccandolo per tutto il 2006. L’autore del disegno di legge, il Democratico Paul Koretz, ha imputato lo stop in Commissione ai Repubblicani, ribadendo che non abbandonerà l’obiettivo della moratoria. Il disegno prevedeva la moratoria delle esecuzioni fino al 1° gennaio 2009, mentre la Commissione sulla Equa Amministrazione della Giustizia dovrà presentare al Governatore e al Parlamento i risultati della sua inchiesta entro il 31 dicembre 2007. Il direttivo repubblicano alla Camera – ha detto Koretz – ha esercitato pressioni sui membri repubblicani della Commissione affinché contrastassero il disegno, inoltre ha convinto alcuni Democratici che un loro sostegno sarebbe stato usato contro di loro in campagna elettorale. In California la prossima esecuzione è prevista per il 21 febbraio e riguarda Michael Angelo Morales, 46 anni, condannato a morte per aver ucciso nel 1981 una ragazza di 17 anni. Per quanto riguarda il New Jersey, il Governatore Richard Codey ha firmato lo scorso 12 gennaio la legge che introduce nello Stato la moratoria delle esecuzioni. L’Assemblea statale aveva dato via libera al testo il 9 gennaio, in precedenza approvato dal Senato, il 15 dicembre 2005. La legge stabilisce la sospensione delle esecuzioni fino al 15 gennaio 2007 e l’istituzione di una commissione di studio che dovrà presentare le proprie conclusioni entro novembre 2006. Composta da 13 membri, la commissione valuterà se nell’applicazione della pena capitale esistano pregiudizi di natura razziale o legati alle diverse aree geografiche. Valuterà inoltre se la pena di morte rappresenti un deterrente e se esista una significativa differenza tra i costi legati alla pena capitale rispetto a quelli dell’ergastolo senza condizionale.
FRANCIA. “L’ERGASTOLO? MEGLIO IL BOIA”: 25 gennaio 2005: dieci condannati all’ergastolo, detenuti nel carcere francese di Clairvaux, uno dei più duri del paese, hanno chiesto con una lettera spedita alla France Presse il “ristabilimento effettivo della pena di morte” per loro stessi. “Noi, i murati vivi”, scrivono, non ce la facciamo più a vivere “senza alcuna prospettiva reale di liberazione”. Quindi “preferiamo farla finita una volta per tutte piuttosto che crepare a fuoco lento, senza alcuna speranza nel domani dopo ben più di vent’anni di miserie assolute”. Tutti e dieci sono stati condannati all'ergastolo e si trovano in carcere da diversi anni, che variano da sei a 28. Le possibilità che i condannati all’ergastolo escano dalla prigione sono quasi inesistenti, anche dopo 20 anni. “Bando all'ipocrisia”, scrivono, contro “la repubblica dei lumi e della libertà del 2006 che ci tortura e ci annienta tranquillamente sotto l’apparenza della legalità, in nome del popolo francese”.
SRI LANKA. CINQUE CONDANNE A MORTE PER GLI OMICIDI DELL’ELECTION DAY: 20 gennaio 2006: l’Alta Corte dello Sri Lanka ha condannato a morte cinque soldati per le uccisioni di 10 persone, avvenute il 5 dicembre 2001, giorno delle elezioni parlamentari. I cinque soldati si occupavano della protezione dell’allora vice-ministro della Difesa Anuruddha Ratwatte, mentre le 10 vittime erano supporter di una formazione politica rivale. Nello stesso processo, la Corte ha assolto l’ex Vice-Ministro ed i suoi due figli, giudicandoli non responsabili delle uccisioni. I cinque militari sono stati inoltre condannati a pene detentive per associazione illegale, violenza finalizzata a condizionare le elezioni e ostruzionismo nei confronti di elettori.
Nello Sri Lanka l’ultima esecuzione è avvenuta il 23 giugno 1976, quando fu giustiziato Jayasinghe Chandradasa, 27 anni, per omicidio. Da allora sono state emesse altre condanne a morte, che però sono state automaticamente commutate in ergastolo. Al 6 dicembre 2004, vi erano 49 detenuti nel braccio della morte i cui appelli per la grazia erano stati rigettati, mentre altri 152 condannati a morte erano in attesa della fine del loro iter giudiziario.

Gaya NEWS DEL 28 GENNAIO – prima parte

COMUNICATO STAMPA
Bologna, 27 gennaio 2006

L’UDC ALL’ATTACCO DEI GAY NEL GIORNO DELLA MEMORIA

Arcigay: “Il fanatismo omofobo è duro ad estinguersi nella destra italiana, la più estremista d’Europa”
“Il fanatismo omofobo è duro ad estinguersi nella destra italiana. C’è chi oggi ricorda con dolore le vittime, chi rinnova con le sue azioni lo spirito dei carnefici: Volonté sferra un attacco ai diritti dei gay e alle istituzioni europee proprio mentre l’Europa celebra, nel Giorno della memoria, anche i 100mila omosessuali perseguitati dal nazismo e i 15mila triangoli rosa sterminati a Mauthausen, Buchenwald e Dachau”. Questo il duro commento del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, alla notizia della presentazione, da parte del capogruppo Udc alla Camera dei deputati, Luca Volontè, di una mozione al parlamento italiano contro la “Risoluzione sull’omofobia” approvata il 18 gennaio scorso dal parlamento di Strasburgo. La risoluzione invita i paesi membri a “riconoscere pienamente gli omosessuali come bersagli e vittime del regime nazista”, oltre che ad “assicurare che le coppie dello stesso sesso godano dello stesso rispetto, dignità e protezione del resto della società”. L’esponente Udc chiede al parlamento italiano di “contestare la legittimità e l'opportunità della risoluzione”, considerata una “ingerenza del parlamento europeo nelle scelte nazionali” una violazione dei Trattati dell’Unione europea. “Volonté – spiega Lo Giudice -, fra l’altro, diffonde una concezione distorta e giuridicamente insostenibile dell’art. 29 della Costituzione, che “riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, come se quell’articolo fosse la fonte di un divieto al riconoscimento di altri diritti ad altri soggetti. “Quella risoluzione – conclude il presidente di Arcigay - è stata adottata con il voto favorevole non solo della sinistra e dei liberali, ma anche di quasi tutti i parlamentari del Ppe, esclusi i popolari polacchi, sotto accusa per la forte recrudescenza antigay in Polonia, e quelli italiani. Quando dichiara di fare riferimento alla famiglia popolare europea l’Udc si ricordi di avere votato, sulle libertà civili, contro i Popolari europei insieme alle destre più estreme. Questa è la destra italiana, la più estremista e integralista del continente, e Volonté ne é un degno rappresentante”.
Ufficio stampa Arcigay

COMUNICATO STAMPA
CHE CONFUSIONE, SARA’ PERCHE’ E’ LUXURIA?

Il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” è fiero della candidatura di Vladimir Luxuria nelle liste di Rifondazione Comunista. “Siamo elettrizzati – esordisce Andrea Berardicurti, della Segreteria Politica del Circolo – ma non meravigliati. Vladimir Luxuria è stata sempre molto attenta alle tematiche della comunità glbtq (gay, lesbica, bisessuale, transgender e queer)”. “E’ stata Luxuria e pochi altri ad insistere tenacemente per organizzare il primo Gay Pride Nazionale a Roma, a mettersi sempre in gioco in prima persona in difesa dei diritti civili per tutti, attraverso i suoi spettacoli teatrali, le sue apparizioni in film e alla televisione, i suoi libri e i suoi articoli sui maggiori quotidiani nazionali. E’ la nostra candidata ideale perché le radici di un percorso comune lungo venti anni ci danno la garanzia di come affronterà i temi specifici cari alla comunità glbtq”. “Siamo anche certi che ora partirà la giostra dei commenti sulla sua candidatura – continuano al Circolo Mario Mieli – perché l’elezione di un transgender in Parlamento avrà grande risonanza, anche fuori dai confini italiani. Inoltre dovranno imparare tutti a barcamenarsi meglio sui termini – precisa divertito Andrea Berardicurti – perché in tre giorni Vladimir Luxuria è stato definito dapprima un performer gay, poi è diventato un trans ed infine una “drug queen” (che scritto così suona vagamente inquietante perché la traduzione letterale è “regina della droga”!). Chiediamo a tutti un piccolo sforzo per imparare una terminologia che diventerà ben presto ancor di più dominio pubblico, anche in Parlamento. Sul sito del Circolo Mario Mieli, www.mariomieli.org , verrà approntato già da oggi un breve e sintetico glossario che aiuterà tutti a districarsi nel mondo composito della comunità glbtq”. Il Circolo Mario Mieli ha già da tempo intrapreso una campagna di sensibilizzazione riguardo a questo, con una Mostra Documentale Fotografica itinerante dal titolo “Scopri le Differenze”, per imparare a conoscere le diversità e a superare i pregiudizi. La Mostra ha ricevuto il contributo della Provincia di Roma e gira nelle città di piccole dimensioni, dove la paura del giudizio degli altri comporta maggiori difficoltà nel percorso di accettazione di se stessi e dove le differenze di genere e di orientamento sessuale sono oggetto di maggiori stereotipi e pregiudizi.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mie
Andrea Berardicurti – Segreteria Politica
Tel. 06/5413985 Fax 06/5413971
www.mariomieli.org


DIREZIONE NAZIONALE SINISTRA LIBERALSOCIALISTA


Genova 27 Gennaio 2006 “Sinistra LiberalSocialista nello SDI e la Rosa nel Pugno per il Partito Democratico” Il Partito Democratico è nato di fatto il giorno delle elezioni Primarie dell’Unione col risultato plebiscitario per Prodi ma gli eventi successivi ne hanno impedito la nascita di diritto sicuramente in tempo utile per le Elezioni 2006 e forse per sempre almeno partendo dai soli DS ( ex-PCI) e Margherita (ex-DC). L’assenza nel progetto di una terza forza laico-socialista (prevalentemente ex-PSI e società civile) costituisce l’anello tuttora mancante essenziale per il Partito Democratico che altrimenti al primo intoppo rischia di naufragare nel mare magnum del nuovo sistema elettorale proporzionale portando il paese indietro di quindici anni. Non bastano infatti considerazioni basate sulla stabilità della coalizione e sulla costruzione del consenso, ma necessita il completamento dell’evoluzione ideologica del socialismo e della democrazia liberale verso una versione compiuta e di massa del liberalsocialismo. Dopo le significative aperture di Prodi che ha portato la SLS al Tavolo dell'Unione per il Programma, l'avvicinarsi della scadenza elettorale spinge la SLS ad una riflessione critica sul ruolo dei partiti in rapporto allo sviluppo della democrazia, in particolare alla necessità che il Partito Democratico-Riformista nasca aperto al contributo organizzato di una terza componente . In particolare quella radical-socialista rappresentata dalla Rosa nel Pugno allargata alla società civile di “Cittadini per il Presidente” la cui presenza appare determinante per garantire sia il necessario equilibrio senza egemonia di alcuno sia il nascere del Partito Democratico indipendentemente dai personaggi temporaneamente più rappresentativi partendo da un successo della Rosa del Pugno oltre che di Prodi. Ora la vecchia formula polemica del LiberalSocialismo di “né liberalismo né socialismo” va trasformata nella Rosa nel Pugno prima e nel Partito Democratico poi in una sintesi positiva del Socialismo Liberal di “et liberalismo –et socialismo” al di là dell'uno e dell'altro alla ricerca di una sintesi che la storia non ha sino ad ora conosciuto. Sotto l’aspetto economico la grande antitesi tra economia di mercato ed economia pianificata, si risolve empiricamente nella dottrina liberalsocialista colla proposta della economia a due settori, quello privato e quello pubblico. Soluzione ancora valida che implica scelte ben precise nel 2006 per portare il Paese fuori dalla crisi economica mantenendo in vita competitiva entrambi i mondi senza svendite auspicate ed anticipate dall’articolo dell’Economist. Sotto l'aspetto politico, la congiunzione di liberalismo e socialismo avviene a metà strada tra lo Stato minimo e lo Stato massimo, mediante la riaffermazione dei diritti individuali della tradizione liberale e la loro integrazione coi diritti sociali la cui realizzazione impone un intervento attivo dello Stato nella sfera dei rapporti economici e sociali. Sotto l'aspetto ideologico, libertà ed eguaglianza rimangono incompatibili come principi estremi e valori ultimi, ma la soluzione che il Socialismo Liberal dà intende il liberalismo come metodo ed il socialismo come il fine, ossia partendo dalla liberazione dell'individuo rispetto allo Stato per tendere alla liberazione dell'uomo rispetto a tutti gli altri condizionamenti che provengono dalla società, specie nella sfera economica. A fronte dell’evoluzione naturale del LiberalSocialismo verso il Partito Democratico guardando in avanti e NON all’indietro la SLS decide quindi di aderire allo SDI per unirsi alle componenti socialiste e laiche schierate alle imminenti elezioni nella Rosa nel Pugno per l’Unione e per Prodi augurandosi di essere seguita in un prossimo futuro dalla Società civile mobilitata dalle Primarie per la Presidenza Prodi; questo per dare risposta ai numerosi problemi aperti quali
-la galoppante deindustrializzazione con disoccupazioni , sottooccupazioni e nuove povertà crescenti sopra livello di guardia,
-gli ingiustificati e permanenti stati di guerra nel mondo ,
-la progressiva perdita delle risorse energetiche e di abitabilità ambientali del pianeta, uniti all’allarme demografico ed al perdurare della subordinazione femminile;
-la emarginazione dal vorticoso progredire della ricerca scientifica e tecnologica in atto e sottostima del suo impatto su sanità, società e produzione, simile sottostima del ruolo delle Scuole Superiori e dell'eccellenza;
-la riconsiderazione dei mezzi necessari a promuovere il protagonismo dei cittadini indipendentemente anche dai partiti utilizzando le tecniche telematiche diffuse nel territorio e attivate per una pratica crescente di consultazione di massa eliminando i privilegi di casta e di apparato rispetto ai diritti di tutti i cittadini.
Dopo lunga discussione viene approvata unanimemente la relazione di Claudio Nicolini distribuita anzitempo via email e viene quindi deciso:
*di sciogliere la Sinistra LiberalSocialista nel Partito “Socialisti Democratici Italiani“ diventandone una componente di “Socialisti Liberal per il Partito Democratico” rappresentata negli Organi Nazionali dello SDI ( Consiglio Nazionale, Direzione ed Esecutivo) secondo gli accordi con lo SDI negoziati da Nicolini da rendere noti a Fiuggi in una conferenza stampa congiunta Borselli-Nicolini; *partecipare con una delegazione di 14 compagni al Congresso Nazionale dello SDI di Fiuggi del 3-5 Febbraio;
*partecipare con propri candidati alle prossime Elezioni Politiche nella Rosa nel Pugno per il successo dell’Unione e per Prodi Presidente;
*battersi successivamente “recuperando il coraggio dell’utopia” per la partecipazione dello SDI e di tutta la Rosa nel Pugno alla nascita e crescita del Partito Democratico; oggi la “cosa” più vicina al Partito Democratico è infatti la Rosa nel Pugno che richiama per inciso il nostro simbolo di sempre.

SEGRETERIA SLS (Sinistra Liberal Socialista)



S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
Via A. Torlonia n. 6 - 00161 ROMA - www.sindacatosfida.it - infosfida@tin.it tel 3384520976 fax 0882-991017
Roma lì 27/01/06
Lettera aperta
Al Leader dell’UNIONE, Al Leader della Casa delle libertà, Ai Segretari di tutti i Partiti e Movimenti Politici
OGGETTO: disabilità un mondo che va conosciuto e sostenuto
Onorevoli leader e segretari di partiti politici. In Italia circa il 30% delle famiglie vive l’esperienza di una disabilità totale o parziale. Queste famiglie sono state abituate a vivere la disabilità in silenzio, in un mondo parallelo a quello dei cosiddetti “normodotati”. Siamo nel terzo millennio e crediamo che sia arrivato il momento di affrontare seriamente i problemi dei disabili e delle loro famiglie. Bisogna iniziare a lavorare per abbattere le barriere culturali della disabilità. In occasione delle prossime elezioni politiche riteniamo che sia giusto che i disabili e le loro famiglie, prima di votare, sappiano cosa si propone di fare il partito o la coalizione da Voi rappresentata. Di seguito sono riportati alcuni punti che noi riteniamo vadano affrontati nella prossima legislatura e su cui vorremmo un vostro impegno. 1) PROGRAMMAZIONE Sappiamo che in Italia nel censimento decennale l’ISTAT non inserisce domande relative alla disabilità. Per una corretta programmazione bisogna sapere non solo quanti sono i disabili ma anche il tipo di disabilità, perché i bisogni di un diplegico sono diversi da quelli di un tetraplegico o di un cieco o di un audioleso o di un autistico o di un disabile mentale lieve o grave o di un pluriminorato (contemporaneamente cieco, muto, non deambulante) o di … e diversi sono i bisogni di un bambino disabile da un giovane disabile o da un anziano disabile. PROPOSTA: UN CENSIMENTO DELLE DISABILITA’ SEGUENDO L’ESPERIENZA DEL PROGETTO PILOTA NAZIONALE REALIZZATO NELL’AUSL FG/1. 2) AUSILI Ci sono ausili indispensabile alla vita quotidiana di alcune persone disabili che costano fino a 15.000 – 20.000 € ma le AUSL contribuiscono al massimo per 7.000 o 7.500 €. PROPOSTA:L’ADEGUAMENTO DEL NOMENCLATORE TARIFFARIO ATTUALE. Lo Stato e/o le Regioni contribuiscano completamente all’acquisto di ausili indispensabili per la vita quotidiana dei disabili. 3) PENSIONE INVALIDITA’ Per i disabili maggiorenni, che non hanno reddito, lo Stato prevede una pensione di invalidità di poco più di 200 € mensili, e se questi sono sposati e con figli a carico nel caso di morte tale pensione non è reversibile. PROPOSTA: L’ADEGUAMENTO DELLA PENSIONE DI INVALIDITA’ CON IL MINIMO DELLA PENSIONE DI ANZIANITA’ E PREVEDERE LA REVERSIBILITA’ DELLA PENSIONE DI INVALIDITA’ AL NUCLEO FAMILIARE QUANDO QUESTO E’ PRIVO DI REDDITO. 4) INDENNITA’ DI ACCOMPANAMENTO Per i disabili gravi e gravissimi ossia persone completamente non autosufficienti è prevista “l’indennità di accompagnamento” pari a poco più di 400 € mensili. Tutti sappiamo che con tale somma non è possibile assumere personale che aiuti la famiglia durante il giorno o la notte per le attività di vita quotidiana e sappiamo che un disabile grave o gravissimo ricoverato in un istituto costa allo stato da 2.000 a 3.000 euro. PROPOSTA: L’ADEGUAMENTO DELL’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO. 5) SCUOLA: per molti genitori di studenti disabili, l’arrivo del mese di settembre, significa l’inizio di una lotta per garantire il diritto allo studio del proprio figlio. Non c’è la certezza della nomina dell’insegnante di sostegno e quando c’è non c’è la certezza della continuità didattica. PROPOSTA: (i All’inizio dell’anno scolastico, nelle province dove il CSA non ha fatte le nomine degli insegnanti di sostegno, i capi di istituto, in piena autonomia, faranno le nomine secondo le graduatorie di istituto. (ii. Ai fini di una continuità educativa degli insegnanti di sostegno, in ciascun grado di scuola, tutte le nomine (comprese quelle dei capi di istituto) avranno valenza fino al completamento del ciclo scolastico. (iii. Per gli studenti che frequentano le classi successive alla prima di ogni ciclo didattico, deve restare invariato il numero delle ore di sostegno per l’intero ciclo, salvo richiesta di modifica da parte della scuola di appartenenza, dopo aver consultato la famiglia dello studente. (iv. Un impegno di spesa da parte del Governo finalizzato per la nomina di assistenti educativi, per l’assistenza igienica e l’acquisto di ausili da parte delle istituzioni scolastiche. 6) BARRIERE ARCHITETTONICHE: Ormai è alla conoscenza di tutti che un disabile motorio che vive in Italia è praticamente agli arresti domiciliare perché gli viene negata la libertà di movimento fuori dalla propria abitazione.. PROPOSTA: a) in tutte le facoltà di ingegneria e architettura vengano inseriti corsi di studio, obbligatori, per l’eliminazione delle barriere alla libertà di movimento di tutti i cittadini e corsi di aggiornamento, obbligatori, per i progettisti liberi professionisti e per i tecnici dipendenti pubblici. b) Venga emanata una legge che preveda: Le amministrazioni comunali nel proprio bilancio debbono utilizzare un quota almeno pari al 10% delle somme derivanti dagli oneri di urbanizzazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici comunali e negli spazi pubblici del comune stesso, realizzati prima della data di entrata in vigore della presente legge. Tale obbligo sarà valido fino a quando una commissione formata da rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle associazioni dei disabili, degli ordini degli ingegneri e architetti giudicherà il territorio comunale privo di barriere alla libertà di movimento dei cittadini tutti. Si prevede un multa (da definire) per i responsabili (amministratori o funzionari) per eventuale mancato utilizzo dei soldi. c) Venga realizzata una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione per il rispetto delle aree di parcheggio per i disabili e per lasciare le rampe libere. d) I contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche siano adeguati ai nuovi prezzi di mercato. e) Ci sia in Italia un regolamento nazionale che specifichi che le regioni debbono comunicare al richiedente, al massimo entro il mese di giugno, dello stesso anno in cui è stata fatta la domanda, la disponibilità o meno dei soldi richiesti. Il contributo deve essere liquidato entro e non oltre sessanta giorni dalla presentazione delle fatture dei lavori effettuati. 7) CULTURA E INFORMAZIONE: Parlare di disabilità è difficile perché la mente dell’uomo allontana, istintivamente, tutto ciò che può dare dolore, ansia, fastidio o dolore. La disabilità produce paura perché è una realtà che potrebbe capitare a tutti. Tutto questo fa si che chi non vive il problema da vicino quando lo vede negli altri gira lo sguardo verso altre direzioni. La disabilità, nonostante siamo nel terzo millennio, per molte famiglie è vista ancora come qualcosa di cui vergognarsi. Il motivo principale è che quando arriva la disabilità la famiglia è impreparata e viene lasciata da sola. Una corretta informazione può aiutare e sostenere la famiglia. Grazie all’impegno dei governi passati in Italia oggi c’è una cultura di rispetto dell’ambiente. Oggi assistiamo a campagna di informazione sul rispetto dei diritti degli animali. PROPOSTA: INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE VERSO IL RISPETTO DELLE PERSONE DISABILI (TRAMITE PROGRAMMI TELEVISIVI, RADIOFONICI, STAMPA, NELLA SCUOLA …) CENTRI INFORMAZIONE DISTRIBUITI SUL TERRITORIO E NEGLI OSPEDALI. 8) LAVORO: La legge 68/99 per l’inserimento lavorativo del disabile ha valenza sia per le aziende private che per quelle pubbliche ma attualmente i disabili continuano a trovare difficoltà per l’inserimento lavorativo. Girando per l’Italia è più frequente incontrare giovani down che lavorano nei fast food anziché nelle aziende pubbliche. PROPOSTA: un monitoraggio presso le aziende sia pubbliche che private per controllare il rispetto della legge 68/99 ed eventualmente studiare modifiche migliorative. 9) RIABILITAZIONE: Una parola ricca di speranza, di tensione, di angoscia, di delusioni da parte dei disabili e loro familiari che in questa parola vedono una realtà capace, se non di rimuovere, almeno di ridimensionare le difficoltà e le differenze. Negli anni 40-50, dopo la seconda guerra mondiale, nella riabilitazione si applicava il principio del meccanismo rotto. Tutte le energie erano focalizzate per migliorare il movimento di un arto, la personalizzazione di una protesi, la mobilità di una articolazione e così via. Negli anni 60 ci si è resi conto che rieducare la funzione lesa non basta più e che l’orizzonte di interesse riabilitativo è infinitamente più vasto, articolato e complesso. Si passa dall’ottica funzionalistica, monopolare, ovvero agire su una singola competenza, ad un livello multifocale in cui l’intervento dell’operatore della riabilitazione, meglio dell’equipe, non agisce più sulla singola competenza lesa, ma su tutta la persona, sulla famiglia e sul contesto di vita. Oggi i disabili e le loro famiglie sentono parlare di idroterapia, ippoterapia, pet terapy, musicoterapia … ma nella realtà sono pochi i fortunati a cui viene data la possibilità di usufruirne. PROPOSTA: IL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLA STRUTTURA PUBBLICA DI QUESTE NUOVE TECNICHE RIABILITATIVE E ASSICUARE IL SERVIZIO SULL’INTERO TERRITORIO NAZIONALE? 10) DOPO DI NOI: La vita media dei disabili si è allungata e i disabili del terzo millennio vivono più a lungo dei propri genitori. Oggi, morti i genitori, la famiglia non si prende più carico del fratello o sorella disabile. Non sono rari i casi di genitori anziani che uccidono i figli disabili e poi si suicidano. E’ diventato urgente realizzare strutture che accolgono i disabili “dopo di noi”. PROPOSTA: una legge nazionale O UN REGOLAMENTO CHIARO E INEQUIVOCABILE, CHE PREVEDA NON SOLO LA REAZLIZZAZIONE DELLE STRUTTURE MA ANCHE LA COPERTURA FINANZIARIA DEL MANTENIMENTO DELLE STESSE. E’ INUTILE REALIZZARE LE STRUTTURE SE POI NON POSSONO ESSERE FUNZIONANTI. 11) FAMIGLIA: Solitamente quando si parla di disabilità non si pensa ai familiari, ai genitori e fratelli e sorelle che dedicano la loro vita ai disabili rinunciando a tutto. In Italia c’è la legge 626/94 che stabilisce che i lavoratori non possono sollevare pesi superiori a 25 chili. In realtà chi assiste un disabile supera abbondantemente tale limite ma nessuno interviene.. PROPOSTA: prepensionamento DI 5 ANNI PER I genitori di PERSONE DISABILI in condizioni di gravità. Sicuro di una Vostra risposta colgo l’occasione per porgerVi distinti saluti.

Il segretario Nazionale
ing. Andrea RICCIARDI


ARCILESBICA NAPOLI
4 FEBBRAIO, ore 18:00: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "NON DIRE IL MIO NOME" DI PAOLA PRESCIUTTINI (SARA´ PRESENTE LA SCRITTRICE).
ECCO UNA BREVE PRESENTAZIONE DEL ROMANZO: A Rosignano Solvay, una striscia di sabbia bianca come il talco con dietro una fabbrica che luccica come un´astronave e davanti il mare aperto, vive una bambina con la sua famiglia: un padre debole e iracondo e una madre senza volontà. Dopo un´infanzia di avventure e di tumulti e un´adolescenza turbata, in cui si susseguono amori maschili e amori femminili, in una tormentata e sofferta ricerca di definizione di identità sessuale, la giovane, in preda a una confusa disperazione, decide di fuggire e sale sulla prima nave in partenza. Al di là di quel viaggio senza meta precisa, l´aspettano un ignoto che la sconvolgerà profondamente, amicizie affettuose di uomini e di donne che conforteranno le sue inquietudini, e lavori improbabili che andranno dall´apritrice di ostriche alla guardarobiera delle discoteche, dalla lavapiatti alla donna delle pulizie: ma alla fine la giovane, nonostante e attraverso tutto questo, in una girandola di eventi che trascina lei stessa e il lettore in un vortice inarrestabile di ilarità e commozione, riuscirà davvero a trovare quell´amore, che, attraverso le oscillanti esperienze della sua tumultuosa adolescenza, aveva sempre sperato arrivasse.

l e m a r e e
http://www.arcilesbica.it/napoli
napoli@arcilesbica.it

Gaya NEWS DEL 27 GENNAIO – SECONDA PARTE –

11 FEBBRAIO 2006
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
VILIPENDIO ALLA LAICITÀ E ALL’AUTODETERMINAZIONE

In anni recenti, mentre la società e la cultura andavano sempre più secolarizzandosi si è assistito al contemporaneo rafforzarsi del fronte integralista nella vita politica. Oggi la sfera pubblica e le scelte soggettive sono sotto il continuo attacco dell’ingerenza religiosa, mentre il progressivo asservimento della classe politica ai diktat ecclesiastici si manifesta tanto negli ulteriori privilegi economici conferiti dalla legge finanziaria al Vaticano e alle scuole private (in gran parte cattoliche), quanto nei crescenti attacchi al principio di autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita. E intanto c’è chi rispolvera il reato di vilipendio alla religione per contrastare la denuncia pubblica di questo stato di cose, com’è accaduto a Torino lo scorso dicembre. L’attuale clima oscurantista favorisce anche il diffondersi di terminologie e discorsi che risalgono al ventennio fascista: dall’omofobia, al razzismo alla ridefinizione del ruolo femminile come ‘utero al servizio della patria e della stirpe. Dietro la proclamata “difesa della famiglia” si celano politiche che mirano a ricondurre la libertà di scelta delle donne al ruolo riproduttivo e delegittimano, al contempo, le altre forme di relazione e d’amore esistenti. Gli effetti di questo pericoloso arretramento culturale si rispecchiano nel moltiplicarsi di atti violenti contro donne, lesbiche, gay e transessuali. È urgente comprendere che l’attacco è complessivo ed è necessaria una risposta forte, che unisca tutte le soggettività prese nuovamente di mira dal fronte clerico-fascista. Abbiamo scelto la data dell’11 febbraio, anniversario dei patti lateranensi stipulati tra Mussolini e Pio XI, per riaffermare i principi di laicità e autodeterminazione e per dire coralmente che INDIETRO NON SI TORNA. PER UNA SESSUALITÀ LIBERA, CONSAPEVOLE E NON ASSERVITA ALLA RIPRODUZIONE, CONTRO L’INGERENZA VATICANA NELLA SFERA PUBBLICA, CONTRO I CRESCENTI PRIVILEGI ECONOMICI DELLA CHIESA E PER LA REVISIONE DEL
CONCORDATO

SABATO 11 FEBBRAIO 2006, MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
più autodeterminazione, meno vaticano



LUIGI CASCIOLI CONTRO UN MINISTRO DELLA CHIESA CATTOLICA

Amico Axteo, Amica Axtea , Sta per arrivare il grande giorno: venerdì 27 gennaio 2006 alle ore 9 presso il Tribunale Nuovo di Viterbo inizia l'udienza relativa alla denuncia dello studioso Luigi Cascioli contro un ministro della Chiesa cattolica per i presunti reati “abuso della credulità popolare” e “scambio di persona”. E' aspettativa di tutti noi che il tribunale strabordi dell’importante presenza di noi sostenitori, amici e giornalisti. La battaglia dell'amico Luigi è il primo passo verso la fine di menzogne che si trascinano da 2000 anni. Ci sono arrivate moltissime adesioni da ogni parte del mondo, così tante che ora abbiamo bisogno di traduttori in varie lingue poiché l'informazione è lo strumento più grande. Infatti cerchiamo un Imprenditore -editore lungimirante e di buona volontà disposto ad aprire una Tv satellitare libera per dibattere i pericoli di tutte le religioni e dove poter comunicare la storia, la ricerca e il pensiero illuminista.


Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni
Movimento Internazionale di Libero Pensiero
http://nochiesa.blogspot.com

per aderire e informazioni:
axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116

INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF


FONDAZIONE “SERGIO SECCI”
ASSESSORATO ALLA CULTURA - Comune di Terni
Bct - biblioteca comunale di terni 30 gennaio 2006 Ore 21.00
Teatro Giuseppe Verdi Terni - 30 gennaio 1956 – 30 gennaio 2006
in ricordo di Sergio Secci.
Il Bianconiglio e gli altri… festa di non compleanno

… “L’idea di questo spettacolo viene come proseguimento ideale al lavoro
sulla memoria che ho iniziato lo scorso anno e che mi ha portato alla
realizzazione del documentario “iltrentasette, memorie di una città
ferita”, un documentario sui soccorsi alla strage della stazione
Bologna, il 2 agosto 1980. Questa volta è la memoria di una delle
vittime della strage, Sergio Secci, figlio di Torquato, primo presidente
dell’Associazione Familiari delle Vittime della strage alla stazione di
Bologna del 2 agosto 1980.”
Sergio Secci nasce a Terni il 30 gennaio 1956 e trova la morte alla stazione di Bologna il 2
agosto 1980. Cinquant’anni dalla sua nascita… e più di venticinque dalla sua morte. Un modo
per ricordare. Una festa di non compleanno.
Si tratta di uno spettacolo di cinematica, che vuole accompagnare il pubblico in un viaggio, di
visioni e suoni, attraverso gli interessi culturali di Sergio. Si sono voluti rappresentare i suoi
interessi musicali, il suo amore per il cinema e il suo grande amore per il teatro, in particolare
per il teatro di figura del Bread & Puppet Theater, oggetto della sua tesi d’esame.
"Quando le sue scelte coincidevano con quelle degli altri", scrive Sergio Secci, "il Bread and
Puppet è sempre stato disposto a confrontarsi, ma allo stesso tempo ha mantenuto una sua
personalità, una sua forza propria. Altri gruppi che sono stati suoi compagni, di strada, si sono
sciolti; il Bread and Puppet è rimasto, proprio per la forza delle sue scelte di fondo. ...Quello
che per gli altri è una scelta ideologica nell’ambito del loro fare teatro e della loro vita, per il
Bread and Puppet è il motivo di fondo per cui esiste; dando per scontata l’ideologia, per non
ripetere se stesso, deve cercare di metterla in pratica, di agire e non di parlare, di fare
politicamente teatro e non di chiacchierare di politica..."
In omaggio al Bread & Puppet è stata costruita una marot, secondo le tecniche usate anche
dal Bread & Puppet Theater stesso, che porterà sul palcoscenico, uno dei personaggi del
teatro di Peter Schuman, l’Eroe Sensibile, interpretato dall’attore francese Maurice Blanc.
Sarà quindi, come negli spettacoli del Bread & Puppet Theater, l’Eroe Sensibile stesso che si
alzerà e arringherà il pubblico raccontando ciò che avverrà nello spettacolo, secondo un
percorso biblico, dalla Genesi, all’Apocalisse.
Si ripercorreranno, attraverso le immagini proiettate, le tappe salienti della formazione di
Sergio Secci e si scopriranno i suoi interessi. Un’alternarsi di visioni accompagnate da musica
ora eseguita da un quartetto d’archi, ora da una jazz band, ora supportate da rumoristica o da
improvvisazione di un duo acou-elettronico. Come in un lungo film, fino al ricordo di Lucilla
Galeazzi con la sua “Per Sergio”, che chiuderà lo spettacolo.
Durante lo spettacolo verranno eseguite musiche di: Bob Dylan, Beatles, Pasolini, Bach,
Mozart. I musicisti che eseguiranno in tempo reale la colonna sonora sono: Andrea Belli,
Giacomo Anselmi, Lorenzo Fontana, Marco Cerri Ciomei, Bruno Erminero, Matteo Marcucci,
Alessandro Paternesi, Irene Ialenti, Francesca Raggi, Gustavo Gasperini, Eleonora
Bisaccioni, Alessandra Montani. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con l'Istituto
Musicale Pareggiato "G. Briccialdi". Le trascrizioni dei brani del repertorio classico sono state
curate da Silvia Paparelli. La marot dell’Eroe Sensibile è stata costruita da Silvia Ronconi, con
l’assistenza di Laura Belli. Simona Scacciapiche è l’aiuto regista. Le immagini e la regia
dell’evento sono realizzate da Roberto Greco.
Lo spettacolo è stato realizzato dalla Fondazione “Sergio Secci”, con il patrocinio e la
collaborazione dell’assessorato alla cultura del comune di Terni e la BCT biblioteca comunale
di Terni.

INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE E A DARE LA MASSIMA DIVULGAZIONE ALL’EVENTO

IL PRESIDENTE

PAOLO BOLOGNESI

Gaya NEWS DEL 27 GENNAIO 2005 – PRIMA PARTE –

COMUNICATO STAMPA ARCILESBICA NAPOLI

"IL TRIANGOLO ROSA"
Non dimentichiamo l’omosessualità come martirio, il tributo di sangue che gli omosessuali hanno versato nel periodo nazi-fascista. i segni indelebili e spesso brutali, seguendo la linea di sangue che la Storia stessa ha disegnato. Ma la documentazione non si ferma al passato; tornando al presente, si scopre che la strada verso la fine di ogni pregiudizio è ancora molto lunga....
PER NON DIMENTICARE
27 gennaio 2006
Le socie volontarie di Arci Lesbica Napoli "Le Maree" saranno presenti per le strade del centro storico di Napoli e distribuiranno materiale informativo relativo alla Giornata della Memoria.



COMUNICATO STAMPA
Bologna, 26 gennaio 2006


GIORNATA MEMORIA: ARCIGAY RICORDA 100MILA OMOSESSUALI PERSEGUITATI DAL
NAZIFASCISMO

Iniziative dal Nord al Sud Italia per ricordare, in occasione della Giornata
della memoria di domani, le vittime omosessuali della persecuzione nazi - fascista. Convegni, proiezioni di film e documentari, spettacoli teatrali, partecipazione alle cerimonie ufficiali, deposizioni di fiori, letture pubbliche e presentazioni di libri, esposizioni di mostre. I comitati Arcigay promuovono in numerose città italiane manifestazioni di commemorazione dei 100mila omosessuali perseguitati dal nazifascismo, 15mila dei quali internati nei lager, dove circa 10mila trovarono la morte. Tra le città interessate dalle iniziative Trieste e Bologna, che ospitano lapidi in memoria delle lesbiche e dei gay uccisi durante l’olocausto, Ancona, Aosta, Trento, Portogruaro (Ve), Padova, Reggio Emilia, Urbino, Perugia, Roma, Napoli, Catania, Molfetta (Fg), Rionero in Volture (Pz). Una nuova mostra di pannelli illustrativi ripercorrerà la persecuzione di gay e lesbiche da parte del regime nazista. La mostra, dal titolo “Olocausto”, lo sterminio dimenticato degli omosessuali” è stata prodotta dal comitato Arcigay di Udine “Nuovi passi”, ed inaugurata a Trieste, all’interno della Sala delle commemorazioni della Risiera di San Sabba, l’unico campo di sterminio che fu operante sul territorio italiano. Esposta in molte città della penisola, è stata tradotta in sloveno e allestita, grazie alla collaborazione dell’associazione omosessuale slovena Dih, all’interno del Museo di storia contemporanea di Lubiana. “Come ricordato anche dalla mostra le vittime omosessuali del nazifascismo vennero cancellate dalla memoria collettiva – spiega Marco Reglia, responsabile Arcigay delle iniziative per la giornata della memoria – Spesso infatti le stesse famiglie di origine si vergognarono di quanto accaduto ai loro congiunti e lo nascosero. Ancora più difficile documentare la sorte delle lesbiche internate, che vennero genericamente assimilate alla categoria degli asociali”. In Germania l’articolo del codice penale, il famigerato “paragraph 175”, in
base al quale furono perseguitati gli omosessuali durante la dittatura
nazista, rimase ancora in vigore per decenni dopo la fine della guerra. Solo
nel 1968 venne abrogato nella Germania dell’Est e nel 1969 in quella
dell’Ovest. Alcuni dei superstiti dei lager nazisti furono nuovamente
arrestati dopo la guerra in base alla stessa legge. Gli omosessuali reclusi nei lager venivano contrassegnati con un triangolo rosa cucito sulle casacche. Ad essi non toccarono le camere a gas, riservate agli ebrei. Morirono a seguito di sperimentazioni chirurgiche, castrazione, lavori forzati. Nei campi costituivano il gradino più basso, talvolta maltrattati o violentati dagli stessi compagni di prigionia. In Italia, alla deportazione si preferì il confino coatto in luoghi isolati e remoti (Favignana, Ustica, San Donnino delle Tremiti, ecc.). Almeno 300 sono i casi ad oggi accertati, 42 dei quali ad opera del solo questore di Catania, Molina. La repressione venne, infatti, affidata ad atti di polizia. Nel codice penale dell’epoca fascista, il Codice Rocco (1931), si omise,
appositamente, ogni norma anti-omosessuale, negando fosse un “problema” che affliggesse gli italiani. “Purtroppo la persecuzione e lo sterminio delle persone omosessuali nel mondo non si sono conclusi con la sconfitta dei regimi nazifascisti – osserva il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. L’oppressione continuò nel dopoguerra anche in molti paesi filo-sovietici. In sei stati islamici gli omosessuali sono tutt’oggi sottoposti alla pena di morte: Iran, Afghanistan, Arabia Saudita, Mauritania, Sudan e Yemen. Altri 20 paesi
musulmani puniscono comunque duramente gli atti omosessuali. In totale sono circa 80 gli stati, tra cui India e Cina, in cui i rapporti omosessuali
rimangono reato. La recente risoluzione del Parlamento europeo contro
l’omofobia ha inoltre invitato l’Italia e gli altri stati membri dell’Unione
a riconoscere le vittime omosessuali del nazismo e ha assimilato l’omofobia
al razzismo e all’antisemitismo”.

L’elenco delle iniziative Arcigay per la Giornata della memoria è
consultabile sul sito web dell’associazione all’indirizzo:
http://www.arcigay.it/show.php?1767.

Ufficio stampa Arcigay

UNIONE VITTIME PER STRAGI
Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Rapido 904, Firenze Via dei Georgofili),
Associazione italiana vittime del terrorismo
Apprendiamo che ieri 19 gennaio 2006 sono state approvate dalla Camera dei Deputati le mozioni che impegnano il Governo a far si che la legge 206 ( Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice) venga applicata senza indugi in ogni suo aspetto.
Le mozioni presentate dai Parlamentari dell’opposizione e della maggioranza sono il frutto di ben 7 (sette) conferenze stampa di protesta svolte presso la sala stampa di Montecitorio dalle Associazioni delle vittime. ( Unione Vittime per Stragi e Associazione Italiana vittime del terrorismo).
La legge 206, frutto dell’unificazione di 2 leggi la prima presentata dall’On. Bornacin (A.N.) la seconda dall’On. Bielli (D.S.), approvata all’unanimità dal Parlamento il 3 Agosto 2004 è stata fino ad oggi in gran parte inattuata, disattesa ed interpretata in modo estremamente limitativo.
È inusuale che una legge votata all’unanimità dal Parlamento abbia bisogno di mozioni parlamentari perché il Governo la applichi.
Ci auguriamo che dopo questa approvazione, che impegna il Governo alla sua puntuale applicazione, si apra una fase di collaborazione tra il Governo stesso e le Associazioni dei familiari delle vittime teso a superare velocemente tutti i problemi: burocratici e interpretativi per far si che la legge venga attuata alla lettera evitando le interpretazioni cervellotiche e restrittive che sono la causa prima degli incredibili ritardi verificatisi fino ad oggi.
Presidente Unione Vittime per stragi
Paolo Bolognesi
Presidente Ass.Vittime italiane del terrorismo
Maurizio Puddu



COMUNICATO STAMPA PSDI


Regione Marche, si Riorganizza Stamani, alle ore 11,00, la Segreteria Regionale Marche del rinnovato Partito Socialista Democratico Italiano ha tenuto una conferenza stampa presso la sala “VIENNA” dell’Hotel EUROPA, in Ancona. Era presente il segretario regionale dei D.S., on.le Massimo Vannucci. Il segretario regionale del PSDI, avv. Domenico Pizzimenti, ha rimarcato che la collocazione del partito era e rimane all’interno del centrosinistra e che impegnerà tutte le risorse disponibili per favorire la vittoria della coalizione dell’UNIONE alle prossime elezioni politiche. Ha sottolineato, inoltre, l’importanza del patto politico-elettorale siglato dai segretari nazionali dei D.S. e del PSDI il 7 ottobre 2005 che prevede, sul piano elettorale, la presentazione di liste collegate, ovvero, a seconda dei casi, l’ipotesi di rappresentanti PSDI ospitati nelle liste della QUERCIA, con la specificazione dell’appartenenza politica. Sul piano politico, invece, la consapevolezza di impegnarsi, ciascuno per la propria parte, ed in sintonia con gli alleati, per la costituzione di un partito unitario, democratico, laico, riformista, liberale, socialista. Per quanto concerne le prossime elezioni amministrative, il PSDI chiederà di partecipare, da subito, ai tavoli delle trattative con i propri rappresentanti. Il segretario regionale Pizzimenti ha conferito all’avv. Domenico Antonio Taddei l’incarico di responsabile per la provincia di Ancona. Fabriano, 25 gennaio 2006 Il Segretario Regionale Avv. Domenico A. Pizzimenti

Partito Socialista Democratico Italiano