25 febbraio 2006

news 25 febbraio - seconda parte

IRAN. QUATTRO IMPICCATI NELLO STESSO GIORNO
- 24 febbraio 2006: quattro uomini sono stati impiccati in Iran il 17 febbraio, dopo essere
stati riconosciuti colpevoli di sequestro, stupro e omicidio. I primi
due, identificati solo come Ali B. e Eidi A, sono stati giustiziati nel
carcere di Dezfool, nella provincia del Khuzestan. Erano stati
condannati a morte per sequestro e stupro, ha riportato un giornale
governativo. Gli altri due, identificati solo come Ayat Kh. e Mehdi A.,
sono stati impiccati per omicidio a Shiraz, città nel sud dell’Iran,
secondo quanto riportato dal quotidiano Khorassan e dall’agenzia Isna,
che non hanno specificato se le esecuzioni siano avvenute in pubblico.
Il 18 febbraio l’agenzia statale ILNA ha riportato una dichiarazione di
un giudice della Corte d’Appello di Teheran, Ahmad Mozaffari, secondo
cui: “La Repubblica Islamica continuerà ad emettere condanne a morte
nei confronti di minori di 18 anni, senza prendere in considerazione
altre possibilità”. Il giudice stesso – continua l’agenzia - ha detto
che un ragazzo di età inferiore a 18 anni è stato recentemente
condannato a morte. Si tratta, come già riportato da Nessuno tocchi
Caino, di un giovane 15enne identificato dalla stampa iraniana solo
come Mohammad, condannato per omicidio, nonostante sia affetto da una
patologia psichiatrica, come dichiarato da un medico nominato dalle
autorità. In base al Codice Penale in vigore in Iran, le femmine di età
superiore a nove anni e i maschi con più di quindici anni sono
considerati adulti e, quindi, possono essere condannati a morte, anche
se le esecuzioni sono normalmente effettuate al compimento del
diciottesimo anno d’età. Ciò viola apertamente due patti internazionali
ratificati dall’Iran: il Patto Internazionale sui Diritti Civili e
Politici e la Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, i quali
vietano l’esecuzione di persone che avevano meno di 18 anni all’epoca
del reato.
CALIFORNIA. RINVIO A TEMPO INDETERMINATO ESECUZIONE MORALES - 22
febbraio 2006: l'esecuzione di Michael Angelo Morales, condannato in
California nel 1981 per lo stupro e l’omicidio di Terri Winchell, 17
anni, e' stata rinviata a tempo indeterminato da una Corte d'Appello
federale di San Francisco, a poco più di un'ora e mezzo dalla scadenza
fissata, le 19,45 ora locale. Il rinvio è stato deciso dopo che lo
Stato ha segnalato alla Corte di non essere in grado di rispettare
l'ordine secondo cui doveva essere un medico di professione a
somministrare la dose letale di barbiturici. L'esecuzione, inizialmente
fissata per le ore 12 locali, era già stata rinviata per il rifiuto dei
due anestesisti convocati di parteciparvi, per ragioni di ordine etico.
Per escludere che al condannato venisse inflitto dolore inutile, in
precedenza il giudice federale Jeremy Fogel aveva concesso alle
autorità carcerarie due opzioni: la presenza di medici in grado di
garantire che Morales fosse completamente anestetizzato o l’utilizzo,
invece del consueto mix di tre farmaci, di una overdose di sedativi,
somministrati da una persona autorizzata a fare iniezioni intravenose:
medici, infermiere o comunque uno specialista medico. Il cocktail di
tre farmaci – ha riconosciuto il giudice – potrebbe violare il divieto
costituzionale relativo alle punizioni "crudeli ed inusuali", dal
momento che due dei farmaci in questione provocherebbero fortissimi
dolori in assenza di totale anestesia. Dopo il rifiuto dei due
anestesisti, le autorità carcerarie avevano scelto la seconda opzione,
ma le autorità statali hanno nuovamente incontrato il rifiuto del
personale medico. Gli avvocati difensori avevano presentato due ricorsi
alla Corte Suprema Usa, entrambi respinti. Il governatore della
California, Arnold Schwarzenegger, ha rifiutato la grazia per due
volte. Sul caso di Morales il tesoriere di NtC, Elisabetta Zamparutti,
ha dichiarato:
“I paesi che hanno deciso recentemente di passare dalla sedia
elettrica, dall’impiccagione o dalla fucilazione alla iniezione letale
come metodo di esecuzione, hanno presentato il cambio come una
conquista di civiltà e un modo più umano e indolore per giustiziare i
condannati a morte. Ma quanto sta accadendo in queste ore in California
dimostra che la realtà è diversa e che vi è una profonda ipocrisia da
parte di chi sostiene la “civiltà” dell’iniezione letale. Quando si
parla di pena di morte la questione di fondo non è l’umanità o meno del
metodo usato, l’umanità o meno del condannato a morte, ma l’umanità di
chi vi fa riscorso. Gli Stati Uniti stanno cercando di addolcire un
boccone, quello della pena capitale, che sta diventando amaro anche per
loro. E’ tempo che riconoscano invece che è il paese intero, con i suoi
cittadini e le sue istituzioni, a non meritarsi di continuare a far
ricorso a questa forma di punizione.” Sempre negli Stati Uniti, questa
volta in Arizona, numerosi parlamentari hanno recentemente presentato
le scuse a Ray Krone, ex prigioniero del braccio della morte, liberato
nel 2002 in seguito a nuovi test del Dna. Sia i deputati che i senatori
hanno dedicato una “standing ovation” a Krone, quando ha fatto il suo
ingresso nelle due aule. Agli applausi sono seguite le scuse, che
Krone ha accettato definendole “il riconoscimento da parte di
istituzioni elette dell’errore commesso nel nome dello Stato dell’
Arizona”. Per il senatore John Huppenthal questa vicenda dimostra che
sono necessarie correzioni per proteggere gli innocenti. “Casi del
genere si verificano più spesso di quanto saremmo disposti ad
ammettere,” ha dichiarato. Per il deputato Phil Lopes, “il caso di
Krone spiega le ragioni per cui dovremmo abolire la pena di morte” in
Arizona. Krone è il 100° esonerato negli Stati Uniti dal braccio della
morte, ed ora gira in lungo e in largo gli Usa informando la gente
sugli aspetti legati alla pena.
COREA DEL SUD. MINISTERO DELLA GIUSTIZIA VALUTA ABOLIZIONE DELLA PENA
CAPITALE - 21 febbraio 2006: il Ministero della Giustizia sud coreano
ha annunciato che esaminerà la possibilità di sostituire la pena di
morte con l’ergastolo senza libertà condizionata. La possibilità di
abolizione della pena capitale, spiega lo stesso Ministero, fa parte di
un progetto per edificare un sistema di giustizia penale maggiormente
rispettoso dei diritti umani.
Il Ministero condurrà uno studio sui casi di Germania, Francia e altri
paesi che hanno eliminato la pena di morte, per determinare le
possibili ripercussioni che l’abolizione avrebbe sulla società e sulla
prevenzione dei crimini. Lo studio, che avrà termine nel giugno 2006,
prevede delle audizioni pubbliche da tenersi entro la metà di quest’
anno. Il Ministero della Giustizia è chiamato a decidere se appoggiare
o meno un progetto di legge abolizionista all’esame del Parlamento
monocamerale sud-coreano (Assemblea Nazionale) e le conclusioni dello
studio saranno in questo senso determinanti. Il progetto di legge è
stato presentato dal deputato Yoo Ihn-tae, del partito Uri al governo e
sostenuto nel 2004 da 175 parlamentari della maggioranza e dell’
opposizione. L’ultima esecuzione in Corea del Sud è avvenuta nel 1998.
Sono 57 gli attuali prigionieri del braccio della morte, riporta il
giornale The Korea Herald.
FILIPPINE. ARROYO, “IL MIO IMPEGNO PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE” - 22
febbraio 2006: per la prima volta da quando nel 2001 ha assunto la
carica di Presidente delle Filippine, Gloria Macapagal-Arroyo ha
categoricamente dichiarato di essere favorevole all’abolizione della
pena di morte e che si attiverà per la rapida approvazione di una legge
in tal senso. “Sono completamente favorevole all’abolizione della pena
di morte e quando il disegno di legge per l’abrogazione arriverà in
commissione parlamentare, lo dichiarerò”, ha detto la Presidente. In
risposta a chi le chiedeva spiegazioni sui suoi frequenti cambiamenti
di posizione sulla pena capitale, ha detto di volere l’abolizione per
le sue convinzioni cattoliche e non per adeguarsi alle posizioni dei
Vescovi cattolici, alcuni dei quali hanno sostenuto richieste di sue
dimissioni. In passato – ha spiegato - era stata favorevole all’
esecuzione di alcuni condannati “perché a quel tempo i sequestri erano
in aumento”. “Ma la Divina Provvidenza è stata molto buona con me”, ha
aggiunto, poiché “da quando nei confronti di un sequestratore deve
essere emessa la pena capitale, il numero dei sequestri è crollato a
zero”. Come già riportato da NtC, il 15 febbraio la Arroyo ha ordinato
ha commutato in ergastolo le condanne a morte di 280 detenuti. I
prigionieri del braccio della morte – rendono noto le autorità
filippine - sono 1.280. Le Filippine sono il paese che ha il più
affollato braccio della morte al mondo (in rapporto alla popolazione) e
dove vi sono seri dubbi sull'equità dei processi. Nel dicembre 2003, in
seguito all’alto numero di sequestri, e su pressione dell’influente
comunità cinese-filippina i cui membri costituiscono la maggior parte
delle vittime di rapimenti, l’Arroyo ha sospeso la moratoria delle
esecuzioni imposta nel 2000 dell’allora presidente Joseph Estrada. Nel
novembre 2004, dopo aver sospeso di volta in volta tutte le esecuzioni
fissate nel corso dell’anno, la Arroyo si è impegnata a sospendere
quelle successive in attesa che il Parlamento esamini i progetti di
legge per l'abolizione.
VIETNAM. COMMUTATE CONDANNE CAPITALI DI DUE AUSTRALIANI - 18 febbraio
2006: il presidente vietnamita Tran Duc Luong ha commutato in ergastolo
le condanne a morte di due cittadini australiani, ha comunicato il
ministro degli Esteri di Canberra, Alexander Downer. Il primo degli
australiani, Mai Cong Thanh, era stato condannato a morte nel giugno
2005 per aver tentato di spedire in Australia eroina, nascosta all’
interno di alcuni altoparlanti. Sempre per traffico di eroina, due mesi
prima era stato condannato a morte Nguyen Van Chinh. Entrambi erano
stati arrestati nel giugno 2003. “Sono molto contento che le
rimostranze che io, il Primo Ministro e altri abbiamo presentato alle
autorità vietnamite abbiano dato frutti”, ha dichiarato Downer. Sempre
in Vietnam, due settimane fa il giornale statale Ho Chi Minh City Law
ha riferito che le autorità stanno valutando l’ipotesi di eliminare la
pena di morte per nove diversi tipi di reato, compresi contrabbando,
frode, contraffazione e corruzione. In base alla proposta che il
Ministro della Sicurezza Pubblica ha presentato alla Commissione
Centrale per la Riforma Giudiziaria, i reati capitali passerebbero
quindi dagli attuali 29 a 20. Per diventare legge, la proposta deve
essere approvata dall’Assemblea Nazionale vietnamita.

L’ORA DI RELIGIONE

Privilegi porporati e sempre più soldi alle scuole cattoliche. Dove è

finito lo Stato Laico?

L'inizio è nelle pagine di storia: l'insegnamento della religione
cattolica fece il suo ingresso ufficiale nelle scuole italiane nel 1923
con la riforma Gentile. Una scelta rafforzata poi dal concordato del
'29. Ora però, a più di cento anni di distanza, la ministra
dell'Istruzione Letizia Moratti insiste su un inattuale ritorno a un
modello confessionale della scuola pubblica. Lo raccontano l'assunzione
come insegnanti di ruolo di 10mila insegnanti di religione varata dal
governo Berlusconi e il fatto che le assenze degli studenti all'ora di
religione ora vengono segnate e interpretate come penalità, eludendo il
"particolare" che si tratta pur sempre di una materia facoltativa. Ma
non solo. La commissione guidata da monsignor Tonini incaricata dalla
Moratti di stilare una manuale deontologico ha appena conclus o i suoi
lavori e, presto, ne avremo il pensum ad uso di tutti gli insegnanti,
non solo quelli dell'ora di religione. Mentre il vicepresidente del
Cnr, lo storico Roberto De Mattei, con il compito di riformare la
ricerca nel settore delle materie umanistiche, lancia proclami per una
riscatto della società cristiana e contro i progressi della scienza,
come fondatore della associazione Lepanto. E non si tratta, purtroppo,
di un film in costume sul ritorno dei crociati. Basta andare sul sito
www.lepanto.org per rendersene conto. Si tratta, purtroppo, di scelte
vere e pesanti, di cui si vedono già le ricadute sui programmi
scolastici e sulla ricerca. Lo si è già visto con il tentativo della
ministra Moratti di fare spazio al creazionismo nei programmi di
biologia, ostracizzando l'evoluzionismo di Darwin. Un tentativo fermato
dalle dure accuse mosse dall'Accademia dei Lincei già nell'aprile del
2004, ma poi approdato alla nomina ministeriale di una com missione
presieduta da Rita Levi Montalcini e incaricata di decidere
dell'utilità dell'insegnamento di Darwin i cui documenti finali sono
stati pesantemente manomessi, come aveva denunciato ad Avvenimenti il
professor Vittorio Sgaramella, docente di biologia molecolare
dell'università della Calabria e membro della commissione Montalcini e
come ora racconta MicroMega nel nuovo numero Chi ha paura di Darwin ?
Abbiamo chiesto a Mario Staderini, insieme all'associazione radicale
anticlericale, studioso delle cose Vaticane e autore di un libro sull'8
per mille, di raccontarcene radici e conseguenze. "In questo viaggio,
partiamo dall'insegnamento della religione cattolica all'interno della
scuola pubblica- suggerisce Mario Staderini -. Si tratta di un
privilegio concesso dallo Stato in base al Concordato, una norma di
favore riservata alla sola Chiesa cattolica con cui si fa della scuola
uno strumento di promozione di una confessione religiosa, peraltro
discriminando tutte le altre". Come si traduce in concreto? Lo Stato è
obbligato ad inserire l'insegnamento della religione cattolica
all'interno dell'orario scolastico, e ne paga i professori. Oggi sono
circa 20mila ed è il Vescovo a designarli, rilasciando –e revocando- il
certificato di idoneità in virtù di un giudizio etico e morale. C'è,
dunque, un potere di controllo nei confronti di dipendenti statali da
parte della Diocesi e della Cei, la Conferenza episcopale, che dà le
direttive. L'intesa firmata nel 2003 fra Ministero e Cei ha aggravato
questa situazione? Si è consentito alla Cei di fissare gli obiettivi
dell'insegnamento, controllandone così anche i contenuti. Negli ultimi
anni è in corso una vera e propria deriva clericale. Dopo numerosi
tentativi di eludere la facoltatività dell'ora di religione, sono state
approvate leggi unilaterali, come quella varata dal governo Berlusconi
per l'immissione in ruolo degli insegnanti di religione. Ne sono già
stati inseriti 10 mila e si arriverà a 15383 entro l'anno prossimo. Ma
il Concordato non prevedeva nulla del genere. Con quali costi per lo
Stato? Non c'è ancora una stima precisa, ma lo si può facilmente
calcolare considerando uno stipendio medio di 2000 euro lordi:
moltiplicato per 20mila si arriva a 500 milioni di euro a carico dello
Stato ogni anno. Questo solo per gli insegnanti, senza contare il
valore e le spese per le strutture. Gli insegnanti di religione entrano
nei consigli di classe, partecipano alla valutazione scolastica degli
alunni. Quanto incide il loro giudizio? Con la riforma Moratti si tenta
di equiparare anche il valore didattico, inserendo la valutazione in
pagella. Sotto il piano numerico, i sindacati denunciano che, da qui al
2008, ogni tre docenti assunti dalla scuola pubblica, uno sarà di
religione cattolica. La loro immissione in ruolo, poi, apre scenari
paradossali: ammettiamo che non venissero più giudicati idonei
all'insegnamento e revocati dal ves covo, perché divorziati o perché,
supponiamo, hanno votato sì al referendum sulla fecondazione assistita;
essendo di ruolo, passerebbero a insegnare filosofia, storia,
letteratura, proprio quelle materie umanistiche in cui la loro
formazione confessionale giocherebbe un preciso peso. Già adesso
nell'ora di religione non mi risulta che si studino le crociate o la
controriforma, spiegandone il peso storico. Si studiano i Vangeli, la
figura di Gesù e la vita della Chiesa cattolica, mentre le altre
confessioni religiose sono considerate solo in rapporto subalterno a
quella cattolica. E' un insegnamento confessionale proprio perché segue
un preciso carattere religioso e identitario. Ad esempio, tra gli
obiettivi specifici stabiliti nell'Intesa vi è quello di far "
comprendere che il mondo è opera di Dio". Con la riforma Moratti il
pensiero religioso impronta più massicciamente le scelte dei programmi?
Indubbiamente c'è un tentativo. Lo stesso Cardinal Ruini, nel m
essaggio di saluto per i nuovi insegnanti di religione entrati in
ruolo, disse esplicitamente che quello era il primo passo per far
uscire l'insegnamento della religione cattolica da un ruolo marginale
nella scuola pubblica, ed assumere finalmente un ruolo determinante
nella crescita globale dei bambini e dei ragazzi. Un obiettivo che ha
trovato appoggio nelle scelte del Ministro Moratti e di una lunga serie
di ministri cattolici che l'hanno preceduta. Gli strumenti utilizzati
sono l'ora di religione, il codice deontologico dei docenti affidato al
Cardinal Tonini, l'ostracismo alla storia precristiana e
all'evoluzionismo in biologia, così come la presenza di riti religiosi
cattolici che ancora si celebrano, a vario titolo, nelle scuole
pubbliche italiane. Un aumento di imput confessionali, dunque, a fronte
invece di una quasi totale scomparsa dell'insegnamento dell'educazione
civica. Non c'è poi da stupirsi se nel Paese si va perdendo il senso
civico e istituzionale, la conoscenza stessa dell'istituto referendario
ad esempio, mentre aumenta, complice lo strapotere mediatico,
l'attenzione ai messaggi criminalizzanti su aborto e fecondazione
assistita delle gerarchie vaticane e delle associazioni integraliste.
La scuola ha una precisa responsabilità. In questo quadro, allora, è
tanto più grave il finanziamento concesso dallo Stato alle scuole
private cattoliche? Ad un Meeting di Comunione e Liberazione
dell'agosto 2001, il Ministro Moratti affermò che non deve più esistere
il monopolio pubblico dell'istruzione. Personalmente non avrei
pregiudizi rispetto all'affidamento anche a soggetti privati del
servizio pubblico scolastico. Il problema è che la libertà di
insegnamento, negata nella scuola pubblica agli insegnanti di
religione, è ancor più compressa nelle scuole confessionali. Finanziare
le scuole private, in Italia, significa finanziare soprattutto le
scuole cattoliche, di qui la strumentalità di provvedimenti in tal
senso. Nel 2004, il finanzia mento pubblico alle scuole non statali,
introdotto nel 2000 dal Governo D'Alema, è stato di 527 milioni di
euro. L'esenzione dall'Ici disposta dall'ultima legge finanziaria è un
ulteriore tassello per coloro che vedono delinearsi una strategia volta
a fare delle scuole cattoliche private delle scuole d'elite, in cui
formare le future classi dirigenti del Paese. Ma anche nell'Università
la situazione è privilegiata. In che senso? L'articolo 10 comma 3 del
Concordato stabilisce che le nomine dei docenti dell'Università
cattolica del Sacro Cuore (che gode di finanziamenti pubblici) siano
subordinate al gradimento, sotto il profilo religioso, della competente
autorità ecclesiastica. Ciò significa vincoli per i professori ed una
formazione particolare per gli studenti, della facoltà di medicina ad
esempio; non senza conseguenze esterne: basti pensare che il
Policlinico Gemelli è parte integrante della Università Cattolica. La
messa sotto tutela dell'insegnamento, dell'univer sità e della ricerca
ha sempre una ricaduta sulla vita pubblica e dei cittadini; così
l'Italia si colloca agli ultimi posti nell'utilizzo della terapia del
dolore, nelle garanzie per i cittadini rispetto ai medici obiettori,
mentre anche l'utilizzo della pillola abortiva è pervicacemente
ostacolato. E dal 2004 ci ritroviamo con la legge sulla fecondazione
assistita più proibizionista del mondo. Ma il paese reale si ha la
sensazione non sia poi così cattolico integralista come la Cei.
Infatti. Il filosofo cattolico Pietro Prini, in un suo libro, parla di
"scisma sommerso" per descrivere la distanza tra la dottrina ufficiale
e la coscienza dei fedeli. Ma non è detto che, con il ripetersi di
politiche e strategie clericali, la distanza non si riduca. E in
Europa, c'è qualche paese che viva una situazione come quella italiana?
Sul fronte scolastico, la riforma di Zapatero sta liberando la scuola
pubblica spagnola da influenze confessionali; in Germania è ancora fo
rte la dimensione pubblica della Chiesa, così come in Portogallo. L'
Inghilterra, dove la religione anglicana è religione di Stato, ci
fornisce un modello opposto: lo Stato non finanzia la Chiesa e
l'insegnamento delle religioni non ammette idoneità da autorità
acclesiastiche. Stati "a rischio", per cosi dire, sono i nuovi paesi
della Ue, in particolare quelli dell'ex blocco sovietico e dell'ex
Jugoslavia. Il Vaticano, infatti, da anni sta conducendo una politica
neoconcordataria con l'obiettivo di ottenere dagli Stati il
riconoscimento di norme speciali in suo favore. Attraverso il
meccanismo dell' 8 per mille si finanziano le scuole religiose? Non
tutte. Con i fondi dell'8 per mille vengono finanziate facoltà
teologiche e istituti di scienze religiose, nonché associazioni
cattoliche di promozione della responsabilità educativa quali l'Age e
l'Agesci, che ritroviamo poi presenti nelle Commissioni ministeriali .
Complessivamente, con l'8 per mille, 1 miliardo di euro fin isce ogni
anno nelle casse della Cei, nonostante oltre il 60% dei contribuenti
italiani non esprima alcuna volontà in tal senso. Chi non firma
l'apposito modulo, infatti, si vede prelevato comunque l'8 per mille
delle sue imposte e destinato alla Cei in base alla percentuale delle
scelte espresse dalla minoranza di italiani che hanno firmato. Una
questione di ignoranza indotta, insomma.
Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni Movimento Internazionale
di Libero Pensiero:http://nochiesa.blogspot.com - per aderire e
informazioni: axteismo@yahoo.it
tel. +39 3393188116

ARTICOLO DI: di Simona Maggiorelli
INVIATO DA: Alba Montori Gaya CsF

I CANDIDATI NELLA LISTA ROSA NEL PUGNO GIUNTI IN QUESTE ORE:
SENZA COMMENTI!
Roma, 24 feb. 06
Dichiarazione della Segreteria Nazionale della Rosa nel Pugno:
Hanno accettato di onorare con le loro candidature nelle liste della
Rosa nel Pugno, in queste ore, anche il costituzionalista Michele
Ainis, il regista Marco Bellocchio, lo scrittore e giornalista Fabrizio
Rondolino, lo scrittore Carlo Mazzantini, i saggisti, politologi e
accademici Luciano Cafagna, Pio Marconi, già membro del CSM, Luciano
Pellicani. L'Associazione Luca Coscioni ci comunicherà nelle prossime
ore nuovi nomi di scienziati e di ricercatori che rappresenteranno un
ulteriore, prezioso, straordinario apporto alla qualità ed
all'importanza della politica del nostro Paese, da parte della
Associazione fino a ieri presieduta da Luca Coscioni, per la battaglia
per la libertà delle ricerche scientifiche, politiche, morali della
quale fanno parte. Restano ancora alcune ore per la chiusura delle
liste.
INVIATO DA: On. Marco Pannella