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Da militare a danzatrice
La storia di Jin Xing da soldato a danzatrice di successo a Parigi

Ovazioni a Parigi per la celebre ballerina e coreografa cinese che era un uomo. "Per 26 anni imprigionata nel corpo sbagliato" Lo strano destino di Jin Xing Colonnello, trans e danzatrice. Le stellette, la divisa di tela ruvida, il berretto calato sugli occhi. Colonnello dell'esercito popolare cinese. Tanti come lui. Eppure quando camminava per strada la gente si girava e guardava. Attratta da qualcosa, la nobiltà del portamento, il modo di rendere eleganti quegli abiti da caserma, un'energia strana che alzava in volo i grossi anfibi fangosi. Jin Xing non se ne stupiva. Lui l'aveva capito da quando aveva sei anni. Non sapeva come descriverlo, questo no. "Non ero come gli altri bambini", ecco cosa pensava. Per esempio a lui piaceva danzare e mica fu facile, a 9 anni, dire al padre, militare dell'esercito, che voleva studiare ballo. Figuriamoci quando, 17 anni dopo, gli ha dovuto dire: "Mi opero". Ma tutto era ormai già pronto e già accaduto, dentro e finalmente, con qualche "correzione" di bisturi, anche fuori: tre interventi all'ospedale di Pechino e il colonnello Jin Xing è diventata Jin Xing. "Stella d'oro" e, ironia della lingua, maschile e femminile in cinese. Insomma la donna, e la ballerina, imprigionata per 26 anni in un corpo sbagliato. 

E' il 1995. Ma Jin Xing, fino a poco prima colonnello dell'esercito, ha già conquistato oltre che un pubblico sempre più numeroso e disposto a pagare salato il biglietto per vederla a teatro, anche premi e titoli, uno dei quali recita "miglior ballerino della Cina" per una gara nazionale dell'87. Riconoscimento che le dà la possibilità di andare a New York a studiare per quattro anni (qui incontra maestri del calibro di Merce Cunningham e Martha Graham). Ma solo nel '96, con la fondazione della prima compagnia di danza indipendente cinese, Jin Xing è riconosciuta per quel che è: la più grande danzatrice e coreografa contemporanea della Cina. E "transessuale" scrivono finalmente i giornali locali, segno di una verità finalmente dicibile. Una storia cinematografica, che infatti è stata raccontata nello "Strano destino del colonnello Jin Xing", documentario della freelance francese Sylvie Levey. Ma che ancora meglio è documentato da quanto accade ogni volta che Jin Xing sale sulla scena. Ovazioni, le ultime al Casino de Paris con lo spettacolo "Shangai Tango", che rimarrà a Parigi fino al 18 (la tournee francese, iniziata a Marsiglia, passerà per Bordeaux, Lilla, Bruxelles e Lione). Il tango e la Cina? "Sì, per raccontare la Shangai di oggi - spiega Jin Xing - un melange di passioni. La storia, celebre da noi, è quella di una madre divisa tra marito e amante. Ma è anche un'allusione a quella città che danza il tango con il resto del mondo". Dicono che dovunque metta mano, forse la parte più maschile della sua femminilità, sia magia. Nel 1999 è balzata in prima pagina per aver aperto un locale notturno a Shangai chiamato Half Dream, musica e show di travestiti. Tutto esaurito ogni sera. Un suo spettacolo, sui monaci Shaolin, ha fatto man bassa di consensi in giro per il mondo. E dicono anche che sia la disciplina imparata da colonnello che fa di lei il carro armato di fascino che è. "Talento, duro lavoro e opportunità" secondo lei fanno il successo. Ora a 35 anni, madre adottiva di due figli, Jin Xing ci pensa all'uomo giusto. "Ma anche i maschi più aperti sono terrorizzati da una donna forte" ammette. Un paradosso, visto che quel durissimo di suo padre, di fronte al figlio colonnello che stava per operarsi e diventare donna, le disse con gli occhi inumiditi dalla commozione: "Sei l'uomo più coraggioso che conosca, figlia mia".

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