13 giugno 2006

news 13 giugno

LETTERA DI ARCIGAY A MINISTRO DELLA SALUTE
Il Ministero della Salute sta aggiornando i criteri di selezione dei
donatori di sangue e Arcigay gli scrive affinché il divieto di
esclusione delle persone omosessuali sia ribadito e anzi rafforzato,
onde evitare che ci siano centri trasfusionali che, come quello
dell'Ospedale Maggiore di Milano, continuino a rifiutare i donatori
gay. Vi copio sotto la lettera. Grazie dell'attenzione,
Luigi Valeri Arcigay nazionale
LETTERA DI ARCIGAY A MINISTRO DELLA SALUTE
Al Ministro della Salute On. Livia Turco - Ministero della Salute
Lungotevere Ripa 1 00153 Roma
Bologna, 7 giugno 2006
Oggetto: persone omosessuali e accertamento dell’idoneità alla
donazione del sangue
Ministro Turco, In questo periodo è in corso la stesura del Decreto
riguardante i criteri di accertamento dell’idoneità fisica del donatore
e della donatrice di sangue (art. 3, IV comma, Legge n. 219/2005). A
questo riguardo desideriamo trasmetterLe, in qualità di cittadini e
cittadine omosessuali, di donatori così come di pazienti, alcune
considerazioni che riteniamo di rilievo. Il protocollo attualmente in
vigore consente di utilizzare anche il sangue dei donatori omosessuali
che risultino idonei. Ciò grazie all’abrogazione, nel 2001, dell’
ingiustificato divieto che li escludeva in toto. Ciononostante, vi sono
ancora centri trasfusionali che non accettano donatori omosessuali,
contro il parere pubblicamente espresso dal precedente Ministro On.
Francesco Storace e da altri autorevoli esponenti quali il Governatore
della Regione Veneto Giancarlo Galan, i Presidenti dell’AVIS nazionale
e del Veneto Andrea Tieghi e Alberto Argentoni, il Presidente di
ANLAIDS prof. Fernando Aiuti. In merito alla questione teniamo a
sottolineare che:
• quello del donatore non è né può in alcun modo essere considerato un
diritto assoluto: a prevalere deve infatti essere sempre il diritto del
ricevente;
• è nell’interesse di tutti, e quindi anche nel nostro, che il sistema
sia quanto più sicuro possibile. Un elevato livello di prudenza nella
selezione dell’idoneità è più che legittimo. Al fine di garantire
condizioni di questo tipo, è fondamentale che le scelte e le politiche
siano fondate su dati oggettivi di realtà e non invece viziate da
equivoci, luoghi-comuni, improprie generalizzazioni, apriorismi o
persino pregiudizi – il costo da pagare sarebbe, altrimenti, duplice:
non solo in termini di inefficacia del sistema, ma anche di vera e
propria discriminazione delle persone;
• a questo proposito, ci preoccupa in particolar modo la ri-
proposizione, da parte di alcuni, del solo comportamento omosessuale
quale criterio di esclusione: si tratta di un atteggiamento di fatto
falsamente colpevolizzante per alcuni (le persone omosessuali, nel
nostro caso) e de-responsabilizzante per altri (le persone
eterosessuali). Ancora radicato è il rischio, a nostro parere, che si
applichino due pesi e due misure a seconda dell’orientamento sessuale
dei donatori sessualmente attivi;
• anche tra i maschi omosessuali esistono radicali differenze nei
comportamenti sessuali. Non ci sembra quindi adeguato considerarli un
gruppo omogeneo rispetto alla valutazione del rischio, che dovrebbe
invece includere elementi comportamentali particolarmente rilevanti – e
trasversali – quali, ad esempio, il numero di partner, le pratiche
sessuale e, soprattutto, l’utilizzo o meno del preservativo nei
rapporti sessuali.
In ogni caso, il discorso non va affrontato solamente in termini di
‘diritti reclamati’ e ‘diritti negati’, poiché risulterebbe fuorviante
e riduttivo. Siamo infatti completamente d’accordo con il Presidente
della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia
(SIMTI), Pietro Bonomo, che in una lettera pubblica dell’8 settembre
2005 commenta che, nella medicina trasfusionale, altre sono le
dimensioni alla base della qualità: “Possono esistere norme, leggi e
codici di auto-regolamentazione, ma la garanzia ultima per la sicurezza
del malato sarà sempre la sensibilità clinica ed umana del medico che,
nell’ambito riservato di un rapporto con il singolo donatore, sappia
cogliere anche gli aspetti intimi del suo stile di vita”. Alla luce di
tali riflessioni e con l’obiettivo di tenere contemporaneamente in
debita considerazione tutti i fattori in campo, Le facciamo gentilmente
le seguenti richieste:
• che il Decreto di prossima uscita sui protocolli di
accertamento dell’idoneità fisica del donatore e della donatrice
confermi l’orientamento del Ministero da Lei retto sulla centralità dei
‘comportamenti’ a rischio piuttosto che delle ‘categorie’,
coerentemente con quanto già definito sia nel Decreto del 26 gennaio
2001 che nel recente Decreto del 3 marzo 2005;
• che al fine di evitare interpretazioni erronee e
pregiudizievoli, nonché gravi disomogeneità di applicazione della
normativa a livello territoriale, sia esplicitato che né il
comportamento omosessuale né tantomeno l’identità omosessuale possano
essere di per sé trattati alla stregua di cause di esclusione;
• che venga promosso un programma nazionale di aggiornamento
professionale degli operatori sanitari sui temi del colloquio clinico
con pazienti omosessuali, affinché questo sia più rispettoso,
deontologicamente corretto e soprattutto efficace. Come scrive Pietro
Bonomo, “la selezione clinica del donatore [deve essere…] basata su un
rapporto fiduciario tra donatore e medico, nel quale il primo riversa
la sua disponibilità responsabile, il suo spirito di volontariato e di
solidarietà, e il secondo la sua professionalità, le sue conoscenze
basate sulla evidenza medica e scientifica, la sua sensibilità clinica
e la sua capacità di una corretta informazione al donatore”. In Italia,
vari esperti, provenienti anche dal privato sociale, lavorano da anni
in questo settore e potrebbero essere utilizzati a questo fine;
• che, come è già avvenuto nel Regno Unito ed in Belgio, il
Ministero predisponga, di concerto con le associazioni di categoria,
una campagna informativa sui criteri di idoneità alla donazione, in
grado di spiegare chiaramente ed in modo trasparente, anche alle
persone omosessuali, le ragioni delle eventuali esclusioni fondate sui
comportamenti a rischio;
• che vengano resi noti i risultati dell’inchiesta nazionale
annunciata dal precedente Ministro On. Francesco Storace lo scorso
settembre per accertare lo stato dell’arte dei centri trasfusionali in
fatto di selezione dell’idoneità dei donatori omosessuali. Sono state
evidenziate responsabilità amministrative e comportamenti sanzionabili?
A che punto è la sollecitazione promessa diretta alle Regioni affinché
facciano dei controlli diretti in questo comparto? Siamo a conoscenza
di servizi dov’è esposto materiale informativo che riporta ancora le
categorie di esclusione precedenti al 2001: il Ministero le ha
rilevate? Che azioni correttive ha intrapreso?
Infine, riteniamo improcrastinabile la realizzazione anche in Italia
di una indagine epidemiologica di elevato profilo sulle persone
omosessuali, che sappia distinguere tra comportamenti omosessuali a
rischio e comportamenti omosessuali non a rischio, identificando e
risolvendo così i fattori di confondimento spesso presenti negli studi
di questo tipo. La invitiamo a promuovere una ricerca di questo tipo
che, specie se impostata e realizzata in modo partecipato, potrebbe
fornire dati e informazioni validi e attendibili e contribuire in tal
modo a risolvere definitivamente una serie di incognite. Ministro,
siamo pronti a portare il nostro contributo per un sistema sanitario
europeo, accogliente e rispettoso nei confronti di ciascuno e di
ciascuna. Riteniamo di poter mettere a disposizione una serie di
importanti risorse di comunità al riguardo. Le chiediamo di riconoscere
e valorizzare la presenza e l’esperienza di realtà del privato sociale
come Arcigay, anche attraverso la modalità dei tavoli di partecipazione
e condivisione come la Consulta delle Associazioni di lotta contro l’
AIDS, che da molti mesi oramai attende di essere convocata.
Distinti saluti,

Sergio Lo
Giudice Raffaele
Lelleri
Presidente nazionale Arcigay Responsabile
nazionale salute di Arcigay

COMUNICAZIONE ASSOCIAZIONE
“Renéè Vivien”
L' Associazione Universitaria G.L.B.T. Renéè Vivien è lieta di
comunicare la selezione del corto L' Interruzione, alla ventesima
edizione del Festival internazionale di cinema gay lesbico queer
culture di Milano 2006 (www.cinemagaylesbico.it) e al Festival del
cinema gay lesbico di Barcellona 2006 (http://www.gaybarcelona.
net/ficglb/). Il corto è stato realizzato in collaborazione con il
regista cinematografico Domenico Natella, grazie ad un finanziamento
dell' Università degli Studi di Salerno, nell'ambito del bando
culturale a.a. 2003-2004,a favore delle associazioni universitarie.
La storia narra l’incontro di quattro studentesse universitarie
omosessuali che si confrontano tra di loro, affrontando vari
argomenti dalla discriminazione basata sull’orientamento sessuale, al
desiderio di maternità, al loro modo di relazionarsi e vivere i
contesti sociali strutturati per una vita eterosessuale; al rapporto
con i genitori, con gli amici, con le Associazioni GLBT; al rapporto
con la cultura diffusa e le istituzioni abituate a percepire l’
eterosessualità come l’unico schema sociale di affettività.
Per info 338 41 76 179

COMUNICAZIONE
SCUOLA DI CINEMA
La scuola di cinema di Roma - centro di formazione professionale per
le arti ed i mestieri del cinema e della televisione
“Produrre un Film” - workshop di preparazione alla produzione di un
film, di uno spot, …
Roma, venerdì 16, sabato 17, domenica 18 giugno, dalle 10 alle 14 e
dalle 15 alle 19 - programma, calendario -Per rendere pratico il
lavoro teorico, si partirà da alcuni filmati pubblicitari realizzati
(direttamente, come producer o organizzatore) facendo il percorso,
(inverso), “dal filmato allo script”, sottolineando le necessità e le
difficoltà produttive, sia per la realizzazione dello shooting (ripresa
del film), dell'edizione, … , sia per il rapporto con il cliente, le
sue necessità, le sue richieste, ripercorrendo poi le varie tappe che
portano alla realizzazione, passando per il preventivo, il piano di
lavorazione. ...
Prima giornata
• Il prodotto cinematografico,televisivo, pubblicitario. la sua
industria. La produzione e i suoi ruoli.
• Gli altri reparti. Il raccordo tra i reparti.
• Scelta e assunzione del personale, il contratto di lavoro.
• Il budget (rapporto tra budget e progetto).
• Produzione teorica e produzione pratica, contrapposizione.
• La preparazione, le riprese, la post produzione.
• Rapporti tra cliente-produttore-regia.
• Il cliente istituzionale e il cliente privato
• Pubblicità-cinema-televisione-videoclip

visione di alcuni filmati pubblicitari:
-serie di 30" per cliente istituzionale, campagna istituzionale, alto
budget
-serie di 30" per cliente istituzionale, campagna pubblicitaria,
testimonial
-serie di 40" /50" per cliente istituzionale, messaggio istituzionale,
basso budget
-2 x 30" cliente privato, alto budget
-1 x 7" cliente privato, bassissimo budget
Seconda giornata
• Dal filmato allo script, riscritto e analizzato dal punto di vista
produttivo. Il copione, lo spoglio, gli elenchi, il calendario di pre-
produzione.
• Dallo script al preventivo
• Il piano di lavorazione
• Visione di un cortometraggio. Analisi dello stesso con gli studenti
e esame delle problematiche.
• Elaborazione dello spoglio, degli elenchi, e del piano di
lavorazione.
Terza giornata
• Analisi dei preventivo di spesa. La sua elaborazione, le varie voci.
Le sue modifiche durante la lavorazione. I canali di scambio. Il cost
report. Il consuntivo finale.
• Analisi delle problematiche produttive, della logistica e della
fattibilità delle riprese. La fase di preparazione. Le scelte, gli
accordi, la contrattualistica. Il piano di lavorazione.
• Passaggi necessari dal preventivo alla realizzazione.
• Le riprese. Il contratto di lavoro. Le problematiche durante la
lavorazione.
• Difficoltà nella realizzazione pratica del piano di lavorazione.
• Confronto filmati originali-nuovi script-preventivi (punto di
partenza/punto di arrivo)
• Rapporto budget-messaggio-necessità (ragioni) cliente-necessità
regia
Conclusioni
Docenti Mauro Calevi organizzatore e producer 2005. “look right-look
left”, film di cinema, regia di Sandro Baldoni, produzione Venerdì s.r.
l., milano; film pubblicitari e eventi per il gruppo FilmMaster e per
la LDM comunicazione, fra cui la convention/expo di arval, con
spettacolo di Fiorello, i film pubblicitari per le olimpiadi invernali
e i filmati istituzionali per il mipaf. 2004. “la moglie cinese”,
fiction per RAI UNO, regia di Antonello Grimaldi, prodotto dalla Sergio
Silva Fiction e FilmMaster Film 2004, 2003, 2002. “caffè borghetti”,
“canone rai”, “Q8 wonderland”, “tim saranno famosi” … filmati
pubblicitari, per il gruppo FilmMaster, … direttore di produzione 2000
- 2001. “Don Matteo” (seconda serie), regia di Leone Pompucci, prodotto
dalla Lux Vide s.p.a. 1999 – 2000. “ricominciare”, soap opera (60
puntate) per RAI UNO; direzione artistica di Vincenzo Verdecchi, regia
di Vincenzo Verdecchi, Tonino Zangardi, Marcantonio Graffeo, prodotta
da Videa Produzioni. … Mandella Quilici direttore di produzione 2006.
“in memoria di me” film di Saverio Costanzo, produzione Offside; “Lay’s
Balsamico”, Spot TV produzione Filmmaster 2005. “la provinciale”, TV
Movie 2 x 90’ di Pasquale Pozzessere , produz. Tevere Film; “la guerra
sulle montagne”, TV Movie 2 x 90’ di Giacomo Campitoti, produz.
Albatross Amp; “i giorni dell’abbandono”< I >, film: di Roberto Faenza,
produz. Jean Vigo Italia; 2003-2004. “il capitano”, Serie TV 6 x 90’ di
Vittorio Sindoni. ispettore di produzione 2005. “la moglie cinese”,
fiction per RAI UNO, regia di Antonello Grimaldi, prod. Sergio Silva
Fiction e FilmMaster Film 2003. “vento di terra”, film: di Vincenzo
Marra, prod. R & C Produzioni; “bartali”, Tv Movie 2 x 90’ di Alberto
Negrin, prod. Horizon Entertainment. …
Informazioni, programmi, prenotazioni www.scuoladicinema.it -
studios: via panisperna 101, Roma, ?06.48.15.676 - 380.80.40.100
info@scuoladicinema.it)