29 novembre 2006

news 29 novembre

COMUNICATO STAMPA
Il 1 e 2 dicembre mobilitazione delle diversità sediziose contro
l'Aids Secondo le stime più recenti dell'Istituto Superiore della Sanità l’
Italia è uno dei paesi europei con il più alto numero di persone
sieropositive (circa 130.000). Molte persone, eterosessuali o
omosessuali, maschi o femmine, tossicodipendenti e non, giovani e meno
giovani, ed all’interno delle famiglie, si accorgono di avere
l'infezione soloai segni della malattia. Molte persone muoiono di Aids
senza aver mai seguito lo screening dell'hiv ed una cura appropriata
contro il virus. Molte persone non hanno mai effettuato il test dell’
hiv e pensano di non doverlo effettuare mai poiché credono di non avere
mai avuto comportamenti a rischio di infezione, tragicamente
sbagliando. Questo scenario disastroso è il prezzo da pagare delle
politiche sulla salute, discriminatorie, incoscienti e menefreghiste,
di cinque anni di governo di centrodestra, responsabile di non avere
attuato nessuna campagna di prevenzione ! La situazione non è
migliorata con il governo di centrosinistra. Veti cattolici
oscurantisti e neofascisti impediscono che in Italia si facciano
campagne di prevenzione serie ed efficaci, e la comunicazione contro
l'Aids proposta sui media nazionali, ancora intrisa di tabù, non parla
esplicitamente del preservativo come unico mezzo di prevenzione ma
preferisce usare immagini metaforiche come quella di un palloncino che
vola! Negli ultimi anni la diffusione del virus ha interessato tutti,
e soprattutto persone che erroneamente pensavano di non essere esposti
a contagio come gli eterosessuali. Questo perché non esistono categorie
(come tragicamente fu fatto credere) ma comportamenti a rischio tra i
quali i rapporti vaginali ed anali senza preservativo. L’Arcigay
“Antinoo” di Napoli, i Gay Antagonisti Partenopei, il Collettivo “A
Sora Rossa”, il Laboratorio Occupato SKA e il CSOA Officina 99,
organizzano per il 1° dicembre (giornata mondiale della lotta all’AIDS)
un momento di informazione sull’HIV-AIDS con distribuzione di
preservativi ed una mostra dei poster storici italiani e stranieri
delle campagne contro l’AIDS, tra cui alcuni rarissimi da campagne
tedesche degli anni ’80. La mostra, allestita con i materiali raccolti
presso il Centro di Documentazione dell’Arcigay di Napoli, resta aperta
per il giorno 1 dicembre dalle ore 17.00 al laboratorio occupato SKA.
Il giorno successivo, il 2 dicembre, la mostra si sposterà presso il
CSOA Officina 99 dove si terrà la festa delle diversità sedizione
(DiverCity) a partire dalle ore 22.30. Questa festa è il primo passo
per la creazione di uno spazio cittadino aperto a tutte le diversità
sediziose e libero dal pensiero dominante oscurantista. Venerdì 1°
dicembre presso il laboratorio occupato SKA (Calata Trinità Maggiore-
Piazza del Gesù) a partire dalle ora 17.00: banchetto informativo sull’
HIV e l’AIDS, con una mostra di poster storici sulla lotta all’AIDS e
distribuzione di preservativi. Sabato 2° dicembre presso il CSOA
Officina 99 a partire dalle ore 22.30: DiverCity festa di tutte le
diversità sedizione, dj Enzo Casella, dj Cyro&Emylyo.
Comitato provinciale Arcigay “Antinoo” di Napoli
GayAP!! Gay Antagonisti Partenopei
Collettivo “A Sora Rossa”
Laboratorio Occupato SKA
CSOA Officina 99
Numero Verde Test-Hiv Asl Napoli 1
Per informazioni sull’Hiv e l’Aids e prenotarsi per fare il Test
800.019.254 (24 ore su 24)
informazioni stampa@arcigaynapoli.org

COMUNICATO STAMPA
FACCIAMO BRECCIA
SULLE RECENTI AGGRESSIONI

Pochi giorni, tanta violenza. Fermiamo la (in)cultura dell'odio Dopo
l'aggressione squadrista ai danni di due ragazze e un ragazzo sotto
Radio Sherwood a Padova, un gay a Bari è stato picchiato selvaggiamente
da un branco di omofobi che ha fatto irruzione in un locale gay-
friendly. Intanto a Verona c'è stata un'escalation di aggressioni
squadriste che hanno mandato in ospedale dieci ragazzi/e in due
settimane, mentre a Genova i militanti di Forza Nuova, con croci
celtiche sulla maglietta e la scritta 'Dio, Patria, Famiglia', sono
scesi in piazza con il parroco e alcuni residenti del quartiere Foce
contro un locale gay-friendly. A Roma diversi studenti di sinistra
hanno subito aggressioni fasciste fuori e dentro le scuole, mentre su
un altro istituto sono comparse scritte lesbofobiche. Le soggettività
lesbiche gay, trans, etero, femministe e antifasciste che animano
Facciamo Breccia esprimono profonda preoccupazione e rabbia per il
crescendo di azioni squadriste, omofobiche, sessiste e razziste che
trova terreno fertile in una cultura intrisa di revisionismo,
indifferenza, bigottismo. Denunciamo ancora una volta la pericolosa
alleanza delle gerarchie vaticane con le destre fasciste e neofasciste
nel cercare di imporre un modello reazionario di società che legittima
e moltiplica queste violenze. Rivendichiamo l'antifascismo come valore
e come pratica irrinunciabile in un percorso di amplimento della
cittadinanza per tutte/i, indipendentemente dalla provenienza
geografica, dall'identità di genere, dall'orientamento sessuale, dagli
stili di vita. Non intendiamo farci ingannare dalle politiche
securitarie che vengono rilanciate ad ogni episodio di violenza, perché
la logica che le genera è perfettamente corrispondente a un modello
violento e machista, che va estirpato al più presto. Combattere gli
aspetti razzisti, omo/lesbo/transfobici e sessisti è una battaglia
culturale e politica che deve accomunarci, oggi più che mai. Prima che
sia troppo tardi.
Siamo al fianco di tutt* le/gli aggredite/i, orgogliosamente
antifascist*.
Coordinamento Facciamo Breccia
NO VAT - PIU' AUTODETERMINAZIONE, MENO VATICANO
www.facciamobreccia.org

NO VAT - PIU' AUTODETERMINAZIONE, MENO VATICANO
www.facciamobreccia.org
BARI. GIOVANE GAY AGGREDITO, LA SOLIDARIETA’ DEL SINDACO EMILIANO
Il giovane è stato picchiato all'uscita da un locale nel quale si
tiene ogni settimana una serata gay mercoledì 22 novembre 2006 , di Il
Corriere del Mezzogiorno Il sindaco Michele Emiliano ha incontrato
ieri a Palazzo di città il ragazzo ventisettenne aggredito domenica
sera perché gay e ha espresso sostegno alla comunità omosessuale. « E'
un gesto grave e ingiustificabile dice il sindaco è tempo che tutta la
comunità barese reagisca alle intimidazioni e alla violenza in nome
della convivenza pacifica e del rispetto di tutte le differenze » . Ma
gli alleati, che da tempo gli chiedono di dare una prima copertura alle
coppie omosessuali, gli ricordano questo impegno. « Occorre rilanciare
le politiche sociali, realizzare luoghi di aggregazione per i giovani,
costruire una cultura dell'accoglienza dice Sabino De Razza,
consigliere del Prc purtroppo l'amministrazione comunale va in
direzione contraria: da due anni non riesce a approvare la proposta di
istituire il registro delle unioni civili » . Il giovane è stato
picchiato all'uscita da un locale nel quale si tiene ogni settimana una
serata gay. Una banda di cinque ragazzi sono entrati nel locale e hanno
iniziato a provocare, il pestaggio si è svolto all'esterno. Per
medicare il ventisettenne sono stati necessari 18 punti.
GAY PESTATO, BARI INDIFFERENTE
Solo una nota di Rifondazione. Il sindaco: più sicurezza per i
giovani giovedì 23 novembre 2006 , di La Gazzetta del Mezzogiorno La
vittima ricostruisce l'aggressione. Al Comune è stato ricevuto da
Emiliano Bari - Dopo l'aggressione dell'altra notte ad un giovane gay,
è arrivata la solidarietà: poca in realtà dato che la comunità
omosessuale ha denunciato l'episodio e ha gridato all'isolamento. Il
sindaco Emiliano ha incontrato il ragazzo di 27 anni pestato davanti ad
un locale notturno in cui diversi gay di Bari si erano dati
appuntamento. La vittima, 27 anni, era in compagnia di alcuni amici
quando una banda di provocatori ha cominciato a insultare: «C'erano due
ragazzi omosessuali che si stavano tenendo per mano, quando uno della
banda ha detto "Ma la volete smettere di dare spettacolo?". Io a quel
punto mi sono arrabbiato e ho reagito», dice il giovane, rimasto ferito
nel pestaggio. Solidarietà è stata espressa da Rifondazione comunista.
Il sindaco Emiliano ha rilanciato l'esigenza di maggiore sicurezza nei
locali frequentati dai giovani. formicola in cronaca
22/11/2006
Sergio Rovasio
Mail:sergio.rovasio@gmail.com

UN'ALTRA VERGOGNA UMANA.
Un’usanza barbarica: Il foie gras (letteralmente “fegato grasso”) è il
fegato malato di un’oca o di un’anatra che è stata sovralimentata
forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico,
lungo 20-30 cm, infilato in gola e spinto giù fino al raggiungimento
dello stomaco. Per costringere il suo organismo a produrre il foie
gras, l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi
secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del fegato quasi di
dieci volte superiore rispetto a quelle normali e lo sviluppo di una
malattia nell’animale: la steatosi epatica. Se l’animale cerca di
divincolarsi quando il tubo gli viene inserito in gola, o se il suo
esofago si contrae per conati di vomito, rischia il soffocamento e la
perforazione del collo che gli sarà fatale. L’inserimento del tubo
comporta lesioni con conseguenti infezioni e dolorose infiammazioni. La
squilibrata e forzata sovralimentazione causa frequentemente malattie
dell’apparato digestivo, potenzialmente fatali. Subito dopo ogni
sessione di alimentazione forzata, l’animale soffre di attacchi di
dispnea e diarrea L’allargamento del fegato comporta difficoltà
respiratorie e rende doloroso qualsiasi movimento. Il ripetersi di
questo trattamento porta alla morte dell’animale alimentato
forzatamente. Questi volatili vengono macellati prima che muoiano per
queste conseguenze. In ogni caso, gli animali più deboli sono già
moribondi al momento dell’arrivo nella stanza da macello, mentre molti
altri non arriveranno neanche a quel momento: nel periodo di
alimentazione forzata, il tasso di mortalità delle anatre è da dieci a
venti volte superiore al normale. Sofferenza concentrata La violenza
insita nella produzione del foie gras basterebbe a giustificarne l’
abolizione. Comunque, per la maggior parte di questi animali il
calvario non si limita alla brutalità dell’alimentazione forzata. A
molti viene amputata parte del becco, senza anestesia, con pinze o
forbici. La natura delle anatre è di trascorrere gran parte della loro
esistenza in acqua. In questi “allevamenti”, molti volatili vengono
tenuti prima in capannoni, poi in gabbie dove si feriscono le zampe che
appoggiano su una serie di fili metallici. Le gabbie sono così piccole
che gli animali non possono nemmeno girarsi su loro stessi, tantomeno
assumere una posizione eretta o battere le ali. A molti di quelli che
sopravvivono fino al macello si spezzano le ossa durante il trasporto e
mentre vengono maneggiati. Quindi vengono appesi a testa in giù per
essere fulminati con l’energia elettrica, per poi essere sgozzati. Le
anatre femmine vengono macellate vive o asfissiate brevemente con il
gas dopo la covatura, perché i loro fegati hanno più vene di quelli dei
maschi. Piacere per alcuni, sofferenza per altri Come può il banale
piacere di mangiare il suo fegato giustificare l’ imposizione di un’
esistenza così orribile ad un essere senziente che, come noi, prova
dolore e angoscia? Solo il fatto che appartiene ad un’altra specie ci
dà il diritto di rimanere sordi nei confronti della sua sofferenza e
muti di fronte a questa schiavitù immorale? Esistono delle leggi che
proteggono gli animali dalle torture e dalle crudeltà. Queste leggi
vengono deliberatamente ignorate quando ogni anno 30 milioni di animali
vengono utilizzati per il foie gras, soprattutto in Francia. Si dice
che la “sofferenza necessaria” è accettabile. In realtà, il consumo di
questo prodotto è assolutamente non necessario. Nessuno, nemmeno chi
trae
profitto da questo commercio, oserebbe affermare il contrario. Mentre
per il consumatore il prezzo al chilo del foie gras continua ad
abbassarsi, gli animali, i cui corpi vengono straziati deliberatamente,
pagano a caro prezzo. Anche la Francia sta pagando a caro prezzo il
foie gras, dal momento che è vista come una nazione reazionaria a
confronto di quei Paesi che ne hanno bandito la produzione. Non è
incredibile che un’usanza barbarica come conficcare un imbuto o una
pompa pneumatica nella gola di un animale in gabbia
sia considerata una tradizione d’elevata cultura? Bandire il foie
gras: verso una produzione alimentare etica. In qualità di cittadini di
un Paese civilizzato, riconoscendo che la realizzazione del foie gras
si basa su una totale negazione dei diritti degli animali utilizzati
per la sua produzione: Chiediamo a coloro che alimentano forzatamente
oche e anatre di fermare questa pratica abusiva. Il fatto che non
intendano fare del male a questi animali non riduce la sofferenza che
comunque provocano loro. Chiediamo a chiunque tragga profitto dal foie
gras, senza nessuna considerazione etica, di cessare la sua
partecipazione a questo business malato. Chiediamo a chiunque tragga
profitto dal foie gras, senza nessuna considerazione etica, di cessare
la sua partecipazione a questo business malato. Chiediamo alle
autorità scientifiche e veterinarie a cui sta genuinamente a cuore il
benessere degli animali di denunciare coraggiosamente, nonostante la
pressione politica ed economica, gli attuali metodi di produzione del
foie gras. Chiediamo ai nostri giudici di ricordare che esistono delle
leggi finalizzate a limitare la sofferenza che può essere inflitta ad
un essere senziente, e che, di conseguenza, la produzione del foie gras
è illegale. Chiediamo ai nostri politici di legiferare al fine di
bandire questa pratica arcaica dall’Europa per sempre. In qualità di
consumatori determinati a “servire l’etica” a tavola, e coscienti del
fatto che questa sofferenza esiste unicamente per soddisfare le nostre
papille gustative, ci rifiutiamo di comprare e consumare questi fegati
malati di animali torturati. Firma il manifesto http://www.stopgavage.
com/it/firma.php
INVIATO DA: Bruna Marcantonio
http://www.zampette.it/fioribach/fioribach_home.htm
blog: www.brunamarcantonio.splinder.com

IL COMPLEANNO DI MASSIMO CONSOLI
Roma, 29 novembre 2006, mercoledi´
Gli americani hanno lo "Stonewall", gli italiani si devono contentare
del mio compleanno...E come in America lo "Stonewall", che cade il 28
giugno, si commemora la domenica immediatamente precedente quella data,
qui da noi il mio compleanno, che cade il 12 dicembre, si festeggia il
sabato precedente che, quest´anno capita il 9 dicembre. Cosi´, anche
stavolta ci rivedremo tutti e tutte per quella data presso il circolo
"Mario Mieli" e, magari, approfitteremo dell´occasione per fare un po´
il punto della situazione, per parlare di noi stessi ma, soprattutto,
per guardarci nuovamente in faccia dopo un´assenza durata un anno.
Questo e´ stato un anno pesante, per me. L´ho trascorso quasi piu´ in
ospedale che a casa, perfino impedito nei movimenti. Di conseguenza, la
voglia di rivedervi e´ anche piu´ grande del solito. Vi aspetto,
Massimo Consoli
Circolo Mario Mieli Via Efeso 2/a Roma Sabato 9 dicembre, ore 20.00

GRUPPO DEL GUADO
PAOLO RIGLIANO
Gay e lesbiche in psicoterapia
Sabato 2 Dicembre - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36
Con Paolo Rigliano, lo psichiatra e psicoterapeuta che ha al suo
attivo il più autorevole studio sistematico sull'omosesualità
pubblicato in Italia, affronteremo gli argomenti che vengono trattato
nel recente libro che ha curato con Margherita Graglia, dedicato al
complesso rapporto che c'è tra omosessualità e scienze della mente. In
un momento in cui alcuni millantati esperti parlano di "terapia
riparativa dell'orientamente sessuale" questo incontro rappresenta
un'occasione importante per fare il punto sul corretto approccio che le
discipline psicologiche debbono avere nei confronti delle persone
omosessuali e dei problemi che queste stesse persone possono avere.
Gruppo del Guado - Cristiano Omosessuali Milano
Via Soperga 36 (MM1 Loreto, MM2 Caiazzo, MM3 Centrale)
Telefono: 346 308 19 01 - Email: info@guado.org - www.guado.org

TAVOLA ROTONDA SULLA SIMBOLOGIA
E
MESSAGGIO DEGLI ALBERI
Villa Lina Biofficina, Ronciglione 8 dicembre 2006, h. 16.00 Via
Magenta 65, Ronciglione (VT)
Relatore: Joan Peter Boom. Diapositive: Francesco Uda. Interventi:
Paola Igliori, Ennio La Malfa, Osvaldo Ercoli, Carlo Lotti. Poesie e
canzoni ecologiste a cura di Stefano Panzarasa. Moderatore Paolo
D'Arpini.
Gli uomini della pietra forse si dovrebbero chiamare gli uomini degli
alberi o del legno, che era sicuramente il materiale più usato. Il
legno era anche "la madre" del fuoco, col legno gli uomini costruivano
capanne, dimore per adorare gli dei, palizzate per la loro difesa e
scettri di potere sciamanico. Gli alberi hanno un'anima. Esperimenti
hanno dimostrato che le piante reagiscono a certi stimoli e che possono
sentire benessere, paura, dolore e inoltre che sono capaci di
memorizzare. L'albero più significativo delle tre religioni
monoteistiche è senz'altro l'ulivo che con il suo olio "crea la luce",
che rappresenta Abramo l'antenato comune degli ebrei, dei cristiani e
dei musulmani. San Bernardo di Chiaravalle lasciò scritto: "Troverai
più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce t'insegneranno le
cose che nessun maestro ti dirà." Ancora oggi festeggiamo questa
simbiosi naturalistica con l'albero di natale, la rinascita del bambin
Gesù e la rinascita del Sole Invitto (il solstizio), la premessa per
far ricrescere la vita. In fondo la vera divinità dell'albero è sempre
rappresentativa della Grande Dea Madre, la
Terra, creatrice di tutta la vita.
Programma: 8 dicembre 2006
h. 16.00 - Appuntamento con Carlo Lotti nel parco di Villa Lina per
conoscere gli alberi centenari che vi crescono rigogliosi.
h. 17.00 - Tavola Rotonda sulla simbologia degli alberi.
Relazione e diapositive di Joan Peter Boom, scrittore e ricercatore.
Interventi di:
Paola Igliori, responsabile di Villa Lina Bioficina
Ennio La Malfa, Accademia Kronos
Osvaldo Ercoli, Ass. Naz. Libero Pensiero Giordano Bruno
Stefano Panzarasa, geologo, membro della R.B.I.
Moderatore e facilitatore: Paolo D'Arpini
Al termine dell'incontro si terrà una cena sociale vegetariana e
biologica.
Il programma si svolge nella cornice molto bella del parco
botanico-artistico di Villa Lina, è prevista in alternanza agli
interventi
e al dibattito col pubblico la presenza di artisti di teatro, musica,
poesia,
etc. per allietare e rendere vario l'evento.
Durante l'incontro verranno presentati libri e riviste in sintonia.
Patrocinio della rivista ETRURIALAND e dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE del
LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO", sezione di Viterbo.
PER PRENOTAZIONI ED INFORMAZIONI CONTATTARE:
Paolo 0761-587200
email: calcata@vegetus.net
Gianmaria: 3393701823 - 0761/627857
info@villalina.com
villalina@virgilio.it
www.villalina.com

EVALUNA LIBRERIA
VENERDI 1 DICEMBRE 2006 ORE 19.30 READING POETICO
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "COURAGE" DI FERDINANDO TRICARICO
NE PARLERANNO CON L"AUTORE : MARIANO BAINO E NATASCIA FESTA PER L"
OCCASIONE SARANNO ESPOSTE LE TAVOLE ORIGINALI DI MARILINA RICCIARDI,
CHE ILLUSTRANO IL LIBRO.
SCHEDA: Ispirandosi alla grande cronaca drammatizzata della Madre
Cuorage di Bertold Brecht, Tricarico attira il lettore nel suo vortice
di tensione translinguistica fatta di accanimenti fonetici, di accumuli
affabulatorii e di allegorismo realistico, trasferendo la scena, dalla
guerra dei trent’anni ad una moderna cruenta saga di camorra, di cui
le donne sono nuove protagoniste e vittime, corrotte dalla cupidigia e
dall’avidità, dall’ambizione di potere e di comando e devastate da
faide infinite, da destini distruttivi certi, dalla colpa di chi genera
e uccide il frutto della propria creazione.
EVALUNA LIBRERIA - PIAZZA BELLINI 72 NAPOLI - WWW.EVALUNA.IT 081292372
– libreriadelledonne@evaluna.it

EVALUNA E ARTENOPE
Presentano: Arte a colazione - Speciale Natale - Sabato 2 e 16
dicembre alle ore 10.00 Partenza dalla Libreria Evaluna - piazza
Bellini 72- Napoli, 2 dicembre 2006 L'opera e il committente La chiesa
del Pio Monte di Misericordia e Le Opere di Misericordia di
Michelangelo Merisi da Caravaggio Il Pio Monte della Misericordia è
un'Istituzione, fondata da sette giovani nobili napoletani, che da
quattro secoli si dedica alla beneficenza e all'assistenza. La
committenza della pala d´altare al Caravaggio ha condizionato le
successive opere artistiche e decretato la fama dell´Istituzione. - 16
dicembre 2006 Culto e devozione Chiesa e cripta di Santa Maria delle
Anime del Purgatorio ad Arco e il culto dei morti Al di sotto della
chiesa si trova un ipogeo, che dal '600 è diventato un luogo dove si
celebra il culto dei morti. La cripta, come anche la chiesa, è decorata
con teschi e ossa, oltre che con lapidi di defunti appartenenti alla
confraternita religiosa che ha fondato la chiesa. Qui, per secoli e
almeno fino al 1980, si sono venerati i morti senza nome. Vi si
svolgevano fino a 50 messe al giorno e i fedeli portavano fiori,
candele ed ex voto alle anime per ottenere una grazia. La visita si
suddividerà in due parti: la prima, di circa 30 minuti, si svolgerà
nelle accoglienti sale della libreria Evaluna e servirà a introdurre il
dolce prescelto e il luogo da visitare; la seconda, naturalmente subito
dopo, si svolgerà sul luogo prescelto. La durata di ogni incontro è di
circa 2 ore. Il contributo per un singolo incontro è di 15 € (le quote
comprendono l´ingresso nei musei). E´ gradita l´iscrizione e la
prenotazione entro le ore 14.00 del giorno precedente. INFO: EVALUNA
associazione culturale - piazza bellini 72 napoli - tel. 339 1520540-
081/292372 - www.evaluna.it-libreriadelledonne@evaluna.it
ARTENOPE affiliata arci - 339 5295574 e info@artenope.it

COMUNICATO STAMPA
La rivista "il libro volante", la parola scritta che si fa voce
“Il libro volante”, rivista-laboratorio di cultura politico-letteraria
realizzata, gestita e diretta da giovani under 30, da parola scritta si
fa voce, con gli audiolibri de “Il libro parlato” dell’Unione Italiana
Ciechi. Il Libro parlato è un servizio gratuito che l’Unione Italiana
Ciechi offre da quasi cinquant’anni ai non vedenti e a tutte le persone
che hanno difficoltà di lettura (anziani, ipovedenti, ecc.), dando in
consultazione e in prestito un catalogo di 10.000 audiolibri che
spaziano dalla narrativa alla scienza, dalla storia alla filosofia,
riversati su audiocassette o cd. Da fine novembre anche la rivista Il
libro volante potrà essere consultata dai non vedenti in formato
audiolibro nei 13 Centri di distribuzione del "Libro parlato" presenti
in Italia, grazie alla convenzione stipulata dall'editrice "La
Bancarella" e dalla rivista con il Centro Nazionale del Libro Parlato e
sottoscritta dal presidente dal Presidente nazionale dell'Unione
Italiana Ciechi, prof. Tommaso Daniele e dal Direttore de “Il libro
volante” Andrea Panerini. Per saperne di più invitiamo a partecipare
alla presentazione nazionale dell'iniziativa che avrà luogo a Firenze
alle 17.30 di giovedì 30 novembre 2006 presso la Biblioteca
dell'Orticultura, al Parterre di Piazza della Libertà, con il
patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 5 ed in
collaborazione con l'Associazione Finisterre.
www.librovolante.eu

TEATRO ARABICO
Roma via dei Sabelli 116/A (s.Lorenzo)
dal 30 novembre 06 al 3 dicembre 06
FESTIVAL TEATRO TRANSGENDER
Organizazione:
Libellula Arcitrans - Circolo Mario Mieli
Promozione:
Arcitrans - www.libellula2001.it, AzioneTrans - Crisalide, Gruppo
Luna, M.I.T., Arcilesbica
Transgenderinternational
Giovedì 30 novembre 06 ore21
HELENA VELENA
In
" TRANS izione di sex, mutazioni di GENDER "
I BUTTERFLY KINGS
in
" Belli come il sole "
suggestioni drag king
con: Bianco, Ivan, Julio, Rick, Spruzzy
Venerdì 1 dicembre 06 ore21
INCONTRANS - STABILE
Leila Daianis
in
" Il Risveglio del Minotauro "
Liberamente ispirato al racconto di F.DÜRREMAT e J. L. BORGES
Con: Francesca Merli, Amanda Evans, Lili Brunet,
Tania Gaudì, Tito
Costumi: Fabrizio Teragnoli –
Direttore Tecnico: Markus Di Meglio
CRISALIDE AZIONE TRANS
presenta
" One New Man Show "
di Davide Tolu
con Matteo Manetti
speciale ringraziamento
all'Assessore alle Pari Opportunità del comune di Roma Mariella
Gramaglia
infoline: 06-44340560-Teatro Abarico, 06-5413985-Circolo Mario
Mieli e 06-4463421 Circolo Libellula (prenotazioni)

NESSUNO TOCCHI CAINO
25.11.2006
ITALIA. D'ALEMA: NOSTRO OBIETTIVO RISOLUZIONE PER LA MORATORIA NEL
2007 - 16 novembre 2006: "Stiamo raccogliendo delle adesioni con
l'Unione europea per l'abrogazione della pena di morte e per la
moratoria universale delle esecuzioni capitali." "L'obiettivo è quello
di presentare una risoluzione nella prossima Assemblea Generale delle
Nazioni Unite", ha dichiarato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema,
nel corso di un intervento al Senato sulla situazione dei diritti umani
in Cina, a seguito del suo recente viaggio nella Repubblica popolare.
"Noi continueremo ad incalzare la Cina sul tema della pena di morte”,
ha detto il Ministro. "Il nostro governo – ha aggiunto - pensa che solo
attraverso una politica di cooperazione con la Cina è possibile
spingere questo Paese a modernizzarsi nell'economia e nelle
istituzioni". "Io credo - ha concluso D'Alema - che l'Italia e l'Europa
non devono cessare di incalzare la Cina e di chiedere concreti passi in
avanti, anche perché la Cina si trova alla vigilia di grandi
appuntamenti: le Olimpiadi del 2008 e l'esposizione universale del
2010. Questo è il momento migliore per incalzare la Cina sulla tutela
dei diritti umani". Intanto l’Unione Europa, il 20 novembre, ha detto
che nel quadro dei negoziati relativi al Trattato sul Commercio e la
Cooperazione, chiederà alle autorità irachene la messa al bando della
pena di morte. “Le questioni legate ai diritti umani – ha detto la
Commissaria Ue per le Relazioni Esterne, Benita Ferrero-Waldner –
saranno naturalmente affrontate nel corso dei negoziati e rientreranno
negli accordi finali”. La Ferrero-Waldner ha reso le dichiarazioni al
termine dell’incontro avuto a Bruxelles con il Vicepremier iracheno
Barham Salih. Una volta stipulato, l’accordo su commercio e
cooperazione, sarà il primo contratto tra Iraq e Unione Europea.
CINA. PECHINO AMMETTE ORGANI PRELEVATI SOPRATTUTTO DA GIUSTIZIATI - 17
novembre 2006: le autorità cinesi hanno ammesso il fenomeno del
“turismo dei trapianti”, che vede la vendita a cittadini stranieri di
organi prelevati da prigionieri giustiziati. Lo scrive il giornale
Daily Telegraph, aggiungendo che la Cina vuole introdurre regolamenti
più severi relativi alla cessione di reni, fegati, e altre parti
vitali. “La maggior parte degli organi prelevati da cadaveri
provengono da prigionieri giustiziati”, ha dichiarato il Viceministro
della Sanità cinese Huang Jiefu, in occasione di un meeting di medici
specializzati in trapianti. La pratica era stata ripetutamente negata
dalle autorità di Pechino. Un portavoce ministeriale ha riconosciuto
che “le persone più abbienti, inclusi pazienti stranieri”, possono
evitare le lista d’attesa poiché disposte a pagare di più. Cittadini
stranieri bisognosi di trapianti saranno ammessi in Cina solo sulla
base di nuovi regolamenti, che – a detta di Pechino - si conformeranno
agli standard internazionali, dando precedenza ai pazienti cinesi in
lista d’attesa.
IRAN. DIECI ESECUZIONI IN TRE GIORNI - 19 novembre 2006: cinque uomini
sono stati impiccati in uno stadio della provincia iraniana del
Golestan. Lo riporta il giornale Etemad, identificando i cinque come
Khashayar J., Esmail B., Abolghasem H., Ruhollah T., e Hassan B. Erano
stati condannati a morte per stupro e sequestro. Due giorni prima altri
cinque uomini sono stati impiccati per traffico di droga nella
provincia del Khorasan Razavi. I cinque, di cui non è nota l’identità,
erano stati condannati a morte per il traffico di 120 kg di narcotici.
Le loro esecuzioni sono avvenute in carcere. Il 22 novembre, la procura
generale di Teheran ha chiesto la pena di morte per sette persone
accusate di aver realizzato e venduto CD pornografici. I sette imputati
– ha detto il ministro della Giustizia iraniano Jamal Karimi-Rad –
fanno parte delle 35 persone arrestate in relazione a diversi casi di
produzione e vendita di “CD osceni”. “Spero che questi casi vengano
affrontati il prima possibile, in modo che coloro che tentano di
diffondere la corruzione nella società ... non si sentano al sicuro”,
ha aggiunto il Ministro.
ARABIA SAUDITA. QUATTRO ESECUZIONI PER DROGA E OMICIDIO - 22 novembre
2006: quattro uomini sono stati recentemente messi a morte in Arabia
Saudita, per traffico di droga e omicidio. Il 21 novembre sono stati
giustiziati il pakistano Ijaz Ahmad Nadar Khan e un nigeriano la cui
identità non è nota, per traffico di droga. Entrambe le decapitazioni
sono avvenute nella città di Mecca. Il 20 novembre, un uomo è stato
decapitato per omicidio nella città di Jizan, nel sud del paese. Il
cittadino saudita Jubran bin Yahia al-Talidi - rende noto il Ministero
degli Interni - era stato condannato a morte per l’uccisione con arma
da fuoco del connazionale Mohammed bin Jaber al-Maliki, in seguito ad
una lite. Il 19 novembre è stata la volta del cittadino saudita Naji al-
Tharawi, decapitato nella città di Mecca. Era stato riconosciuto
colpevole dell’omicidio della suocera, precisa l’agenzia ufficiale
saudita. Intanto una una vedova di 39 anni è stata condannata alla
lapidazione per adulterio, nella città saudita di Hai. Lo ha riportato,
il 17 novembre, il il quotidiano locale al Watan. La donna avrebbe
partorito un figlio sei anni dopo la morte del marito. Non essendo
sposata, per il giudice ha "portato avanti una gravidanza
illegittima". Convinta di aver commesso un grave peccato, la donna non
vorrebbe presentare ricorso, desiderando di "purificarsi l'anima e
conquistare il paradiso".
Secondo i codici in vigore nel paese, il reato commesso consiste nell’
aver avuto rapporti sessuali senza matrimonio con il proprio partner.
Nel caso in questione, la donna non avrebbe comunque potuto sposarsi,
non essendoci alcun 'tutore' (padre, fratello maggiore o cugino) che
potesse firmare per lei un eventuale contratto di matrimonio. "Di
origini non arabe né saudite", la protagonista della vicenda avrebbe
acquisito la cittadinanza saudita da 18 anni e avrebbe altri tre figli
dal defunto marito. Il quotidiano cita gli abitanti del suo quartiere,
secondo i quali "dopo la morte del marito, la donna viveva in
condizioni misere in una capanna di fango presso una moschea, offertale
da un benefattore". I quattro figli sono stati accolti in un
riformatorio, conclude al Watan.
KUWAIT. QUATTRO PERSONE IMPICCATE IN CARCERE - 21 novembre 2006: due
cittadini pakistani, uno del Bangladesh e una persona apolide, sono
stati impiccati in Kuwait, in una prigione situata 25 km ad ovest della
capitale Kuwait City. Lo rendono noto le autorità kuwaitiane,
precisando che alle esecuzioni hanno assistito solo funzionari e
giornalisti. E’ la prima volta, a partire dal 2002, che alle
esecuzioni non viene ammessa la presenza del pubblico. I due pakistani
- Taj Mohammad Abdulghani e Abdulrahim Nader Shah – erano stati
condannati a morte per aver introdotto droga nel paese, mentre il
cittadino del Bangladesh - Jhangir Alam Hussein – e l’apolide Faraj
Joudah Majood, erano stati riconosciuti colpevoli di omicidio
premeditato. L’esecuzione di un quinto uomo, un cittadino dello Sri
Lanka condannato per omicidio – è stata sospesa, riferiscono fonti del
Ministero degli Interni. Da quando nel 1964 il Kuwait ha introdotto la
pena capitale, sono state messe a morte 70 persone, comprese tre donne,
riporta l’agenzia Afp. In maggioranza si tratta di persone condannate
per omicidio o traffico di droga. Nel 2001 vi sono state 2 esecuzioni,
tra cui quella di una donna, mentre quelle del 2002 sono state 5. Nel
2003 non sono state registrate esecuzioni nel paese, riprese nel 2004
con nove persone messe a morte. Nel 2005 sono state messe a morte
almeno sette persone. Sono almeno 14 le condanne a morte pronunciate
nel corso del 2005 secondo Amnesty International.

COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE 2 AGOSTO 1980
Oggi 29 novembre 2006 L’Unione Familiari Vittime per stragi
(Associazioni delle stragi di: Piazza Fontana, Piazza della Loggia,
Treno Italicus, Stazione di Bologna del 2 Agosto 80, Rapido 904,
Firenze Via dei Georgofili ) Con l’Associazione Memoria dei caduti per
fatti di terrorismo delle Forze dell’ordine e dei Magistrati, HA
PRESENTATO
Proposta di legge istituzione “Giorno della Memoria sul terrorismo” E’
istituito il “Giorno della Memoria del terrorismo” nel 12 dicembre di
ogni anno, anniversario della strage di Piazza Fontana di Milano, al
fine di ricordare le vittime del terrorismo e delle stragi di tale
matrice e che hanno insanguinato il nostro Paese. In occasione del
giorno della Memoria di cui all’art. 1 sono organizzate cerimonie
pubbliche per il ricordo degli eventi e nelle scuole verranno costruiti
percorsi didattici e laboratoriali per sviluppare la cittadinanza
attiva e la democrazia partecipata.
RELAZIONE:
La proposta è stralciata dalla proposta di legge denominata “Legge
Quadro per l’assistenza, il sostegno e la tutela delle vittime di
reati” che all’art. 11 chiedeva con forza di istituire nel 12 dicembre
il Giorno della Memoria per ricordare le vittime del terrorismo e delle
stragi. È importante ricordare come quella proposta di legge è stata
approvata da tutte le associazioni dei familiari delle vittime che si
trovavano all’interno dell’Osservatorio per la tutela delle vittime di
reato e quella stessa proposta di legge fu depositata alla Camera e al
Senato con la firma di molti deputati e senatori nel 2003 e
ripresentata all’inizio di questa legislatura. Riteniamo sia doveroso
commemorare le tante vittime che i terroristi hanno causato nel nostro
paese e crediamo che la data emblematica per ricordare tutti questi
avvenimenti sia il 12 dicembre, anniversario della la strage di Piazza
Fontana a Milano (12 dicembre 1969). Questa data ha, a nostro avviso,
una valenza di assoluta importanza: la stagione terroristica inizia in
Italia proprio con Piazza Fontana che quindi può essere identificata
come simbolo di quella violenza politica. La vicenda di quella strage è
paradigmatica per molti aspetti. Innanzitutto furono anche i cittadini
semplici, impegnati nella vita quotidiana che vennero colpiti, subendo
lo stravolgimento della loro vita, del modo di stare insieme e,
nonostante ciò, reagirono, non accettano quella violenza, respinsero il
ricatto terroristico e si costituirono in Associazioni per non far
dimenticare il senso di quella violenza, le sue ragioni, le sue
sofferenze. Da Piazza Fontana in poi furono i cittadini che reagirono
unitariamente, cioè al di là delle sigle o dei gruppi di appartenenza e
bloccarono i vari tentativi di stravolgere e condizionare la democrazia
italiana a fronte delle ambiguità, delle inefficienze e della
connivenza di parte dello Stato. È doveroso ricordare tutto ciò, è
doveroso che quell’epoca di sangue venga conosciuta e che le ombre che
ancora avvolgono quel periodo vengano diradate. Non dobbiamo
dimenticare le moltitudini di persone che hanno partecipato ai funerali
e alle manifestazioni dopo la varie stragi a Milano, Brescia, Bologna
Firenze e Napoli: alle ambiguità delle autorità è stata contrapposta
una risposta ferma e decisa dei lavoratori e dei cittadini che in prima
persona hanno impedito che con le stragi si arrivasse a stravolgere l’
ordinamento repubblicano. Non si deve dimenticare la stagione degli
omissis, dei segreti di Stato posti più volte per impedire il
raggiungimento della verità e poi ancora i depistaggi che in ogni
indagine sul terrorismo sia di destra che di sinistra si sono
susseguiti vedendo come artefici primi uomini dello Stato preposti alla
sicurezza dei cittadini. Ambiguità e fatti, non lo si dimentichi, ben
evidenziati, negli anni, anche dai lavori della Commissione
parlamentare d’inchiesta sulla mancata individuazioni dei colpevoli
delle stragi. E allora, in questo contesto, diventa difficile sfuggire
alla domanda: se quelle indagini non fossero state volutamente
intralciate avremmo avuto comunque tutte le stragi successive a quella
di Piazza Fontana? Il terrorismo, dell’una o dell’altra matrice, si
sarebbe espresso in modo così violento e drammatico? Crediamo che la
risposta sia No. Nel secondo articolo della nostra proposta di legge
poniamo l’accento sulla necessità che vi siano cerimonie in tutto il
paese e che soprattutto vi sia, nelle scuole, la necessaria
informazione/formazione istituendo percorsi didattici e laboratoriali
che permettano di sviluppare la cittadinanza attiva e la democrazia
partecipata. Coniugando ricordo, conoscenza, formazione. Abbiamo
vissuto un periodo che è bene i le giovani generazioni conoscano e
possano analizzare. Recentemente, sono stati sottoposti a studenti
delle scuole superiori nelle città di Milano, Brescia e Bologna dei
questionari grazie ai quali, purtroppo, è stata messa in evidenza un’
assoluta ignoranza e confusione sulla matrice delle stragi avvenute
nelle rispettive città, gran parte degli studenti riteneva che gli
autori delle stragi fossero stati membri delle Brigate rosse. Riteniamo
sia assolutamente necessario che la stagione delle stragi e del
terrorismo non venga dimenticata e crediamo inoltre che quel periodo,
con tutte le ambiguità istituzionali che hanno di fatto garantito l’
impunità degli artefici e soprattutto dei mandanti, sia analizzato in
un momento importante dell’anno scolastico, pertanto ribadiamo l’
assoluta necessità di arrivare a stabilire nel 12 dicembre il “Giorno
della Memoria”dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di
tale matrice. Perché questo è il punto: la scelta di dedicare una
giornata di riflessione sulla nostra storia recente assume grande
valore ma ha un senso se si presenta come volontà istituzionale di
capire le ragioni di quel terrorismo, perché ha così colpito, e per
così lungo tempo l’Italia, accompagnando al ricordo la volontà
esplicita di conoscere le dinamiche, anche quelle rimaste nascoste, e
di comprendere perché non sia stato possibile fare sulle stragi
completa luce. Allora anche la scelta della data assume valore
dirimente rispetto a questa volontà di “sapere”. Ci auguriamo che
questa proposta di legge venga sottoscritta da molti parlamentari di
ogni forza politica e che venga attuata al più presto.
Il Presidente
Paolo Bolognesi