Un
ennesimo scontro in casa Rai, ma anche una polemica che
cade, puntuale come un orologio, a ogni vigilia di Festival
della canzone. Al centro della disputa, questa volta,
Cristina Bugatti: cantante nota per una sua precedente
apparizione allo show di Piero Chiambretti, nonché ospite
già in cartellone a Sanremo, nello spazio post-gara
condotto da Vittorio Sgarbi. Una presenza che ha provocato
già numerose critiche da parte cattolica, e che anche Pippo
Baudo ha definito molto poco opportuna, ponendo di fatto il
suo veto. Da qui l'ira dello stesso Sgarbi, che di fronte
alle difficoltà minaccia: "O lei viene o non ci sarò
io". E la controreplica di Baudo: "Con l'ex
sottosegretario ho chiuso, per me parleranno gli
avvocati". La scelta, spiega Sgarbi, è stata compiuta
perché si tratta di "una donna intelligente, che dice
cose intelligenti e l'unica cosa che giova al festival è
l'intelligenza". "Cristina Bugatti - conclude
Sgarbi - ha un atteggiamento e una grazia femminile
indiscutibile. E non si può dare più peso a ciò che si ha
tra le gambe piuttosto che a quello che si ha in
testa". Veneziana, capelli lunghi biondi, fisico
prorompente Cristina Bugatti è prima di tutto una cantante,
voce del gruppo musicale Stars, che ha anche partecipato al
Gay Pride. "Adesso - dice la Bugatti sul suo sito
Internet - non so cosa succederà, ma di sicuro ce la
metteremo tutta per riuscire ad esprimerci con la nostra
musica. Combattendo come possiamo ogni tipo di pregiudizio e
d'ipocrisia". Vedremo se alla fine le porte del
Festival le verranno aperte o chiuse in faccia. Le
associazioni gay e trans non stanno certo a guardare, e
annunciano iniziative di protesta: «Le dichiarazioni di
Pippo Baudo, che confermano l'esclusione di Cristina Bugatti
dalla trasmissione televisiva del "Dopo Festival"
in quanto transessuale, pongono il presentatore in una
condizione 'fuori legge'» affermano in una nota le
associazioni "Crisalide Azione Trans" e
"Movimento Identita' Transessuale", citando
i divieto di discriminazione espresso dalla Corte europea di
Giustizia gia' dal 1996. «Cio' che non si vuole -conclude
la nota- e' che una persona transessuale possa essere
considerata un buon critico musicale (Cristina e' cantante),
ma anche un capace impiegato, operaio, informatico,
avvocato, ingegnere, eccetera». «Che Pippo Baudo fosse un
censore e' risaputo negli ambienti artistici» precisa Genny
Random della Grn (Gay Right Network), etichetta
discografica specializzata per il mercato gay. «Nel 1994 La
Cristiana - prosegue Random - cantante transessuale tra gli
artisti da noi seguiti, venne espulsa dal festival sette
giorni prima della gara in quanto Baudo scopri' la sua
variazione anagrafica, pur avendo diritto di partecipazione.
L'allora etichetta discografica de La Cristiana dovette
sostituirla al festival con un'altra artista». Anche Vladimir
Luxuria, nota drag-queen e tra gli organizzatori del Gay
Pride di Roma, ricorda altri episodi in cui Baudo ha
dimostrato un atteggiamento omofobo: «Un anno dopo l'uscita
di 'Mery per sempre' - spiega Luxuria - l'attrice del film,
Alessandra Di Sanzo, propose un brano a Sanremo ma la
commissione, in cui c'era Baudo, lo rifiuto'». E aggiunge
che nel '94, quando a Sanremo ci fu come ospite Elton John
in coppia con il noto travestito Ru Paul, Pippo fece a
quest'ultimo «una intervista cattiva, non tradotta in
italiano, e uno spettatore dalla platea grido' 'a noi
piacciono le donne'. Baudo rispose 'anche a me', e si becco'
l'applauso. La discriminazione - conclude - e' la peggiore
forma di volgarita'». «Con l'Arcigay - annuncia infine
Luxuria - stiamo organizzando una forma clamorosa e colorata
di protesta all'Ariston contro un uomo che pensa che un
trans o un travestito sia un elemento di disturbo per la
societa'. Baudo ha fatto una vera e propria opera di censura
televisiva. In altre nazioni come la Germania e
l'Inghilterra i travestiti conducono trasmissioni
televisive, in Italia dobbiamo metterci da parte a favore
della mania per le inquadrature di glutei e di linguaggi
scurrili. A Baudo urleremo che la volgarita' e' la peggior
forma di pregiudizio».
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