09 maggio 2006

news 9 maggio

“DI TUTTO, DI PIU’”
PROPOSTA POLITICA DEL CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE MARIO MIELI

Di tutto, di più. Questo noto slogan riassume le riflessioni e le
prospettive politiche che dal Mieli stanno emergendo in merito alle
richieste normative in tema di riconoscimento di diritti per le persone
omosessuali e transessuali. E’ un mix di pragmatismo e idealismo,
indispensabili entrambi nell’attuale situazione parlamentare; potrebbe
anche essere una buona piattaforma unificante per le varie anime del
movimento glbt, in questi ultimi anni troppo incentrato e diviso sulla
questione “Pacs sì, Pacs no, Pacs è già qualcosa”. Il Pacs è morto e
non ha senso provare a rianimarlo, sia perché non c’è alcuna
possibilità che possa essere votata una legge incentrata su un autonomo
istituto giuridico per le coppie di fatto, a prescindere dal nome, sia
perché una proposta compromissoria, quale è quella del Pacs, è
digeribile solo se è vincente, altrimenti non si capisce perché fare
rinunce per una battaglia persa. E’ evidente la sconfitta, possiamo
rammaricarci con varia intensità, a seconda della forza con cui si è
combattuto, ma non prendere atto della realtà, significherebbe non
avere prospettive per una nuova battaglia. Inoltre per coinvolgere
maggiormente le singole persone non attiviste ( cioè la stragrande
maggioranza) che sono alternativamente o arrabbiate, o disilluse, o
indifferenti, bisogna ampliare la proposta, alzare il tiro, offrire una
prospettiva di successo e riscaldare i cuori, tutto contemporaneamente.
Infine in effetti il Pacs è veramente un piccolo matrimonio, come la
Chiesa sostiene, quindi non soddisfacente per i gay e sostanzialmente
pleonastico per gli etero, utilissimo solo in caso di carenza
legislativa per offrire soluzioni altrimenti non raggiungibili,
soprattutto poiché il centro-sinistra era disposto a sottoscrivere solo
quel compromesso. Non lo ha sottoscritto. Il Pacs non è più utile.
Poniamo allora una terna, tre necessità con tre soluzioni, da porre con
virtù di sintesi e di costanza, non privilegiando nella nostra
richiesta nessuno dei tre aspetti, disposti a raggiungerli anche a
tappe, ma irrinunciabili nel complesso.
1) Una legge quadro antidiscriminatoria per omosessuali e
transessuali, nel solco della Comunità Europea, che intervenga nei più
svariati ambiti applicativi, modifichi le norme in materia di lavoro
emanate dal centro-destra , comprenda la problematica sulla piccola
soluzione e soprattutto ponga le basi per una piena cittadinanza della
persona omosessuale o transessuale. Una battaglia legislativa
chiaramente contagiante sul piano sociale, anche per recuperare le
nostre radici di liberazione, troppo spesso sacrificate per mediare
sulle rivendicazioni a favore della coppia.
2) Il matrimonio aperto agli omosessuali con un intervento normativo
identico a quello spagnolo. Da un lato una cittadinanza piena ha
bisogno di una piena equiparazione, dall’altro il matrimonio resterebbe
esattamente quel che è, un istituto forte e impegnativo per chiunque lo
scelga.
3) Una normativa leggera rivolta alle singole persone che, scegliendo
di vivere in una coppia di fatto anziché contrarre matrimonio, possano
trovare soluzioni ad alcune problematiche, attualmente ingabbiate da
una legislazione esclusivamente incentrata sull’istituto matrimoniale.
E’ esattamente la proposta dell’Unione, sottoscritta e dunque impegno
da realizzare, che non introduce un riconoscimento della coppia di
fatto in quanto tale, ma scioglie nodi pratici ai singoli che
liberamente non vogliono impegnarsi con un legame più vincolante. E’
evidente per esempio che in una cornice di tal tipo la famosa
assistenza in ospedale sarebbe garantita a chiunque abbia qualunque
tipo di relazione, ma la altrettanto famosa pensione di reversibilità o
il mantenimento del partner più debole sarebbero situazioni tutelate
ove vi è maggior legame. Chiaro come il sole che tale prospettiva
varrebbe per tutti, etero e non.
Legge contro le discriminazioni, matrimonio per tutti, norme per
situazioni determinate rivolte ai singoli in coppie di fatto. Un
quadro di richieste semplice e corrispondente alla realtà, senza
inventarsi istituti nuovi e che realizzi una vera e completa
uguaglianza. E’ evidente che solo una di queste richieste ha
attualmente una seria possibilità di realizzazione, se non altro perché
l’Unione non avrebbe alcun motivo per disattenderla, risultando nel
programma e venendo accettata dal movimento. Ed è qui la nota di
pragmatismo che si diceva all’inizio. Ma è altrettanto vero che una
volta scardinata la porta del Parlamento introducendovi la parola
omosessuale, il dibattito politico e sociale, nonché l’opposizione
dalla Chiesa, risulterebbero vivi più che mai, mentre se rifiutassimo
aprioristicamente questo primo passo, non ve ne sarebbero altri nel
breve periodo e comunque non si otterrebbero quelle norme che la realtà
e le persone comunque richiedono. Ma se in una compattezza di azione e
in un nitore di pensiero continuassimo contemporaneamente a chiedere
anche gli altri due interventi, rispetteremmo il nostro ruolo di
movimento di pressione, di liberazione e di riferimento per le singole
persone gay, lesbiche e transessuali, che comunque abbiamo l’onere e l’
onore di rappresentare. Il “matrimonio gay” è una necessità ideale e
per noi il completamento tecnico per la “soluzione dell’Unione”, nonché
un traguardo che non può fare più paura. Ma anche la prospettiva sul
singolo non può più essere un corollario del nostro agire complessivo.
Il Pacs è morto, la complessità e la varietà sono il nostro futuro, “di
tutto, di più” per l’appunto. Sia chiaro che chi parla non dimentica
affatto che la faccenda Pacs sia stata comunque una leva nel sistema e
che ha fatto parlare di noi come mai nella storia del nostro paese; è
stata quindi una battaglia opportuna, ma se il quadro attorno si
modifica, noi dobbiamo cambiare strategia senza rimpianti, senza
inutili e sterili parole su chi abbia avuto torto o ragione nel
privilegiare o meno questa proposta, e meno che mai dobbiamo continuare
su questa linea. In un certo senso tutti abbiamo avuto ragione. Ora si
cambia. Queste riflessioni arrivano inoltre a ridosso dell’estate,
notoriamente tempo di Pride. Il Pride nazionale di Torino del 17 giugno
è un appuntamento condiviso e da supportare, soprattutto in questi
giorni dove già partono i primi strali, anche dal centro sinistra
torinese, in piena ansia elettorale. Inoltre, come già annunziato nello
scorso autunno in uno degli incontri sul TorinoPride, ci sarà il Pride
di Roma, che come Mario Mieli sentiamo come un appuntamento
irrinunciabile e per noi imprescindibile impegno, come ormai da
tradizione. Del resto la necessità dell’appuntamento della Capitale mi
sembra ormai da tutti accettato, a prescindere della presenza di Pride
nazionali o meno, e a prescindere da varie proposte per gli anni a
venire, che sono emerse nei vari forum etc. Colgo questa occasione per
indicare come data il 24 giugno, l’unica possibile stante Torino e la
presenza di elezioni, ballottaggi, ponti e festività varie (2 giugno e
29 giugno), concerti gratuiti in pieno centro, mondiali e chi più ne
ha, più ne metta. Ma al di là di queste note tecniche, le riflessioni
generali prima esposte potrebbero essere secondo noi una base politica
già a partire dal Pride romano. Un punto di svolta che proponiamo a
tutti, nei pride e non solo, ferma l’idea ovvia che ogni realtà ha il
suo percorso, le sue peculiarità, i suoi tempi e le sue individualità.
Ma a noi già stimola l’idea di un Pride a Roma da subito all’insegna
del “Di tutto, Di più” (o della “Triplice Intesa” se vogliamo
divertirci a trovare slogan). Potrei concludere che il volere tutto e
di meglio, è tutt’altro che velleitario, perché presuppone comunque
nostri mutamenti, tattiche di attesa e tattiche di attacco, concretezza
e fuga in avanti. Il requiem al Pacs è in fondo un bolero per il
matrimonio. Il Parlamento va addomesticato. La nostra presenza una vera
rivoluzione.
Roma, 6 maggio 2006
Rossana Praitano
Presidente Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli

LIBERI TUTTI DI OGGI 9 MAGGIO 2006

La pagina di liberi tutti del 9 maggio su l'Unità apre con un articolo
sul Pacs ri-presentato da Grillino e traccia le differenze tra il Pacs
e la strategia "nutella"-
l'unica alternativa finora profilata sulla base di quanto scritto nel
programma dell'Unione, cioè quella di "spalmare" gli interventi a
favore delle coppie di fatto
nei disegni di legge via via che vengono presentati. Un iter lungo che
non è detto risolva tutte le questioni Si fanno anche le differenze,
per offrire ogni chiarimento possibile, tra Pacs e matrimonio. -
mettiamo in pagina la lettera/testimonianza di due ragazze lesbiche
molestate la notizia della seconda giornata mondiale contro l'omofobia
(il 17 maggio) la citazione delle tante mail giunte dopo l'articolo
pubblicato sul ragazzo iraniano in fuga - nella fitta agenda di
appuntamenti c'è la segnalazione di un incontro importante che si
terrà l’11 maggio tra i referenti della Pubblica amministrazione che
si
sono dati da fare sui temi anti discriminazione e
anti-omofobia, con in
testa l’assessorato di Mariella Gramaglia a Roma e quello di Franca
Bimbi a venezia - nel tam tam spigolature dall'Italia e dal mondo
Delia Vaccarello

COMUNICATO
DI’GAYPROJECT
AVVISO: LA DATA DELL’INCONTRO POLITICO E’ STATA SPOSTATA DA LUNEDI’ 8
A MERCOLEDI’
10 MAGGIO


INCONTRO POLITICO “MOVIMENTO GLBT: QUALI STRATEGIE PER IL FUTURO?”
MERCOLEDI’ 10 MAGGIO ORE 18.30
L’Unione ha vinto ma la maggioranza è molto stretta; PACS e diritti
civili GLBT non sono in programma. Parte del movimento GLBT si è
appiattito troppo su alcuni partiti rimanendo legato alle loro logiche
governative e
di compromesso. COSA FARE? Noi di DGP ne stiamo discutendo da
settimane e sentiamo il bisogno di approfondire ancora il tema. Il
nostro obiettivo è immaginare una strategia di medio e lungo periodo da
condividere con tutte le realtà della comunità GLBT per poi cominciare
a lavorare insieme in modo
proficuo. Siete tutti invitati a partecipare al dibattito e a portare
il vostro contributo.

CIOFFARI E SPERA INCONTRANO I LAVORATORI E LE LAVORATRICI ATAC s.p.a

Martedì 9 maggio ore 8.00 / 10.00 Mauro CIOFFARI (Candidato PRC I
Municipio
- scheda rosa) e Adriana SPERA (Candidata Comune di Roma - scheda
blu)
incontrano i lavoratori ATAC s.p.a. davanti la sede di Via Ostiense
131 L.
Sarà presente Marco GELMINI (C.D.A. s.p.a.)
www.maurocioffari.it
www.adrianaspera.it

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