13 marzo 2006

news 13 marzo - terza parte

INTERCETTAZIONI
Tra Telecom & Governo les Liaisons sons tres tres Dangereuses
Se un italiano su tre vuole fuggire all'estero, non si può dargli
torto Notizia in pillole: Sedici funzionari in galera dal Corriere della
Sera - Giovedì 9 febbraio Cronache Pag.19 - www.corriere.it/ . "Il
Capo della "sicurezza" di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli, ex
ufficiale dei Carabinieri dell'Antiterrorismo e responsabile del
"Centro nazionale per l'autorità giudiziaria", il Cnag, funzionario
passato alla Pirelli (società che, come Telecom, è di Marco
Tronchetti Provera) è sospettato di essere a capo di una centrale clandestina di
007 privati capaci di violare perfino i segreti delle Procure ed è
l'uomo a cui tutti i magistrati d'Italia devono rivolgersi per potere
eseguire intercettazioni. L'inchiesta, oltre che su Tavaroli e su una
miriade di funzionari e di "agenzie di informazioni", punta anche su
due marescialli della Guardia di Finanza di Novara che, al fine di
intercettare e raccogliere notizie riguardanti vita privata,
patrimoni familiari e privati, amicizie, frequentazioni dei candidati alla
Regione Lazio Marrazzo, poi eletto governatore, e della Mussolini,
hanno ammesso di avere ricevuto tangenti dall'ambito dello Staff
dell'allora Governatore uscente della Regione Lazio, Storace, ora
ministro della salute". Perchè questa notizia deve interessare tutti
i cittadini utenti di telefonia e di internet? Perchè si muniscano di
tutti i mezzi idonei, oramai disponibili a tutti, per controllare il
loro traffico telefonico, e sopratutto in internet, al fine di
individuare e denunciare penalmente, chiedendo milioni di danni
materiali, morali e quant'altro, violazioni, abusi e intrusioni
illegali non solo tentate dai "normali" pirati di internet ma da
coloro
che, approfittando del potere politico, industriale e giudiziario di
cui godono, usano e abusano, guadagnando cifre da capogiro, per
spiare
un qualunque cittadino. I fatti criminosi descritti su una intera
pagina del Corriere della Sera coincidono con il lungo periodo in cui
erano in atto le campagne elettorali regionali e, guarda caso, con la
campagna elettorale del Referendum del 12 e 13 giugno 2005.
Referendum
tanto avversato dalla CdL, dal Vaticano, dal sedicente Comitato
Scienza e vita e dal Governatore del Lazio Storace e, proprio da quel
periodo, e dopo lunga ed attenta osservazione, ho raccolto il materiale
necessario, e inconfutabile, riguardante intercettazioni, anche
automatiche, provenienti, guarda caso, dai nodi di Novara, di Melzo e
di Arcore con propaggini fino all'ENAV - l'Agenzia per la Sicurezza
dei Voli - con sedi in Via Salaria e all'Aeroporto Leonardo da Vinci di
Roma. Di tutto ciò, per mesi ma invano, ne ho informato il
responsabile dell'ufficio legale di Roma di Telecom Italia, dottor
Bove, il suo staff, l'Abuse, l'ENAV e quant'altro tanto che, non
ottenendo alcun risultato, ho inoltrato regolare denuncia alla
Polizia postale ed alla Procura della Repubblica iniziando un giudizio penale
contro Telecom Italia ed altri. Ricordate i miei articoli sulle
intercettazioni con relative foto dei nodi di Novara, di Melzo e di
Arcore? Un "Triangolo" geografico significativo. O no? Non bastava
SuperAmanda la centrale calabra di spionaggio telefonico e di
internet che, Telecom, ha smentito esserne il gestore. Boh...... http://www.
virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm . Al fine dello spionaggio
telefonico e di internet la corruzione politica operata su
funzionari, e proprietari compiacenti, delle varie e diverse sedi telefoniche e
"giudiziarie" è tale che queste, per intercettare e sviare le
indagini, pagano corrompono e si servono anche di piccole società di provincia
che gestiscono providers e server e ne ho le prove. A proposito
dell'indagine che sta conducendo Striscia la Notizia sulla ultriore
truffa delle bollette telefoniche fasulle inviate a moltissini utenti
da "Eutelia", se si controllano i numeri telefonici, le chiamate
corrispondono a chi, essendo abbonato a Telecom Italia, si connette
ad internet con il provider Mclink. Perchè?... Dove c'è potere, governo,
corruzione, imbrogli, addebiti truffa, e intercettazioni abusive, c'è
Telecom. E Tronchetti, comproprietario di giornali e Tv, si
arricchisce ora con un Governo ora con l'altro. I Poteri forti? Che
schifo.
Giuliana D’Olcese

INTERCETTAZIONI
Tel chì er Triangolo de le Zozzerie & il Sciur Tronchetti
Premessa: i 30.000 lettori della lista V, ma anche di tutte le altre
liste, ricordano bene il mio impegno nel combattere i veleni che,
come
puntualmente avveratosi, avrebbero seguito alla sconfitta dei
Cittadini
subita, soggiacendovi, alla immonda campagna per l'astensionismo dal
Referendum del 11 e 12 Giugno 2005. Senza sosta, ed instancabile,
invitai gli italiani a recarsi alle urne referendarie, per un Sì, o
per
un No, ma compiere quanto la Costituzione ci assegna e tenersi ben
lontani dagli oscuri e sporchi interessi dei politici corrotti e
corruttori della Democrazia, dai vaticananti vaneggianti e dei
comitati
scienza e vita che facevano, ignobilmente, campagna astensionista.
Oggi, Carlo Bonini, scrive a pag.11 di Repubblica: "Milano - Roma via
Novara: il Triangolo delle zozzerie". Io, un triangolo delle
intercettazioni, lo avevo bene individuato subendone per mesi le
inaudite violenze informatiche che, tenendo il mio telefono
agganciato
giorno e notte, e addirittura in automatico, gli sbirri al soldo
della
politica, di Telecom, e del signor Tronchetti Provera operavano ai
miei
danni. Segnalai, già a Marzo e fino al Luglio 2005, a stampa, radio,
Tv, alla Polizia postale, alla Telekom ecc, quanto avveniva
corredando
il tutto con dati inconfutabili ma, solo oggi, che c'è una sporca
campagna elettorale in atto, l'informazione si "accorge" del
triangolo
delle zozzerie. Certo, - devono essersi detti tra i Palazzi del
potere
politico, imprenditoriale e baciapile - giacchè stamo a fa' sto
lavoretto a Mussolini e a Marrazzo famòse pure er lavoretto sporco a
certi stronzi che s'azzardeno a ficca' er naso ner Referendum. Famole
er culo, er compiuter e er portafoglio come na' capanna. Ma, sulle
zozzerie del Sciur Tronchetti, comproprietario di giornali e Tv, e
della sua Telekom, tranne che qualche glabro risibile accenno,
spalmato
tra le righe, tutti tacciono. Tace il Corriere, tace la Stampa e tace
la Compagnia imbrogliante dei Poteri Forti. Il Triangolo de le
Zozzerie: Milano - Arcore - Novara - Melzo - Roma -
Giuliana D’Olcese

IRAQ. TREDICI IMPICCAGIONI PER TERRORISMO - 9 marzo 2006: “Le
autorità
competenti hanno eseguito oggi le condanne a morte di 13 terroristi”,
rende noto un comunicato del Governo iracheno. Nel comunicato –
riferisce l’agenzia Ap – compare il nome di uno solo degli impiccati,
Shukair Farid, un ex poliziotto della città settentrionale di Mosul.
L’ uomo avrebbe confessato di aver aiutato elementi siriani nel
reclutare altri iracheni al fine di uccidere poliziotti e civili. Farid aveva
“confessato di essere stato reclutato da alcuni stranieri al fine di
seminare terrore attraverso omicidi e sequestri”, si legge nel
comunicato governativo. “I 13 terroristi sono stati processati in
diversi tribunali. Questi processi sono iniziati nel 2005 e terminati
nell’anno in corso”, ha dichiarato un funzionario del Supremo
Consiglio di Giustizia, parlando dietro condizione di anonimato per paura di
vendette da parte degli insorti. Le esecuzioni – conclude il
funzionario – sono state effettuate a Baghdad. Tra le 13 persone
impiccate c’è anche una donna, rende noto il Los Angeles Times,
riportando le dichiarazioni di Bassam Ridha, consigliere del primo
ministro iracheno Ibrahim Al-Jaafari. Ridha, che ha assistito alle
esecuzioni, ha aggiunto che queste ultime sono state filmate ed hanno
avuto luogo in una località segreta di Baghdad. Prima delle
impiccagioni, cui hanno assistito anche un giudice ed alcuni
religiosi, ai 13 prigionieri è stato concesso un ultimo pasto e un pò di tempo
per pregare. Dovevano essere giustiziati anche altri tre prigionieri, ha
concluso Ridha, ma non è stato possibile portarli nella capitale per
problemi legati alla sicurezza. Sarebbero centinaia i detenuti nel
braccio della morte di Baghdad, riferisce lo stesso giornale. Sulle
esecuzioni avvenute in Iraq, Sergio D’Elia – Segretario di Nessuno
tocchi Caino – ha dichiarato: “La notizia delle 13 esecuzioni
rappresenta invece che una soluzione di continuità rispetto al regime
di Saddam, un ritorno evidente ad un passato orribile che rischia di
pregiudicare il futuro di un Iraq democratico e civile. Poiché la
questione della pena di morte attiene al rispetto dei diritti umani
sta a noi, paes abolizionisti, scongiurare che, dietro l’alibi del
principio della non ingerenza negli affari interni, si dia copertura
a regolamenti di conti interni all’Iraq, ad una giustizia che rischia
di essere vendicativa e spietata. I governi abolizionisti e le stesse
Nazioni Unite, nel loro cooperare in materia giudiziaria o di polizia
con le autorità irachene - conclude il Segretario dell’associazione -
devono e porsi e manifestare chiaramente un limite, quello della non
collaborazione all’applicazione della pena di morte.
Il 1° settembre 2005 sono state effettuate in Iraq le prime
esecuzioni dalla caduta del regime di Saddam Hussein. Quella volta sono stati
impiccati i tre cittadini iracheni Byan Ahmad al Jaf, taxista curdo
trentenne, ed i sunniti Oudai Dawud al Dulaimi, costruttore
venticinquenne, e Taher Jassem Abbas, macellaio di 44 anni. Ritenuti
appartenenti all'Ansar al Sunna, gruppo islamico legato ad Al Qaeda,
erano stati condannati da una corte della città sciita di Kut per il
rapimento e uccisione di agenti di polizia, oltre che per violenza
sessuale su donne irachene.
CINA. PENA DI MORTE PER GLI SCIPPATORI DEL GUANGDONG - 28 febbraio
2006: i tribunali della provincia cinese del Guangdong potranno
punire
con la pena di morte gli scippatori che usano violenza, ha annunciato
il vice-presidente della locale Alta Corte del Popolo, Chen Huajie.
La decisione discende da una nuova interpretazione giuridica, secondo
cui tutti i tipi di scippo violento effettuati da motociclisti vengono
equiparati alla “rapina”. La pena minima per lo scippo sarà portata a
tre anni di reclusione, che attualmente costituisce la sanzione
massima. E’ evidente il legame tra la decisione delle autorità e la
crescente paura dei cittadini per il costante aumento degli scippi
nella provincia del Guangdong. L’annuncio dell’Alta Corte è stata
accolta da dubbi e critiche, non solo all’esterno della Cina.
“Possiamo
davvero dare la pena di morte ad un ladro di borsette?”, chiede il
professore Dong Likun dell’Università Shenzhen nel Guangdong,
riportato
dal South China Morning Post del 28 febbraio. Le periodiche campagne
‘Colpire duro’ contro il crimine – aggiunge il professore – conducono
ad errori giudiziari. In Cina sono circa 8.000 le persone giustiziate
ogni anno, ha dichiarato il 17 febbraio Liu Renwen, professore dell’
Accademia delle Scienze Sociali cinese, dicendosi d’accordo con la
“stima” che circola in ambiente accademico. “Nel Paese – ha ricordato
Liu intervenendo al Club dei Corrispondenti stranieri – i numeri
relativi a condanne a morte ed esecuzioni costituiscono segreto di
stato. Solo la Corte Suprema ne conosce il numero esatto”. In merito
alla decisione del governo cinese di restituire alla Corte Suprema
del
Popolo il potere esclusivo di approvare le condanne a morte, Liu ha
detto che le autorità stanno incontrando la resistenza delle Corti di
grado inferiore. “I governi locali – spiega il professore – pensano
che
la gestione della sicurezza pubblica sia uno strumento utile, che non
vogliono perdere. In che tempi la Corte Suprema del Popolo potrà
riprendersi questo potere esclusivo resta ancora un interrogativo”.
La
sessione annuale del Parlamento, che si apre il 4 marzo,
difficilmente
raccoglierà gli sforzi della Corte Suprema di riappropriarsi di
questo
potere esclusivo, ha concluso Liu.

YEMEN. PUBBLICA VIGNETTE SU MAOMETTO, ACCUSA CHIEDE PENA DI MORTE - 8
marzo 2006: i rappresentanti dell’accusa hanno chiesto la pena di
morte
per il caporedattore del giornale yemenita che ha pubblicato le note
vignette su Maometto. Muhammad al-Asadi, dello Yemen Observer, era
stato arrestato dopo che, nel mese scorso, il suo giornale aveva
mostrato le vignette pubblicate in origine da un giornale danese.
Imputato di aver offeso L’Islam, al-Asadi respinge le accuse. Contro
lo
Yemen Observer, giornale in lingua inglese, è stata sospesa l’
autorizzazione per le pubblicazioni, nonostante il suo staff continui
a
produrre materiale online. I legali impegnati in una causa civile
contro il giornale – in aggiunta al processo penale – hanno citato
precedenti dalla storia Islamica, secondo cui l’omicida di una donna
che aveva offeso Maometto fu lodata dallo stesso Profeta. L’accusa ha
chiesto che lo Yemen Observer venga definitivamente chiuso, oltre
alla
confisca dei suoi beni e delle sue risorse. Il processo è stato
aggiornato al 22 marzo. Lo Yemen applica la pena di morte per una
serie
di reati tra cui stupro, omicidio, reati sessuali e atti contrari all’
Islam. Gli art. 263 e 264 del Codice Penale del 1994 prescrivono 100
frustate per rapporti sessuali fuori dal matrimonio; gli art. 283 e
289
ne prescrivono 80 per consumo di alcool e per diffamazione. In caso
di
adulterio la pena è la lapidazione. L’ultima esecuzione nota nello
Yemen risale allo scorso 27 febbraio, quando Abed Abdulrazzak Kamel è
stato fucilato in carcere nella provincia di Ebb, alla presenza di
funzionari della prigione, della polizia e della magistratura.
Era stato condannato a morte nel 2003, per gli omicidi di tre
operatori medici statunitensi nell’ospedale della missione Battista
di
Jibla, 170 km a sud della capitale Sanaa. Nel corso del processo, l’
imputato avrebbe dichiarato di averli uccisi pensando che volessero
convertire dei musulmani yemeniti. Più che per ragioni religiose,
per
le autorità si tratterebbe di un crimine con motivazioni politiche,
dal
momento che Kamel avrebbe avuto legami con la rete di al-Qaeda.
USA. SOSPESE TRE ESECUZIONI FEDERALI - 7 marzo 2006: il giudice
distrettuale Usa Ellen Segal Huvelle ha sospeso le esecuzioni di tre
prigionieri del braccio della morte federale, le cui esecuzioni erano
previste per maggio. L’ordine del giudice Huvelle rinvia le
esecuzioni
a tempo indeterminato ed è il risultato della sfida legale mossa dai
tre detenuti, James H. Roane Jr., Richard Tipton, e Cory Johnson,
contro l’iniezione letale. È almeno la sesta volta, da gennaio, che
esecuzioni vengono sospese dopo la presentazione di ricorsi contro il
metodo dell’iniezione letale. Nel ricorso federale presentato dagli
avvocati si contesta la costituzionalità dell’iniezione letale:
mentre
uno dei farmaci usati “dovrebbe presumibilmente rendere i condannati
insensibili al dolore, in realtà può mettere, e di fatto
semplicemente
mette, un ‘velo chimico’ su un dolore straziante, lasciando i
condannati consci ma bloccati in un corpo paralizzato, con il dolore
del soffocamento e dell’attacco di cuore. Allo stesso tempo, questo
‘cocktail’ rende impossibile a chi assiste all’esecuzione di
riconoscere e prevenire il dolore gratuito e la sofferenza inflitta
ai
condannati.” L’ordine del giudice Huvelle sospende il ricorso
federale,
in attesa che la Corte Suprema Usa decida su un caso simile. Si
tratta
del caso della Florida Hill contro McDonough, il cui dibattimento è
previsto per il prossimo 26 aprile. Mentre attendono la decisione
della
Corte Suprema, i legali di Roane, Tipton, e Johnson hanno inoltrato
richiesta di grazia al Presidente Bush.
OLANDA. GAY IRANIANI A RISCHIO DI RIMPATRIO - 3 marzo 2006: il
ministro per l’Immigrazione olandese Rita Verdonk ha deciso di far
riprendere i rimpatri verso l’Iran dei gay iraniani richiedenti
asilo,
riferisce l’agenzia Afp citando una lettera che lo stesso Ministro ha
inviato al Parlamento. Con questa decisione, la Verdonk cancella la
sospensione di sei mesi dei rimpatri, precedentemente stabilita dalle
autorità olandesi. La sospensione era stata stabilita dopo la
notizia,
risalente a luglio 2005, dell’impiccagione in Iran di due giovani
omosessuali. Per il Ministero dell’Immigrazione olandese, Teheran ha
invece chiarito che l’esecuzione dei due ragazzi non fu legata alla
loro omosessualità, ma perché giudicati colpevoli del sequestro e
stupro di un minore. “Non c’è traccia di esecuzioni o condanne
capitali emesse in Iran sulla base della sola omosessualità di un imputato”, è
scritto nella lettera. L’omosessualità – aggiunge il testo – non è
mai il principale capo d’accusa nei confronti di un imputato. La legge
iraniana prevede la condanna a morte per il “reato” di sodomia
consensuale, qualora l’atto venga ripetuto e l’imputato sia
riconosciuto come adulto sano di mente. Nonostante queste leggi –
dice la Verdonk – le ricerche condotte dal Ministero Esteri olandese
mostrano che “non è completamente impossibile per i gay muoversi all’
interno della società iraniana, sebbene sia importante non parlare
troppo apertamente del proprio orientamento sessuale”. L’
organizzazione olandese per i diritti dei gay COC ha bollato la decisione del
Ministero come “rivoltante”. Il Ministro – accusa il COC – ha basato
troppo la propria decisione sulle spiegazioni fornite da Teheran e
troppo poco sulla situazione reale.