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Un ermafrodita ad Atene 04
Si chiama Edinanci e partecipa nel Judo alle Olimpiadi di Atene. 
Un ermafrodita sul podio olimpico. Nei Giochi moderni sarebbe la prima volta, almeno per chi e' in questa condizione dichiaratamente. Muscolose atlete dell'est ed effeminati ginnasti del passato non fanno testo: nessuno, per andare alle Olimpiadi ha dovuto operarsi, su esplicita richiesta di una federazione sportiva. La judoka brasiliana Edinanci Da Silva l'ha dovuto fare prima di Atlanta '96, non l'ha mai nascosto anche se non le piace parlarne, adesso dovrebbe essere arrivato il momento di passare all'incasso dopo anni di sofferenza per le chiacchiere sul suo conto: il Brasile e' diventato una potenza mondiale del judo, Edinanci Fernandes da Silva, la donna che un tempo era un po' Ermes e un po' Afrodite, e' ora il suo elemento di punta.
Questa e' la sua terza Olimpiade, la prima da favorita: dopo i settimi posti di Atlanta e Sydney, la crescita agonistica della 28enne judoka dello stato del Paraiba e' stata costante, e ora e' in Grecia con l'obiettivo di una medaglia, e per continuare la sua battaglia contro ogni tipo di discriminazione, comprese quelle che in passato l'hanno fatta soffrire.
Edinanci e' arrivata dal Portogallo, reduce da un periodo di allenamenti a Coimbra, e subito e' stata sottoposta al test di femminilita' necessario secondo le regole Cio. Non ci sono stati problemi, ha avuto via libera ed ora puo' tranquillamente puntare al podio: per lei non sarebbe una novita', ha gia' conquistato il bronzo ai Mondiali di Parigi ed Osaka nella categoria fino a 78 chilogrammi. L'oro l'ha vinto l'anno scorso ai Giochi Panamericani, il sogno sarebbe di replicare in Grecia che per lei vorrebbe dire anche assicurarsi un fisso mensile di circa settemila euro al mese, pagato dagli sponsor del comitato olimpico del suo paese e dal Sao Caetano, club di cui fa parte.
Timida e introversa com'e', in questo non sembra proprio brasiliana, non ama parlare della sua situazione, ne' che le si chieda un commento su affermazioni come quella del ct dell'Italia Vittoriano Romanacci, secondo il quale la brasiliana ''combatte come un uomo, e disorienta le avversarie utilizzando colpi, come il tuguruma, che richiedono notevole forza nella schiena e non ti aspetteresti da una ragazza''. Preferisce ricordare che in patria e' molto amata, attualmente una delle figure piu' popolari dello sport femminile brasiliano, una campionessa che va nei grandi magazzini e si sottopone volentieri a sedute di autografi, sotto ai quali disegna il viso di una donna e scrive -78, i numeri della sua categoria.
Ad Atene e' arrivata per fare piazza pulita delle avversarie e prendersi la rivincita sul passato, e non pensare piu' a quando aveva 13 anni e, proveniente da famiglia povera, per mantenersi faceva la tagliatrice di canne da zucchero. Appena aveva un momento libero andava a correre o a praticare il kung-fu, fino al momento in cui non s'innamoro' del judo per il quale lascio' perfino la scuola.
Sei anni dopo, e nonostante il groviglio di sentimenti che si sentiva dentro, in vista dei Giochi di Atlanta fu messa davanti a un bivio: doveva correggere la sua anomalia genetica e togliersi i testicoli, altrimenti avrebbe dovuto rinunciare alle gare perche' nel suo organismo c'era una produzione anomala di ormoni maschili. Da superleggera era diventata in poco tempo un peso massimo, con due bicipiti impressionanti. La sua femminilita' fu quindi messa in dubbio e quello fu per lei ''il momento piu' complicato della mia vita''. Tutto si risolse con un doppio intervento. Perse peso, si fece un po' piu' aggraziata, ha continuato a non indossare abiti particolarmente femminili, mettendosi scarpe con i tacchi soltanto quando la rappresentativa brasiliana in partenza per i Giochi di Sydney venne ricevuta dal Presidente della Repubblica Fernando Henrique Cardoso. L'unica civetteria che si concede, ma e' piu' un fatto scaramantico, e' di ossigenarsi i capelli prima delle gare.
''C'e' stato un tempo in cui in vita mia ne ho passate troppe - spiega lei -. Adesso per rendere al meglio devo sentirmi bene spiritualmente, e mi preparo sempre per lottare prima di tutto contro me stessa. Pero' sono ottimista: nel judo il Brasile e' arrivato al livello delle nazionali piu' forti e siamo anche molto uniti a livello di gruppo: non ho mai visto nulla di simile, e' bello essere una squadra di amici''.
Pensieri di una donna che del suo passato da diversa non vuole parlare, casomai ricorda certe sensazioni amare nelle canzoni che compone nei momenti liberi, ''perche' la musica e' il mio piu' grande hobby, adoro i Bee Gees''. Ad Edinanci hanno gia' proposto d'incidere un Cd, ma lo fara' soltanto se riuscira' a stendere la timidezza, oltre che le avversarie, donne come lei.

FONTE: Ansa

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