news 18 dicembre
COMUNICATO MARIO MIELI RUTELLI IMPARA A LEGGERE!
A Porta a Porta, Rutelli nega ancora una volta la possibilità di
riconoscere ora e in futuro le famiglie omosessuali arrampicandosi
sulla Costituzione: "Il matrimonio è uno e stabilito dalla costituzione
ed è quello tra uomo e donna e che determina la maternità". Quando si
vuole insegnare la Costituzione bisognerebbe almeno leggerla prima.
L'articolo 29 testualmente recita:“La Repubblica riconosce i diritti
della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il
matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi,
con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare”.
Dove si parla di maternità? Dove di uomo e donna? E chi dice che
società naturale è quello che detta il Vaticano e non, come appare
logico, una società che si forma spontaneamente e che la Repubblica
DEVE “riconoscere” e non istituire? Dal momento che le unioni
omosessuali esistono, e speriamo che l'onorevole Rutelli non voglia
negarlo, il Parlamento DEVE, per dettato costituzionale, riconoscerle
al più presto. Peraltro facciamo presente che secondo la leggenda
costituzionale rutelliana, che lega matrimonio e maternità, le donne e
gli uomini sterili ma anche semplicemente troppo anziani per procreare,
non potrebbero contrarre matrimonio. Se poi l'onorevole Rutelli vuole
farsi garante della Costituzione perché non principia dal finanziamento
alle scuole private, che la Costituzione esplicitamente vieta, e che il
Governo di centro sinistra ha introdotto con un escamotage? Perché “la
Costituzione è valida sempre e non solo quando ci conviene”, come Egli
stesso ha ricordato in trasmissione. Il Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli invierà all'onorevole Rutelli una copia aggiornata della
Costituzione della Repubblica Italiana perché possa studiarla e farsi
una ragione del suo contenuto.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Maccarrone – Direttivo cell. 3497355715
CIRCOLO MARIO MIELI
FASSINO SINISTRO
Le affermazioni di Fassino, che si dice personalmente contrario alle
adozioni da parte di omosessuali (anche se è lecito pensarla
diversamente: grazie segretario!), sembrano ancora una volte dettate da
scarsa conoscenza della realtà e delle problematiche. Il Segretario del
più grande partito di Sinistra non potrebbe permettersi il lusso di
parlare su questioni che egli stesso definisce delicate e difficili,
senza avere correttamente studiato e approfondito la questione, come se
si trattasse di una chiacchierata al bar dello sport. L'associazione
tra adozione da parte di singoli o coppie omosessuali e la presunta
negazione di diritti del bambino o contrasto con i suoi interessi è,
infatti, frutto di una leggenda cara a certi ambienti conservatori e
vaticani, ma non trova nessuna conferma negli studi e nelle ricerche
fin qui condotte. Tanto è vero che in molti Paesi europei e persino nei
puritani Stati Uniti le adozioni da parte di coppie omosessuali sono
una bella realtà da decenni e sono venute incontro proprio al bisogno
di famiglia di tanti bambini. La logica ribassista e approssimativa che
punta alla negazione di diritti e al riconoscimento delle diverse
realtà familiari che esistono nel tessuto vivo della società italiana
non è più accettabile, soprattutto quando basata su preconcetti,
ipocriti moralismi, opportunismi elettoralistici. Sicuramente non è
comprensibile nel contesto di un partito socialdemocratico moderno.
Fassino è stato al congresso del Partito Socialista Europeo di Porto?
Ha sentito come si muovono gli altri partiti socialisti su queste
tematiche? Se poi si pigliasse la briga di sentirci, di sentire il
movimento, e chiedere cosa ci aspettiamo dal Governo la risposta
sarebbe una e molto semplice: PARI DIRITTI.
Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica
Via Efeso, 2/A - 00146 R O M A
tel. 065413985 - fax 065413971
3487708437
COMUNICATO ARCILESBICA NAPOLI
17.12.2006
L’Arcilesbica Napoli vuole esprimere solidarietà nei confronti dei 4
ragazzi coinvolti nel vergognoso atto di omofobia e violenza dell’ 11
novembre all’uscita di una discoteca napoletana. Purtroppo aggressioni
di questo ed altro genere non costituiscono ai nostri occhi una novità
ma ciò non fa che alimentare, in noi, la consapevolezza di avere il
diritto di condurre le nostre vite in modo dignitoso e la voglia di
batterci perché questo ci venga riconosciuto socialmente e dalle
istituzioni. Per questi motivi, nell’attesa che: - i PACS o altro
strumento giuridico conferiscano pubblica dignità alle unioni omosex;-
venga estesa la legge Mancino ai reati di omofobia;- lo stato si decida
a intraprendere ogni possibile altra iniziativa volta a migliorare nei
fatti la qualità della vita delle persone omosessuali; Arcilesbica
Napoli lancia questo appello affinché si crei una rete a livello
cittadino e nazionale che si componga non solo di persone omosex ma di
tutti coloro che, da cittadini, ritengano che queste problematiche
violino democrazia e civiltà, e che mediante solidarietà e
comunicazione scelgano di aiutarci a dare necessaria e sacrosanta
rilevanza a fatti di cronaca come quelli cui di recente abbiamo dovuto
tristemente assistere. Non è necessario essere gay o lesbiche per
lottare contro l’omofobia:la sconfitta della violenza e della
discriminazione, infatti, sono obiettivi fondamentali per rafforzare lo
stato sociale di diritto, fine cui dovrebbe aspirare chiunque senta di
appartenere ad un paese democratico.
Arcilesbica “Le Maree” Napoli
COMUNICAZIONE MASSIMO CONSOLI
Vi comunico con enorme commozione, che ieri, 15 dicembre, alle 11,45,
il compagno Franco Leggio ha cessato di vivere. Aveva quasi 86 anni. La
salma sarà sistemata presso la sede anarchica di Ragusa (Società dei
libertari, via G. B. Odierna, 212). Franco sarà cremato. Oggi
pomeriggio (sabato), verso le ore 15, un corteo funebre ha accompagnato
Franco fino ad una piazza dove gli e’ stato dato l'estremo saluto dai
suoi compagni e da quanti gli hanno voluto bene. Per qualsiasi
informazione potete telefonare al mio n. di cellulare 338-2818189. Vi
abbraccio Pippo Guerrieri Franco Leggio e’ stato il mio primo editore,
il primo ad aver creduto in me, ad avermi dato fiducia. Nel 1971 mi
pubblico’ il libretto “Appunti per una Rivoluzione Morale”, nelle
edizioni La Fiaccola di Ragusa. Nel 1984 diede alle stampe la prima
versione di “Homocaust. Il Nazismo e la persecuzione degli
Omosessuali”. Quest’anno, sempre con la casa editrice da lui fondata,
e’ apparso il libro di Hubert Kennedy, “Anarchico d’Amore”, che ho
tradotto e del quale ho scritto la prefazione. Ho nei suoi confronti un
ricordo carico di affetto, di riconoscimento e di ammirazione. Era una
persona straordinaria, dai forti principi morali, dotato di grande
coerenza e umanita’. Era impossibile non volergli bene. La sua azione
si e’ esplicata soprattutto attraverso il movimento anarchico ma, come
spesso succede con chi ha una propria innata grandezza d’animo, e’ oggi
d’esempio a tutta la societa’.
Massimo Consoli
APPUNTAMENTO CON L’ALTRO MARTEDI’ DI
RADIO POPOLARE
L'Altro Martedì la trasmissione di cultura ed informazione
omosessuale di Radio Popolare condotta da Eleonora Dall'Ovo, Emiliano
Placchi e Paolo Ruiu Martedì 19 dicembre dalle ore 22.40 alle ore 23.30
Presenta Crescere in famiglie omogenitoriali Contributi dal Diritto,
dalle Scienze Psicologiche e Sociali. Report a cura della sociologa
Daniela Danna a seguito del primo convegno italiano
sull'omogenitorialità tenutosi a Milano a seguire una speciale
intervista a Matteo B. Bianchi Autore della fiaba natalizia Tu Cher
dalle Stelle Edizioni Playground email: omomail@radiopopolare.it Radio
Popolare FM 107.600 streaming su www.radiopopolare.it satellite
Eutelsat Hot Bird 13° Est, Frequenza 12.111 MHz, Polarizzazione
verticale.
omomail@radiopopolare.it
ORGOGLIO E PREGIUDIZI
di Alba Montori
RENATO, RENATO, RENATO…. TANTO CARINO…TANTO EDUCATO
Mi son sorte alcune riflessioni che vi propongo qui appresso tra le
tante, troppe che mi hanno invaso e mi invadono la mente e il cuore,
tanto che da molto non ve le mando qui. ""Renato Renato Renato
tanto carino tanto educato..."" Parto da un argomento leggero, ma solo
in apparenza. Quella canzone cantata da una giovanissima Mina tanti
anni fà, parlava di un ragazzo un po' timido, anche troppo come si
diceva allora "imbranato", insomma un ingenuotto. Ma questo Renato quà
( lo Zero nazionale, già "dei sorcini") è decisamente maleducato,
assai. Anzi, continua a mostrarsi di un cattivo gusto degno proprio di
gente alla Calderoli. Scrissi alcune considerazioni qui in rubrica a
proposito dello Zero (Renato) nazionale, giusto un annetto fà. giusto
all'uscita del suo precedente album. Allora si era permesso di dare
carinamente dei "down" ai gay, e l'intero movimento LGBTQ si risentì
molto. I down invece, nel loro carattere pacifico, sorvolarono
elegantemente. Pare tuttavia che l'indignazione non abbia impedito ai
suoi innumerevoli fans GLBTQ di smettere di acquistare e di ascoltare
con religioso trasporto, che rasenta l'estasi mistica ( ahimè anche la
mia ragazza ne è contagiata quasi irrimediabilmente) le sue equivoche
canzonette. Anzi, forse le vendite sono pure aumentate. Insomma, visto
che la trovata pubblicitaria era stata ok l'anno scorso, perchè non
riprovarci, visto che doveva far uscire una nuova raccolta ? E così
eccolo di nuovo ad esternare brandelli veri o presunti tali della sua
pretesa cul-tura sessuale..."liberale", con una puntualità degna del
suo acume manageriale ! Devo rilevare che c'è un miglioramento, perchè
stavolta invece di prendersela coi divers/abili, si mette, per così
dire, "a nudo" in prima persona...anche se solo per "parti", per così
dire, separate. Ma la sostanza, pecoreccia, ignorante (nel senso
proprio di ignorare, non voler conoscere e/o capire)non muta, anzi, se
possibile, peggiora notevolmente, con l'aggiunta di un tocco di
"furbizia" che è solo fatta di disprezzo. Tanto che, anche se sono
decisamente antimilitarista, mi fa pensare che forse quella militare
sarebbe stata una scuola utile, per lui. Epperò penso anche che se
qualcun*, sia pur conquistat* e accecat* dall'ammirazione per la sua
arte sopraffina, come omosessuale più o meno dichiarat*, si è trovato
come omosessuale, ver*( più o meno dichiarat*), o presunt* tale, a fare
i conti con orribili esperienze durante la visita di leva e la naia( e
non manca una notevole letteratura, anche giuridica, passata e recente
al riguardo), certissimamente leggendo le lepide dichiarazioni dello
Zero nazionale si sia sentit* una buona volta irritat*, anzi offes* e
sbeffeggiat*, insomma indignat* al massimo. E non posso che sentirmi
partecipe della sua indignazione! Spero che ciò lo/la convinca
definitivamente a ignorarne le "uscite" verbali ed anche quelle
discografiche. Ma insisto, va ignorato: piantiamola di fargli
pubblicità gratuita. Abbiamo questioni ben più serie e urgenti di cui
discutere. Lui è solo uno che parla troppo, uno dei tanti ipocriti
profittatori che purtroppo ci ritroviamo quotidianamente unpo'
dappertutto e soprattutto sui media, e la gente, GLBTQ compresi, è
secondo me libera, insisto, come chiunque di scegliersi il modello che
preferisce, e anche di trasformarlo in MITO. E di crederci ciecamente,
pure. Profonda, talvolta inquietante similitudine, omologazione dei
"diversi" ai "normali". Altra similitudine con il mondo "eteronormale"
che trovo inquietante e di cui non andrei affatto fiera, permettetemi,
è quella dello sgomitare per autoaggiudicarsi la prima pagina, in
mancanza di meglio, sparandole più grosse dell'"avversari*". E' quello
che ancora una volta sta accadendo e che devo registrare col consueto
fastidio e con la convinzione che chi non ci ama ( e non ci merita) è
tutto contento perchè, mentre noi siamo impegnat** a farci la guerra
tra poveri (LGBTQX) per il diritto di prim* della classe, può farci
passare sotto il naso e nella vita quello che gli pare senza manco
chiederci se ci va bene o no...e fregandosene altamente delle eventuali
rimostranze, a cose fatte. Dalla riunione degli "Stati Generali" in poi
( e anche lì ci sono stati i consueti tentativi di scazzi,
personalismi, partigianerie e accuse reciproche, anche se meno
aggressive e totalizzanti del solito) ho registrato un susseguirsi di
punture di spillo, di prese di distanza, di insulti velati o meno, di
disprezzo personale fatto passare per politicamente corretto eccetera.
Pettegolezzi, spacciati per politica, per non affrontare coerentemente
e fieramente il nocciolo della questione. Causa di tutto ciò una
sostanziale mancanza di rispetto tra diversi ( sembra una barzelletta),
una pervicace abitudine mentale a pensare per schemi predeterminati (
spesso vecchi e dimostratisi inefficaci), una incapacità di fondo a
identificare e applicare una scala di priorità nelle questioni da
affrontare, una assoluta impossibilità di non confondere il rispetto
tra pari ( ma comunque diversi)con l'acquiescenza o la supina
accettazione di ciò che altri hanno già deciso in base ad interessi che
ci riguardano solo marginalmente. Noi che siamo LGBTQX, e consapevoli
di esserlo, abbiamo già chi ci combatte, quello che tradizionalmente
potremmo definire "il nemico", ed è chi fa dell'omofobia, del sessismo
e della sessuofobia la sua bandiera e il suo potere, arrogante,
assoluto, totalizzante, perchè pretende di imporsi alle nostre
coscienze, più integralista dei talebani e degli ayatollah. E e lo
abbiamo dentro casa nostra, ben piazzato proprio dentro la capitale del
nostro stato ( laico e repubblicano per legge democratica), e viene
ogni giorno dalle nostre TV (italiane) e in generale dai nostri media e
addirittura dentro i nostri organi istituzionali repubblicani a
pretendere di dirci come dobbiamo essere laici, e che saremo condannati
tutti all'inferno se non applichiamo la sua sacra legge religiosa, e
che in ogni caso siamo dei pericoli pubblici e dei mentecatti, e lo
dobbiamo pure finanziare con le nostre tasse.Ma sembra che a qualcun*
della Gaya comunità ciò ancora sfugga in tutta la sua gravità, o che
forse trova più urgente prendersela con l'amic* o l'avversari* di
partito e magari col compagn* di lotta, piuttosto che con chi il potere
lo esercita e lo vuole continuare ad esercitare su tutti, assoluto,
totalizzante, totalitario e ipocrita. Ipocrita, sì, e incompetente, per
giunta, perché chi "non fà alcun tipo di famiglia", con obblighi e
reponsabilità e amore relativi, come può permettersi di sindacare sul
"far famiglia" altrui? Con quale competenza specifica può venirci a
imporre modelli di comportamento sessuale chi ha scelto per sacra legge
di non fare sesso in alcun modo ( dando per vero che applichi in prima
persona la sua legge)? Potrei continuare, ma mi fermo qui. Se mi avete
seguito in questo percorso di osservazione/riflessione risulta chiaro
che la questione vera di dove svolgere il Pride non è nella scelta tra
due o più città: è semmai identificare con chiarezza e senza
possibilità di equivoci il principale antagonista della liberazione
sessuale. E non è difficile farlo: il sig. Ratzinger, in veste bianca
(corta e con scarpette rosse) di Papa Benedetto XVI è e si dimostra
estremamente chiaro e preciso nelle sue posizioni, che sono la Legge
dei cattolici. E' ben deciso pure a farle valere anche nella Repubblica
Italiana, con la complicità di politici di tutti i colori e sfruttando
la sua posizione ( nel cuore pulsante della capitale) e la sua
influenza mafioso/religiosa, nonchè la ricchezza delsuo stato
teocratico assoluto. Come prevedevo, quando speravo che fosse Ratzinger
a diventare papa, quando i GLBTQX hanno in massima parte reagito alla
mia proposta pubblica di "sponsorizzarlo"come migliore e più seriamente
integralista, con incredulo orrore, stupiti, offesi, scandalizzati. ll
sig.Ratzinger, "eletto" Benedetto 16, è un vero Papa, chiaro e
inequivocabile per chiunque come antagonista ben riconoscibile della
libertà dell'individuo e della laicità dei cittadini della repubblica,
della nostra, cioè. Perciò finchè esisterà nel cuore di Roma, Capitale
della Repubblica, uno stato teocratico, omofobo, maschista, assolutista
e mafioso, finchè io romana e italiana dovrò chiedere il permesso a uno
"stato estero" per manifestare sulla piazza, che è parte della mia
città da quando è stata creata, se dovrò pure chiedere il permesso al
Capo indiscusso e assoluto di stato Teocratico, per vivere la mia vita
di cittadin* di uno stato repubblicano e laico, dove è stato stabilito
democraticamente che tutti i cittadini hanno pari diritti e doveri e
dignità, se dovremo dimostrare in alcun modo il nostro orgoglio di
essere assolutamente responsabili delle nostre scelte di vita e di
amore e di umanità, certo sarà Roma, ancora per molti anni, credetemi,
il luogo dove è necessario manifestarlo e rivendicarlo con assoluta e
inequivocabile e concorde fierezza .
Alba Montori Gaya CsF 16 dicembre 2006
COMUNICATO ANSA
ANSA DEL 16 DICEMBRE 2006
DENUNCIO’ MINACCE, INDAGATA
Nel Bresciano, per simulazione reato e procurato allarme (ANSA) -
BRESCIA, 16 DIC - Avrebbe simulato la giovane omosessuale che ha
denunciato le minacce da parte di estremisti di destra. La
ragazza ha raccolto attorno al suo caso la solidarieta' di movimenti
ed esponenti gay locali e nazionali. La giovane, 27enne di Mazzano,
risulta iscritta nel registro degli indagati per simulazione di reato e
procurato allarme. Aveva denunciato continui episodi di omofobia nei
confronti suoi e dalla sua compagna.
FONTE: http://www.bresciaoggi.it/storico/20061217/cronaca/Baa.htm
Domenica 17 Dicembre 2006
MINACCE OMOFOBICHE A MAZZANO: SVOLTA CLAMOROSA NELLE INDAGINI –
INDAGATA DORIANA DI GIOVANNI
«Ha inventato tutto» La giovane lesbica sarà interrogata domani
Svastiche, minacce di morte, scritte antigay... Ma Doriana si sarebbe
inventata tutto. Doriana di Giovanni, 27 anni di Mazzano, diventata
dopo le denunce delle minacce ricevute la paladina della lotta contro
l'omofobia è stata iscritta nel registro degli indagati dalla procura
di Brescia per simulazione di reato e procurato allarme. Per gli
investigatori e il magistrato che si è occupato del caso la giovane
lesbica avrebbe fatto da sola. Da sola avrebbe messo sottosopra la casa
il 23 ottobre (a tale data risale la prima denuncia) rovesciato i
cassetti della biancheria, imbrattato il letto di urina e disegnato una
svastica nera sulla porta. Sempre lei, secondo le accuse, avrebbe
ripetuto le minacce il 1 novembre tracciando con il pennarello un'altra
croce uncinata sulla sua auto. E sempre lei avrebbe siglato le minacce
con la scritta F.N. e avrebbe scritto «Muori lesbica» sulla sua auto.
Insomma, secondo la procura e i carabinieri, Doriana avrebbe forzato la
situazione. Ma quel che è peggio, sempre secondo la ricostruzione degli
inquirenti, è che la giovane donna avrebbe anche «firmato» le minacce.
La scritta F.N., in effetti rimandava subito a Forza Nuova, il
movimento di estrema destra, che ha sempre smentito di aver avuto un
ruolo attivo nella situazione. La reazione di Forza Nuova non si è
fatta attendere. In un comunicato invita i cittadini a stare
tranquilli: «A Brescia non esiste nessun pericolo omofobico. Se mai
esistono mitomani». Anche Doriana ribatte, ribadendo la sua posizione e
la veridicità di quanto denunciato: «Sono distrutta. Semplicemente
distrutta. Io non ho incolpato alcuna associazione politica di destra
di quello che è accaduto. Ho solo raccontato i fatti. Se continua così
lascio l'Italia». La svolta clamorosa è arrivata a più di un mese dalla
prima denuncia, dopo una serie di interviste (la ragazza è stata
ospite anche a «Porta a porta» di Bruno Vespa e al programma di
Maurizio Costanzo) e una manifestazione in piazza organizzata da
Arcigay e Arcilesbica contro la violenza alle donne e per dare
solidarietà a Doriana e alla sua compagna dopo che la vicenda era
diventata un caso politico grazie alla conferenza stampa della 27enne
con il deputato Ds Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay.
Alla giovane mazzanese, che aveva accusato il Comune di residenza di
non essere solidale, nei giorni scorsi è stato consegnato l'avviso di
garanzia firmato dalla procura di Brescia. La casa della ragazza è
stata perquisita minuziosamente, l'appartamento era già stato
controllato con cura dalla scientifica alla ricerca di tracce. Doriana
sarà sentita domani dai carabinieri che, incaricati di indagare sugli
attentati subiti, si trovano ora a dover interrogare quella che fino a
ieri era la presunta vittima. Resta solidale con Doriana il presidente
onorario di Arcigay on. Franco Grillini che dichiara: «Fino a prova
contraria crederò alle parole di Doriana che ha raccontato e denunciato
le aggressioni ai suoi danni. In casi simili c'è già stata la tendenza
a parlare di simulazione, specie se sono coinvolte donne».Un altro
articolo in: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=141597
COMUNICATO GAYA CsF
18.12.20
“DIARIO DI UN MOSTRO”
OMAGGIO INSOLITO A DARIO BELLEZZA
PRESENTATO A L’AQUILA SABATO 16 DICEMBRE 2006 NELL’AMBITO DI UNA
MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DA GAYA CsF
La sala del Museo Muspac non era gremita sabato sera, come purtroppo
spesso accade nell’ambito delle manifestazioni culturali. Ma il
pubblico che era presente è stato molto attento alle parole di Daniele
Priori e Cristian Poccia, che hanno magistralmente presentato e
introdotto alla discussione sulle tematiche riportate nel testo “Diario
di un Mostro”. I presenti si sono ritrovati assorti in un viaggio
estemporaneo che li ha catapultati nel cuore delle parole e della vita
di Dario Bellezza, cadendo di volta in volta in quella commozione
tipica di chi in qualche maniera, ha vissuto emozioni simili alle
poesie del grande, ma troppo poco apprezzato, Dario Bellezza. Il gruppo
Gaya CsF, ringrazia quanti sono stati presenti, ringrazia Daniele
Priori e Cristian Poccia per aver intrattenuto il pubblico in maniera
dinamica e simpatica e ringrazia il Museo Muspac per aver accolto
benevolmente la manifestazione.
Gaya CsF



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