Bar Berto a Fano festeggia i 40 anni

bar berto

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Bar Berto a Fano festeggia i 40 anni. Colombo Biagetti, da 40 anni titolare del Bar Berto sforna caffè e inforna i racconti degli abitanti di Borgo Cavour divenendone il confessore. Ne ha di storie da raccontare quel bar che lungo il perimetro esterno ha una fila di seggiole occupate dai giovanotti di una volta, che fumano e bevono liquori guardando il mondo girare. Sono passati otto lustri dal 25 marzo 1975, il giorno in cui Colombo ha ereditato una già allora storica attività familiare. «L’altra sera coi clienti e la Borghetti Bugaron Band abbiamo festeggiato i 40 anni di attività mia e di mio fratello – dice – perché prima, il bar era l’osteria di mia nonna». In tempo di guerra Ida Farabini, la mamma del babbo di Biagetti, aveva un’osteria in via Bovio, dietro la chiesa di Sant’Antonio, dove ora c’è l’Ikebana. «Faceva da mangiare per gli ufficiali e i sottufficiali – racconta il nipote -. Finita la guerra ha comprato qua e ha continuato con l’osteria. Poi nel 1949 ha passato l’attività a mio padre e mia madre che hanno continuato, ma con un bar, per 25 anni. Quando sono tornato dal militare, avevo 21 anni, una sera mio padre mi ha dato le chiavi e mi ha detto «se vuoi continui tu se no lo diamo via». Perché mia madre stava male e lui faceva il portiere in ospedale. Gli risposi ‘ci provo’. E ora sono 40 anni che ci provo». Il bar Berto è rimasto un punto fisso in via Cavour. Lì dentro è cambiato poco niente. Tutt’intorno, invece… «In 40 anni è cambiato tutto moltissimo – dice -. I centri commerciali ci hanno dato una mazzata grossa. Anche perché 30/35 anni fa sotto Natale noi vendevamo 500 panettoni, facevamo 20milioni di vecchie lire tra torroni e compagnia bella. Cosa che adesso se vendi 5 panettoni e 8 torroni hai fatto successo. Ma è cambiata anche la gente. Prima nei vicoli dei piatlet c’erano solo i fanesi e venivano tutti qui. Adesso ci sono anche tanti extracomunitari. Per me questa ormai è ‘casa’ e i miei clienti sono di famiglia, mi raccontano tutte le loro cose… ho conosciuto gente straordinaria. E mi diverto tanto con loro». Berto non è il bar dei vip, ma della gente comune. Tuttavia «una volta è venuto Alberto Tomba, nel ‘92 venne Sgarbi con un famoso antiquario fanese e poi è passato anche «chi è Tatiana» (ovvero Gabriele Cirilli, ndr)». Il ricordo più bello legato a questi primi 40 anni è il giorno in cui è nato il figlio. «Abbiamo chiuso la via – ricorda ridendo -. Allora si andava ancora in doppio senso in via Cavour ma ma per la festa che c’era non passava nessuno. Abbiamo messo fuori i tavoli, davamo da mangiare e bere gratis, c’era mio padre che tirava i gelati come al Carnevale e pure caramelle… è stata una serata indimenticabile il 30 giugno 80».

Fonte: Il resto del carlino

Augusto Palazzi perde la finale di Dolci dopo il Tiggi

augusto palazzi

augusto palazzi

Augusto Palazzi perde la finale di Dolci dopo il Tiggi. Il pasticciere fanese Augusto Palazzi perde sul filo del rasoio l’assegno di 100mila euro premio per il programma tv nella puntata conclusiva condotta da Antonella Clerici. La giuria pur in difficoltà ha espresso il suo giudizio non facile giudicando la preparazione della Saint Honorè. Vincitore l’avversario Vincenzo che oltre a portare a casa l’assegno, parteciperà di diritto alla Prova del cuoco.

Parrucchiere a Calcinelli contro il tumore al seno

allegri colpi in testa

allegri colpi in testa

Un’iniziativa solidale dedicata alle donne nel giorno della loro Festa. L’8 marzo 350 clienti della parrucchieria Moda in Testa di Calcinelli hanno raccolto 2mila euro per la Fondazione Veronesi.  Centinaia di colpi di spazzola per combattere il tumore al seno. Due parrucchieri provetti per un’idea solidale: si è svolta domenica 8 marzo nel negozio ‘Moda in Testa’ di Sauro Calzolari e Valentina Diotallevi a Calcinelli la prima giornata “Dedicato a te”, che ha raccolto fondi per la Fondazione Umberto Veronesi. “L’idea nasce dopo la perdita di mia mamma a causa di un tumore al seno lo scorso maggio – rivela Valentina -. Nonostante il distacco non smetto di provare amore per lei e grazie al supporto dell’amica Sonia ho voluto trovare il modo di veicolarlo in qualcosa di prezioso per altre. Ed ecco che ho pensato alla Fondazione Veronesi e il progetto “Pink is Good”. Non mi andava però di chiedere semplicemente soldi e visto il duro periodo che stiamo attraversando tutti…  mi sono convinta che prima di ricevere devi dare ciò di cui le persone hanno più bisogno: attenzioni ed emozioni”. Partono così gli inviti alle clienti di presentarsi in negozio nel giorno della Festa della Donna, struccate con capelli puliti, per essere accolte da professionisti pronti a prendersi cura di loro, pettinandole, truccandole, coccolandole per farle sentire speciali, facendo provare loro l’emozione della trasformazione. Senza specchi, per accentuare l’effetto sorpresa. Con un’offerta minima di 10 euro oltre l’acconciatura le 85 partecipanti hanno ricevuto una rosa a testa. Sono state 350 le presenze totali per un ricavo di 2000 euro che verrà interamente devoluto. “Spero che questo progetto si possa ripetere perché tutte le donne devono festeggiare al meglio l’8 marzo, dando speranza a tante che combattono contro il cancro al seno”. Il valore aggiunto del progetto è quello della condivisione. “Abbiamo chiesto l’aiuto di colleghi perché l’unione fa la forza: ci hanno aiutati Katja Dini, Roberta Baruffi ed Elisa Patrignani, le mie amiche Elisa Ghilardi e Valentina Baldelli per l’allestimento e le fotografie e “Mama non Mama” per le 175 rose date al prezzo di costo e tutte le clienti”.

Fonte: Il resto del carlino

Alternativa pane, pizza, piadina e gelato a Fano

100% naturale

100% naturale

Pizza, pane, piadina e gelato. Cibi comuni, molto diffusi e facilmente reperibili.  Per chi è intollerante al lattosio o al glutine oppure al lievito o piuttosto per chi è vegetariano o sceglie solo bio, ecco un percorso in centro storico dedicato alle ultime tendenze dei cibi comuni e da “passeggio”. Partiamo dalla pizza al taglio della “Pizzeria dell’ amicizia” (Via Cavour 47), la cui particolarità è la lievitazione con pasta madre fatta in casa e la ricerca di prodotti locali e genuini per la farcitura. L’ impasto è corposo, ottima digeribilità e assortimento di gusti anche da asporto.  Per chi ambisce alla piadina,  l’appuntamento è alla “Piadineria cittadina” (Via Rainerio 30) dove è realizzata senza strutto, leggera e fragrante. Le farciture di Franco sono realizzate con prodotti di stagione e vanno dalle erbette di campo in padella alla scamorza affumicata piuttosto che alla crema di zucca o salumi e formaggi a chilometro zero. Gli amanti del gelato trovano da “Puro & Bio” (Via Nazario Sauro 10) l’alternativa al gelato tradizionale con quello senza glutine, a base di latte di riso o soia e frutta fresca biologica per i frullati e le granite; Zenzero e cannella, liquirizia, pistacchio, sono in testa ai gusti oltre ai classici frutti di stagione. Anche il pane di tutti i giorni ha il suo spazio per le tante esigenze; “Antichi sapori da Iuri” (Piazzale Malatesta 12) propone pane cotto a legna e lievitato con pasta madre giungendo fresco tutte le mattine dal forno di Cagli nel punto vendita in città. “Il gelso” (Via Cavour 65) offre nel weekend un pane certificato e prodotto con farine non trattate italiane da coltura bio, pasta madre e cottura a legna proveniente da Città di Castello. Su ordinazione.

Vintage Fano un percorso per appassionati

vintage a Fano

vintage a Fano

Vintage Fano un percorso per appassionati. Con un pomeriggio libero e tanta voglia di curiosare fra stand e scaffali alla ricerca di qualcosa di particolare da indossare o collezionare, ecco un percorso fanese tutto dedicato al vintage e agli oggetti usati. Lasciamo l’auto al Foro Boario per la prima tappa, al “My loft” in Via Giordano Bruno 16. Il negozio è specializzato in abbigliamento e accessori di lusso vintage. Qui è possibile trovare articoli firmati D.o.c a prezzi interessanti magari da abbinare con qualcosa di moderno o per una serata elegante. La seconda tappa è subito in centro storico; In una traversa di Via Cavour, Via Speranza numero 3, troviamo”l’Officina dei sogni”. In questo piccolo salottino dedicato all’ oggettistica, all’ arredo e agli accessori di altri tempi, si mescolano vari stili e varie epoche. Il recupero è il filo rosso di questo piccolo atelier un po’ brocante e un po’ laboratorio. Poco distante, nella galleria di Via Garibaldi 69 ecco “Cheap & Chic”, autentico mercatino dell’usato dove portare i propri oggetti in contovendita e dove è possibile trovare veramente di tutto. Il negozio segue principalmente oggettistica e arredamento ma la sezione di abbigliamento e accessori sul soppalco non manca di certo. Anche qui prezzi per tutte le tasche. Sempre in via Garibaldi, al poco distante numero 18, c’è l’ultima nata in ordine di tempo; “Novecento”. Qui si tratta il vintage con una attenta selezione di abiti e accessori dal gusto anni 50 e 60. Una piccola boutique dallo spirito vezzoso. Il nostro tour si conclude da “Cose senza tempo” in via Nolfi 106. L’ambiente informale si fa solidale in quanto l’usato è venduto per beneficenza grazie alla Onlus che lo gestisce; Due piani fitti di abbigliamento e oggettistica da nuotarci dentro, senza contare che per i mobili hanno anche un magazzino in periferia. Con un percorso così sarà difficile tornare a casa a mani vuote. Provare per credere.

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