22 febbraio 2006

intervista ad Alessandro Cecchi Paone

Alessandro Cecchi Paone, impegnato nella lotta per i diritti civili, conduttore di trasmissioni di grande successo. Ha rivelato notevoli doti comunicative negli scontri diretti. Diventa sanguigno dinanzi a certi personaggi e furibondo di fronte agli ipocriti. Da molti anni riunisce intere famiglie davanti alla Tv e ora si batte anche per il riconoscimento dei Pacs; eppure le famiglie non si sentono affatto minacciate!

1 – Alessandro, in Italia c’è una grossa difficoltà a portare avanti l’ idea di Pacs. E’ il risultato dell’ignoranza o di una ipocrisia diffusa?
R) Ma io direi che è il risultato dell’ingerenza della Chiesa Cattolica! In tutti i paesi civili del mondo, quale che sia il governo al potere, di destra o di sinistra; ci sono forme diverse, ma tutte
quante convergenti al riconoscimento delle unioni di fatto. Si va dal matrimonio all’unione civile, insomma: nessun potere al mondo si è sognato di voler escludere la possibilità di riconoscere i diritti e i doveri delle coppie di fatto, anche omosessuali. Succede solo in Italia, per l’omofobia della Chiesa Cattolica. C’è quindi questa ostilità, tra l’altro dichiarata, esplicitata dal Papa e dal Cardinal Ruini. Di conseguenza siamo gli ultimi, facciamo fatica perché c’è l’
opposizione della Chiesa.

2 – La candidatura di Vladimir Luxuria ha suscitato molte polemiche. Per bilanciare il peso consiglieresti a Berlusconi di candidare il Cardial Ruini?

R) Assolutamente Si!!!! Nel senso che una buona parte del centro destra e non solo, ma anche la Margherita di Rutelli; e fra l’altro Ruini non è un punto di riferimento spirituale, come sarebbe giusto, ma soprattutto purtroppo politico e addirittura normativo. Sostengo che pur di avere uomini politici mediocri, si ricorra direttamente a Ruini che si è rivelato un grande capo politico, come purtroppo per noi si è rivelato sul referendum della procreazione assistita e come si sta
rivelando sul “No” ai Pacs nel centro destra e un “Nì” o timidissimo “Sì” nel centro sinistra, tutto da verificare.

3 – Fanno più paura i faccioni sorridenti, monopolizzatori della comunicazione televisiva, i cardinali, i telegiornali compiacenti; o i comportamenti sessuali diversi?

R) Dovrebbero far più paura i dirigenti, gli uomini politici, gli uomini di potere che fanno semplicemente da porta voce di una religione unica, che in questo caso è quella cattolica, ma andrebbe bene qualunque fosse. Ma in realtà fanno più paura i comportamenti sessuali
diversi, che invece fanno parte della ricchezza della vita e della libertà.

4 – Faresti un saluto a tutti i cronisti del gruppo Gaya CsF e a tutta la comunità GLBTTQ?

R) Come no!?!? Faccio un saluto affettuosissimo a tutti gli amici e le amiche del gruppo Gaya CsF e in generale a tutti gli amici della comunità GLBTTQ che hanno capito la serietà, la profondità e la passione del mio impegno per tutti noi, al fine di vivere in un Paese più civile, perché sono convinto da sempre che la libertà di un gruppo, di una categoria, sia un arricchimento per ognuno. La nostra è una battaglia per un’Italia più laica, più moderna, più aperta. Continuiamo
ad aiutarci reciprocamente per tutte le situazioni di cui parlo anche nel mio libro: “A viso aperto”, che contiene alcune delle migliaia di lettere che ho ricevuto quando ho fatto “coming out”, e che è stato da poco pubblicato da “Marsilio Editore”.

Carla Liberatore
Gaya CsF