08 marzo 2006

news 8 marzo - seconda edizione

PACS: PRODI SCRIVE AD ARCIGAY E ARCILESBICA, “CON VOI E NON SENZA DI
VOI”
LA ASSOCIAZIONI “VOTEREMO PARTITI PRO-PACS PER SCONFIGGERE
BERLUSCONI,
MA CONTINUEREMO A FARCI SENTIRE FINO ALL’EGUAGLIANZA GIURIDICA”
Romano Prodi scrive ad Arcigay e Arcilesbica a proposito del Pacs:
“Vogliamo percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in
grado di portare a un riconoscimento pieno ed effettivo dei diritti
delle persone che fanno parte delle unioni di fatto”. “Apprezziamo il
rinnovato impegno di Prodi, anche se finora non è stato condiviso da
tutte le forze dell’Unione” replicano i presidenti delle due
associazioni. “Voteremo quei partiti che hanno ribadito il loro
accordo
sul Pacs, perché la priorità è mandare a casa il governo Berlusconi,
che ha offeso profondamente la dignità di gay e lesbiche. Tuttavia la
nostra voce non mancherà di farsi sentire forte e chiara per
reclamare,
come ci è dovuto da uno Stato che osi dirsi democratico, la piena
uguaglianza giuridica e la piena inclusione civile e sociale”. Il
leader del centro sinistra ha indirizzato ai presidenti di Arcigay e
di
Arcilesbica, Sergio Lo Giudice e Francesca Polo, una lettera in cui
invita a mettere da parte le polemiche delle scorse settimane e a
lavorare insieme alla vittoria dell’Unione. “Quello che Vi chiedo di
riconoscere – scrive Prodi dopo avere richiamato l’insoddisfazione
del
movimento omosessuale per il risultato raggiunto al tavolo dell’
Unione
sulle coppie di fatto – è comunque la determinazione, mia e di ogni
componente della coalizione, la presa d’impegno, a voler percorrere
insieme a Voi, e non senza di Voi, il cammino in grado di portare a
un
riconoscimento pieno ed effettivo di questi diritti”. A questo
impegno
a tenere conto delle richieste delle associazioni gay e lesbiche,
Prodi
fa seguire una richiesta: “Costruiamo dunque insieme in queste
settimane che ci separano dal voto, le condizioni migliori per
vincere,
che risiedono essenzialmente nella coesione e nella compattezza della
coalizione”. “Chiederemo che non un nostro voto vada a sostegno delle
destre e che sia messa da parte ogni tentazione astensionistica –
rispondono Polo e Lo Giudice -, nonostante la forte delusione di
questi
giorni. Lo faremo senza rinunciare al nostro ruolo: quello di un
movimento di liberazione che reclama la fine di odiose ed
anacronistiche discriminazioni causate da un tratto fondamentale
della
nostra identità. Una situazione che, come ci ha ricordato poche
settimane fa il parlamento europeo nella sua Risoluzione contro l’
omofobia, è paragonabile al razzismo, all’antisemitismo, alla
xenofobia”.
Ufficio stampa Arcigay: Luigi Valeri
LA LETTERA DI ROMANO PRODI AD ARCIGAY E AD ARCILESBICA
Cara Polo, caro Lo Giudice, prendo atto con estrema considerazione e
serietà della vostra insoddisfazione circa il compromesso raggiunto
in
sede di redazione del programma su una materia cara a Voi, ma Vi
assicuro, non solo a Voi, come quella del riconoscimento giuridico di
diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle
unioni di fatto. Quello che Vi chiedo di riconoscere è comunque la
determinazione, mia e di ogni componente della coalizione, la presa d’
impegno, a voler percorrere insieme a Voi, e non senza di Voi, il
cammino in grado di portare a un riconoscimento pieno ed effettivo di
questi diritti. Quello che Vi chiedo è dunque di essere consapevoli
che
un argomento simile, per essere discusso, per essere sviluppato,
approfondito, non ha bisogno di chiasso, non ha bisogno di polemiche,
ma del dialogo piano e ponderato, pacato e non urlato, tra persone
che
hanno a cuore, veramente, il bene dell’Italia. Io so che voi questo
avete a cuore, io so che voi avete a cuore la nostra vittoria;
costruiamo dunque insieme in queste settimane che ci separano dal
voto,
le condizioni migliori per vincere, che risiedono essenzialmente
nella
coesione e nella compattezza della coalizione. Confidando nella
Vostra
lungimiranza. Con stima e gratitudine. Con molta amicizia
Romano Prodi
Roma, 1 marzo 2006
Gentilissimi Sergio Lo Giudice Presidente nazionale Arcigay,
Francesca Polo Presidente nazionale Arcilesbica
Via Don Minzoni 18 40121 Bologna.
LA RISPOSTA DEI PRESIDENTI DELLE DUE ASSOCIAZIONI
Bologna, 8 marzo 2006
Caro Prodi, siamo consapevoli dell’impegno Tuo e della gran parte
delle forze dell’Unione (Italia dei Valori, Pdci, Rosa nel Pugno,
Verdi, Rifondazione, Ds) per una legge sulle unioni civili che dia
riconoscimento giuridico pubblico anche alle coppie gay e lesbiche
italiane che, a differenza di quanto avviene in tutti gli altri
grandi
Paesi europei, rimangono prive di qualunque tutela. Sappiamo che la
stessa determinazione non è condivisa da tutte le forze che
compongono
l’Unione e che Udeur e Margherita non sono state disponibili a
inserire
quegli impegni nel programma comune. Così la formulazione adottata
risulta del tutto insoddisfacente, perché non affronta il nodo della
creazione di un nuovo istituto giuridico. Prendiamo atto con grande
favore del Tuo impegno affinché l’intera coalizione dell’Unione si
relazioni con la nostra comunità e le sue legittime istanze nel
cammino
verso un riconoscimento pieno dei nostri diritti di cittadinanza. Fin
qui ciò non è avvenuto ed è per questo che noi, con amarezza, non
possiamo riconoscerci nel programma dell’Unione. Per questo le nostre
bandiere non sventoleranno insieme alle vostre nelle piazze italiane,
come avremmo voluto, in questi faticosi giorni che ci separano dalle
elezioni politiche. Certo è che non verrà meno il nostro impegno
affinché l’attuale maggioranza di governo, la più liberticida della
storia repubblicana, se ne vada, perchè questa è la condizione stessa
affinché in questo Paese si torni a parlare di diritti. Esponenti di
primo piano del governo Berlusconi, come i ministri Calderoli,
Tremaglia e Buttiglione, hanno offeso profondamente la dignità di gay
e
lesbiche. Quella coalizione include oggi formazioni neofasciste che
si
sono distinte per violenze verbali, minacce e aggressioni nei nostri
confronti. La vittoria di quella parte politica, che pure contiene
alcuni esponenti autenticamente liberali, sarebbe la vittoria dei
nostri acerrimi nemici. Per questo motivo chiederemo che non un
nostro
voto vada in quella direzione e che sia messa da parte ogni
tentazione
astensionistica, nonostante la forte delusione di questi giorni. Come
ci ricorda Umberto Eco, non c’è scontento, per quanto fondato, che
possa superare il timore e l’indignazione per lo scempio della
democrazia in atto. Per questo noi voteremo, comunque, quei partiti
dell’Unione che hanno ribadito di condividere le nostre richieste. Lo
faremo senza rinunciare, anzi dandovi maggior vigore, al nostro
ruolo:
quello di un movimento di liberazione che reclama la fine di odiose
ed
anacronistiche discriminazioni basate su un tratto fondamentale della
nostra identità. Una situazione che, come ci ha ricordato poche
settimane fa il Parlamento europeo nella sua Risoluzione contro l’
omofobia, è paragonabile al razzismo, all’antisemitismo, alla
xenofobia. Noi daremo il nostro contributo per salvare il Paese da
uno
sfacelo democratico, ma la nostra voce non mancherà di farsi sentire
forte e chiara, ora e più avanti, per reclamare, come ci è dovuto da
uno Stato che osi dirsi democratico, la piena uguaglianza giuridica e
la piena inclusione civile e sociale. Con la consueta stima,

Francesca Polo Presidente nazionale ArciLesbica
Sergio Lo Giudice Presidente nazionale Arcigay

COMUNICATO STAMPA BABILONIA
"I Democratici di Sinistra sostengono e, come è noto, sono favorevoli
ai Pacs. Noi continuiamo a pensare che sarebbe la soluzione
adeguata".
E’ quanto afferma, in una lunga e articolata intervista al mensile
storico degli omosessuali “Babilonia”, il segretario nazionale dei
Ds,
Piero Fassino. Perché i Ds hanno accettato questa mediazione? "Perché
¬
risponde Fassino ¬ in ogni caso c’è un punto per noi irrinunciabile
che
è stato salvaguardato; ed è l’impegno del futuro governo di
centrosinistra a introdurre nella legislazione italiana, strumenti di
tutela giuridica, ripeto: giuridica, di riconoscimento di tutela per
coloro che hanno scelto la convivenza delle coppie di fatto. Noi
lavoriamo perché questi riconoscimenti, queste tutele giuridiche, si
avvicinino il più possibile ai Pacs, ai contenuti dei Pacs". E con la
Margherita? " anche sul Pacs dobbiamo discutere. Sia chiaro: a
nessuno
può essere riconosciuto il diritto di veto, ma è un dovere tenere
conto
dei pareri di tutti e cercare delle sintesi che siano condivisibili",
replica il segretario Ds. Sui transfughi verso la Rosa nel Pugno
dice:
"Scelte individuali; anche se dimettersi da qualcosa per candidarsi
in
qualcos’altro, non fa un bell’effetto". Nella lunga intervista, l’
onorevole Fassino affronta anche il tema delle guerre di religione,
le
priorità dell’Unione in politica estera e l’Italia governata da
Berlusconi, senza tralasciare il rapporto tra Chiesa e diritti civili.

Babilonia” , in questa edizione straordinaria dedicata al Pacs ed
elezioni sarà distribuita gratuitamente in tutti i luoghi di ritrovo
omosessuale, sedi dei movimenti, piazze italiane, librerie e circoli.
Chi non lo trova, può richiederlo alla redazione. La rivista apre con
una storia dettagliata del Pacs e, dopo l’intervista a Piero Fassino,
le riflessioni dell’onorevole Franco Grillini, del presidente
Arcigay,
Sergio Lo Giudice e per Arcilesbica, Cristina Gramolini. "Con questa
iniziativa rivolta non solamente agli omosessuali, vogliamo far
capire
alla gente l’importanza del Pacs che non scardina la famiglia ma
arricchisce di democrazia la nostra società. Il voto omosessuale sarà
in questo senso e la nostra rivista, pur non schierandosi, appoggia
quelle forze politiche che intendono spendersi per il Pacs e per
nuove
leggi antidiscriminatorie", dichiara Mario Cirrito, responsabile
attualità del mensile omosessuale.

LETTERA ALL’ONOREVOLE CASTELLI VEDOVE NERE
Onorevole dott. Castelli, le scriviamo questa missiva il giorno della
festa della donna, per scusarci a nome di tutte le femmine italiane,
europee e mondiali, dello stupro brutale perpetrato ai suoi danni da
parte di nostre colleghe. E che lei ha così dignitosamente raccontato
negli studi di Porta a Porta. Sconvolte da tale evento, che
imputiamo
interamente alle assurde pretese di emancipazione del genere
femminile,
avremmo voluto allegare alla presente la somma di € 3 per rimborsarla
dei danni materiali alla sua t-shirt, visto che i danni morali sono
sicuramente incommensurabili. Porgendole scuse infinite ci
dissociamo
da tali atti violenti che ci fanno vergognare di appartenere al
genere
femminile e aggiungiamo però a difesa di noi oneste cittadine che
essere una donna non è solo riempire una minigonna. Con infinita
stima, rispetto e prostrazione

Le Vedove Iene