news 18 settembre
MANIFESTAZIONE VIAREGGIO 16 SETTEMBRE DELLA LAI
Aderiamo alla manifestazione contro l'omofobia, indetta per il 16 settembre a Viareggio, dopo lo stupro che è stato subito da Paola. Aderiamo perché Paola non è sola in questo momento, perché rispettiamo profondamente la sua scelta di denunciare la violenza di cui è stata fatta segno, perché chiediamo che tutto il possibile sia fatto per scongiurare il ripetersi di simili e sconvolgenti episodi, perché e s i g i a m o che sia posta celermente in atto un'azione legislativa specifica contro delitti di questa natura e contro ogni forma di discriminazione, nei confronti di tutte le persone che vivono liberamente la propria sessualità. Riteniamo che vada effettuato un serio lavoro sul piano politico, culturale e informativo, che coinvolga l'intero movimento lgbtq, per far comprendere a tutti i cittadini di questo paese che i troppi episodi di violenza, innescati da quel "vento dell'est" di cui Forza Nuova si vanta, sono un'offesa ai valori umani condivisi, tra cui va annoverato quello irrinunciabile della resistenza al nazi-fascismo. Noi non vogliamo che i rigurgiti di odio, a cui abbiamo assistito ultimamente e che sono anche all'origine dello stupro di Paola, vengano descritti come una "bravata". Occorre definire questi crimini, chiaramente, per quello che sono: odio per le diverse e i diversi. La LAI pertanto aderisce alla manifestazione programmata per il 16 settembre a Viareggio, ma al tempo stesso chiede al movimento che non si ripeta in futuro la sovrapposizione di date, come sta accadendo adesso con questa manifestazione, che va a sovrapporsi a "Orgoglioso antifascismo", a cui peraltro aderiamo, indetta da Open Mind a Catania. Le sovrapposizioni, sia pure involontarie, non aiutano il movimento lgbtq; al contrario creano, in chi ha lavorato fin da luglio per la riuscita della manifestazione in terra siciliana, dolorose perplessità. Uniamoci dunque, ma coordiniamo le nostre iniziative nel rispetto delle reciproche differenze e con reciproca solidarietà, creiamo un fronte unico e compatto per contrastare e vincere il razzismo, il vecchio e il nuovo fascismo, il sessismo, la violenza esercitata contro le donne eterosessuali, le lesbiche e contro contro tutte le soggettività lgbtq. PER CONTATTI: lai4les@googlegroups.com Amministratrici: nagiko@virgilio.it Daniela Tonolli wjazzy@virgilio.it Germana Gemignani sabilou@virgilio.it Luisa Raineri INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF
COMUNICATO STAMPA Napoli, 12/09/2006
Solidarietà alle vittime dell’omofobia Il Comitato Arcigay “Antinoo” di Napoli esprime la propria solidarietà al Comitato Provinciale Arcigay “Il Cassero” di Bologna per l’ennesimo atto di violenza di cui è stata vittima la comunità omosessuale bolognese. Il 6 settembre, tre giovani, che si stavano recando al Cassero (la sede del comitato Arcigay di Bologna e delle direzioni nazionali di Arcigay e Arcilesbica) sono stati prima insultati e poi aggrediti a colpi di spranga. Tale atto di violenza, vile ed ignobile, non è un episodio isolato. Apprendiamo dalla stampa una ragazza lesbica è stata stuprata a Torre del Lago poco dopo ferragosto. L’Arcigay “Antinoo” intende esprimere vicinanza e solidarietà a Paola ed aderisce alla manifestazione che si terrà Sabato 16 settembre 2006 a Viareggio, contro la violenza omofobica e contro la violenza alle donne. Anche a Napoli si registrano episodi di violenza ai danni delle persone omosessuali e transgender e molto spesso le vittime non trovano neanche il coraggio di denunciare l’accaduto. L’Arcigay “Antinoo” esorta la comunità gay, lesbica e transgender napoletana a reagire alla violenza ed informa che presso la sede del Comitato, in vico San Geronimo alle Monache 19, grazie al sostegno della Provincia di Napoli, è attivo un “Servizio di Ricezione e Prima Accoglienza” ed uno “Sportello Legale” per l'ascolto e il sostegno legale ed informativo in caso di episodi di violenza. Chi necessitasse del nostro aiuto può venire in sede o contattarci allo 081-5528815, il Mercoledì ed il Venerdì dalle ore 18 alle 21, oppure scrivendo a: info@arcigaynapoli.org per informazione e a diritti@arcigaynapoli.org per l’assistenza legale. Il Comitato Provinciale Arcigay “Antinoo” di Napoli Il presidente Salvatore Simioli
COMUNICATO STAMPA Bologna, 15 settembre 2006 I ministri Amato e Mastella: subito l’estensione della legge Mancino ARCIGAY: “L’IMPEGNO CONTRO LA VIOLENZA ANTI-GAY GIA’ ASSUNTO DAL MINISTRO POLLASTRINI, TROVA ALTRE AUTOREVOLI ADESIONI NEL GOVERNO” “Finalmente qualcosa si muove. L’estensione all’orientamento sessuale e all’identità di genere delle tutele previste dalla legge Mancino nei confronti di atti di ‘discriminazione, odio o violenza per motivi razziali etnici, nazionali o religiosi’, oggi ribadita da Amato e Mastella, rappresenta una richiesta storica di Arcigay e dell’intero movimento italiano lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender)”. Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, commenta le aperture dei ministri Giuliano Amato e Clemente Mastella in merito alla revisione della legge e al suo inserimento nel ddl antiviolenza che sarà discusso presto in Consiglio dei ministri. “Già nei giorni scorsi – ricorda Lo Giudice - il ministro per i Diritti e le pari opportunità Barbara Pollastrini si era espressa in modo chiaro in questa direzione. La disponibilità espressa oggi dai ministri dell’Interno e della Giustizia mostrano in modo chiaro che la strada intrapresa dal ministro Pollastrini trova condivisione all’interno del governo e che l’impegno da lei assunto ad attivare ‘tutte le misure e i provvedimenti antidiscriminatori che aiutino a prevenire e a contrastare in modo più efficace quei delitti motivati dall’odio omofobico’ si avvia a produrre i primi effetti concreti”. Il varo di una legge contro le discriminazioni motivate dall’ orientamento sessuale e dall’identità di genere, che estenda anche a questi campi le tutele previste dalla legge “Mancino 122 del 1993 è al centro della richiesta firmata da un cartello di associazioni lgbt comprendente Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Comitato Torino Pride 2006, Azione Trans, Famiglie Arcobaleno, Gay in divisa, Gruppo del Guado, MIT – Movimento identità transessuale. Ufficio stampa Arcigay
PACS, PDL SUBITO IN COMMISSIONE La Rosa nel Pugno chiede che la proposta di legge sui Pacs sia esaminata subito in Commissione Giustizia. La proposta è arrivata oggi in commissione alla Camera da parte dell'on. Enrico Buemi. "Per noi è un punto dirimente - spiega - anche se già ci sono avvisaglie delle resistenze che potrebbero arrivare da parte dell'Udeur e della Margherita". L'esponente della Rosa nel Pugno sottolinea che il presidente della commissione Giustizia, Pino Pisicchio (Idv), di fronte alla richiesta della Rosa nel Pugno si è riservato "un complessivo esame da parte dei capigruppo, martedì prossimo, prima di inserire la pdl nel calendario della commissione". Sergio Rovasio Segretario Generale Gruppo Parlamentare Rosa nel Pugno alla Camera dei Deputati sergio.rovasio@gmail.com
COMUNICATO STAMPA Bologna, 15 settembre 2006 “IL MINISTRO DEGLI INTERNI CI TUTELI DALLE VIOLENZE ANTI-GAY” Una lettera aperta delle associazioni omosessuali e transgender nazionali a Giuliano Amato, alla vigilia delle manifestazioni di domani a Viareggio e Catania contro la violenza verso le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Una legge contro le discriminazioni e le violenze motivate dall’ orientamento sessuale e dall’identità di genere, il diritto d’asilo per gay, lesbiche e transessuali stranieri perseguitati nei paesi d’ origine, corsi di formazione per le forze di polizia sulla realtà delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender). Sono solo alcune delle richieste contenute in una lettera aperta, indirizzata al ministro degli Interni Giuliano Amato dalle principali associazioni nazionali per la parità di diritti di gay, lesbiche, transessuali e delle loro famiglie. La lettera, articolata in 10 punti (vd. sotto), è stata divulgata stamattina, alla vigilia delle manifestazioni di domani, a Viareggio e Catania, contro l’intolleranza e la violenza omofobica e transfobica. Ufficio stampa Arcigay: Luigi Valeri, cell. 335.310655, tel. 051.6493055, e-mail: luigi.valeri@arcigay.it Lettera aperta al Ministro degli Interni Una proposta di intervento a tutela della popolazione Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) Gentile Ministro Giuliano Amato, i sottoscrittori della seguente lettera Le rivolgono un appello a mettere in campo una serie di interventi per prevenire la violenza nei confronti delle persone Lgbt ( lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e promuovere, per quanto di Sua competenza, la loro piena inclusione sociale ed un sereno esercizio dei diritti di cittadinanza. Ogni anno in Italia vengono assassinate numerose persone omosessuali e transessuali a causa di sentimenti e comportamenti ferocemente omofobici e transfobici. Dal 1990 ad oggi gli omicidi antigay sono stati almeno 150. Numerosi sono anche i casi di persone transessuali uccise, generalmente fondati sulla sopraffazione e svalutazione umana della vittima. A questi fenomeni si aggiungono le innumerevoli violenze fisiche e psicologiche, nella società, in famiglia, a scuola, sul lavoro, che hanno raggiunto il loro massimo grado di violenza con lo stupro avvenuto nei giorni scorsi a Torre del Lago nei confronti di una donna individuata come lesbica. Le chiediamo un incontro per affrontare in modo efficace questo fenomeno e confrontarci sulle seguenti proposte: 1. Attivazione di un luogo di coordinamento nazionale, anche attraverso l’individuazione di un referente per le questioni lgbt presso il Ministero degli Interni, nella prospettiva di un’azione coordinata fra il Ministero e le organizzazioni rappresentative della popolazione lgbt, come già accade in numerosi paesi dell’Unione europea, dove una corretta relazione fra le forze dell’ordine e la comunità Lgbt è considerata strategica per prevenire fenomeni di violenza. 2. Messa in campo di tavoli territoriali di consultazione fra prefetture e associazioni nelle diverse città italiane. 3. Costruzione di corsi di formazione per le forze di polizia, finalizzati ad una più approfondita conoscenza della comunità Lgbt, delle sue esigenze e stili di vita. 4. Visibilità per le persone lgbt in divisa, ancora oggi spesso oggetto di discriminazioni e di pressioni, e loro valorizzazione come interfaccia fra forze dell’ordine e popolazione lgbt, come avviene da tempo in diversi Paesi europei. 5. Pubblicazione di un Libro bianco sui suicidi e sui delitti anti-lgbt da parte del Centro Studi del Ministero degli Interni. 6. Assicurazione del Ministero sulla definitiva abolizione delle schedatura delle persone lgbt, come presupposto di un rapporto con le forze dell’ordine fondato sulla piena fiducia reciproca. 7. Sostegno ai centri anti-violenza e alle linee di telefono amico sul territorio. 8. Collaborazione col Ministero per i Diritti e le Pari opportunità che ha proposto: una campagna di educazione civica; un osservatorio permanente antiviolenza; un tavolo di confronto tra amministratori, rappresentanze territoriali e associazioni; la riduzione delle attenuanti generiche e l'innalzamento delle pene minime per i reati concernenti la violenza e la discriminazione fondata sull'identità di genere e sull'orientamento sessuale. 9. Riconoscimento del diritto d’asilo in Italia per i perseguitati a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere e misure per agevolare le persone transessuali senza permesso di soggiorno nella denuncia delle violenze ricevute. 10. Varo di una legge contro le discriminazioni motivate dall’ orientamento sessuale e dall’identità di genere, che estenda anche a questi campi le tutele previste dalla legge “Mancino 122/1993 nei confronti di atti di discriminazione, odio o violenza per motivi razziali etnici, nazionali o religiosi. Roma, 15 settembre 2006 Agedo – Genitori di omosessuali Arcigay ArciLesbica Comitato Torino Pride 2006 Crisalide Azione Trans Famiglie Arcobaleno Gay in divisa Gruppo del Guado – Cristiani omosessuali MIT – Movimento di Identità Transessuale
COMUNICATO DI AZIONE GAY E LESBICA In seguito al comunicato dell’”Ufficio Stampa e Cerimoniale relazioni con l’esterno di Arcigay Firenze” e alle notizie apparse sulla stampa locale che riferiscono della richiesta di intervento delle forze dell’ ordine in seguito all’occupazione abusiva dei locali assegnati dal Comune all’associazione da parte di tre senza tetto, Azione gay e lesbica specifica quanto segue: Non condividiamo il comportamento dei responsabili di Arcigay che hanno scelto di dare estrema rilevanza massmediatica ad un avvenimento certamente spiacevole ma che non richiedeva per la sua risoluzione l’intervento della stampa. L’ occupazione della sede di Arcigay, difatti, non si ricollega ad atteggiamenti discriminatori nei confronti dei gay e delle lesbiche bensì alla complesso problema dell’immigrazione che segna l’Italia ormai da tempo. Grave è il fatto che si sia scelto di dare risalto sulla stampa proprio a questa vicenda, mentre in Toscana una donna è stata violentata in quanto lesbica, a Bologna due ragazzi sono stati picchiati in quanto gay, a Catania Forza Nuova ha cercato di impedire lo svolgimento di un Gay Pride scendendo in piazza con slogan omofobi accompagnati da mazze. Sottolineiamo inoltre che i toni usati da Arcigay per descrivere l’ accaduto non rispecchiano metodi “moderati” (come si sono definiti i rappresentanti dell’Arcigay), né di sinistra né di destra, e anzi rimandano a quella matrice culturale integralista che criminalizzando indistintamente tutte le diversità legittima la violenza su immigrati, rom, gay, lesbiche e donne più in generale, violenza di cui si sono riempite le cronache degli ultimi mesi. Precisiamo infine che sta divenendo sempre più intollerabile l’atteggiamento con cui Arcigay sminuisce e svalorizza le altre realtà gay e lesbiche d’Italia, proponendosi alla stampa e alle istituzioni quale unico rappresentante degli/delle omosessuali italiani/e (nella fattispecie ci riferiamo alle dichiarazioni rilasciate dal presidente di Arcigay Firenze al giornale “il Firenze”, che tuttavia rappresentano solo uno dei tanti esempi di una linea di comportamento ormai inveterata), dei/delle quali peraltro fornisce un’immagine omologata e estremamente moderata che non rispecchia certo la totalità della comunità gay e lesbica e che, in questo momento di grave attacco da parte delle forze reazionarie, mette gravemente a rischio - invece di difenderli - gli spazi di vita, di pensiero, di legittimità che faticosamente ci siamo conquistati/e. Azione gay e lesbica Via Pisana 32 R - Firenze Tel. 055-220250 info@azionegayelesbica.it
AGGIORNAMENTO SUGLI STATI GENERALI Come già annunciato in precedenti e-mail vi forniamo degli aggiornamenti rispetto all’appuntamento del 30 Settembre denominato Stati Generali. In questi ultimi giorni sono giunte altre adesioni di associazioni glbt interessate a partecipare all’incontro-dibattito di Roma, per cui riportiamo l’elenco completo alla data odierna. Inoltre pensiamo di fare cosa gradita a tutt* inserendo l’appuntamento, le adesioni attuali e future, nonché le altre prossime precisazioni organizzative anche nel sito del Mario Mieli (www.mariomieli.org). Invitiamo anche le altre associazioni, qualora lo desiderassero, a dare rilievo sui propri siti alla manifestazione. Come contributo proposto da talune di queste associazioni si è aggiunto quello di una riflessione sui fatti di violenza ai danni di persone glbt avvenuti in Italia nell’ultimo periodo. Infine, stimolati anche da richieste di accrediti stampa da parte di giornali gay, abbiamo provveduto ad inviare a tutte le testate glbt (giornali, TV, radio e siti internet) l’ invito ad essere presenti all’appuntamento, in ragione proprio della loro funzione di giornalisti all’interno del mondo glbt italiano. Ricordando i due importanti appuntamenti di questo sabato ( Catania e Viareggio) e con l’auspicio di un buon risultato delle due manifestazioni (augurio che siamo sicuri è “unitario”), salutiamo tutt* e rimandiamo le prossime informazioni organizzative sugli Stati Generali alle prossime e-mail e al nostro sito. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Promotori Stati Generali: Arcitrans Roma Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Comog Lazio Comitato Etero Pro Omo DiGay Project Epicentro Ursino Romano Gay Roma Gruppo Pesce Roma Leather club Roma No God Refo Adesioni: Antagonismo Gay – Bologna ARAMIS – Associazione Raeliana Minoranze Sessuali Associazione Articolo Tre – Palermo Associazione Gay e Lesbica – Firenze Associazione Jonathan – Pescara Associazione Nazionale Nuova Gay e Lesbica Circolo Dario Bellezza – Cesena Circolo Maurice - Torino Comitato Gay e Lesbiche – Prato Gruppo Pesce – Milano M.I.T. – Bologna Movimento Omosessuale Sardo – Sassari Open Mind – Catania
GAY E DISCRIMINAZIONE Roma, 17 settembre 2006 In questo giorno, nel 1922, nasce a Fiorenzuola d´Arda (Piacenza), il filosofo Aldo Braibanti, che restera´ coinvolto in un clamoroso caso di plagio e omosessualita´ (1868) finendo condannato a nove anni di reclusione! La persecuzione e la discriminazione sono dure a morire! Il quotidiano "Liberazione", in edicola oggi, pubblica un supplemento dal titolo "Perseguitati. Ancora", con interventi di Saverio Aversa ("Una democrazia dimezzata"), Porpora Marcasciano ("Benevenuti nella dotta Bologna"), Francesca Polo ("Se non sei maschio etero rischi la vita"), Leonardo Vilei ("Sesso amore e... omofobia"), e del sottoscritto ("A fide catholica deviantes, le ragioni storiche della discriminazione"). Purtroppo, da questo "speciale" emerge una notizia non certo rassicurante: "E´ aumentato il numero degli Stati in cui l´amore tra due persone dello stesso sesso e´ punito con la morte. La comunita´ lgntq riflette: qualcosa e´ andata diversamente da quanto ci si era aspettati". Io, intanto, vi sottopongo il mio intervento. Buona lettura, Massimo Consoli "LIBERAZIONE", 17 settembre 2006, domenica "A Fide Catholica Deviantes", le ragioni storiche della discriminazione Preti, piscologi, dittatori, pubblicitari... sono le categorie di persone che hanno studiato in maniera piu´ approfondita il nostro animo, arrivando ad una conclusione un po´ sconcertante: l´uomo lotta piu´ contro qualcosa che a favore di qualcos´altro. Abbiamo piu´ paura di finire all´inferno che di guadagnarci il paradiso. Di conseguenza, diamo piu´ importanza al diavolo (disegnato come il nostro nemico mortale) che a dio (che dovrebbe essere nostro amico). Hitler era geniale nella demonizzazione dei suoi avversari e Berlusconi, il suo discepolo piu´ illustre nelle tecniche di propaganda (sulle quali nessuno ha ancora intrapreso un serio studio scientifico per evidenziarne i rapporti), e´ stato, oggettivamente, un maestro nel dipingere i comunisti come mostri assetati di sangue arrivando fino al massimo difficilmente raggiungibile dai comuni mortali: la bugia sfacciatamente bugiarda. "I cinesi cuociono i bambini nelle pentole", e´ arrivato a dire, utilizzando un altro argomento efficacissimo nelle tecniche di manipolazione mentale: l´uso dei fanciulli per i propri scopi. Hitler aveva scritto, nel suo "Mein Kampf", che la menzogna dev´essere forte, esagerata, incredibile, per poter lasciare il segno. Ed aveva ragione lui. Tant´e´ che non si e´ sentito un coro di implacabili pernacchie e nemmeno di piu´ misericordiose risate ad una castroneria del genere, come sarebbe stato auspicabile per poter dimostrare che gli italiani, alla fin fine, non sono cretini come li si vorrebbe disegnare. Gli psicologi ci spiegano che, quando viene individuato un nemico, l´armonia del gruppo che lo discrimina se ne avvantaggia. E piu´ il nemico e´ subdolo, infiltrato dove meno lo si aspetta, mimetizzato nel resto della popolazione, inserito in posizioni sensibili e di comando, e piu´ il gruppo diventa coeso, si sente unito e solidale, investito d´una missione salvifica. Gli ebrei sono serviti a fare grande la Germania negli anni Trenta, i comunisti hanno tirato fuori il patriottismo dall´animo degli americani negli anni Cinquanta, gli omosessuali hanno garantito una patente di normalita´ a chi non si sentiva tanto sicuro di se stesso per tutto il Novecento. I bambini, da sempre, formano delle vere e proprie bande che hanno come unico scopo quello di tormentare uno di loro, magari il grassone della palestra, l´effeminato della classe, il gobbo del parco. E la discriminazione e´ trasversale. Chi la subisce non pensa che anche altri ne possano essere vittime, e si manifesta in mille modi. Cosi´, invece di unirsi agli altri diversi per combattere insieme le ingiustizie della societa´, ogni comunita´ tende a rinchiudersi in se stessa ed a scaricare sulle altre il peso delle storture che deve sopportare. Gli omosessuali sono stati privilegiati, in questa ricerca affannosa di un capro espiatorio capace di soddisfare le esigenze purificatrici delle societa´ nelle quali vivevano. Societa´, e´ bene sottolinearlo per non creare confusione, che hanno una diretta e quasi esclusiva matrice monoteistica. Nelle culture "altre", il sacerdote effeminato, lo shamano, l´erastes ipervirile o il travestito hanno quasi sempre goduto di una posizione privilegiata e di particolari vantaggi. In tutta l´area cristiana, invece (che e´ quella che c´interessa piu´ da vicino), l´esigenza di rafforzare il potere della classe sacerdotale ha comportato la necessaria emarginazione di quelle forme di legami affettivi che in qualche modo le si opponevano o le potevano creare dei problemi. E tutto questo all´interno di una piu´ generale negazione del sesso. La Chiesa, che aveva dietro di se´ una tradizione e un´esperienza che scorreva per migliaia di anni, ben prima dell´istituzione del cristianesimo come lo conosciamo oggi, e´ stata geniale nel capire, ed applicare, un concetto fondamentale: bisogna prima demonizzare il proprio nemico, per renderne poi piu´ facile la sua trasformazione in vittima sacrificale davanti agli occhi di tutto il popolo. Gli omosessuali erano perfetti. Le definizioni che hanno ricevuto in quanto tali, e la descrizione dei loro rapporti basterebbero da sole a riempire un libro. Geniale fu Papa Innocenzo VIII quando, nel 1484, promulgo´ una bolla contro "incubi" e "succubi" dove parlava di quelle "persone di ambedue i sessi le quali, incuranti della propria salvezza e deviando dalla fede cattolica, si concedono a diavoli maschi e femmine". Il senso era proprio sessuale. Gli "incubi" erano i demoni che "stavano sopra", i "succubi", i diavoli che stavano sotto. Cioe´ a dire, se un disgraziato sognava di fare all´amore con il proprio vicino, indipendentemente dalla posizione assunta nel rapporto, era molto probabile che di quest´ultimo si fosse impossessato qualche spirito impuro che in questo modo voleva corrompere anche il poveretto, che aveva il preciso dovere di correre dal proprio prete per confessarsi con lui e denunciare colui che aveva sognato... "A fide catholica deviantes", divento´ la formula che ufficializzava le condanne a morte e divento´ il termine preferito per indicare... i sodomiti! Nella nostra societa´ occidentale e contemporanea, la discriminazione della quale sono vittime le persone glbt in questo particolare momento storico affonda parte delle sue radici anche nel linguaggio usato dai mass media. Le cose "sono" il nome usato per indicarle, ed una definizione negativa comporta un atteggiamento sociale altrettanto negativo che, in questo caso, puo´ esprimersi anche con l´aggressivita´ verbale, con la violenza, con l´omicidio. E´ ovvio, percio´, che i mezzi di comunicazione di massa hanno una grossa responsabilita´ nell´educazione delle varie componenti sociali e quelli del nostro Paese, in particolare, hanno bisogno di fare un ulteriore (piccolo) salto di qualita´ nella trattazione di notizie che riguardano la comunita´ gay e i singoli gay. Lo stesso si puo´ dire della posizione assunta da un articolo all´interno della pagina. Quante volte e´ capitato di leggere titoli del genere: "Cinquantamila al Gay Pride chiedono piu´ diritti" e, immediatamente accanto, "Allenatore abusava da cinque anni dei piccoli che gli venivano affidati". Spesso il giornalista lo fa in buona fede. Per lui, si tratta di due aspetti dello stesso argomento. Non ci pensa nemmeno che, in realta´, si tratta di due temi completamente diversi, che non hanno assolutamente nulla in comune tranne una vaga attrazione per lo stesso sesso da parte dei vari protagonisti. Eppure, basterebbe immaginarsi come lo stesso giornalista tratterebbe un discorso del Papa sull´influenza dell´Islam nella nostra cultura: lo metterebbe accanto al "Sacrestano oberato dai debiti s´impicca in casa della suocera"? Oppure farebbe un confronto indiretto tra "Israele bombarda i depositi Hezbollah in Libano" e "Ebreo romano rapina anziana pensionata a Palermo"? L´unica speranza che le cose cambino ci e´ data dall´affermarsi di una forte comunita´ omosessuale che s´imponga al rispetto attraverso la sua stessa dimostrazione di esistere, e di continuare ad esserci per molto tempo ancora. Fino ad oggi, alleata dei nostri nemici era proprio la tendenza a nascondersi, a non farsi notare, a dare il meno fastidio possibile, con l´unico risultato che continuavamo a sparire in silenzio. Da ora in poi non sara´ piu´ cosi´. Massimo Consoli
JOHN ADDINGTON SYMONDS Roma, 18 settembre 2006, lunedi’ (oggi, nel 1905, nasceva Greta Garbo). Pochi ancora lo sanno, ma a Roma c’e’ un luogo che e’ una vera e propria miniera di informazioni per la nostra storia degli ultimi due secoli: e’ il cimitero acattolico di Testaccio, detto anche “cimitero degli inglesi” o “cimitero protestante”. “Acattolico” vuol dire “non- cattolico”, ed a suo tempo si era sentita la necessita’ di avere un sito simile perche’, a coloro che non facevano parte della religione del Papa-Re, ed avevano la sfortuna di morire in citta’, venivano riservati insulti e ingiurie e lancio di sassi o vegetali marci per tutto il percorso del corteo funebre... Cosi’, le ambasciate di alcuni Stati soprattutto protestanti, si unirono e chiesero al pontefice il permesso di poter seppellire i loro morti in un campetto un po’ isolato (per non dar troppo fastidio ai cattolici, appunto) e attaccato alla Piramide di Porta San Paolo, che avevano comprato con i loro soldi. Nel corso degli anni, li’ sono andati a riposare alcuni dei piu’ bei nomi della nostra cultura e della cultura “tout court”. Sul numero 36, marzo 2002, di “Aut” (il mensile pubblicato dal circolo Mario Mieli), ho pubblicato quattro pagine di inserto con una guida di tutte le persone che vi ho rintracciato e che interessano la nostra storia. E la guida, che comprendeva anche una mappa, deve aver avuto un certo successo visto che alcuni dei guardiani e dei dirigenti del cimitero, con i quali nel corso degli anni ho acquisito una certa confidenza, mi hanno detto che, di tanto in tanto, si presenta qualche visitatore con quell’ inserto di “Aut” in mano (o con qualche fotocopia), che si aggira tra le tombe, o chiede loro ulteriori informazioni. Ricordo che negli anni Settanta ci trascinai Dario Bellezza. “Trascinai” e’ la parola giusta, considerato che Dario odiava cimiteri e ospedali e non c’era verso di convincerlo a visitare un amico malato o ad accompagnarlo verso l’ ultima dimora. Ci riuscii spiegandogli che quello era il camposanto dei poeti, dei VIP, delle persone illustri, e dicendogli che, un giorno, anche lui vi sarebbe stato ospitato. Dario mi rispose che non sarebbe mai potuta accadere una cosa simile perche’ lui era troppo scandaloso, troppo identificato con l’omosessualita’. Ma si sbagliava! Oggi Dario e’ sepolto al cimitero di Testaccio, e proprio vicino a quell’angelo scolpito da Thorvaldsen sotto il quale ci eravamo fermati a chiacchierare...! Quel giorno lo avevo portato a visitare la tomba di John Addington Symonds. Il 19 aprile del 1993 ci sono tornato per commemorare il centenario della morte di Symonds (19 aprile 1893). Vi hanno partecipato numerosi militanti, tra i quali Anselmo Cadelli, Maurizio Palomba, Andrea Furlan, Doriano Galli, Franco Di Matteo, Riccardo Peloso, Brian Williams. Ma chi era John Addington Symonds? In italiano, stranamente, non e’ molto conosciuto e, di lui, di recente sono stati pubblicati solo due libri: “Voglie diverse. Confessioni intime di un letterato vittoriano”, 1984 (in originale, “The Memoirs of John Addington Symonds”) e “Alla ricerca del Baron Corvo”. Era nato il 5 ottobre del 1840 a Bristol, in Inghilterra. La sua “Storia del Rinascimento” in sette volumi (1875- 1886) ne fece a suo tempo uno degli autori piu’ conosciuti e piu’ studiati sull’argomento (e ancora oggi, del resto). Scrisse anche numerosi saggi sui poeti latini e greci, su Shelley e sui drammaturghi inglesi prima di Shakespeare, e poi su Whitman e Dante. Pubblico’ anche una serie importante, “Studies of the Greek Poets”, considerata valida e autorevole ancora oggi mentre la sua traduzione della “Vita di Benvenuto Cellini” rimane quella standard in inglese. Per quel che riguarda Walt Whitman, c’e’ da ricordare un episodio curioso. Symonds corrispondeva regolarmente con il grande poeta americano e, nel 1890, si decise a fargli una domanda precisa sulla sua omosessualita’. Whitman, che gia’ stava male e viveva assistito (=circondato) da amici, parenti, conoscenti e vicini di casa, era indispettito da quella richiesta e gli rispose dicendosi scandalizzato che le sue poesie avessero mai potuto far pensare ad una cosa del genere, vantandosi, invece, di avere ben sei figli illegittimi sparsi per gli Stati Uniti... notizia che, da allora, ha fatto impazzire i suoi biografi ed apologeti che stanno ancora cercando qualche traccia di questi fantomatici sei eredi...Ma non sto qui a ricordare Symonds per questi motivi. In realta’, al di la’ della grandezza culturale del personaggio, John Addington Symonds e’ forse stato uno dei primi dieci pionieri degli studi sessuali nell’Ottocento. A lungo represso e complessato, solo all’eta’ di 36 anni riusci’ ad avere il suo primo, e lungamente desiderato, rapporto sessuale con un giovane soldato muscoloso, a Londra. Dopodiche’, il suo impegno nell’uranismo divenne preponderante. La prima edizione (1897) del famosissimo libro “Sexual Inversion”, aveva due autori sulla copertina: Havelock Ellis e John Addington Symonds. Il nostro eroe era morto quattro anni prima, ed il suo esecutore testamentario ingiunse a Ellis di toglierne il nome e qualsiasi riferimento da ogni futura edizione. Ma Symonds aveva gia’ fatto qualcosa di straordinario. Nel 1883 aveva pubblicato un importante saggio sull’uranismo, “A Problem in Greek Ethics”, stampandone privatamente appena dieci copie. Nel 1891, poi, ne pubblico’ cinquanta del suo seguito “A Problem in Modern Ethics”. Il numero limitato di copie non deve spaventare perche’, in realta’, in circolazione se ne trovarono subito altre centinaia, non si sa se fatte stampare da lui stesso per aggirare la censura,o da sui amici o ammiratori. In aggiunta a tutto cio’, Symonds volse ogni energia a modificare la legge antigay inglese, lavorando dietro le quinte e cercando di usare la sua influenza su giuristi, medici e politici, quasi considerandosi una sorta di Cesare Lombroso anglosassone, che lui reputava meritevole di rispetto perche’ aveva contribuito a liberalizzare la legge italiana sull’omosessualita’. Il suo amore culturale e affettivo verso il nostro paese fu grande. Anche quando viveva in Svizzera il suo partner fu per lungo tempo il gondoliere veneziano Angelo Fusato, con il quale si reco’ poi a visitare Karl Heinrich Ulrichs all’Aquila, comportandosi con il grande pensatore tedesco con enorme rispetto e devozione. Symonds e’ morto a Roma ed e’ sepolto al cimitero acattolico di Testaccio. Penso che sia importante per tutti noi, che abbiamo nei suoi confronti un debito di riconoscenza, ricordarlo di tanto in tanto. Il 5 ottobre e’ l’anniversario della sua nascita, e cade di giovedi’. Vi propongo, per comodita’, la data di sabato 7 ottobre, a mezzogiorno, davanti l’ingresso del cimitero acattolico di Testaccio a Roma, dietro la Piramide a San Paolo, per poi andare tutti insieme a ricordarlo davanti alla sua tomba che, lo dico per curiosita’, e’ circondata dalle lapidi di Gregory Corso, Belinda Lee e Percy Bysshe Shelley. Oltre agli abituali e fedeli militanti che intervengono a livello individuale, sarebbe gradita una partecipazione anche a livello “ufficiale” da parte dei vari gruppi, circoli, associazioni, giornali e istituzioni varie del nostro movimento e della nostra comunita’ varia. Massimo Consoli
LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE CI RIGUARDA, PRENDIAMO LA PAROLA COME GLI UOMINI Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’ Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’ omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile. Una recente ricerca del Consiglio d’Europa afferma che l’aggressività maschile è la prima causa di morte violenta e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. E tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche.. Siamo di fronte a una recrudescenza quantitativa di queste violenze? Oppure a un aumento delle denunce da parte delle donne? Resta il fatto che esiste ormai un’opinione pubblica e un senso comune, che non tollera più queste manifestazioni estreme della sessualità e della prevaricazione maschile. Chi lavora nella scuola e nei servizi sociali sul territorio denuncia poi una situazione spesso molto critica nei comportamenti degli adolescenti maschi, più inclini delle loro coetanee femmine a comportamenti violenti, individuali e di gruppo. Forse il tramonto delle vecchie relazioni tra i sessi basate su una indiscussa supremazia maschile provoca una crisi e uno spaesamento negli uomini che richiedono una nuova capacità di riflessione, di autocoscienza, una ricerca approfondita sulle dinamiche della propria sessualità e sulla natura delle relazioni con le donne e con gli altri uomini. La rivoluzione femminile che abbiamo conosciuto dalla seconda metà del secolo scorso ha cambiato radicalmente il mondo. Sono mutate prima di tutto le nostre vite, le relazioni familiari, l’amicizia e l’amore tra uomini e donne, il rapporto con figlie e figli. Sono cambiate consuetudini e modi di sentire. Anche le norme scritte della nostra convivenza registrano, sia pure a fatica, questo cambiamento. L’ affermarsi della libertà femminile non è una realtà delle sole società occidentali. Il moto di emancipazione e liberazione delle donne si è esteso, con molte forme, modalità e sensibilità diverse, in tutto il mondo. La condizione della donna torna in modo frequente nelle polemiche sullo “scontro di civiltà” che sarebbe in atto nel mondo. Noi pensiamo che la logica della guerra e dello “scontro di civiltà” può essere vinta solo con un “cambio di civiltà” fondato in tutto il mondo su una nuova qualità del rapporto tra gli uomini e le donne. Oggi attraversiamo una fase contraddittoria, in cui sembra manifestarsi una larga e violenta “reazione” contraria al mutamento prodotto dalla rivoluzione femminile. La violenza fisica contro le donne può essere interpretata in termini di continuità, osservando il permanere di un’ antica attitudine maschile che forse per la prima volta viene sottoposta a una critica sociale così alta, ma anche in termini di novità, come una “risposta” nel quotidiano alle mutate relazioni tra i sessi. Un altro sintomo inquietante è il proliferare di mentalità e comportamenti ispirati da fondamentalismi di varia natura religiosa, etnica e politica, che si accompagnano sistematicamente a una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna. Queste stesse tendenze sono però attualmente sottoposte a una critica sempre più vasta, soprattutto – ma non esclusivamente – da parte femminile La recente cronaca italiana ci ha offerto alcuni casi drammatici, eclatanti che rivelano anche modi diversi di accanirsi sul corpo e sulla mente femminile. Una ragazza incinta viene seppellita viva dall’amante, che non vuole affrontare il probabile scandalo. Un fratello insegue e uccide la sorella, rea di non aver obbedito al diktat matrimoniale della famiglia. Un immigrato pakistano uccide la figlia, aiutato da altri parenti maschi, perché non segue i costumi sessuali etnici e religiosi della comunità. In alcune città si susseguono episodi di stupro da parte di giovani immigrati ma anche di maschi italiani. Sono italiani gli stupratori di una ragazza lesbica a Torre del Lago. Italiano l’assassino che a Parma ha ucciso con otto coltellate la ex fidanzata, che perseguitava da qualche anno. Ultimo caso di una lunga scia di delitti commessi in questi ultimi anni in Italia da uomini contro le ex mogli o fidanzate, o contro compagne in procinto di lasciarli. Il clamore e lo scandalo sono alti. In un contesto di insicurezza (in parte reale, in parte enfatizzata dai media e da settori della politica), di continua emergenza e paura per le azioni del terrorismo di matrice islamica e per le contraddizioni prodotte dalla nuova dimensione dei flussi di immigrazione, nel dibattito pubblico la matrice della violenza patriarcale e sessuale è stata spesso riferita a culture e religioni diverse dalla nostra. Molte voci però hanno insistito giustamente sul fatto che anche la nostra società occidentale non è stata e non è a tutt’oggi immune da questo tipo di violenza. E’ anzi possibile che il rilievo mediatico attribuito alla violenza sessuale che viene dallo “straniero” risponda a un meccanismo inconscio di rimozione e di falsa coscienza rispetto all’ esistenza di questo stesso tipo di violenza, anche se in diversi contesti culturali, nei comportamenti di noi maschi occidentali. Si è parlato dell’esigenza di un maggiore ruolo delle istituzioni pubbliche, sino alla costituzione come parti civili degli enti locali e dello stato nei processi per violenze contro le donne. Si è persino messo sotto accusa un ipotetico “silenzio del femminismo” di fronte alla moltiplicazione dei casi di violenza. Noi pensiamo che sia giunto il momento, prima di tutto, di una chiara presa di parola pubblica e di assunzione di responsabilità da parte maschile. In questi anni non sono mancati singoli uomini e gruppi maschili che hanno cercato di riflettere sulla crisi dell’ordine patriarcale. Ma oggi è necessario un salto di qualità, una presa di coscienza collettiva. La violenza è l’ emergenza più drammatica. Una forte presenza pubblica maschile contro la violenza degli uomini potrebbe assumere valore simbolico rilevante. Anche convocando nelle città manifestazioni, incontri, assemblee, per provocare un confronto reale. Siamo poi convinti che un filo unico leghi fenomeni anche molto distanti tra loro ma riconducibili alla sempre più insopportabile resistenza con cui la parte maschile della società reagisce alla volontà che le donne hanno di decidere della propria vita, di significare e di agire la loro nuova libertà: Il corpo femminile è negato con la violenza. Ma viene anche disprezzato e considerato un mero oggetto di scambio (come ha dimostrato il recente scandalo sulle prestazioni sessuali chieste da uomini di potere in cambio di apparizioni in programmi tv ecc.) Viene rimosso da ambiti decisivi per il potere: nella politica, nell’accademia, nell’ informazione, nell’impresa. Lo sguardo maschile – pensiamo anche alle organizzazioni sindacali – non vede ancora adeguatamente la grande trasformazione delle nostre società prodotta negli ultimi decenni dal massiccio ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Chiediamo che si apra finalmente una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro. Una riflessione comune capace di determinare una sempre più riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi. FONTE www.donnealtri.it INVIATO DA Alba Montori Gaya CsF
NESSUNO TOCCHI CAINO 16.09.2006 NESSUNO TOCCHI CAINO, IL GOVERNO ITALIANO SI IMPEGNI ALL’ONU PER UNA MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI - 8 settembre 2006: “La questione della pena di morte è tra i temi prioritari che il governo italiano presenterà al Palazzo di Vetro?”. Lo chiedono il Segretario di Nessuno tocchi Caino e Deputato della Rosa nel Pugno Sergio D’Elia e il Tesoriere dell’associazione Elisabetta Zamparutti, al Presidente del Consiglio Prodi e al Ministro degli Esteri D’Alema che parteciperanno all’apertura tra una settimana dei lavori dell’Assemblea Generale dell’ Onu. “Occorre dar seguito – proseguono D’Elia e Zamparutti - all’ impegno preso a luglio dal governo davanti al parlamento a presentare all’Onu una proposta di risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell’abolizione completa della pena di morte.” “Il ruolo di primo piano svolto dal nostro paese durante la crisi libanese potrà essere ulteriormente rafforzato da un profilo alto dell’Italia su alcune questioni fondamentali inerenti ai diritti umani.” La previsione di Nessuno tocchi Caino, l’associazione radicale costituita nel 1993 proprio su questo obiettivo, è che la risoluzione pro moratoria sarà approvata dall’Assemblea Generale con la maggioranza assoluta dei voti. “Sarebbe – concludono D’Elia e Zamparutti - un traguardo fondamentale nella lotta contro la pena di morte che ha visto in questi anni nel parlamento italiano una convergenza straordinaria di maggioranza e opposizione.” KIRGHIZISTAN. ‘PRESTO ABOLIREMO LA PENA CAPITALE’ - 8 settembre 2006: il vice-ministro della giustizia kirghizo Sergei Zubov ha dichiarato che il paese presto abolirà la pena di morte, sostituendola con l’ ergastolo. Parlando con i giornalisti nella capitale Bishkek, il Vice- ministro ha precisato che un disegno di legge abolizionista è stato già inviato al Parlamento. La massima pena detentiva prevista dall’attuale ordinamento è di 30 anni. Il Ministero della Giustizia – ha aggiunto Zubov – ha intenzione di costruire un nuovo carcere per le 167 persone attualmente detenute nel braccio della morte. Nel dicembre 2005, il presidente Kurmanbek Bakiyev ha prolungato a tempo indeterminato la moratoria delle esecuzioni (in vigore nel paese dal 1998). ETIOPIA. COMMUTATE UNDICI CONDANNE A MORTE - 12 settembre 2006: l’ Etiopia ha commutato le condanne a morte di 11 prigionieri, nel quadro di un’amnistia che ha visto la riduzione o cancellazione delle pene detentive di altri 252 detenuti, riportano organi d’informazione statali. L’amnistia – la prima concessa nel paese in 50 anni e dalla quale restano esclusi i condannati per stupro e corruzione - giunge in occasione delle celebrazioni per il Nuovo Anno Etiope. “I prigionieri che ne hanno beneficiato”, hanno detto le autorità, “si sono pentiti e hanno tenuto una buona condotta nel corso della detenzione”. L’ultima esecuzione in Etiopia è avvenuta nel giugno del 1998. Secondo numerosi rapporti, le forze di sicurezza si sono rese responsabili anche nel 2004 di uccisioni illegali, anche nei confronti di oppositori politici, e di casi di tortura e maltrattamenti nei confronti di persone detenute. IRAQ. PARLAMENTO CURDO APPROVA USO PENA CAPITALE - 11 settembre 2006: il Parlamento del Kurdistan iracheno, Regione autonoma nel nord del paese, ha approvato all’unanimità l’uso della pena di morte. Lo riporta il giornale Xebat, Organo del Partito Democratico del Kurdistan, precisando che il voto si è tenuto in occasione della quarta sessione ordinaria. Come primo punto all’ordine del giorno, il Parlamento ha abolito l’articolo 11 della legge n° 22 del 2003 (del Parlamento del Kurdistan iracheno) che vietava l’uso della pena capitale. Il Ministero per i Diritti Umani del Kurdistan iracheno ha espresso rammarico per il ritorno all’applicazione della pena di morte. Nel comunicato diffuso dal Ministero, l’applicazione della pena capitale viene definita come “incivile”. Lo stesso Ministero assicura che prenderà iniziative per modificare la legge, al fine di preservare “i connotati di civiltà e democrazia che il Kurdistan conosce da anni”. In Iraq, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, avvenuta il 9 aprile 2003, la pena di morte era stata sospesa dall’Autorità Provvisoria della Coalizione. E' stata reintrodotta dopo il trasferimento di poteri alle autorità irachene, avvenuto il 28 giugno 2004. L’8 agosto 2004, a poco più di un mese dal suo insediamento, l’allora Governo iracheno ad interim guidato da Iyad Allawi ha varato una legge che ripristina la pena di morte per omicidio, sequestro di persona, stupro e traffico di stupefacenti. Il 4 ottobre 2005, il Parlamento iracheno ha approvato una nuova legge anti-terrorismo che prevede la pena di morte per “chiunque commetta ... atti terroristici”, così come per “chiunque istighi, prepari, finanzi e metta in condizione terroristi di commettere questo tipo di crimini”. MISSOURI, USA. RESTA IL BLOCCO DELLE INIEZIONI LETALI - 12 settembre 2006: rifiutandosi di autorizzare esecuzioni in Missouri, il giudice federale Fernando Gaitan ha ordinato alle autorità dello stato di presentare entro il 27 ottobre una nuova procedura per le iniezioni letali. Le esecuzioni restano sospese finché lo stesso giudice non avrà approvato una nuova procedura per le esecuzioni capitali. E’ la seconda volta che Gaitan chiede al Missouri di modificare la procedura, dopo che il condannato a morte Michael Taylor ha presentato ricorso contro lo stato, sostenendo che la procedura stessa possa comportare inutili rischi incostituzionali di dolore e sofferenza. Lo scorso febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato l’iniezione letale di Taylor, per consentire ai suoi avvocati la presentazione di evidenze contro la legittimità dell’iniezione letale. Il giudice Gaitan aveva ordinato a luglio che fosse un medico anestesista iscritto all’ordine a dirigere la procedura di iniezione letale. Le autorità del Missouri non sono tuttavia riuscite a trovare un anestesista disposto a partecipare a un’esecuzione. Gaitan si è detto allora disposto ad accettare la proposta delle autorità di effettuare le esecuzioni con la collaborazione di un medico, purché – ha precisato il giudice – il medico stesso goda di buona reputazione presso l’autorità statale preposta alle abilitazioni e non abbia subito provvedimenti disciplinari da parte della suddetta autorità.
PER RIDERE UN PO’ Quelli che seguono sono alcuni degli annunci che una nostra cronista ha scovato nelle varie parrocchie del suo circondario. Non ci credereste…. Ancora ridiamo a crepapelle. Buon divertimento a tutti. ANNUNCI LETTI SULLE BACHECHE DELLE PARROCCHIE….. SONO TUTTI VERI !!! - Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!
- Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
- Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro.
- Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.
- Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.
- Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque". Catechesi di domani: "In cerca di Gesù".
- Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia.
- Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra Parrocchia
- Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!
- Il costo per la partecipazione al convegno su "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti.
- Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
- Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.
- Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto. Amen! INVIATO DA Anna Maria Angelitti Gaya CsF



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