news 25 febbraio
APPELLO ALL'UNIONE PER I PACS
Onorevole, la decisione di escludere i Pacs dal programma dell'Unione
è un grave errore. Il riconoscimento giuridico delle Unioni civili è un
fatto compiuto in tutta Europa (ad eccezione delle sole Italia, Grecia
e Irlanda), ed è un gesto dovuto che prende atto di un cambiamento
socioculturale di ampia dimensione, come fu a suo tempo, per esempio,
la concessione del voto alle donne in Europa. Rimandare la discussione
di questo cambiamento è miope, perché rischia di creare e radicare
soltanto in Italia contrapposizioni artificiali su un tema su cui, in
realtà, la coscienza sociale del paese è pronta e concorde, come
mostrano tutti i sondaggi d'opinione in proposito. Si aggiunga che la
proposta dei Pacs era una mediazione al ribasso raggiunta, a suo tempo,
fra le esigenze di non offendere la sensibilità del mondo cattolico da
un lato e dall'altro la richiesta di un riconoscimento paritario delle
loro relazioni da parte dei cittadini esclusi dal matrimonio (più di
tre milioni in Italia). Venire meno a questa mediazione - su cui i
partiti dell'Unione si erano più volte impegnati, sia pure verbalmente
- azzera la discussione, rischiando di ottenere l'effetto opposto a
quello forse da voi auspicato. Il Pacs è una mediazione forse
insoddisfacente per tutti, ma è comunque una mediazione accettata dalla
grandissima parte dei diretti interessati. Rinunciarvi può significare
inasprire il dibattito e gli animi, radicalizzando le posizioni e
spostando il dibattito, senza più alcuna mediazione, sulla richiesta di
allargare il matrimonio anche alle persone dello stesso sesso,
similmente a quanto è già accaduto in Spagna. Come se non bastasse,
oltre ad escludere i Pacs dal programma, l'Unione non ha neppure fatto
cenno nel suo programma a questioni su cui l'Italia è inadempiente da
anni rispetto a quanto chiesto dall'Europa, in materia di leggi di
protezioni contro la discriminazione verso le persone omosessuali e
transessuali, e di leggi di protezione contro i crimini motivati da
odio contro le persone omosessuali e transessuali. Tali dimenticanze
rischiano di creare al futuro governo di centrosinistra conflitti non
solo con gli elettori dimenticati dalla coalizione, ma anche con le
istituzioni europee e con i cittadini di altri paesi dell'area di
Schengen che, trasferitisi in Italia, si vedono privare di diritti
civili e tutele di cui godono al di fuori d'Italia. Le chiediamo quindi
di volere riconsiderare la decisione presa dal suo partito, e di tenere
conto delle esigenze di milioni di cittadini che sono stati troppo a
lungo ignorate dallo Stato italiano.
In fede
On. Edoardo DEL VECCHIO Presidente VI Commissione Permanente "Attività
Produttive -Formazione Professionale - Istruzione - Lavoro" -
Provincia di Roma Via IV Novembre, 119/A - Tel.: 0667662394/5
PER ADERIRE ALL’APPELLO: Fate un copia e incolla il testo qui sopra in
tre mail, aggiungendo la vostra firma e la città, e mandale
separatamente agli indirizzi degli onorevoli Fassino, Bertinotti, e
Rutelli: p.fassino@dsonline.it; fausto.bertinotti@rifondazioneit; segr.
rutelli@dlmargherita.it
E se desiderate aggiungere qualche considerazione fatelo pure, ma
senza aggiungere MAI insulti, e non aggredire. Questa è una campagna di
pressione politica non-violenta. Dopo aver spedito le tre mail, invia
una copia di questa lettera a tutte le persone che pensi che possano
essere sensibili al tema. La campagna si conclude il 25 febbraio 2006,
giorno entro cui le liste elettorali saranno state consegnate (e i
programmi sottoscritti). A quella data valuteremo il risultato e
decideremo quali altre eventuali iniziative intraprendere. Per favore,
non spedire questa mail dopo il 25 febbraio, perché sarebbe inutile.
Per rimanere aggiornati sulle iniziative consultate il sito: www.
arcigay.it
QUANDO IN CASA UN GENITORE E' OMOSESSUALE
Incontro con Paolo Ghiara (Famiglie Arcobaleno)
Sabato 4 Marzo - Ore 17.00 - Sede di Via Soperga 36 (MM1 Loreto - MM2
Caiazzo - MM3 Centrale)
Molto spesso sentiamo dire che un bambino, per crescere serenamente,
ha bisogno di un padre e di una madre eterosessuali. Probabilmente
anche molti di noi ne sono convinti. Ma siamo davvero sicuri che le
cose stiano proprio così? Per rispondere a questa domanda abbiamo
deciso di dedicare alcuni dei prossimi incontri a questo argomento: il
primo è con Paolo Ghiara che, partendo dalla sua esperienza di genitore
omosessuale, ha fondato l'associazione delle 'Famiglie Arcobaleno' che
offre un aiuto alle persone omosessuali che, in vari modi, stanno
vivendo l'esperienza della genitorialità. L'incontro è aperto a tutti.
Alle 20.00, dopo l'incontro, è possibile partecipare alla cena
comunitaria e alla festa di Carnevale. La nostra sede può essere
raggiunta partendo dalla Stazione Centrale di Milano attraversando
Piazza Luigi di Savoia (sulla sinistra per chi lascia i binari) e
girando quindi a sinistra. La strada che inizia sull'angolo della
piazza é via Soperga dove, al numero 36, c'è la sede del Guado.
Gruppo del Guado - Cristiani omosessuali Milano
Via Soperga 36 int. 31 - Milano
Telefono: 02 2840369 - Email: info@guado.org
CREDENTI E FINALMENTE VISIBILI
Dal 22 al 25 aprile si svolgerà il primo campo “Fede e omosessualità”
del centro sud. Un'occasione per riflettere sul dirsi e farsi
riconoscere nella Chiesa. Ce ne parla Antonio De Chiara
ROMA - La visibilità è il tema della tre giorni che si svolgerà ad
Albano Laziale, dal 22 al 25 aprile 2006, per una piccola Agape del
Sud. Il visibile e l'invisibile sarà il filo conduttore dell'incontro
promosso dai gruppi credenti omosex del Centro-Sud, ovvero Nuova
Proposta e La Sorgente di Roma, Ponti Sospesi di Napoli, i Fratelli
dell'Elpis di Catania. «L'incontro - spiega Antonio De Chiara,
coordinatore del gruppo Ponti Sospesi - è rivolto a tutte le persone
omosessuali, gay e lesbiche, credenti e non credenti, che risiedono
nelle regioni centro- meridionali». Una sorta di Agape del Sud? Alcuni
di noi, omosessuali del Centro-Sud, hanno partecipato ai campi Fede e
omosessualità che da 26 anni vengono organizzati dal Centro Ecumenico
di Agape in Piemonte. Negli anni, grazie allo scambio di esperienze e
alle relazioni intessute ad Agape, sono nate associazioni, gruppi e
quindi iniziative sui temi dell'omosessualità che si sono però
concentrate prevalentemente nel Nord Italia in coincidenza con la
provenienza dei partecipanti. Siccome nel Centro-Sud mancano simili
opportunità di crescita per gli omosex, abbiamo pensato di dedicare
questo incontro proprio a lesbiche e gay di queste aree. Intendiamo
riprendere il modello di Agape che stimola le persone a confrontarsi
con l'altro e a indagare le diverse dimensioni della propria esistenza,
compresa quella della fede. Non a caso, lo staff che curerà le attività
dell'incontro è lo stesso che negli ultimi anni organizza il campo Fede
e omosessualità di Agape. Sarà un campo sul coming out degli
omosessuali credenti all'interno della Chiesa cattolica? Ci sono gruppi
di credenti omosessuali che hanno già fatto coming out nella Chiesa
cattolica, come ci sono gruppi che ancora non lo hanno fatto. Come per
il singolo credente omosessuale, la scelta è questione di tempo e di
maturità nella fede. Cosa significa per te, persona omosessuale e
credente, essere visibili? Spesso neghiamo la comunicazione di ciò che
siamo, di ciò che sentiamo e facciamo. Questa dimensione relazionale
riguarda in ugual misura noi stessi, gli altri e l'Altro che ci
trascende. Rendersi visibili, per me, significa maturare una percezione
consapevole di ciò che si è, nell'intento di prevenire la costruzione
di un falso sé, un sé non autentico, inadeguato e inevitabilmente
fallimentare. Può la fede incoraggiare una persona omosessuale
credente a dirsi? La visibilità nei confronti dell'Altro che ci
trascende - di Dio, per molti di noi - ci rimanda ancora al senso del
pudore e al tempo stesso dell'orgoglio di ciò che siamo,
dell'assunzione del limite e del mistero della nostra vita che trovano
proprio nell'invisibile il linguaggio e la dimensione più propri.
SERVIZIO DI: Pasquale Quaranta
FONTE: Gay.it
INVIATO DA: mailinglist@sharkmirc.net



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