21 marzo 2006

news 21 marzo

Il gruppo Gaya CsF finalmente ha una sede.
Grazie all’intervento del gruppo provinciale SDI – ROSA NEL PUGNO.
Il gruppo Gaya Cronisti senza Frontiere, ha ottenuto l’uso di una
stanza all’interno della sede dello SDI provinciale. Tra pochissimi
giorni la sede sarà operativa e i gaiysti dell’Aquila potranno inviare
il notiziario dalla nuova postazione corredata di computer e di tutto l’
occorrente per la connessione internet. La sede messa a disposizione
grazie al fortunato intervento del Segretario Provinciale Dr. Pio
Alleva e del Coordinatore gruppo Giovani Dr. Vincenzo Cipolletta,
funzionerà non solo per l’invio delle notizie, ma anche come base d’
appoggio per le riunioni del gruppo Gaya con i suoi simpatizzanti ed
amici, che negli ultimi due anni sono cresciuti in maniera
esponenziale, grazie a tutti i supporti che Gaya CsF ha ricevuto e
continua a ricevere da altri attivisti e dalle associazioni sui diritti
civili ed umani. Un sentito ringraziamento dunque al Segretario
Provinciale Pio Alleva, a Vincenzo Cipolletta e ai compagni dello SDI –
ROSA NEL PUGNO della sezione locale di L’Aquila. E un ringraziamento
particolare a tutti i Cronisti senza Frontiere che hanno creduto fin
dall’inizio nel progetto Gaya e che continuano a crederci, dimostrando
la loro stima attraverso i continui contributi necessari al notiziario.
Un affettuoso ringraziamento anche a tutte le associazioni di categoria
e a tutti coloro che quotidianamente ci inviano le notizie in anteprima
per poterle riversare col nostro notiziario. La sede si trova in Via
Cavour N° 38 a L’Aquila. Presto verrà divulgato anche un numero di
telefonia fissa a cui fare riferimento e per contattare gli attivisti
del gruppo Gaya. Nel frattempo, chiunque desideri ulteriori
informazioni, può contattare il gruppo Gaya CsF al seguente numero di
cellulare: 347 3017980 oppure presso i seguenti indirizzi: notiziario.
gaya-csf@tiscali.it e gaya.cronisti_nf@libero.it
Buena Vida a tutti
Gaya CsF L’Aquila

RUINI: DE SIMONE (PRC), NON PUO' DETTARE L'AGENDA POLITICA
DIFENDIAMO LAICITA' STATO E DIRITTI DELLE UNIONI CIVILI
''Ruini fa campagna elettorale, in realtà cerca di dettare l'agenda
politica ai partiti''. E' il commento di Titti De Simone, deputata del
Prc. ''Quella delle gerarchie vaticane - aggiunge - è una
insopportabile ingerenza. Noi difendiamo la laicità dello Stato e i
diritti delle unioni civili. Lavoreremo perchè se vince l'Unione ci sia
una legge nei primi cento giorni della prossima legislatura''.
FONTE: ANSA 20 MARZO 2006
INVIATO DA: On. Titti De Simone

SCAMBIO EMAIL FRA LA DR. CLAUDIA TOSCANO DELL’AGEDO E L’ON. PIERO
FASSINO
Rispondo alla e-mail e ringrazio di avermi voluto manifestare le
considerazioni su coppie di fatto e PACS. A mia volta desidero rendere
chiare le posizioni dei Democratici di Sinistra.
Per punti:1. E’ del tutto evidente per noi che uno Stato laico debba garantire e
tutelare le scelte di vita di ogni persona. E, dunque, uno Stato laico
deve offrire leggi e strumenti di tutela per chi ha scelto liberamente
e consapevolmente una convivenza di fatto.
Questo non significa affatto contraddire l’art. 29 della Costituzione
là dove riconosce la famiglia come “l’unione fondata sul matrimonio”.
Nel pieno rispetto di questo dettato costituzionale, è del tutto
possibile adottare norme che diano riconoscimento e tutela giuridica
alle coppie di fatto. Per questo i DS – per primi rispetto ad altre
forze – hanno proposto l’adozione in Italia dei PACS, soluzione in
vigore da tempo in altri paesi europei.2. Nell’Unione di centrosinistra vi sono tuttavia forze che – pur riconoscendo la necessità di offrire tutela a chi ha scelto la
convivenza di fatto – non condividono l’adozione dei PACS e propongono
altre soluzioni. Per questo, nel corso della redazione del Programma
dell’Unione, si è cercato di giungere ad una soluzione che potesse
essere condivisa dall’intero centrosinistra. Proposte che fossero
sostenute da una sola parte della coalizione infatti, non avrebbero
alcuna efficacia pratica, non disponendo in Parlamento della
maggioranza necessaria per trasformarle in legge.3. Il testo, del Programma recita: “L’Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone
che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e
qualità di un’unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi
né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale
criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali,
assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà”.
La formula adottata nel programma dell’Unione è, dunque, frutto di una
ragionevole mediazione, che tuttavia salva la questione fondamentale:
il riconoscimento delle coppie di fatto e l’impegno a offrire tutela
giuridica a chi ha scelto una convivenza di fatto.
L’impegno si sposta adesso ai contenuti concreti e alle forme
giuridiche in cui tradurre la formula indicata nel programma dell’
Unione. I DS – ribadendo la loro convinzione che i PACS siano la
soluzione più adeguata – si batteranno perchè si adottino formule e
provvedimenti che nei contenuti si avvicinino quanto più possibile ai
PACS.4. Più in generale è priorità politica dei DS battersi perchè trovino
piena affermazione e riconoscimento i diritti civili e personali di
ogni individuo. Basterebbe ricordare l’impegno profuso dai DS sulla
fecondazione assistita, prima nella lunga battaglia parlamentare, poi
nella raccolta delle firme necessarie al referendum e poi nella
campagna referendaria stessa. Così come consideriamo intangibile la
194, una buona legge che consente alle donne di ridurre la sofferenza
che sempre comporta un delicato momento come l’interruzione di una
gravidanza. Riproporremo anche nella prossima legislatura il “divorzio
breve” per coppie separate e senza figli.
Ci batteremo per rendere effettivo il diritto al “testamento
biologico” e per consentire ad ogni persona di potersi sottrarre ad un
accanimento terapeutico non voluto. In un sistema educativo capace di
riconoscere anche la funzione delle scuole private continueremo a
sostenere la centralità della scuola pubblica e della laicità. Come si
vede il nostro impegno sui temi dei diritti civili e delle laicità è
pieno e convinto. E non ha, dunque, fondamento pensare che questi temi
siano prerogativa di altri. Noi DS abbiamo salutato positivamente la
formazione della “Rosa nel pugno” e anzi io stesso – unico leader di un
partito dell’Unione – ho partecipato all’Assemblea costitutiva di
Fiuggi. E apprezziamo l’impegno di questa formazione elettorale sui
temi della laicità. Ma riteniamo che l’attenzione e l’impegno dei DS
non sia affatto minore. Anzi siamo convinti che più saranno forti i
consensi elettorali ai DS e all’Ulivo, tanto più sarà vincente la
battaglia per affermare la laicità e i suoi valori. Ringraziando per l’
attenzione, con cordialità.
Piero FassinoCaro Fassino, la sua cortese risposta non dissolve l' amarezza e la
delusione di noi genitori di figli/e omosessuali e di tutto il mondo
glbt. Se non ne è informato, ci pregiamo di comunicarle che dopo uno
scambio di lettere fra Prodi e Arcigay e Arcilesbica arriva come doccia
fredda la seguente nota dell' ufficio stampa di Romano Prodi:
Roma 8 mar. A proposito di alcune interpretazioni sulla lettera
inviata da Romano Prodi a Arcigay e Arcilesbica in tema di pacs, l'
ufficio stampa del leader dell' unione precisa che il rilievo su
PRESUNTI diritti pubblicistici per le persone unite da coppie di fatto,
in realtà non corrisponde a quello conten uto nella lettera inviata da
Prodi all' Arcigay e Arcilesbica, che sul punto in questione parla di
riconoscimento " dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni
di fatto" Stiamo giocando al gioco delle 3 carte? O state cercando di
vendere tappeti? Il testo licenziato non riguarda le coppie, ha ragione
Tremonti che a "PORTA A PORTA" lo ha messo in dubbio. Ma Bertinotti ha
risposto assicurando che si intendono le coppie. Lei lo conferma nella
sua lettera e nell' intervista a "Babilonia". Ci siete cascati anche
voi? Gradiremmo una risposta chiara su questo. Staremo proprio a vedere
come su queste basi i D.S. si batteranno per ottenere qualcosa che si
avvicini quanto più possibile ai PACS. Ma quali formule e provvedimenti
individuali, caro Fassino! Per noi genitori il riconoscimento dei
nostri figli glbt, la loro inclusione sociale, come cittadini singoli e
come coppie, sono importanti tanto quanto l' acquisizione di diritti.
Addio speranza di ottenere per loro uno Stato in linea con l' Europa in
cui sia pienamente instaurata l'eguaglianza e attuato per intero
l'art. 3 della Costituzione (mai citato) laddove recita che "è compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale
che, limitando di fatto la libertà e l' eguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana... " Noi non ce l'
abbiamo fatta, ma pure voi ne uscite male. Altro che laicità! E non
parliamo della centralità della scuola pubblica per favore: l'art.33
della Costituzione dov' è finito? Sono decenni che la Sinistra non lo
difende. Perchè invece non denunciate apertamente le indebite
pressioni che la chiesa attua su di voi, tramite il suo portavoce
Rutelli? Il quale è proprio sicuro che i cattolici che votano per lui
siano retrogradi e omofobi come papa comanda? E voi dell' Unione, avete
pensato che oltre ai voti visibili della galassia glbt ci sono in ballo
anche quelli dei loro genitori amici e parenti? Gente che non si fa
notare, a parte noi dell' AGEDO, ma che nel segreto dell' urna ai
propri cari ci pensa. E che c'è un mondo sommerso di milioni di persone
con identità negata, che però votano? Avete fatto bene i vostri conti?
E poi i principi si svendono così, per un pugno di voti? I veri laici
non possono essere coalizzati con i clericali senza rimetterci, caro
Fassino, e la cosa ci è costata cara. Vuol dire che verremo spesso a
manifestare a Montecitorio, non abbiamo altra scelta. Perché c'è anche
il muro di nebbia della stampa su di noi, le nostre lettere e
comunicati non pubblicati possono formare un volume. Nonostante tutte
queste lamentele, le auguriamo buon lavoro. Ed aspettando una risposta
su coppie sì o coppie no Le manifestiamo stima e rispetto.
AGEDO - Ass.naz. Genitori E amici Di OmosessualiDIARIO DI UN MOSTRO
Omaggio insolito a Dario Bellezza
Testimonianze raccolte e curate da Daniele Priori
Testimonianze raccolte e curate da Daniele Priori, con interventi di
Alessandro Cecchi Paone, Antonio Debenedetti, Gaetano Dimatteo, Dacia
Maraini, Elio Pecora, Riccardo Peloso, Enzo Siciliano e Antonio
Veneziani. La presentazione si terrà Venerdì 31 Marzo, ore 18.30,
presso la libreria Croce in Corso Vittorio Emanuele II a Roma. “La
nostra storia ha come protagonista Dario Bellezza, il poeta che
Pisolini, nel 1971, identificò come – il migliore della nuova
generazione – e oggi giace al cimitero acattolico di Roma, dimenticato
dai lettori e sconosciuto ai più giovani. Dario Bellezza muore il 31
Marzo del 1996 di Aids, esattamente dieci anni fa. Tra gli ultimi
esponenti della cosiddetta – Società Letteraria romana – Bellezza fu
tra i primi artisti dichiaratamente omosessuali a schierarsi
apertamente al fianco dell’allora nascente movimento di liberazione gay
italiano. Un movimento che a Roma prendeva vita grazie all’ingegno di
un coraggioso ventenne: Massimo Consoli. Da qui comincia la nostra
avventura: dall’amicizia nata tra Bellezza e Consoli, divenuta poi l’
amicizia di tutta una vita. Tra queste giovani vite sono passati Pier
Paolo Pisolini, Elsa Morante, Amelia Rosselli, Dacia Maraini, Alberto
Moravia, Elio Pecora, Antonio Veneziani: i letterati di una Roma che
non c’è più. Con Consoli a far da guida dolce/amara, ma sempre ironica,
abbiamo ripercorso quasi un trentennio con i suoi fatti principali: dal
’68 alla morte di Pisolini, dai teatrini degli happening poetici di
fine anni ’70 all’avvento delle tv commerciali con i suoi talk show,
dall’arrivo dell’Aids fino alla morte del poeta Bellezza. Con lui muore
anche un po’ della poesia o almeno un certo modo di viverla.
DIARIO DI UN MOSTRO – vuole essere anzitutto una riscoperta umana,
quindi artistica di un grande poeta ingiustamente relegato nell’oblio.
Mostro d’incoerenza e d’ironia. Mostro alla latina, da – mostrum – che
significa fenomeno. Mostro come gli assolutismi veteroidealistici,
rivoluzionari, di un’epoca tornata in discussione di cui vale la pena
celebrarne le vittorie, come pure analizzarne i fallimenti. Tutto
mediato dal lato umano, con annesse vicende ed emozioni più intime di
due vite spericolate. Emozioni di un poeta che ha fatto stagione e che
artisticamente va riscoperto o meglio, va fatto riscoprire a chi vorrà
tornare ad innamorarsene. Proprio come si fa con i poeti. E Bellezza
certamente lo è stato: un grande poeta.
DANIELE PRIORI – nato nel 1982. Collabora col quotidiano L’
Indipendente. Cura le pubbliche relazioni di agenzie consorziate con la
Camera di Commercio di Roma, specializzate in internazionalizzazione.
Ha esordito con il racconto lungo – Ama e fà ciò che vuoi (Sovera
2002). Nel 2005 ha pubblicato – L’ultima genesi nell’antologia Men on
men 4, edita da Mondadori –
DIARIO DI UN MOSTRO
Omaggio insolito a Dario Bellezza. Anemone Purpurea Editrice160 pagine
Inserto fotografico di 8 pagine 14 Euro
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF