08 marzo 2006

news 8 marzo - seconda edizione - seconda parte

GAYLIB LAZIO: LE FRASI DI DESIDERI CONTRO I PACS CONTRAVVENGONO ALLO SPIRITO DI
APERTURA CHE FU DELLA LISTA STORACE
GayLib Lazio prende formalmente le distanze dalle affermazioni
moralistiche contro i Pacs rilasciate dal capogruppo alla Regione
Lazio
della Lista Storace, Fabio Desideri in seno al dibattito sugli
emendamenti al Bilancio regionale, nei quali potrebbe essere
contenuta
l’attribuzione di fondi alle coppie di fatto, ad oggi discriminate
dalla legge sulla famiglia approvata dal Consiglio regionale del
Lazio
ai tempi dell’amministrazione di centrodestra. “Le frasi e il metodo
spicciolo con cui Fabio Desideri liquida l’importante realtà sociale
rappresentata dalle coppie di fatto gay ed eterosessuali – affermano
dal direttivo di GayLib – colpisce e ferisce particolarmente la
nostra
associazione che all’inizio della campagna elettorale per le
Regionali
2005, sulla scorta di aperture alla tematica gay da parte dell’allora
governatore Francesco Storace, aveva avviato un interessante
confronto
interno alla destra per andare avanti nel meritorio impegno di
superare
i confini della Casa delle Libertà. Desideri oggi mette una pietra
tombale su quell’ impegno e viene meno allo spirito che lo stesso
ministro Storace aveva voluto dare alla sua lista regionale di cui
Desideri è fortunosamente divenuto capogruppo. Purtroppo – conclude
la
nota – dobbiamo dire che non ci stupisce più di tanto tutto ciò alla
luce della piega reazionaria, ipercattolica e persino un po’ ipocrita
oltre che socialmente cieca con la quale i leader della Cdl hanno
voluto marchiare a fuoco persino il programma elettorale nazionale”.

GayLib Lazio
Referente
Christian Poccia
3334956683
COMUNICATO STAMPA
RADICALI ROMA

ROMA: martedì 14 marzo 2006 ORE 21.30, APERTURA DELLA CAMPAGNA
ELETTORALE DI RADICALI ROMA PER LA RNP, CON DANIELE CAPEZZONE

L’Associazione Radicali Roma invita iscritti, militanti e
simpatizzanti martedì 14 marzo 2006, ore 21.30 al BALIC, in via degli
Aurunci 35 (zona San Lorenzo) per l’apertura della campagna
elettorale
per LA ROSA NEL PUGNO Interverranno: Daniele Capezzone segretario di
Radicali Italiani e membro della segreteria della Rosa nel Pugno
Diego
Sabatinelli segretario dell’Associazione Radicali Roma e
coordinatore
della Rosa nel Pugno nel Lazio A seguire: musica dal vivo dei
“FAREWELL” DJ SET GABRIELE FRONGIA. Ingresso: 8 Euro consumazione
inclusa Si prega segnalare la propria partecipazione alla serata
inserendo il proprio nominativo nel link "14/3 Inizio campagna
elettorale: aderisci anche tu" alla pagina http://www.radicaliroma.
com/869 . Ti chiediamo di far girare il più possibile questo invito
e
di essere presente alla serata, magari portando anche molti amici,
il
tuo AIUTO è fondamentale. Grazie

Info: Alessandra 339.1582226 – Giampiero 339.2980589 –
Katia 338.3864539

TRANSESSUALI E CARCERE
Giustizia, Transessuali in carcere: L’Italia faccia anch’essa il
piccolo passo: dia loro la possibilità di scegliere
• Dichiarazione di Salvatore Ferraro membro dell’associazione “Il
detenuto Ignoto” e della giunta di Radicali Italiani
Il problema dei transessuali in carcere. La Spagna, anche in questo,
ha fatto un passettino avanti prima di noi. E la cosa, a questo
punto, non fa certo più notizia. Vale la pena, però sottolineare che, in
Italia, la questione, delicata, ha da più di un dec ennio accarezzato
le scrivanie di chi di dovere, tramite carte, appelli, progetti
provenienti dalla penna e dalla voce di educatori, cappellani, agenti
penitenziari, assistenti sociali e altresì detenuti. Da un decennio
si
sottolinea come la scelta di destinare i detenuti transessuali in
carceri maschili in reparti frequentati, quindi, esclusivamente da
uomini, per quanto secondo normativa con tutte le accortezze atte a
tutelare il massimo di discrezione e privacy (solitamente un
cancelletto divisorio tenuto aperto quasi tutto il giorno), non tiene
conto delle tanti dinamiche emotive, giuridiche che caratterizzano il
rapportarsi di queste personalità con il resto della comunità
carceraria. E che per queste e molte altre ragioni debba
considerarsi,
quantomeno, inappropriata. Se non, più realisticamente, devastante.
Numero 1: il carcere non riconosce la transessualità. Al detenuto
transessuale ci si rivolge sempre al maschile. A dispetto della sua
identità e personalità, completamente femminili, l’assenza di un’
istituzionalizzazione del genus lo condanna a una classificazione
penitenziaria come “uomo” e a una galera che, oltre alla privazione
della libertà, prevede la moltiplicazione delle vessazioni e delle
discriminazioni a suo carico. Risultato:Il numero dei transessuali
detenuti suicidi è in proporzione altissimo come altissimo, sempre in
proporzione, il numero dei detenuti transessuali quotidianamente
dediti
all’autolesionismo. Come altissimo è il costo umano di personalità,
sicuramente più fragili, intimamente e psicologicamente distrutte da
questo brutale trattamento irriguardoso e disprezzante di un’identità
sessuale. Destinare il transessuale detenuto in un carcere femminile
potrebbe/dovrebbe essere un piccolo momento di maggiore garanzia per
il
rispetto della sua personalità. Ma, ripetiamo, solo un piccolo passo.
Perché la questione transessuale e specificamente il loro avvio alla
“devianza” ha un suo centralissimo problema che meriterebbe ben altro
tipo di soluzione. Il campione statistico a nostra disposizione,
infatti, dice chiaramente che il “percorso criminale” del
transessuale
è segnato dalla sua disperata rincorsa al denaro sufficiente per
approdare all’operazione per cambiare sesso. E’ un percorso che
comincia molto spesso con la prostituzione, succedaneamente con lo
spaccio di droga. Un investimento nel piccolo crimine per poter
ritrovare la propria identità sessuale. Un costo sinceramente troppo
alto. Forse, allora, bisognerebbe intervenire in maniera diversa. Una
nuova legge, forse. Un potenziamento delle strutture di supporto
scientifico. La possibilità di accedere gratuitamente all’intervento.
Scelte giuste, opportune, forse anche convenienti. In attesa, sempre,
che si faccia il primo piccolo, piccolo passo.

FONTE: Sergio Rovasio s.rovasio@radicali.it
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF