news 28 settembre
NO AL COMUNE VOYEUR!
Il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” si trova in completo
disaccordo con le soluzioni adottate dal Comune di Roma per combattere
la prostituzione. Le motivazioni della scelta di sistemare telecamere
mobili per scoraggiare clienti e prostitute, adducendo motivi legati
alla sicurezza stradale, hanno invece soltanto l’effetto di creare una
sorta di “Grande Fratello” che guarda e spia i costumi sessuali dei
cittadini senza produrre un qualsiasi effetto se non quello della
violazione della privacy. Il famoso “Modello Roma”, quello di una città
che include, tanto auspicato da Veltroni, deve essere perseguito con
una seria politica sociale che sì, combatte la tratta e lo sfruttamento
di minorenni, ma allo stesso tempo permette a chi vuole esercitare la
professione di poterlo fare senza interventi repressivi e senza facili
accostamenti del tutto gratuiti a un presupposto “decoro” della città.
Siamo in questo in piena sintonia con la battaglia politica e culturale
portata avanti da Vladimir Luxuria.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti
a.berardicurti@mariomieli.org
tel. 065413985 - 3487798437
COMUNICATO STAMPA
Bologna, 27 settembre 2006
PACS: ARCIGAY, L’UNIONE RISPETTI IL SUO PROGRAMMA,
PRODI IL SUO IMPEGNO
Il presidente dell’associazione, Lo Giudice, si appella a Governo e
maggioranza alla notizia della calendarizzazione delle proposte di
legge sulle unioni civili.
“Finalmente si parte. Sono in gioco i diritti di milioni di donne e
uomini: adesso la montagna non partorisca un topolino”. Così il
presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta la notizia
della calendarizzazione delle proposte di legge sui Pacs per novembre.
“Si parta – continua Lo Giudice - dall’impegno contenuto nel programma
nell’Unione per far fare un balzo avanti all’Italia, riconoscendo
diritti e responsabilità reciproca a tutte le coppie di fatto e
affrontando la questione grave e urgente dell’assenza di qualsiasi
riconoscimento per le coppie dello stesso sesso. “La nostra battaglia
è per la piena equiparazione dei diritti delle coppie gay e lesbiche,
il cui orientamento sessuale non può e non deve essere la causa di una
violazione del principio di uguaglianza giuridica. “Ci aspettiamo che
Governo e Parlamento tengano conto delle legittime aspettative di
lesbiche e gay italiani e confidiamo in quanto promesso in marzo dal
presidente del Consiglio Romano Prodi in una sua lettera ad Arcigay ed
ArciLesbica, ‘la presa d’impegno, a voler percorrere insieme a Voi, e
non senza di Voi, il cammino in grado di portare a un riconoscimento
pieno ed effettivo di questi diritti’”. Background - Il programma
elettorale dell’Unione recita: "L'Unione proporrà il riconoscimento
giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno
parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di
una unione di fatto non è dirimente il genere dei conviventi e il loro
orientamento sessuale. Va considerato piuttosto quale criterio
qualificante il sistema di relazioni sentimentali, assistenziali e di
solidarietà la loro stabilità e volontarietà". In Europa ci sono tre
tipi di legislazione che hanno risposto, a partire dal 1989, alla
esplicita e reiterata richiesta delle istituzioni europee di
risolvere il tema dei diritti delle coppie dello stesso sesso. In
Olanda, Belgio e Spagna si è esteso il matrimonio civile alle coppie
gay e lesbiche. In altri paesi (Danimarca, Finlandia, Islanda,
Germania, Norvegia, Regno Unito, Svezia, Svizzera) si è preferito dare
vita ad un nuovo istituto simile ma distinto. Un terzo gruppo di paesi
(Francia, Portogallo, Ungheria, Andorra, Repubblica Ceca, Croazia,
Lussemburgo, Slovenia) ha scelto una formula più leggera, che assicura
alle coppie di fatto, etero ed omosessuali, alcuni diritti minimi. La
proposta di legge sul Pacs fa riferimento a questo modello più leggero.
Arcigay chiede che siano riconosciuti giuridicamente i diritti delle
famiglie non fondate sul matrimonio, attraverso un istituto giuridico
come il Pacs che riconosca i diritti delle coppie di fatto, nell’ottica
di un riconoscimento normativo del pluralismo delle forme familiari.
Chiede inoltre che si giunga a recepire l’invito della risoluzione del
Parlamento europeo del 16 marzo 2000 a garantire «alle coppie dello
stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie ed alle famiglie
tradizionali».
Ufficio stampa Arcigay
COMUNICATO STAMPA F.U.O.R.I.
Nell'apprendere con angoscia la notizia che a Lecco un giovane 18enne
pugnala un amico 17enne per il solo fatto che questi ha inserito, senza
il permesso dell'interessato il numero del telefono cellulare in una
chat gay. Si potrebbe annoverare quest'azione come uno scherzo di
stampo goliardico Ma nella sua efferatezza e nella sua premeditazione
il grave fattoi di cronaca nera evidenzia quanto ampia e profonda sia
tuttora nel nostro Paese la OMOFOBIA e lo stesso razzismo
antiomosessuale, con buona pace di tutti coloro che ritengono che in
Italia non esista la QUESTIONE OMOSESSUALE! Siamo veramente molto
lontani dall'atmosfera che si respira in Spagna, solo per fare un
esempio di una delle nazioni che hanno posto in essere tutti gli
strumenti culturali e legislativi per abbattere la OMOFOBIA e questo
in
piena sintonia con la Risoluzione del Parlamento Europeo del 14
febbraio 1994: Contro ogni tipo di discriminazione degli Omosessuali.
Solo attraverso un impegno serio e fattivo delle istituzioni: Famiglia,
Scuola, Parlamento, Presidenza della Repubblica si potrà abbattere
definitivamente il marcio insito nella cultura omofoba e nel razzismo
antiomosessuale. Un plauso va fatto agli inquirenti ed alle forze
dell'ordine che in brevissimo tempo hanno trovato l'aggressore, Mauro
D., che e' ora in carcere con l'accusa di tentato omicidio per futili
motivie speriamo a meditare, anche, sulla sua OMOFOBIA fonte originaria
di questa violenza inaudita ed inspiegabile. Gli Stati Generali del
Movimento di Liberazione Omosessuale che si
apriranno a Roma sabato 30 settembre prenderanno in considerazione
anche questo gravissimo fatto avvenuto nella civilissima Repubblica
Italiana.
Nicolino Tosoni, Presidente del F.U.O.R.I.!
niconico84@hotmail.com
Via Brodolini 10
35020 Albignasego (PADOVA)
INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF
COMUNICAZIONE CO.DI.PeP.
Roma: Sempre più minorenni sulle strade della prostituzione
L’offensiva contro il lavoro sessuale e la prostituzione coatta deve
essere rafforzata con le videocamere per identificare il numero di
targa del cliente di strada. Roma In Italia aumenta la preoccupazione
per il numero crescente di straniere minorenni impiegate nella
prostituzione. Nell’ultima retata 150, di 200 prostitute di strada
controllate, erano minorenni, ha riferito il capo della polizia di Roma
Achille Serra che, insieme al sindaco della capitale italiana, Walter
Veltroni, ha affiancato un’offensiva contro la prostituzione di strada.
A Roma si vedono minorenni che si prostituiscono con le bambole tra le
mani. Questo non è più tollerabile. Il sesso con i minori è un grave
crimine dice Serra. Le ragazze provengono per la maggior parte dalla
Romania e dall’Albania. La polizia, nei mesi scorsi, ha sorpreso
perfino delle settenni sui marciapiedi. Una prostituta minorenne può
guadagnare fino a 20.000 euro al mese. Divieto di sfruttamento delle
prostitute Il capo della polizia Serra vuole installare delle
telecamere per filmare, 24 ore su 24, le strade sulle quali le ragazze
contrattano con gli automobilisti. Le immagini devono andare alla
centrale di polizia dove saranno prese le targhe degli interessati. Il
proprietario dell’autovettura sarà quindi invitato a pagare. Le
sanzioni, in questo caso, verranno inflitte per infrazione al divieto
di sosta/fermata. La prostituzione, in sè, non è vietata in Italia, ma
lo è lo sfruttamento delle prostitute. Apertura dei bordelli In Italia,
i bordelli sono stati vietati nel 1958. Oggi, la maggior parte delle
Italiane è favorevole alla riapertura delle case di piacere. Le
ricerche evidenziano che nove milioni di italiani vanno regolarmente, o
di tanto in tanto, con le prostitute. Prostituzione coatta di ragazzi
e ragazze I ragazzi, sempre più frequentemente, vengono immessi nella
prostituzione omosessuale specie in locali e in appartamenti privati.
In questo modo vengono sfruttati soprattutto giovani Albanesi,
Nigeriani, Sudamericani ed Esteuropei. In aumento il numero delle
cinesi minorenni che, chiuse brutalamente nei bordelli, vengono
costrette alla prostituzione, ha riferito la polizia. Nessuna
protezione Le strade della prostituzione, secondo lo studio, sono sotto
il controllo delle organizzazioni criminali. In Italia, in base alla
stima del Ministero del’Interno, ci sono circa 70.000 prostitute per un
volume di affari annuo pari a 26 miliardi di euro. L’80 per cento dei
clienti chiede rapporti sessuali senza il preservativo. Il dodici per
cento delle prostitute è HIV-positivo (APA) - QUESTA, INVECE, E' LA MIA
RISPOSTA A MARC ED IL MIO BREVISSIMO COMMENTO: Ciao Marc, ciao a tutt@.
Grazie a Marco, a Giulia e a te per le traduzioni. Le abbiamo
apprezzate. Il meeting ha avuto luogo mercoledì scorso. A causa della
crisi internazionale, provocata dal nostro non-amato Papa - possa
essere non-benedetto! -, il meeting ha avuto a tema le nuove misure di
sicurezza da prendere contro le minacce di attentati terroristici.Il
sindaco di Roma e il prefetto di Roma hanno deciso di colpire la
prostituzione di strada il nuovo vecchio male - installando delle
videocamere nelle strade della prostituzione. Lo scopo è filmare gli
automobilisti che avvicinano le prostitute in strada per colpirli (i
clienti) con la multa. Comunque, non è stata assunta nessuna misura
fino ad oggi, essendo stato richiesto al Garante per la Privacy di
pronunciarsi circa l’opportunità del provvedimento date le norme a
tutela della riservatezza. QUESTA E’LA SOLA COSA CHE LI PREOCCUPA!
Aspettiamo! Ecco cosa chiedo a voi tutt@: vi preghiamo di affiancarci
in questa protesta; miriamo ad entrare nel dibattito politico e
mediatico a tema prostituzione, essendo noi prostitute ed attiviste a
Roma; vi preghiamo di spedire le lettere di protesta al sindaco ed al
prefetto di Roma, come l’ha postata Giulia, o scrivetegliene una
vostra; vi preghiamo ancora di scrivere lettere di protesta, per come
la posterò qui in lista appena mi sarà possibile, agli indirizzi che vi
fornirò (alte cariche istituzionali e Garante delle Comunicazioni); né
i politici né i media ci consentono di dire la nostra opinione e, come
ben sapete, si parla della prostituzione in maniera orrenda; qualunque
altro aiuto vorrete darci sarà ben accetto. Grazie. Stiamo cercando di
fare cessare questi disgustosi dibattiti e discussioni a tema
prostituzione che, ogni tanto, vengono commessi qui in Italia (sia in
politica che nei media); quantomeno vorremmo parteciparvi! Per quanto
concerne quell’articolo tedesco che hai postato http://diestandard.at/?
url=/?id=2595438 l’ho trovato orrendo. Penso che sia pieno di
sciocchezze. Si, si rapporta a questa protesta. Circa il numero delle
minori in strada, è vero: ce ne sono moltissime! anche se nessuno parla
mai dei loro intoccabili clienti!!! -. E ancora, non viene mai detto
che molte di queste minori, una volta salvate dalla strada, scappano
via dalle prigioni nelle quali vengono rinchiuse per ritornare a
lavorare sulle strade. Penso che la polizia conti le medesime ragazze.
E, WOW, è vero: sono richiestissime dai nostri Santi Uomini e riescono
a guadagnare molto più di 20.000 euro al mese. Vero! E’ la prima volta
che sento di bambine di sette anni trovate nelle strade della
prostituzione (anche se non ne sono affatto sorpresa! dato che gli
Italiani dabbene non parlano mai dei comportamenti sessuali dei Santi
Eterosessuati Italici Maschietti, Buoni Padri di Famiglia Oh no
mai!!!). Nove milioni di clienti!!!??? Falsissimissimo! Sono molti ma
molti ma molti di più. Chi sono quelle donne italiane (Italienerinnen
sic!) che chiedono la riapertura dei bordelli? Non noi prostitute,
certamente! Noi vogliamo essere libere di prostituirci come stiamo già
facendo. Noi non vogliamo essere discriminat@, né subire violenze,
qualunque sorta di violenza anche quella che deriva dalla
strumentalizzazione nella guerra politica o nei media. Ciò che
chiediamo è soltanto una legge che sia contro le discriminazioni.
Assolutamente nessuna legalizzazione, ben sapendo che ci troviamo nella
mafiosa e cattolica Italietta. Legalizzare la prostituzione qui e ora
(hinc et nunc) equivarrebbe soltanto a sottometterci alle leggi e alle
regole degli italici maschietti. Oh no! MAI! In tema di sesso senza
preservativo, è vero. Il mio lavoro ma non solo il mio ha subito un
forte calo nell’ultimo anno a causa della richiesta, avanzata da ben
troppi clienti, di non usare il preservativo almeno per un servizio
orale. Non accettando mai, sono pressoché disoccupata, povera me! Oggi,
i prezzi sono sempre più bassi! I clienti impongono il tipo di
prestazione che dobbiamo fornire ed il prezzo che sono disposti a
pagare! Se non accettiamo, difficilmente riusciamo a lavorare!!! E
inoltre, si stancano velocemente di noi: cioè, solo pochi anni fa
potevamo tenerci una clientela fissa per anni, se non addirittura per
sempre; ma ora non è più così! Siamo in tropp@ (prostitut@): i clienti
preferiscono sempre le nuove e le giovani per l’alta possibilità
contrattuale. Chiaro? In Italia la prostituzione oggi è drammatica per
tutt@ noi! Siamo arrabbiat@ naturalmente ma nessuno se ne cura, né ci
dà una mano!!!!!!!! Circa la tratta e lo sfruttamento dei ragazzi
nella prostituzione omosessuale, si, è vero. Abbiamo sentito e
sappiamo. Le organizzazioni criminali controllano l’intero territorio
italiano (sia la prostituzione di strada che gli appartamenti privati e
i locali pubblici); se si prova ad opporsi, si passano i guai. L’ho
sperimentato sulla mia pelle. E i poliziotti solitamente aiutano gli
sfruttatori: ad esempio, mandano via le ragazze che non sono sotto la
protezione delle organizzazioni criminali. Sapete, i poliziotti
ricevono sesso, soldi e droga; perché no!? Lo scorso agosto, a Milano,
ho visto ancora una volta i poliziotti che mandavano via dalla strada
le ragazze cinesi ma non le est europee! Vengo da Milano e so che è
così da sempre! Italia Mafiosa! Il 30 per cento dei clienti chiede
rapporti sessuali sprotetti e il 99 per cento chiede servizi orali
senza preservativo - solitamente fino a venirci in bocca. Ditemi come
possiamo fare! I clienti lo chiedevano già prima, ma potevamo
contrattare; ora non più!!!!!!!! Adesso, se si dice loro di no, vanno
via!!! Ciò vuol dire che forse trovano qualcun@ dispost@ a farlo, o
no!? Solo il dodici per cento dell@ prostitut@ in Italia è HIV-
positiv@!? Penso che siano molt@ ma molt@ di più. SIAMO TUTT@ HIV-
POSITV@!!! E allora!? E i clienti HIV-positivi!!!!!!?????
FONTE http://diestandard.at/?url=/?id=2595438
INVIATO DA Ornella Serpa Co.Di.Pe.P. – ROMA
E’ MORTA TEE A. CORINNE
Il 27 Agosto 2006 è morta Tee A. Corinne. A lei e alla sua opera
abbiamo voluto fare un omaggio con questa pagina sul
sito Fuoricampo: http://www.fuoricampo.net/tee-corinne/index.html
Linda Tee Cutchin (Tee Corinne) è stata la fotografa lesbica per
eccellenza,la prima a rappresentare l'erotismo lesbico in tempi in cui
il "coming out" era una rarità. Nata il 3 novembre 1943 in Florida, è
morta il 27 agostonell'Oregon, a 62 anni, per un cancro al fegato che
le era stato diagnosticato in marzo. Artista "militante", ha
fotografato tutte le protagoniste, celebri e non, del movimento lesbico
dagli anni Settanta ad oggi negli Stati Uniti. Il suo "Cunt Coloring
Book" del 1975, dedicato alle vulve, fece scandalo. E cosi' la
sensualità delle sue immagini lesbiche sessualmente esplicite,
realizzate con negativi solarizzati. Nelle sue opere intensamente
originali ha integrato fotografia, stampa, pittura. Fra le sue raccolte
di foto; "Lesbian Muse: The Women Behind the Words" (1989), "Women Who
Loved Women" (1984), "Yantras of Womanlove" (1982), "At Six -an
artist's book" (1990). Ha scritto anche romanzi, saggi, poesie. Le
sue immagini sono state utilizzate da quasi tutte le riviste lesbiche
e femministe. In un "personal statement" scritto poco prima di morire,
ha detto: "Credo nei rapporti a lungo termine, nei cani, nei gatti,
nella natura". In suo onore Moonforce Media ha fondato il Tee A.
Corinne Prize for Lesbian Media Artists. Corinne ha lasciato i suoi
manoscritti ed altri materiali
alla Biblioteca dell'University of Oregon. p.s. Se volete fare un link
nel vostro sito a questa pagina,
http://www.fuoricampo.net/tee-corinne/index.html per noi sarà un
piacere e sarà un omaggio in più a Tee A.Corinne.
Fuoricampo Lesbian Group > Officina di Studi, Arte e Politica
website: http://www.fuoricampo.net
e-mail: info@fuoricampo.net
phone: +39 051349969
mobile: +39 3391408010
INVIATO DA Massino Consoli
NESSUNO TOCCHI CAINO
23 SETTEMBRE 2006
NTC. ANCHE IL GOVERNO PRODI SI PREPARA A TRADIRE L’IMPEGNO PER LA
MORATORIA ONU DELLE ESECUZIONI - 20 settembre 2006: Per Marco
Pannella, Presidente di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, Segretario
e deputato della Rosa nel Pugno ed Elisabetta Zamparutti, tesoriere, l’
affermazione “Noi siamo contrari alla pena di morte” contenuta nel
discorso del Premier Romano Prodi all’Assemblea Generale dell’ONU è il
modo in cui il Governo si prepara a fare peggio di quanto il Governo
Berlusconi aveva fatto nel 2003. “Le poche e sciatte parole usate dal
Premier dimostrano che il Governo è sul punto di riuscire nuovamente ad
impedire, con atti omissivi e dilatori, la conquista di un risultato di
portata storica, quello di un pronunciamento dell’Assemblea Generale
dell’ONU a favore della moratoria universale delle esecuzioni e l’
abolizione della pena di morte” hanno detto i rappresentanti dell’
associazione. “Nonostante i chiari ed ormai inequivocabili dati che
dimostrano come un simile testo sarebbe approvato con una schiacciante
maggioranza (tra i 95 e 107 voti a favore e solo tra i 61 e i 68 voti
contrari) l’Italia, nuovamente, sta cercando il consenso, che non c’è,
dell’Unione Europea, disattendendo in questo modo l’impegno che il
Governo italiano aveva assunto di fronte al Parlamento lo scorso 27
luglio. Oggi più che mai, in una tema così rilevante, occorre evitare
di caratterizzare l’iniziativa come europea ed occidentale e cercare
invece di costruire alleanze con paesi rappresentativ! i di tutti i
continenti.”
INDONESIA. GIUSTIZIATI I TRE CRISTIANI - 22 settembre 2006: Fabianus
Tibo, Marianus Riwu e Dominggus Silva sono stati fucilati nelle prime
ore della mattina nella città indonesiana di Palu, capoluogo della
provincia del Sulawesi Centrale. I tre cristiani erano stati condannati
a morte nel 2001 per aver guidato la folla che l’anno prima aveva
assaltato una scuola coranica nella stessa provincia, uccidendo più di
200 musulmani. Dovevano essere giustiziati in agosto, ma l'esecuzione
era stata rinviata dopo le dimostrazioni di migliaia di indonesiani e
un appello del Pontefice. "Secondo le informazioni attendibili che ho
ricevuto sono stati fucilati seduti con le mani legate. Due erano
bendati mentre Marianus Riwu ha rifiutato di essere bendato", ha detto
il prete che ha assistito i tre condannati, Jimmy Tumbelaka. I
cadaveri di Tibo e Riwu sono stati portati nella loro città d'origine
mentre Silva è stato sepolto a Palu. La fucilazione dei tre uomini ha
scatenato violente proteste di migliaia di cristiani in diverse
località dell’Indonesia. Le esecuzioni sono state abbastanza rare in
Indonesia fino al 2004 quando, nel quadro di una campagna nazionale
contro l'abuso e lo spaccio di droga lanciata dall’allora Presidente
Megawati Soekarnoputri in vista delle elezioni di ottobre, tre
cittadini stranieri sono stati fucilati per traffico di eroina. Le
precedenti fucilazioni, le prime dopo cinque anni, erano state
effettuate nel maggio 2001 nei confronti di due uomini condannati per
un omicidio avvenuto nel 1989. Nel 2005, sono state messe a morte due
persone. In base ai dati del ministero della giustizia, dall’anno dell’
indipendenza nel 1945 fino al 2005, sono state giustiziate 20 persone
e, al 15 febbraio 2006, più di 60 erano in attesa di esecuzione.
ITALIA-CINA. SOLLEVATO TEMA PENA DI MORTE - 18 settembre 2006: "Ieri
e oggi, insieme a diversi esponenti del governo della Repubblica
Popolare cinese, abbiamo sollevato il tema della pena di morte,
auspicando un impegno sulla riduzione dei reati per i quali rimane
applicata". Lo annuncia il senatore dell'Ulivo Gianni Vernetti,
sottosegretario agli Affari esteri, in questi giorni in missione a
Pechino insieme al Presidente del Consiglio Romano Prodi. "Abbiamo
inoltre annunciato l'intenzione italiana di presentare tra pochi giorni
una risoluzione all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla
moratoria universale della pena di morte. Abbiamo anche discusso di
problemi relativi alla liberta' religiosa, alla liberta' di stampa e
all'urgenza di affiancare alle positive riforme economiche avviate
dalla Repubblica Popolare cinese, significativi progressi nella tutela
delle liberta' fondamentali e dei diritti umani". Sul dialogo
strutturato tra Cina e Unione Europea, in ultimo, il sottosegretario
Vernetti, sostiene: "Abbiamo ottenuto segnali positivi di apertura da
parte del governo cinese ai quali ora auspichiamo seguiranno fatti
concreti".
ARABIA SAUDITA. DUE DECAPITAZIONI PER OMICIDIO E DROGA - 19 settembre
2006: due cittadini stranieri sono stati decapitati per omicidio e
traffico di droga, ha reso noto il Ministero degli Interni saudita. Il
primo, cittadino del Bangladesh, è stato decapitato a Riyadh, capitale
dell’Arabia Saudita, dopo essere stato riconosciuto colpevole dell’
omicidio di Ragab Abdul-Aziz Bassiouni, cittadino egiziano. Nel
comunicato ministeriale non viene specificato quando l’omicidio sarebbe
avvenuto. Il secondo, l’afghano Ubeidullah bin Mohammed bin Alem, è
stato giustiziato a Jiddah per aver introdotto eroina nel paese. In
Arabia Saudita, le esecuzioni nel 2003 sono state 52, tra cui quella di
una donna. Erano state almeno 49 nel 2002, tra cui quella di una donna
e almeno 82 nel 2001. Le esecuzioni nel 2004 sono state 38, il numero
più basso nella storia degli ultimi anni, ma subito superato dalle
almeno 90 esecuzioni effettuate nel 2005.
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. TRE MILITARI CONDANNATI A MORTE -
14 settembre 2006: tre militari sono stati condannati a morte da un
tribunale militare di Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo.
I due caporalmaggiori e un aiutante erano stati accusati di omicidio e
uso improprio di munizioni. Uno dei caporalmaggiori, in servizio nella
Marina, è stato arrestato a Bukavu lo scorso 14 agosto, il secondo
caporalmaggiore e l’aiutante sono stati arrestati a maggio, nella
stessa città. Non si conoscono altri particolari. Il 10 maggio 2005, l’
Assemblea Nazionale della Repubblica Democratica del Congo, la camera
bassa del parlamento di transizione, ha deciso di cancellare ogni
riferimento alla pena di morte dalla bozza di costituzione del paese.
Il 17 marzo, il Senato della RDC aveva adottato i 220 articoli del
progetto preliminare di nuova costituzione, tra cui uno che prevedeva
il mantenimento della pena di morte. L’articolo 15, infatti, recitava
tra l’altro che “Nessuno può essere privato della vita se non per
omicidio volontario e nelle forme e condizioni previste dalla legge”. L’
Assemblea Nazionale ha votato per sopprimere questa previsione e, il 13
maggio 2005, ha finito l’esame di tutti gli articoli della nuova
costituzione, la quale è entrata in vigore dopo la sua approvazione
attraverso un referendum popolare che si è tenuto nel dicembre del
2005.
VIAGGIO, CONOSCENZA,INTEGRAZIONE
Intervento di Anna Maria Angelitti alla presentazione del libro di
Dacia Maraini – “HO SOGNATO UNA STAZIONE ”, tenutasi il 15 settembre
2006 presso il castello Orsini di Avezzano (Aq)
“Il viaggio deve riscoprire la propria unicità confrontandola con
altre culture ci fa notare l’assessore provinciale Michele Fina”. E
anche per lei Signora Maraini il viaggio è conoscenza, alleanza tra
persone e tra culture… Tutti amiamo viaggiare e in vari modi come ad
esempio: Vittorino Andreoli ( uno fra i più autorevoli studiosi della
psiche) nel suo libro: “LETTERA ALLA TUA FAMIGLIA” ;ci descrive “UN
VIAGGIO NEL CUORE DEI NOSTRI AFFETTI”. Per lui la famiglia è come un
ensamble musicale. Ciascuno strumento segue la propria voce, ma è solo
dall’armonia del loro intreccio che scaturisce la musica e prende vita
la partitura… Invece Candido Cannavò (giornalista), nel suo libro:
“LIBERTA’ DIETRO LE SBARRE” . “La vita, la pena, la speranza”, ci
descrive il suo viaggio nel carcere di S. Vittore e dice:“Viaggiando
nel piccolo carcere delle donne e in quello, enorme e intasato, degli
uomini, ho raccolto storie di tenacia, di intelligenza, di fantasia, di
speranza infinita e anche d’amore”. Pertanto a lei Signora Maraini,
che è sempre così attenta alle problematiche sociali desidero leggerle,
in sintesi, due viaggi della sofferenza. LA VIOLENZA AD UNA GIOVANE
DONNA 2 settembre 2006 – “giovane lesbica violentata in Versilia” L’
agguato vicino un locale frequentato da omosessuali “…Sono
probabilmente italiani i responsabili dell’aggressione. .. …E’ certo
che la prima cosa che salta agli occhi è che questo stupro non è
soltanto l’atto di violenza contro la donna, ma è un crimine, un
delitto d’odio. E’ stata stuprata una donna con orientamento sessuale
preciso. I due sapevano cosa stavano facendo. Lo volevano fare, tanto
che sono arrivati, secondo il racconto di Paola, con il condor. E’
stato uno stupro programmato… E prima di lei, le botte a un cuoco gay,
le rapine alle coppie omosex, le violenze ai transessuali…” E POI LA
POESIA DI UN GIOVANE TRANSESSUALE; PERSONA CHE STIMO MOLTISSIMO E DEL
QUALE CONOSCO LE SUE LACERANTI SOFFERENZE INTERIORI CAUSATE DA UNA
SOCIETA’ “INGRATA ” DEMONIZZANTE E DEUMANIZZANTE DELL’ALTRO/ DEL
DIVERSO
Coltivo con cura
il pubblico dei miei clienti
non sono più di cento,
li conosco per nome.
Pagano a trenta giorni
o con frutta e pane,
verdure, latte e piccoli lavori
nella casa da ristrutturare,
non potrei campare dei contanti.
Il valore di ogni pensiero, d’accordo,
è solo una virgola dopo lo zero.
Per questo altri non pagano
e stanno ad ascoltare “ZITTI”:
sono i clienti migliori
“QUELLI CHE SANNO DIMENTICARE”…
Anna Maria Angelitti Gaya CsF
DAL LIBRO DI CANDIDO CANNAVO’,
“LIBERTA’ DIETRO LE SBARRE”
Ed. Rizzoli
“SONO UNA DONNA NEL CORPO DI UN UOMO”
…Sono venuto qui non a esplorare genericamente l’inferno di San
Vittore, ma con uno scopo preciso: conoscere come vivono in un carcere
i transessuali. Mi scuso se adopero, forse arbitrariamente, il genere
maschile che è quello dell’anagrafe, non certo della scelta che queste
creature hanno fatto, coinvolgendo corpo, mente, anima in una perenne
sfida ormonale che mai arriverà a una meta definitiva. Un dramma
affrontato a testa alta. Ma se un “trans” finisce in galera, dove lo
mettono ? Non tra gli uomini, status da loro rinnegato anche nell’
immagine. Non tra le donne perché sotto i pantaloni l’ultimo confine
maschile non è cambiato. E allora i trans finiscono tra i protetti, nel
famigerato “Sesto-2”, l’estremo confine del malessere umano, il
ricettacolo di San Vittore, il carcere nel carcere. Si apre il cancello
della cella 207 ed esce, alta ed elegante nel portamento, Pamela che,
come lei stessa gentilmente mi informa, è il cittadino brasiliano
Santos Da Silva, nato a Bahia trentadue anni fa. Porta un paio di
occhiali da intellettuale e accetta volentieri di parlare con me
“perché trovo giusto che i problemi del carcere non restino chiusi nel
carcere stesso”. Nobile intento, certo, ma io credo pure che un’ora
diversa a San Vittore, quale che sia lo scopo, sia sempre una boccata d’
ossigeno nel pesante grigiore di giornate che non finiscono mai. E
allora eccoci faccia a faccia in una piccola saletta. L’avvio è molto
formale: “Siamo in tre attualmente a San Vittore e viviamo nella stessa
cella. Le mie compagne si scusano. Sono brasiliane anche loro, di Minas
Gerais. Hanno difficoltà con la lingua. Adriana ha trentadue anni e tra
pochi mesi esce. Gabriella ne ha ventidue ed è arrivata ieri, poverina,
deve ancora ambientarsi…”. Essere transessuale è già un calvario nella
vita, figurarsi in un carcere… Sto riflettendo a voce alta, con l’aria
di chi cerca un appiglio. E Pamela, che è di intelligenza vivace, mi
viene in aiuto. “ La mia storia è come tante, forse con un tocco di
provocazione in più. Ho sette sorelle femmine. Mia madre ha partorito
solo donne, con una sola eccezione: che sono io. Pensi che sono venuta
al mondo con una gemella: femmina anche lei, morta da piccola. Chiaro
che il mio essere uomo era soltanto un errore, una disattenzione della
natura, un imbroglio ormonale. E infatti, superati i dieci anni, in me
ho sentito crescere una donna dentro il corpo di un uomo: eccolo il
dramma. E contro questo corpo estraneo, che non apparteneva al mio
essere, non aveva alcuna sintonia con la mia mente, con i miei
desideri, le mie debolezze, ho cominciato a lottare per accompagnarlo
piano piano, o forse costringerlo, a una verità che non potrà mai
essere definitiva, ma esiste, va difesa giorno per giorno. E io la
difendo. Ho fattezze femminili. Ho conquistato un seno. Prendo due
pillole di ormoni femminili al giorno, sotto controllo medico, per
cicli di due mesi. Vivo da donna, faccio lavori femminili. In campo
sessuale, dare piacere è il mio piacere. Il resto, dico l’espressione
fisica del godimento che spiritualmente e psicologicamente non mi
appartiene.” Passando davanti alla cella 207, quella dei trans di San
Vittore, ho notato, come si suol dire, delle cosce al vento.
Femminilità insospettabile nel cuore di un raggio torvo e
maschilissimo. Pamela ha, invece, un aspetto molto sobrio e castigato.
Indossa pantaloni scuri e una maglietta dalla quale si annuncia, molto
cautamente, un tentativo di seno. La voce pende verso note femminili. I
capelli sono metà biondi, metà nerissimi: “Cosa vuole?” Qui non c’è
spazio e tempo per il parrucchiere. Quando sono entrata in carcere ero
bionda. Ora in metà della mia testa ha ripreso il sopravvento il colore
naturale. Sono qui da sette mesi e sa perché? Perché l’invidia dilaga
nel mondo transessuale, è il nostro veleno. Ci roviniamo da sole. Sono
qui perché ho aiutato delle mie colleghe, le ho ospitate a casa mia.
Erano in sei. E loro mi hanno ripagato accusandomi di sfruttamento
della prostituzione. E nessuna voce onesta si è alzata per dire che non
era vero. Mi sono presa cinque anni e due mesi. E il mio ex ragazzo
cinque anni. Ma siamo al primo grado. Gli avvocati stanno lavorando per
ristabilire la verità. Mi creda, è stata una cattiveria portata alle
conseguenze estreme”. …Tra una cura, un intervento chirurgico e una
trasfusione, in Brasile avevo portato avanti la mia battaglia di donna.
Già cominciavo a fare la stilista di moda, professione per la quale mi
sento portata. E speravo di poter esercitare questo mestiere anche in
Europa. Invece sa dove sono finita ? In strada. Per tre anni in
Portogallo, poi in Italia. Sono diventata un viado. E’ inutile che le
spieghi quale è la vita di un viado e quanti siano i pericoli. Ma si
guadagna e i clienti non mancano. Di tutti i generi. Uomini anziani,
ragazzi, coppie, professionisti insospettabili, nessuna distinzione
sociale: una sera può capitarti un magistrato, un’altra un
delinquente…” …Pamela si dice credente, ma a modo suo: “Credo in Dio
come credo nel diavolo. Non posso essere religiosa nelle condizioni in
cui mi trovo, perché un trans è fuori della Chiesa, è un vizioso, un
peccatore. Per essere in regola dovrei rinnegare la mia scelta, che
viene dalla natura e quindi immagino anche Dio. E allora mi astengo.
Penso solo a stare in pace con la mia coscienza…”
Anna Maria Angelitti Gaya CsF.



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