20 dicembre 2006

news 20 dicembre

GAY TV CHIUDE PER MANCANZA DI FONDI
Gay tv chiude per mancanza di fondi. Quantomeno questo è quanto
affermato dall'editore Massimo Scolari che in diretta ad Open Space ha
confermato la chiusura del canale lamentando la più che totale assenza
di investimenti. Sul sito www.gay.tv si può accedere al forum di
discussione. Chiusura gay tv. Sinceramente la programmazione di questa
rete l'ho sempre trovata un patchwork mal gestito, con trasmissioni
piene di "chiacchiericcio" vuoto, con conduttori inesperti messi là
giusto per il bel volto. Per non parlare della scarsissima visibilità
che ovviamente non attira investimenti pubblicitari. Ciò non toglie che
fosse comunque un riferimento, uno spazio tutto "nostro" (una sorta di
canale sul giardinaggio per appassionati del genere!) che ci permetteva
di evitare lo zapping sfrenato per avere informazioni che ci
riguardassero (dot) o per guardare film che mai e poi mai la
televisione trasmetterà . A volte si può chiudere un occhio sulla
qualità del prodotto: l'importante è che il prodotto ci sia. Di seguito
allego un mio intervento postato su di un blog in rete. Al di là del
fatto che era il canale più visto dai nostri soldati in Iraq (tanto per
eliminare il problema della scarsa mascolinità dello spettatore),
vista la continua rotazione musicale (di qualità) durante la maggior
parte del giorno. E cosa vogliamo dire del fatto che tutto l'entourage
di Maria De le Pippe (De Filippi, per gli amici) provenga pari pari da
questa rete? O come il grande Canino che da Pink è slittato
direttamente a Mediaset? Quanto è facile per le grandi reti "pescare"
nel barile del mondo proibito per tirarne fuori personaggi di valore e
poi lasciarlo crollare a picco. Riempiono le reti televisive pubbliche
(e non) di spot con espliciti riferimenti alla realtà "diversa" tanto
tormentata (es. la Y Unica di qualche tempo fa con un'Herzigova intenta
a radersi come un uomo... che abbi pietà , se lei si deve radere io che
devo fare? usare il tagliaerba?!) e poi per investire in una rete che
se vogliamo vedere si rivolge prettamente al target omosessuale si fan
venire l'ernia! *ma quale potrebbe essere l'immagine negativa che danno
di sé, se quella rete non è vista dalla larga schiera di benpensanti
bacchettoni baciapile della messa della domenica mattina?! (questa
frase si riferiva ad una affermazione secondo la quale le grandi marche
non facevano pubblicità su questo canale per evitare di mettersi in
cattiva luce rispetto al grande pubblico "etero"). E non parliamo della
"comunità omosessuale" tutta. E' una tra le più ricche in italia, con
un potere monetario in tasca da far spavento, con gente che si
arricchisce aprendo locali e localini (ghettizzanti da far spavento) e
che evidentemente di soldi da investire ne ha a palate... ma di sborsar
una lira nemmeno l'intenzione. Era una opportunità per confrontarsi,
per addentrarsi in un mondo che per molti è sconosciuto, per altri è
così problematico da non poter essere affrontato in prima persona. E
come tutte le opprtunità che gli omosessuali si danno: è fallita
miseramente.
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF
Foto tratte da Google.it

PACS-UNIONI CIVILI:
NEL PRESEPIO DI MONTECITORIO ANCHE DUE COPPIE GAY.
Dichiarazione dei deputati della Rosa nel Pugno Donatella Poretti e
Bruno Mellano che hanno accompagnato le due coppie gay al presepio:
"Oggi mentre ci recavamo in aula per le votazioni sulla Finanziaria,
abbiamo accompagnato due coppie gay vicino ai pastorelli del presepio
allestito da alcuni giorni vicino al Transatlantico. Le prima coppia è
composta da due lesbiche con al collo un cartello con su scritto:
'Anche in Italia il matrimonio gay come nella Spagna di Zapatero' ; la
seconda coppia è composta da due omosessuali con al collo un cartello
con su scritto: 'Pacs Now!'. due deputati hanno inoltre dichiarato "Ci
auguriamo che il Parlamento approvi al piu' presto una legge per il
riconoscimento delle unioni civili così come richiesto dalle coppie gay
del presepio di Montecitorio. E' ingiusto che milioni di cittadini non
possano vedere riconosciuti i loro diritti come ormai avviene in quasi
tutti i paesi dell'Unione Europea".
INVIATO DA Sergio Rovasio RNP

COMUNICATO GAYA CsF
SOLIDARIETA’ A GAY TV
E’ triste constatare quanto la nostra comunità GLBTQ non sia unita in
determinate situazioni e comunque in genere, ma non è il caso di fare
dei ‘mea culpa’ o darci addosso per quello o quell’altro motivo. Morale
della favola: l’unico network televisivo che avevamo sta chiudendo per
mancanza di fondi, non ci rimane che esprimere solidarietà a Gay Tv,
con la speranza che invece accada qualche sorta di ‘miracolo’ che
permetta alla redazione di continuare il lavoro magistralmente portato
avanti in questi anni. Noi di Gaya CsF, questa volta, vogliamo fare
qualcosa di diverso e non limitarci alla solidarietà: invitiamo ogni
esponente della “famiglia” GLBTQ italiana a sostenere insieme a noi, il
lavoro di Gay Tv. Basterebbe versare al network un euro a testa per
poter garantire almeno un minimo di sopravvivenza e invitare i
professionisti e gli imprenditori del nostro enturage a proporsi per
delle pubblicità sul canale televisivo. Sia bene inteso che la nostra è
solo una proposta passibile di opinione, consensi e dissensi, però l’
idea ci pare buona e quindi abbiamo voluta esporla a voi tutti. Buena
Vida a tutti voi e lunga vida a Gay Tv.
Carla Liberatore Gaya CsF

ILLECITI E FURTI D’IDENTITA’ ?
Telecom sapeva
Non poteva non sapere, ecco una delle prove: Per saperne e capirne di
più leggi il libro di Massimo Mucchetti «Il baco del Corriere» edizioni
Feltrinelli, 14 euro. Questa è la vicenda più inquietante che ha
interessato l'Italia. Vicenda che va chiarita fino in fondo, senza tema
di scoprire altarini sensibili e coperti, con la leale collaborazione
degli organi istituzionali e giudiziari. Continuando a scovare, e
denunciare, le mele marce, rimuovendo e sostituendo d'ufficio quei
funzionari delle Forze dell'ordine che si fossero dimostrati anche solo
«distratti» quindi devianti dal buon fine e dalla chiarezza delle
indagini. Le intercettazioni sono la ricerca della prova previste dalla
legge ma possono essere disposte solo per reati gravi e con
l'autorizzazione di un giudice, per «gravi indizi» e quando è
«assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle
indagini». L'articolo 15 della Costituzione così recita: ««La libertà e
segretezza di ogni forma di comunicazione sono inviolabili»». Il caso
delle intercettazioni illecite vocali e internet fatte su migliaia di
utenti che, chi in un modo chi in un altro ne sono stati gravemente
danneggiati moralmente ed economicamente, non va dimenticato ma tenuto
costantemente sotto i riflettori del Paese. A proposito di quanto hanno
scritto giovedì 14 Dicembre 2006 Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica,
pag. 1 - 24, e Paolo Biondani su Il Corriere della Sera, pag. 23 sulla
SpyStory di Telecom tornata alla grande agli «onori» delle cronache, le
esperienze e le documentazioni raccolte da migliaia di utenti internet
intercettati illecitamente con vari mezzi, mezzi che vanno dagli
spyware ai virus fino a vere e proprie intrusioni nei loro computer,
convalidano il commento di Giuseppe D'Avanzo «Se il giudice si ferma ai
tre spioni» al contenuto, detto «intruglio», dell'ordinanza del giudice
della Procura di Milano. Commento che D'Avanzo chiude così: «L'unica
strada che pare voler imboccare il giudice è quella del «trio degli
amici», ma forse per imbottigliarsi in quelle vie bisogna credere a
Babbo Natale e, nel nostro Paese, l'impresa è faticosa». http://www.
radicali.it/view.php?id=79375 . Invece, su quanto ha scritto Paolo
Biondani su Il Corriere della Sera, pag. 9, «Dossier e furti
d'identità. Una macchina per ricatti attiva in tutto il mondo»,
riguardo ai dossier e alle indagini clandestine e illecite fatte contro
migliaia di cittadini e sui «furti di identità» organizzati, come
scrivono Biondani, e Luigi Ferrarella il 19 dicembre, con al soldo un
gran numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri corrotti - un
numero di straordinaria ampiezza - ai fini di potenziali capacità di
ricatto nei confronti di singoli cittadini, aziende e istituzioni.
Cipriani, che è agli arresti domiciliari ed ha ricevuto, come Tavaroli
e Mancini, un nuovo mandato di arresto per altri reati accertati dalla
Procura di Milano, ha dichiarato che gli illeciti avvenivano anche
mediante documenti falsificati con dati anagrafici di persone
qualunque, persone reali, ma con fotografie false - fotografie di
coloro ai quali necessitavano documenti falsi - posso affermare senza
tema di smentita, e stando anche a quanto a me dichiarato da uno dei
diretti interessati, Francesco Potiani dell'ENAV, che i «furti di
identità» avvenivano anche al fine delle illecite intercettazioni fatte
mediante attacchi di pirateria informatica con header e IP falsificati
parallelamente a come avveniva per i documenti di identità cartacei
falsificati appartenenti a persone reali. Serve ricordare che gli IP
sono «il documento di identità» dei navigatori internet, quindi,
soltanto gli Hacker dotati di grande esperienza, conoscenza e abilità
tecnologica - e super protetti da potenti organizzazioni interne ai
servizi di telecomunicazioni quale era la Banda a delinquere che faceva
capo a Tavaroli capo della Security di Telecom, Mancini braccio destro
del capo del Sismi Pollari, il titolare della agenzia di investigazioni
Cipriani - ed i pubblici ufficiali delle Forze dell'ordine corrotti,
sono sicuri di se' al punto da usare disinvoltamente IP falsificati. IP
di altri. Usare IP altrui, è un reato penale, è come usare un
passaporto falso. Secondo quanto sostiene Francesco Potiani, dipendente
dell'ENAV, Ente Nazionale Assistenza al Volo, sono stati usati i suoi
vecchi IP per attacchi informatici, IP riportati qua in calce risalenti
a ben sei anni prima della data in cui Potiani appare come responsabile
dell'attacco. Questo è uno dei numerosi elementi che confermano le
intercettazioni illecite provenienti dall'interno degli Staff di
Telecomitalia.it, di Tin.it e delle innumerevoli Telecom sparse nel
mondo. Intercettazioni telematiche e tentate intrusioni, oltre 400 che,
come si vede da uno dei rapporti riportato qua in calce, sono state via
via segnalate per oltre un anno sia agli staff dell'Abuse di Telecom
Italia sia al Capo del suo Ufficio legale, il dottor Gugliemo Bove. Ne'
gli uffici dell'Abuse di Telecom, però, ne' il Capo dell'Ufficio
legale, Gugliemo Bove, hanno mai risposto ne' tantomeno provveduto a
porre fine alle intercettazioni illecite ed alle intrusioni
informatiche perseguendo i relativi Hackers. Allora, abuse e Ufficio
legale di Telecom, cosa ci stavano a fare? Perchè non hanno fatto il
loro dovere rispondendo primo agli utenti Telecom intercettati, secondo
provvedendo a smascherare gli Hackers che intercettavano dall'interno
degli uffici Telecom? E perchè non intervenivano per interromperle e
denunciare gli autori? Tacevano invece. Tacevano tutti. Evidentemente,
Telecom e i suoi vertici, per sapere sapevano ma le intercettazioni
illecite «non potevano» fermarle ne' denunciare i responsabili. Ordini
superiori. O NO? Il giudice che indaga su Tavaroli, Mancini e Cipriani
scrive: «Non è verosimile che Tavaroli non abbia mai mostrato ai
vertici del gruppo i risultati della sua attività». E Gugliemo Bove a
chi riferiva se non ai vertici di Telecom? Se così non è, Telecom e
Bove lo spieghino pubblicamente. E non alla maniera di Guido Rossi.
Gugliemo Bove, capo dell'Ufficio legale di Telecom Italia è il fratello
di Adamo Bove che, ai tempi delle intercettazioni illecite, era il capo
della Security di Tim e quindi il responsabile del famoso «Sistema
Radar», sistema che intercettava legalmente il settore mobile di Tim.
Quindi, per accertare, denunciare e porre fine alle migliaia di
intercettazioni telematiche, Gugliemo Bove aveva a portata di mano i
mezzi legali, tecnologici, l'assoluta fiducia e i supertecnici diretti
da suo fratello Adamo. Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.
com/rubricadol.htm
Ecco uno degli «eventi», oltre 400, verificatisi in connessione con
Telecom Italia e con Virgilio.it (Virgilio opera su server e linee
Telecom). Header e IP della postazione di uno degli attacchi di livello
Alto inerente le continue tentate intrusioni, o intercettazioni
telematiche come dir si voglia, tutte segnalate, come appare da uno
degli Original Message inviati sempre a tutti i soggetti elencati. La
relativa Mappa geografica della postazione di Fiumicino è consultabile
nella nota *Intercettazioni e Telecom il "Giallo" dell'ENAV & dell'Uni
e l'Inquietante Silenzio dei Vertici di Telecom e Enav* su www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Foto tratte da Google.it

COMUNICAZIONE PROSPETTIVA EDITRICE
UN LIBRO PER NATALE
Un libro per il Natale 2006 in beneficienza
Un libro per il Natale 2006 in beneficienza
L'odore della polvere di RoboGabr'Aoun Tra piste e dune del Marocco -
Acquistalo subito o regalalo:http://www.prospettivaeditrice.
it/libri/schedeautori/robogabroun1.htm
Il ricavato della vendita di questo libro andrà all'Organizzazione
Umanitaria Bambini nel deserto e all'Associazione Italiana delle
Culture. Pagg. 392 Prezzo € 15,00.
"Dai retrovisori il grigio serpente della mia scia disegna una linea
lunga fino all'orizzonte, mentre le ruote turbinano sicure: l'odore
della polvere raggiunge le mie narici, mi inebria. Il ronfare del
motore diviene un ruggito mescolato ai cigolii di tutto il carico che
si sconquassa nelle vibrazioni della pista. Ed il frastuono diviene
musica, mentre la mia anima si alza leggera..." RoboGabr'Aoun alias
Roberto Salvai, piemontese. Viaggiatore d'Africa tra i più conosciuti
in Italia, ha percorso piste e deserti di svariati paesi. Ha vissuto a
lungo in Sudan, in veste di guida, ed è tutt'ora guida in Namibia.
Articolista e scrittore. Tra le sue opere: Tunisia Nord (Polaris,
Firenze); Tunisia Sud (Polaris, Firenze); La Sabbia è in me (Mucchi,
Modena); Sentieri di Nubia (Effetà, Torino). Il ricavato della vendita
di questo libro andrà all'Organizzazione Umanitaria Bambini nel deserto
e all'Associazione Italiana delle Culture.
Prospettiva editrice & c. Sas di Giannasi Andrea
ISBN Editore 88-7418
Via Terme di Traiano, 25
00053 Civitavecchia – Roma