news 14 marzo
OLANDA: ANCHE FILM CON BACIO GAY IN ESAME PER IMMIGRATI. LO RIVELA LA
STAMPA BRITANNICA, CRITICHE DA ISLAMICI RESIDENTI
LONDRA, 12 MAR - Due uomini che si baciano in un parco e una donna
che fa il bagno in topless sono ripresi in un film che sarà mostrato agli
aspiranti immigrati in Olanda per testare la loro capacità di
accettare
lo stile di vita liberale del paese. Lo rivela oggi il Sunday Times
in
un articolo dedicato alle nuove più restrittive misure
sull'immigrazione introdotte dal governo dell'Aja. Da mercoledì il
film
sarà proiettato agli extracomunitari, musulmani compresi, che si
recheranno nelle ambasciate olandesi a chiedere il visto d'ingresso.
Il
parlamento dell'Aja ha dato via libera, a fine gennaio, a una
normativa
per la quale gli extracomunitari che vogliono trasferirsi nei Paesi
Bassi devono prima superare un esame che include un test sulla
conoscenza della lingua. Viene fatto al telefono, ha una durata di 20
minuti ed e' gestito da un
computer, che pone le domande e registra le risposte. Il sistema sarà
in grado di decidere se i candidati parlano correttamente la lingua
da
un punto di vista grammaticale, oltre a valutarne la pronuncia.
L'esame
e' a pagamento e gli immigrati che vogliono vivere nel paese dovranno
versare anticipatamente anche 350 euro. L'esame linguistico, con il
computer quale giudice, e il pagamento della tassa di 350 euro, non
sono le sole barriere da superare per avere il visto. L'immigrante-
candidato deve affrontare anche una prova di integrazione, e cioè un
esame sulla cultura e i valori fondanti della societa' olandese,
nell'ambito della quale verrà proiettato il Dvd. I leader musulmani
olandesi dicono che il film è offensivo. ''E' una provocazione
finalizzata a limitare l'immigrazione. Non ha niente a che vedere con
i
diritti degli omosessuali. Neanche gli olandesi vogliono vederlo'',
ha
detto al Sunday Times Abdou Menebhi, un marocchino direttore di
Emcemo,
un'organizzazione che aiuta gli immigrati che arrivano in Olanda.
Famile Arslan, una donna avvocato di origine turca concorda: ''Ho
vissuto in Olanda per 30 anni e non ho mai visto due uomini baciarsi
nel parco'', ha detto accusando il governo di ''predicare la
tolleranza
sui diritti civili e nello stesso tempo prendere di mira i non
occidentali con leggi discriminatorie e dure''. L'Olanda, dopo
l'uccis
ione del leader populista Tim Fortuyin e del regista Theo Van Gogh
vive
un periodo di grande tensione, dovuta alla difficile convivenza tra
le
varie etnie. La linea dura adottata dal ministro per l'immigrazione
Rita Verdonk, detta la ' Rita di ferro', divide il paese, ma molti
vedono nel nuovo test un sistema efficace per bloccare l'ingresso
degli
stranieri poco preparati. In Olanda vivono già circa 3,1 milioni di
immigrati (dei quali circa un milione di turchi e marocchini, di
religione musulmana) su una popolazione di 16 milioni di abitanti.
FONTE: ANSAINVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF
LE DATE DI MASSIMO CONSOLI
Roma, 14 marzo 2006, martedì
Sono passati 34 anni da quel 14 marzo del 1972, quando l’editore
Giangiacomo Feltrinelli morì in circostanze tragiche su di in un
traliccio di Segrate. Non ci sono dubbi sulla sua eterosessualità
eppure, ha fatto più lui per noi che tanti di quei gay che parlano, e
parlano, e parlano... La sua scomparsa ha lasciato un vuoto
difficilmente colmabile, e vi spiego il perchè utilizzando un
capitoletto di qualcosa che ho pubblicato a suo tempo, aiutato dalla
rievocazione storica che ne fece Valerio Riva nel saggio
introduttivo
al libro di Pierre Golendorf, “Un comunista nelle prigioni di Fidel
Castro” (SugarCo, Milano, 1978).
IL GRANDE CUORE DI FELTRINELLI - Nel marzo del 1965 Feltrinelli,
insieme a Valerio Riva, rimproverò a Fidel Castro di perseguitare
ingiustamente gli omosessuali nella sua isola. Tutto accadde durante
un
'concorso di spaghetti' in una lussuosa residenza di Cubanacan, un
quartiere dell'Avana: villa Del Valle. Castro, Feltrinelli e Riva,
con
tre ridicoli grembiali stavano di fronte alle loro pentole,
circondati
dalle guardie del corpo e dal personale militare malamente camuffato
da
camerieri e inservienti, arrabattandosi con mestoli e fornelli, per
decidere chi riusciva a preparare i migliori spaghetti. Castro
cuoceva
i suoi nel brodo per "farli divenire più saporiti" e pretendeva di
essere il 'primo' anche in cucina, come lo era nella vita politica di
Cuba. Mangiati gli spaghetti e bevuto abbondantemente per tutto il
corso della serata, Feltrinelli, che era l'ospite più illustre e, non
essendo gay non aveva niente da nascondere o da temere, affrontò
direttamente l’argomento che in quel momento gli stava più a cuore e
per il quale aveva fatto organizzare quella festa dallo scrittore
Carlos Franqui: «perchè Fidel ce l'aveva tanto con gli omosessuali?
Perchè perseguitarli? Che senso aveva? Cosa c'entrava quel pogrom con
la rivoluzione? Sulla tavola calò un gelo improvviso. I comandanti
che
sedevano con noi» racconta Valerio Riva, «le guardie del corpo che
sorvegliavano gli ingressi, i camerieri con le portate in mano
guardavano Feltrinelli come siderati... Fidel... cominciò quasi
silenziosamente a ridere, alzò il capo, si guardò intorno, disse
qualcosa come “è un bello sfacciato questo Giangiacomo!”, accese un
sigaro e prese lentamente a dire che all'origine c'erano stati
problemi
in certe scuole, che dei genitori avevano protestato, che in fondo
bisognava capirli, l'idea di mandare un figlio a scuola e vederselo
tornare frocio non garberà a nessuno. Disse che lui non aveva proprio
niente personalmente contro gli omosessuali, purché non pretendessero
di far proseliti. Se gli tirava il culo, problemi loro... Lo Stato,
la
Rivoluzione non poteva certo permettere la corruzione di minorenni...
Io», continua Valerio Riva, «ricordai a Fidel d'aver sentito
raccontare
che all'Università dell'Avana era stato fatto venire un professore
cecoslovacco, tal Freund[1], il quale pretendeva di avere un
infallibile metodo per la redenzione degli omosessuali: li riuniva in
una stanza buia gli collegava ai testicoli un elettrodo, poi
proiettava
su uno schermo scene di film pornografici: finché si vedevano
accoppiamenti eterosessuali tutto passava liscio, quando si trattava
invece di accoppiamenti omosessuali il professor Freund girava una
chiavetta e “zac” una scarica nei coglioni ai suoi disgraziati
pazienti. "Sì, sì, l'ho sentito dire” rispose Fidel, “ma pare ne
abbia
guariti pochi, il ceco”... Ogni tanto, per difendersi dalla profluvie
di argomenti con cui lo incalzava Feltrinelli, Castro ammetteva di
non
aver mai affrontato seriamente il problema...Sarebbe stato bene,
disse
ad un certo momento, nominare una commissione di professori
universitari per studiare la cosa e cominciò ad architettare, com’era
il suo solito, già un piano completo, con tutte le possibili varianti
e
soluzioni, come se si trattasse di un programma per l’incremento
della
produzione bovina e dell’avicoltura. Di colpo Fidel se ne andò... Il
giorno dopo cominciarono ad arrivare notizie rassicuranti: le
persecuzioni erano cessate, un misterioso tam-tam aveva messo il
bavaglio agli zelanti cacciatori di “maricas” (froci, ndr). Qualche
mese più tardi le UMAP erano sciolte. Ci convincemmo così di essere
riusciti a far cambiare di parere Fidel Castro...». Negli anni '61/62
era il campo di Cayo Diego Perez ad ospitare gli "acusados ser
afeminados y vagos"[2], più tardi questa funzione fu assegnata alle
UMAP (Unita’ Militari per l'Aiuto alla Produzione): dei veri e propri
lager, che "accoglievano forzatamente" come ricorda il poeta
americano
Allen Ginsberg dopo la sua visita a Cuba del '65 "gli omosessuali
scoperti nel mondo del teatro, del cinema, del balletto e dell'opera"
[3], e dove ci si poteva ritrovare anche in seguito ad una
“segnalazione anonima”[4]. Sempre nel 1965, proprio l’anno in cui
Feltrinelli decise di intervenire a nostro favore, le UMAP
contenevano
circa 45.000 prigionieri[5], la stragrande maggioranza dei quali
erano
omosessuali e, tra questi, la parte più consistente era composta da
quelli più “evidenti”: effeminati e travestiti. Domani, invece, 15
marzo, è il 51mo compleanno di Leila Daianis, che li festeggerà
venerdì
prossimo 17 (alla faccia della superstizione!) al Cine Pub di via
Palermo 39 (a Roma, vicino via Nazionale, alle ore 21,00), per
ricordare anche i suoi 40 anni di militanza! Auguri! E chi vuole
saperne di più, la puo’ contattare direttamente:
libellula2001@hotmail.
com
Massimo Consoli
NOTE:
[1] Di Kurt Freund, piu’ tardi, uscira’ in Italia il suo libro piu’
importante, “L’Omosessualita’”, Bompiani Ed., Milano, 1971.
[2] “Cuba: Carcel de Carceles”, sul “Boletin Informativo del Ateneo
de los
32 Gremios Democraticos”, Febrero del 1976, Miami, Florida, pag. 9.
[3] “Allen Ginsberg, An Interview & Poem”, intervista di Allen Young,
su
“Gay Sunshine”, N° 16, January-February 1973, pag. 7.
[4] “Cuban Exiles Join On Film to Indict Castro’s Revolution”, di
Annette
Indsorf, sul” New York Times”, July 8, 1984.
[5] “Where Gay People Hug in the Street”, di Joe Dolce, sul “New York
Native”, April 12-24, 1982, pag. 14.
DEUS CHARITAS EST
Sabato 18 Marzo - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36
(MM1 Loreto - MM2 Caiazzo - MM3 Centrale)
Riflessione a due voci sulla prima enciclica di Benedetto XVI
Vittorio
Bellavite (Movimento internazionale Noi Siamo Chiesa) Gianni Geraci
(Gruppo del Guado)
Le encicliche sono una delle forme più solenni del magistero papale.
Purtroppo l'attenzione continua con cui i mass media seguono il papa,
equiparandolo a un leader politico o a una star internazionale,
spingono i credenti a considerare ugualmente importanti tutti i suoi
interventi. Ma la tradizione della chiesa. La fede che questa stessa
chiesa ci ha tramandato dicono che le cose non stanno così e che,
quindi, un conto sono i contenuti di un documento solenne come
un'enciclica, un conto sono i vari discorsi che il papa va facendo,
un
conto sono ancora i continui interventi della gerarchia cattolica
sulle
varie questioni di attualità. Da questo punto di vista, l'enciclica
"Deus Charitas Est" rappresenta una dimostrazione di queste
differenze,
tant'è vero che offre a quanti, come noi hanno, vissuto con
disappunto
certe infelici uscite delle gerarchia durante il primo anno di
pontificato di Benedetto XVI, un testo di grande spessore. Per questo
motivo abbiamo scelto di parlarne, invitando tutti i nostri amici a
confrontarsi con noi su questo documento. L'incontro è aperto a
tutti.
Alle 20.00, dopo l'incontro, è possibile partecipare alla cena
comunitaria. La nostra sede può essere raggiunta partendo dalla
Stazione Centrale di Milano attraversando Piazza Luigi di Savoia
(sulla
sinistra per chi lascia i binari) e girando quindi a sinistra. La
strada che inizia sull'angolo della piazza é via Soperga dove, al
numero 36, c'è la sede del Guado.
Gruppo del Guado - Cristiani omosessuali Milano
Via Soperga 36 int. 31 - Milano
Telefono: 02 2840369 - Email: info@guado.org
INIZIATIVE PRESSO LA SALA D’ATTESA TORQUATO SECCI STAZIONE CENTRALE
DI BOLOGNA MARTEDI’ 14 MARZO 2006 ORE 21,00 INSIEME PER… SEMPRE
Durante il concerto acustico di Stecca la Compagnia Teatro Nuovo
farà
una performance teatrale per ricordare i fatti tragici del 2 agosto
ma
anche per ricordare tutte le vittime delle stragi che in questi anni
ci
sono state nel mondo, questi artisti hanno deciso di portare uno
spettacolo che dà voce alle vittime. Siamo sicuri che queste persone
non ci sono più? Che non ci guardano? Che non ci ascoltano? Noi
crediamo di NO Crediamo che ognuno di loro giovani, anziani, bambini,
mamme sono ancora con noi, vicino a noi. Solo i loro corpi sono stati
dilaniati ma non le loro anime che continuano ad abitare questi
luoghi
(la stazione…e non solo)e ci accompagnano nel nostro percorso di vita
Una vita che dopo la loro assenza ha preso una strada diversa, ma
loro
ancora oggi fanno parte di questa strada e ci ricordano che VIVERE ha
un valore inestimabile, che l’oggi continua con i giovani con le loro
canzoni con i loro sogni che troppo spesso dimentichiamo e ci fanno
sapere che …non ci hanno mai “abbandonati”. INSIEME PER…SEMPRE.
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE
IL PRESIDENTE
PAOLO BOLOGNESI



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